Posts tagged ‘barconi’

11 giugno 2015

Immigrazione: città trasformate in centri accoglienza a cielo aperto

profughi stazione milano

Com’era purtroppo prevedibile, l’Italia si sta trasformando in un grande parcheggio della disperazione: centinaia di migranti si stanno affollando nelle stazioni di grandi centri mentre a Milano scoppia l’allarme scabbia. Non ci sono più margini per un’accoglienza decorosa, come è possibile che il governo non lo capisca?

La vera fortuna dell’esecutivo è che gli italiani sono persone generose, capaci di interpretare al meglio la solidarietà. Ma questo non autorizza nessuno, né Renzi né gli Stati europei, a pensare che si possa proseguire in questo modo. Perché le nostre città non possono diventare un centro d’accoglienza a cielo aperto. I barconi non devono più partire e i profughi devono trovare l’assistenza della comunità internazionale nei Paesi di partenza e transito. Altre soluzioni non ce ne sono.

20 maggio 2015

Arresto terrorista Bardo dimostra che barconi espongono cittadini a rischi intollerabili. Governo riferisca

Deborah BergaminiRingraziamo ancora una volta le Forze dell’Ordine per l’ottimo lavoro che ha portato all’arresto di un giovanissimo nordafricano, sospettato addirittura di essere coinvolto nell’assalto al museo del Bardo. Questa vicenda apre la strada a riflessioni molto più che preoccupanti: per mesi abbiamo ascoltato un susseguirsi di dichiarazioni e smentite da parte di esponenti del governo rispetto al rischio che sui barconi di immigrati diretti verso le nostre coste potessero infiltrarsi dei terroristi. Oggi apprendiamo che il ragazzo è arrivato in Italia proprio su uno di quei barconi. E per di più, ha continuato a restare qui da irregolare, come tanti altri che fuggono dai centri di accoglienza e vivono nella clandestinità all’interno dei nostri confini. Basta, allora, con gli inutili giri di parole, diciamo le cose come stanno: il nostro Paese, per essersi sobbarcato il peso dell’accoglienza solitaria dei migranti, ha esposto i cittadini a rischi intollerabili. Non ci sono più scuse: il governo riferisca subito in Aula e spieghi anche cosa intende fare per tutelare la sicurezza degli italiani.

19 maggio 2015

Su quote migranti in Ue solito copione: verbi al futuro e zero fatti. Nell’immobilismo del governo

immigrazioneNonostante le rassicurazioni di circostanza della Commissione Ue rispetto alla strategia delle quote, sull’immigrazione si sta purtroppo ripetendo un copione sempre uguale a se stesso: è tutto un parlare al futuro, con tanti ‘vedremo’ e ‘proveremo’, senza mai arrivare al dunque. E intanto la giostra degli egoismi continua a girare.

La realtà è che la strategia di un’accoglienza condivisa risulta via via più compromessa e per l’Italia l’alleggerimento dell’onere solitario di fronteggiare l’esodo diventa sempre più un miraggio. E, come sempre, nell’immobilismo del governo.

13 maggio 2015

Immigrazione: distribuzione quote tra paesi Ue è snodo fondamentale

Se vogliamo evitare che l’Italia si trasformi nel giro di pochi anni in una gigantesca area parcheggio della disperazione dobbiamo vincere una battaglia che si trascina da troppo tempo affinché il nostro Paese non sia lasciato solo nella gestione dei flussi migratori. Aspettiamo ora di conoscere nel dettaglio le proposte della Commissione Ue e vediamo se saranno sufficienti.

Nonostante i facili entusiasmi propagandistici di Renzi, l’Italia finora non ha saputo farsi valere. Al contrario, il buonismo irresponsabile e i solidarismi a buon mercato hanno prospettato per il nostro Paese un futuro molto distante da quello a cui hanno diritto i cittadini italiani. 

Oggi, l’accettazione da parte degli altri Stati membri di quote di richiedenti asilo è uno snodo fondamentale, strettamente legato all’altra questione decisiva: l’interlocuzione politica della comunità internazionale con i Paesi di partenza. Se questi obiettivi verranno ancora una volta mancati o se saranno raggiunti in maniera insoddisfacente, allora avremo perso la nostra battaglia e l’avrà persa anche l’Europa.

4 maggio 2015

Immigrazione: gli sbarchi continuano, e continuano a ricadere sulle spalle dell’Italia

barconi-400x215Altri 2000 migranti salvati dalle navi della Marina Militare lo scorso weekend. E’ bastato che le acque del Mediterraneo si calmassero per far ripartire l’esodo, tale e quale a prima. Tutto sulle spalle dell’Italia. Eccolo, per dirla alla Renzi, il ‘risultato clamoroso’ dell’Europa. 

24 aprile 2015

Vertice Ue di ieri lascia troppi irrisolti e di ‘enorme’ c’è solo egoismo alcuni stati

Guardiamo in faccia la realtà: il vertice Ue di ieri lascia ancora troppe questioni irrisolte e di ‘gigantesco’, per riprendere Renzi, ci è parso di vedere solo l’egoismo perdurante di alcuni Stati membri. Deborah Bergamini

Nessuna decisione concreta è stata presa per evitare la partenza dei barconi, e l’aumento dei fondi per Triton porta l’operazione Ue al livelli di Mare Nostrum: in pratica, 28 Paesi insieme riescono a fare quanto il nostro ha fatto da solo. Quanto all’accoglienza, lasciare la condivisione dei richiedenti asilo alla volontà degli Stati membri equivale a non cambiare nulla. In Europa, insomma, continuiamo a raccogliere troppo poco perché troppo poco pesiamo. E’ indispensabile coinvolgere l’Onu e valutare ogni possibilità di intervento, senza scartarne nessuna a priori.

19 aprile 2015

Naufragio nel Mediterraneo: su governo e UE responsabilità enorme 

Le vittime del Mediterraneo pesano sull’egoismo di chi, in Europa, si è sempre girato dall’altra parte ogni volta che un barcone è partito stipato di gente, ogni volta che c’è stata una tragedia del mare, ogni volta che l’Italia ha lanciato un grido d’allarmeDi fronte a 700 vite umane perse e ad un mare che è diventato peggio di una fossa comune, capace di inghiottire persone, famiglie, identità, storie e speranze, gli Stati europei contrari al rafforzamento di iniziative comuni, il nostro governo incapace di farsi ascoltare e l’Unione tutta, debole oltre l’immaginabile, si sono condannati ad una responsabilità pesantissima. Ora, con le chiacchiere, gli Stati europei provino a tenere a bada le proprie coscienze. E vediamo se adesso si è finalmente capito che è arrivato il momento di agire, in Libia, in Italia e in Europa: questi barconi della morte non devono più partire, non c’è altra soluzione.

15 aprile 2015

Immigrazione: governo forza i limiti delle nostre possibilità di accoglienza. A che prezzo per ordine pubblico e sicurezza?

immigrazioneOra dopo ora, continuano gli sbarchi: centinaia di immigrati che scappano dalla guerra e dal terrore verso un Paese, il nostro, che non è più in grado di accoglierli, mentre dall’Ue continuano ad arrivare annunci e solidarietà ma nulla cambia. 

Nel frattempo, il governo italiano tenta di forzare ancora i limiti, già ampiamente superati, delle nostre possibilità di accoglienza. Viene chiesto ai Prefetti di individuare nuovi posti letto, ma dove e a che prezzo per l’ordine pubblico e la sicurezza dei cittadini? Verrà aumentata, di conseguenza, la presenza di agenti delle Forze dell’Ordine oppure ci si affiderà alla buona sorte? Insomma, quel peso dei soccorsi e dell’accoglienza che avrebbe dovuto essere spostato sulle spalle europee è ancora tutto concentrato sui cittadini, sugli enti locali e sugli operatori della sicurezza, che si assumono gran parte del rischio.

Prendere atto che l’Italia, dopo tanti anni, non è più in grado di accogliere, e trasformare questo in una rivendicazione a livello europeo non significa venir meno al dovere della solidarietà: non bisogna aver paura di pensare anche agli italiani.

14 aprile 2015

Su intervento in Libia del 2011 da Gentiloni ricostruzione frettolosa

deborah bergamini hotel ergife forza italiaSull’intervento militare in Libia del 2011, dal ministro Gentiloni arriva una ricostruzione storica frettolosa. Vogliamo prendere le parole del ministro come un tardivo mea culpa della sinistra, che allora si schierò in modo determinato, insieme al presidente Napolitano, a favore di un attacco volto a rovesciare il regime di Gheddafi.

Quell’attacco, fortemente voluto dalla Francia di Sarkozy, con il sostegno di interessi internazionali, com’è noto, ha sempre lasciato il presidente Berlusconi profondamente perplesso. Sia per il timore che la Libia diventasse teatro di una guerra civile cronica, come poi è avvenuto, sia perché solo un punto di riferimento che controllasse la situazione libica poteva consentire di stringere i necessari accordi per bloccare il flusso incontrollato di immigrati clandestini. Cercare sempre di rimpallare le responsabilità in campo avverso non è esercizio di buona politica e, tantomeno, di buon governo.

13 aprile 2015

Immigrazione: sbarchi senza fine, il governo riferisca

Deborah Bergamini La7 Nught DeskGli ultimi tre giorni, con le oltre 5.600 persone tratte in salvo nel fine settimana e l’ennesima tragedia di stamani, confermano due dati: il fallimento dell’operazione Triton, inadeguata dal punto di vista di dotazioni e strategie, e la prevedibile escalation di arrivi senza fine, legata alle condizioni climatiche favorevoli.

Quanti altri morti e quanti sbarchi saremo costretti a contare in attesa della nuova agenda europea per l’immigrazione, ammesso che poi qualcosa sia veramente destinato a cambiare? E nel frattempo, cosa sta facendo il governo italiano? Ci aspettano mesi ancora più intensi e, visto quello che sta accadendo in questi giorni, l’ipotesi che quest’anno gli immigrati arrivino a toccare quota un milione, come previsto dal direttore di Frontex, non appare affatto implausibile. Bisogna fare qualcosa, per questo chiediamo che il governo venga al più presto in Parlamento a spiegarci se e in che modo intende agire.

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