Posts tagged ‘Bolkestein’

10 novembre 2017

Bolkestein: ennesimo brutto capitolo del “romanzo balneare” firmato Pd

europaGran brutta trama, con giravolta a sorpresa, per lo sciagurato “Romanzo balneare” firmato Partito democratico. Prima approvano alla Camera un disegno di legge delega che, se licenziato anche dal Senato, metterà in ginocchio circa 30mila aziende a conduzione familiare mandando all’asta tutte le concessioni demaniali marittime in essere. Poi, depositano un emendamento al Decreto fisco che, nelle intenzioni, voleva prorogare da trenta a cinquant’anni una serie di licenze – ma non tutte -, salvando, forse, qualche migliaia di piccoli imprenditori. Infine, e qui i dem hanno superato il limite del grottesco, l’improvviso ritiro dell’emendamento. Una capriola che, di fatto, certifica una volta per tutte la confusione e soprattutto la non volontà politica di maggioranza e governo di difendere un comparto tra i più strategici del Paese. Un settore che, da solo, dà lavoro a oltre un milione di persone. Forza Italia non assisterà in silenzio a questo scempio, ma darà battaglia a palazzo Madama affinché il ddl delega non venga approvato.

16 ottobre 2017

Bolkestein, Forza Italia contraria a esproprio proletario del Governo

Forza Italia è contraria al provvedimento che stiamo così frettolosamente analizzando qui in Aula. Un provvedimento che riordina un comparto solo nel nome, ma che di fatto mette in ginocchio, attraverso un esproprio proletario, un segmento industriale strategico per il nostro Paese, fatto di circa 30mila imprese per lo più a conduzione familiare. Un settore che da solo dà lavoro a oltre 1 milione di persone. Avremmo preferito discutere in modo più ampio e articolato una materia così delicata e complessa, prorogando nel frattempo le attuali concessioni per consentire alle nostre imprese di tornare a operare e investire con serenità – altri paesi dell’Ue, a cominciare dalla Spagna, si sono mosse in questa direzione con successo. Sembra invece che il governo italiano, in nome della cosiddetta direttiva Bolkestein, abbia fretta di mettere all’asta un modo di fare impresa che invece è un modello imprenditoriale di successo. Un governo cui sembra far difetto la capacità, o forse la volontà, di difendere l’interesse e le peculiarità del nostro Paese.

22 maggio 2017

Ddl balneare: con FI al governo niente aste immediate per le spiagge

dimaioIl ddl di riordino delle concessioni demaniali marittime in esame alla Camera rischia di distruggere per sempre un comparto del nostro paese che andrebbe invece fortemente valorizzato, quello delle imprese balneari. Per questo mi sto impegnando in prima persona, insieme a molti colleghi di Forza Italia, per scongiurare l’approvazione di questa legge. Si deve far ripartire l’Italia, non affossarla come il governo sembra voler fare anche in questo caso. Con l’attuazione della Bolkestein si affaccia un grandissimo rischio: quello di aste immediate per le spiagge. Con FI al governo questa sarebbe una soluzione da non considerare nemmeno, anzi un simile rischio sarebbe assolutamente scongiurato.
5 settembre 2016

Commercio, Bolkestein impoverisce economia italiana. In ballo 1 mln posti di lavoro

La direttiva Bolkestein impoverisce l’economia del nostro Paese, che ha sue peculiarità specifiche rispetto ad altre nazioni, imperniato com’è sulla piccola impresa familiare, sulle partite Iva. Il Governo ha il dovere di intervenire subito e di far sentire la voce dell’Italia in sede Ue, prima che sia troppo tardi.
In ballo ci sono un milione di posti di lavoro, tra addetti a fiere, chioschi e mercati, e balneari, incluso l’indotto. Se la Bolkestein verrà applicata in maniera meccanica, senza tenere conto dell’unicità e della specificità del sistema Italia, a essere danneggiate saranno le imprese e le generazioni future. Ci chiediamo perché a Spagna e Portogallo, ad esempio, sia stato consentito di prorogare le concessioni, e all’Italia no: l’utilizzo di due pesi e due misure è segno che in Europa ci sono problemi, e che il nostro Paese in sede Ue ha difficoltà a farsi ascoltare. Forza Italia, comunque, continuerà come ha sempre fatto a sostenere in tutte le sedi le ragioni degli imprenditori e delle aziende familiari.

Firenze, convegno sulla direttiva Bolkenstein promosso da Assoidea

27 luglio 2016

L’Europa grazia Spagna e Portogallo ma punisce l’Italia

Commissione europeaSiamo stati i primi a dire che le regole ferree di bilancio e di cieca austerità imposte dall’Europa avrebbero peggiorato le condizioni dei cittadini e fatto aumentare il loro euroscetticismo. Ma adottare due pesi e due misure, salvando alcuni Stati membri che non rispettano i patti, e punendone invece altri, è un approccio sbagliato e pericoloso che non farà che alimentare la diffidenza verso le Istituzioni europee.

La Commissione Ue  ha proposto di cancellare la multa contro Spagna e Portogallo per il loro deficit eccessivo concedendo loro una dilazione sul rispetto del patto di stabilità. Eppure, appena qualche giorno fa, la Corte di giustizia Ue ha stabilito la non validità della proroga automatica delle concessioni balneari in Italia fino al 2020, quando poi proprio la Spagna e il Portogallo avevano chiesto e ottenuto dalla Ue una deroga alla Bolkestein. La Ue deve assumere decisioni che non facciano pensare che ci siano Paesi favoriti o sfavoriti, perché altrimenti davvero verrebbe meno il concetto stesso di Unione.
21 luglio 2016

Brutto segnale governo che non accoglie mio odg per imprese balneari

BalneariQuando dalle promesse si passa ai fatti appare chiaro chi vuole tutelare le imprese balneari italiane e chi invece no. Ritengo che il Governo abbia compiuto un gravissimo errore non accogliendo il mio ordine del giorno in cui chiedevo che si rinegoziasse l’applicazione della direttiva Bolkestein o che quanto meno si prevedesse un periodo transitorio congruo per permettere ai concessionari l’ammortamento degli investimenti realizzati, così come è avvenuto anche in altri paesi europei con situazioni costiere e turistiche simili alle nostre come Spagna e Portogallo.

Sulla tutela in questa direzione delle imprese balneari il Governo non ha ritenuto di doversi impegnare ma semplicemente di ‘valutare l’opportunità’, non comprendendo che ha già perso troppo tempo e che è il momento di adottare misure urgenti e concrete a tutela del comparto. Ma soprattutto è inaccettabile che il Governo, nell’ambito del riordino della materia, non abbia voluto accogliere la mia richiesta di escludere che alle concessioni balneari sia applicato in maniera generalizzata ed automatica il sistema di affidamento tramite asta, disattendendo tra l’altro la pronuncia della Corte di giustizia europea che ha chiarito che le aste non sono obbligatorie. Il mio ordine del giorno, peraltro, non le avrebbe escluse, ma chiedeva solo che non fossero generalizzate ed automatiche. Davvero un brutto segnale di indifferenza del Governo verso migliaia di piccole imprese italiane del settore turistico. Infine ringrazio i colleghi Alberto Giorgetti e Francesco Paolo Sisto per il loro impegno in Aula e in Commissione nel sostenere insieme a me le istanze dei balneari.

 

Qui il testo dell’Ordine del Giorno non accolto dal governo.

Ordine del giorno

 

La Camera,

premesso che

i commi 3-septies e 3-octies dell’articolo 24 del provvedimento in esame intervengono in materia di concessioni demaniali marittime, sia sotto il profilo della proroga delle concessioni, che relativamente ai procedimenti pendenti per il pagamento dei canoni demaniali ed al termine per il riordino complessivo della materia;

in particolare il comma 3-septies dell’articolo 24 interviene sulla questione della proroga delle concessioni disponendo la validità ex lege dei rapporti concessori già instaurati e pendenti in base all’art. 1, comma 18, del D.L. n. 194 del 2009. Si tratta della norma che ha prorogato fino al 31 dicembre 2020 la durata delle concessioni demaniali marittime per finalità turistico-ricreative in essere alla data di entrata in vigore del decreto (30 dicembre 2009) e in scadenza entro il 31 dicembre 2015;

la disposizione si è resa necessaria a seguito della sentenza della Corte di giustizia europea, che ha dichiarato illegittima la proroga disposta dal legislatore in merito alle concessioni demaniali marittime a finalità turistico ricreative; l’articolo 1, comma 18, del decreto-legge n. 194 del 2009, come modificato dall’articolo 34-duodecies del decreto-legge 179/2012, aveva infatti disposto, in attesa della revisione complessiva della legislazione nazionale in materia, la proroga sino al 31 dicembre 2020 delle concessioni in essere alla data del 30 dicembre 2009 ed in scadenza entro il 31 dicembre 2015;

la Corte ha quindi dichiarato illegittima la proroga automatica ma, al contempo, ha riconosciuto la necessità di tutelare il legittimo affidamento se, al momento del rilascio della concessione, sia stata osservata una pubblica evidenza. Inoltre, la Corte ha rinviato al Giudice nazionale il compito di valutare se la proroga di una concessione sia legittima o meno in virtù dell’abbondanza del bene concesso;

ad ogni modo, il Governo ha ora il dovere di attivarsi, data l’inerzia nel procedere ad un riordino della materia, per evitare eventuali contrasti con la normativa comunitaria e, nello specifico, con la direttiva Bolkestein, per offrire soluzioni ai problemi di un settore – quello delle imprese turistiche titolari di concessioni demaniali -strategico e fondamentale per il nostro Paese;

se è vero che la Corte di giustizia Ue ha sancito la non validità della proroga automatica di tali concessioni per tutti fino al 2020, come deciso dallo Stato italiano, è altrettanto vero che si possono e si devono salvaguardare gli imprenditori che hanno fatto investimenti, ponendo a carico dello Stato l’onere di provare eventualmente il contrario e, quindi revocare la, o anticipare la revoca della, concessione;

in ogni caso, è necessario avviare un percorso nelle opportune sedi comunitarie per rinegoziare i termini della Direttiva Bolkestein e fare in modo che le concessioni demaniali relative agli stabilimenti balneari, nonché il settore del commercio ambulante, siano escluse dall’applicazione automatica e generalizzata del sistema di affidamento tramite asta; –

 impegna il Governo

ad attivarsi presso le istituzioni comunitarie per rivedere la decisione di applicare la direttiva Bolkestein  alle concessioni demaniali relative agli stabilimenti balneari, nonché al commercio ambulante, o, quantomeno, per prevedere l’estensione della durata del regime transitorio per un tempo abbastanza ampio da permettere ai concessionari l’ammortamento degli investimenti realizzati, secondo quanto disposto anche in altri Paesi dell’UE, nonché in ogni caso, per escludere tali concessioni dall’applicazione automatica e generalizzata del sistema di affidamento tramite asta.

 

Bergamini

 

 

18 luglio 2016

Spiagge, prorogare le concessioni per salvaguardare gli investimenti

balneariNon possono certamente essere le imprese turistiche titolari di concessioni demaniali a pagare il conto dell’inerzia del Governo che non è stato in grado di difendere in Europa le ragioni e gli interessi di un settore economico fondamentale per il nostro Paese. Dopo la sentenza della Corte di giustizia europea occorre rimediare agli errori e noi offriamo la soluzione per farlo.

Ho presentato subemendamenti al decreto Enti locali del Governo per prorogare per un periodo di trenta anni le concessioni demaniali, salvo che le autorità competenti non dimostrino la mancanza di investimenti realizzati per la costruzione di manufatti legittimamente esistenti e, in generale, per il miglioramento dell’area concessa. Se è vero che la Corte di giustizia Ue ha sancito la non validità della proroga automatica di tali concessioni per tutti fino al 2020, come deciso dallo Stato italiano, è altrettanto vero che si possono e si devono salvaguardare gli imprenditori che hanno fatto investimenti, ponendo a carico dello Stato l’onere di provare eventualmente il contrario. Vedremo se la maggioranza di Governo approverà i nostri subemendamenti o se ancora una volta si mostrerà disinteressata alla sorte di migliaia di imprenditori balneari. Infine vigileremo affinché nel non più procrastinabile riordino dell’intera materia il Governo non disattenda le promesse fatte al comparto.

14 luglio 2016

Balneari, Governo tutela banche e dimentica imprese

spiaggeQuando a febbraio di quest’anno l’avvocato generale della Corte di Giustizia europea si era dichiarato contrario alla proroga delle concessioni balneari in essere in Italia, avevamo chiesto a gran voce al premier Renzi di attivarsi in prima persona per scongiurare questo pericolo. Oggi invece è arrivata la sentenza che rappresenta una minaccia per la sopravvivenza di decine di migliaia di imprese italiane.

Il Governo è molto attivo in Europa per chiedere favori e deroghe per salvare banche e banchieri ma si è completamente disinteressato di un settore economico fondamentale per l’occupazione e la crescita del nostro Paese, penalizzando le imprese turistiche titolari di concessioni demaniali, e proprio nel pieno della stagione estiva. Altri Paesi, con minor peso economico rispetto all’Italia, come Spagna e Portogallo, hanno chiesto e ottenuto dalla Ue una deroga dalla Bolkestein, l’Italia no, appalesando una evidente ininfluenza politica. Le ripercussioni saranno enormi anche dal punto di vista occupazionale e questo stride con l’atteggiamento di un Governo che continua a vantarsi degli inesistenti effetti salvifici del Jobs Act. Con questa sentenza si perderanno posti di lavoro, si perderanno gli investimenti dei nostri piccoli imprenditori balneari e si perderà anche la certezza del futuro.

1 marzo 2016

Balneari, agire subito a tutela comparto

IMG_0317Sentiamo dire oggi dal governo che ha intenzione di avviare un tavolo per trovare una soluzione al problema dei balneari. Ancora? Ci sono decine di migliaia di imprese che non sanno se le loro concessioni demaniali marittime saranno valide questa estate e il governo non ha ancora affrontato la questione? Il Governo Renzi ha lasciato passare il semestre di presidenza della Ue senza negoziare una soluzione con la Commissione, mentre governi di altri Paesi con lo stesso problema, come Spagna e Portogallo, si sono giustamente adoperati per salvaguardare i loro cittadini e le loro imprese balneari. Non c’è tempo per nessun altro tavolo di discussione perché il governo ne ha già perso troppo: l’Italia deve immediatamente chiedere ed ottenere una deroga dalla Bolkestein e pretendere che vengano rispettati i nostri lavoratori e imprenditori del comparto che sono minacciati da una miope burocrazia europea.

29 febbraio 2016

Balneari, Ue contro Italia. Governo intervenga

cabineLe minacce dell’Europa alle imprese balneari italiane vanno respinte con determinazione. Se ne deve occupare con urgenza Matteo Renzi. Si tratta di un settore economico fondamentale per l’occupazione e la crescita del nostro Paese, di una risorsa essenziale nel panorama dell’offerta turistica italiana. L’Italia deve chiedere ed ottenere una deroga dalla Bolkestein. Viviamo un momento in cui la Gran Bretagna negozia con l’Unione Europea una serie di esenzioni e di modifiche di regole riguardanti aspetti fondamentali, e in cui interi Paesi contestano le politiche dell’immigrazione, erigono muri e vanno per la propria strada. La questione dei balneari, rispetto a ciò che l’Europa sta discutendo e concedendo, è di portata assai minore. Si può e si deve quindi pretendere il rispetto del lavoro di chi ha investito e creato imprese. Dobbiamo dare certezze, come abbiamo cercato di fare con il nostro emendamento che ha prorogato le concessioni fino al 2020 e che l’Europa ha messo nel mirino. Altri Paesi come la Spagna hanno ottenuto quello che volevano in questo campo. L’Italia non può subire imposizioni. E Renzi non può continuare a trascurare questa realtà che dovrebbe ben conoscere. Alle associazioni di categoria confermiamo l’impegno deciso e determinato di Forza Italia. E invitiamo tutti a una forte iniziativa che noi porteremo in parlamento nei prossimi giorni con mozioni ed interventi che mirano ad ottenere dal governo risposte concrete ed immediate. Non ci accontentiamo più delle rassicurazioni di qualche Ministro o Sottosegretario. Abbiamo partecipato come Forza Italia a tutti i tavoli unitari, come ben sanno le organizzazioni di categoria. E abbiamo atteso invano che si varassero normative per dare un assetto definitivo al settore. Ciò non è avvenuto né con il governo Letta, né con il governo Renzi. Ora l’Europa non può imporre una sua volontà unilaterale. Deve prendere atto della realtà italiana e il governo deve parlare subito con chiarezza.

Comunicato congiunto di Deborah Bergamini e Maurizio Gasparri.

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