Posts tagged ‘Brexit’

28 giugno 2016

Brexit, la politica delle piccole decisioni non funziona

brexit-1Se la politica dei piccoli passi di Jean Monnet è stata essenziale per arrivare all’Unione europea, la politica delle piccole decisioni, prive della lungimiranza e del coraggio necessari, non farà andare molto lontano l’Europa di oggi. L’esito del referendum britannico ci impone di correre.

La domanda è se le attuali leadership siano all’altezza di questo compito, visto che finora non si sono accorte del vento di protesta che soffiava in Europa o lo hanno colpevolmente ignorato. L’Europa è una patria, ma purtroppo è andata assomigliando ad un club privato retto con le regole di un club privato: è evidente che così non può funzionare e che deve ripartire su altre basi, dai cittadini, dai popoli, dando soluzione comune ai loro problemi concreti come la disoccupazione, l’immigrazione e la sicurezza.

25 giugno 2016

Brexit: governo italiano non all’altezza della situazione 

L’Italia si trova ad affrontare uno dei passaggi più difficili della storia recente europea con un governo non all’altezza della situazione, guidato da un presidente del Consiglio non eletto democraticamente, che ha problemi anche all’interno del suo stesso partito e che ha portato il nostro Paese agli ultimi posti in Europa per crescita e occupazione e ai primi per debito pubblico e povertà.Renzi dovrebbe prendere atto che il suo Governo non è idoneo a dare soluzioni alla crisi di identità che sta attraversando l’Europa, crisi di cui l’attuale esecutivo italiano è corresponsabile, avendo lasciato che l’egoismo degli Stati nazionali prevalesse sugli interessi di tutti, come si è visto sul dramma dell’immigrazione clandestina che è ricaduto solo sulle spalle del nostro Paese. Renzi si appresta a parlare alle Camere, speriamo che sia disponibile ad ascoltare davvero le ragioni delle opposizioni che insieme rappresentano i due terzi dell’elettorato italiano.

24 giugno 2016

Brexit, indifferibile riforma dell’Europa

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Dopo l’esito del referendum britannico diventa indifferibile una profonda riforma della Ue e dei suoi trattati: continuiamo a ritenere l’Unione fondamentale, ma non nella forma che è andata prendendo, perché così com’è è troppo lontana dalle esigenze reali dei cittadini.

Insomma o l’Europa incomincia ad essere sentita dagli europei come una seconda patria, nella quale a decidere le sorti comuni sono i cittadini e i parlamenti e non le burocrazie e la governance bancaria globale, oppure si disgregherà con un devastante effetto domino. E gli enormi sacrifici e i costi sostenuti dagli Stati membri non saranno serviti a nulla. Si sta perdendo, per mancanza di una visione condivisa e anche per carenza di leadership autorevoli e riconosciute, il sogno europeo che i padri fondatori hanno costruito. Ora non ci sono più alibi: o l’Europa cambia, si rinnova, migliora, oppure i popoli sovrani ne decreteranno la fine. Di fronte a questa prospettiva è necessario che la grande famiglia moderata del PPE prenda al più presto una forte iniziativa politica, dimostrando al popolo europeo di aver capito che è arrivato il momento di cambiare questa Europa.

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