Posts tagged ‘bilancio’

12 aprile 2017

Autovelox: interrogazione su multe per fare cassa

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La riforma Delrio sulle Province ha il triste primato di aver dilaniato i bilanci degli enti locali in pochi anni, ma non si può per questo pensare di far cassa attraverso le multe. Negli ultimi anni c’è stata infatti un’epidemia nella diffusione di autovelox e un’apposizione di limiti di velocità spesso non giustificata da reali necessità. Al contrario spesso i limiti vengono abbassati al di là di ogni buonsenso, alimentando le possibilità di esser multati. Se la questione fosse realmente legata alla sicurezza dell’automobilista allora si producano direttamente auto che non vadano oltre i 90 km orari! Per rispondere alle difficoltà e cercare di far quadrare i bilanci gli enti locali sono costretti a ricorrere alla voci multe ma questo ricade poi, ancora una volta, sui contribuenti. A Rieti, ad esempio, si è passati da un incasso previsto di multe da 800mila ad oltre 3 milioni di euro e così in molte altre province. Per questo ho depositato un’interrogazione chiedendo al Governo di verificare se gli enti locali abbiano rispettato l’iter previsto dalla normativa vigente in merito all’utilizzazione dei sistemi di rilevamento della velocità o se invece siano state messe in atto, come i dati sembrano dimostrare, condotte oppressive volte solo a far cassa. Quale percentuale dei proventi delle multe viene poi effettivamente investito nella sicurezza stradale? Non è accettabile imporre agli automobilisti pratiche ingiuste e vessatorie completamente distanti dall’obiettivo reale per il quale gli autovelox sono stati introdotti: garantire la sicurezza stradale.
17 ottobre 2016

Manovra, Renzi compiace i gruppi di interesse

manovraRenzi si presentò per la prima volta da premier in Parlamento, e questa fu una novità, rivolgendosi direttamente ai cittadini, e non ai partiti o ai rappresentanti delle categorie sociali che anzi avrebbe con piacere rottamato. Ora, invece, avendo perso il suo appeal nei confronti degli italiani per le tante promesse mancate, è costretto a scendere a patti con i vari gruppi di interesse, che seppur legittimi sono portatori di istanze particolari, per poter contare sul loro aiuto elettorale. E questa manovra economica, che infatti non ha una visione generale e d’insieme per l’Italia, ne è la dimostrazione. In questa manovra o Stato non arretra, non dimagrisce, non riduce la spesa pubblica ma spende soldi che non ha e che al momento neppure si conosce da dove saranno presi. Quello che è certo è che sono soldi che lo Stato chiederà indietro a cittadini, famiglie e imprese già a partire dal 2017, cioè dopo il referendum, con una manovra correttiva. Non si capisce neppure perché il premier, dopo il consiglio dei ministri, si sia presentato alla conferenza stampa con al suo fianco il ministro dell’economia, e non il grafico pubblicitario, dal momento che abbiamo visto solo slide e slogan e non tabelle e numeri. Infine Renzi ha perso la scommessa sul futuro perché per i giovani non vi è nulla, se non la certezza che domani si troveranno a pagare i debiti che questo Governo lascerà loro in eredità.

19 marzo 2014

Coperture sisma in Emilia e alluvioni in Toscana, il governo ci dica cosa vuole fare

deborah bergaminiDal dibattito sulla spending review, e per ammissione dello stesso Renzi oggi alla Camera, dietro tutti i conti, i numeri, i possibili tagli e l’individuazione di coperture per i nuovi provvedimenti, c’è sempre una precisa scelta politica di chi governa.

Perciò, se rispetto alla decisione di non prorogare i rimborsi per il pagamento di tributi e contributi da parte delle popolazioni colpite dalle alluvioni in Toscana e di limitare a due anni, anziché tre, i rimborsi per il terremoto in Emilia, il problema è di ordine ‘tecnico’, così come sollevato dalla Ragioneria dello Stato, attendiamo di capire quanto prima dal governo in che modo intenda risolvere la questione. Se invece la decisione è frutto di scelta politica, allora è bene che chi di dovere si assuma le sue responsabilità.

3 luglio 2013

Ue: bene flessibilità di bilancio. Ora basta scuse, abbassare le tasse

Ecco la notizia che aspettavamo: maggiore flessibilità di bilancio per i Paesi dell’Unione europea usciti dalla procedura per deficit eccessivo. Deborah Bergamini

Da anni il Presidente Berlusconi e il PdL sottolineavano la necessità di poter contare su maggiori margini di azione, non per propagandismo ma per l’evidente bisogno di rilanciare la nostra economia. Per questo ci siamo sentiti ingiustamente accusare di attentare all’architettura della moneta unica, mentre la decisione di oggi conferma che avevamo ragione.

Ora non ci sono più scuse, serve una buona dose di lungimiranza e di coraggio. Non dobbiamo inventarci niente, la ricetta è una, semplice e sotto gli occhi di tutti: la decisa riduzione delle tasse che colpiscono il lavoro, strozzano le aziende, gravano sulle famiglie e inibiscono i consumi.

Lo dichiara Deborah Bergamini, deputato Pdl.

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8 febbraio 2013

Bilancio Ue, al solito Monti giosce per i buoni risultati… degli altri!

Come al solito Monti si felicita dei buoni risultati ottenuti… dagli altri! Il trionfatore della trattativa sul bilancio europeo, infatti, è David Cameron, che ha dimostrato chi è davvero in grado di imporsi sull’asse franco-tedesco, ed ha ottenuto l’agognata riduzione del bilancio comunitario.

Si piazzano bene, come sempre, Francia e Germania e, in generale, i paesi del nord Europa, che si sono assicurati che i tagli non andassero a toccare i loro interessi strategici. E infatti, con la diminuzione dei fondi per la crescita e la ricerca ed il dimezzamento delle risorse per le infrastrutture logistiche, energetiche e telematiche, sono stati toccati i settori in cui i paesi del sud Europa, e l’Italia in particolare, avrebbero bisogno di maggiori investimenti per uscire dalla recessione.

I questo quadro, comunque, può gioire pure la Spagna di Rajoy che, almeno, riceverà – giustamente data la congiuntura in cui si trova – più di ciò che da.

Tutti contenti, insomma, anche Monti. Peccato che l’Italia, in piena recessione grazie alle sue cure, sia rimasta un contribuente netto del bilancio dell’Ue. La tanto sbandierata diminuzione del nostro contributo, infatti, è di meno di un miliardo di euro. E non basteranno questa volta le belle frasi degli altri leader europei che sottolineano i successi di Monti. Gli italiani hanno capito il trucco.

Così in una nota Deborah Bergamini, Pdl.

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23 novembre 2012

Pucciniano, oggi al tavolo in Regione. Bene approvazione finanziamenti ma situazione non ancora risolta

Dopo l’approvazione ieri, in Commissione Cultura alla Camera, della legge per il sostegno e la valorizzazione dei festival musicali ed operistici italiani di assoluto prestigio internazionale, che riconosce un finanziamento di un milione di euro all’anno per il Festival Pucciniano, vado alla riunione di oggi in Regione, dedicata proprio alle sorti del Festival, con il cuore un po’ più leggero ma non del tutto serena.

Sono consapevole, infatti, che i problemi del Festival non sono ancora risolti perché il peso, sempre più schiacciante, dei costi derivanti dalla costruzione del teatro rende ancora precaria la situazione del Pucciniano e, in particolare, il bilancio 2012. Solo per quest’anno, infatti, le spese per il pagamento del mutuo contratto per il nuovo teatro e per il pagamento dell’Imu ammontano a 800.000 Euro.

Dobbiamo assolutamente trovare una soluzione e spero che il tavolo di oggi sarà risolutivo. Il Festival Pucciniano è uno degli eventi culturali più importanti del nostro territorio e, non dimentichiamolo, nonostante la crisi garantisce un indotto di circa 15 milioni di euro.

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