Posts tagged ‘Carfagna’

31 luglio 2014

La nostra mozione al Governo: Renzi lasci le deleghe alle pari opportunità a un ministro ad hoc

deborah bergamini carfagna centemero prestigiacomo forza italia

Siamo alla vigilia di una data storica: domani prende vita ufficialmente la Convenzione di Istanbul, il primo documento internazionale giuridicamente vincolante per il contrasto alla violenza sulle donne. L’Italia è stato il primo grande Paese a firmarla e uno dei pochi ad averla ratificata, grazie all’impegno di tutte le forze politiche”.

Lo ha detto la responsabile comunicazione di Forza Italia, on. Deborah Bergamini, durante la conferenza stampa ‘Oltre Istanbul’, alla Camera dei Deputati. “Grazie alle ministre Carfagna e Prestigiacomo – ha proseguito -, già prima delle ratifica l’Italia era un Paese avanzato, da un punto di vista normativo, in materia di contrasto alla violenza sulle donne. Oggi chiediamo, con una mozione che ci auguriamo verrà sottoscritta anche dagli altri partiti, che le pari opportunità tornino al centro dell’azione politica del governo. Il Premier Renzi ha tenuto per se’ le deleghe relative a questo ambito, ma la sua scelta non si è tradotta in alcuna iniziativa specifica né efficace. Le lasci, quindi, a qualcuno che possa assicurare un’attenzione, una competenza, un coordinamento e un indirizzo politico degli uffici coordinato e continuativo. Il contrasto alla violenza sulle donne deve essere una priorità per il nostro Paese, come la lotta alla corruzione. Abbia, quindi, la sua figura di riferimento, così come si è istituito un Commissario ad hoc anticorruzione.

Per quanto ci riguarda, continueremo a promuovere le pari opportunità in ogni ambito delle nostre attività, anche in quelli meno visibili, perché la differenza si fa anche nelle piccole cose.
Come membro della Commissione Trasporti della Camera, per esempio, ho proposto che nella riforma del codice della strada, e nel relativo riordino della segnaletica stradale, si tenga conto anche di un criterio di genere, così come avviene nei paesi del Nord Europa. Queste immagini, a cui siamo esposti continuamente, infatti, veicolano un messaggio di semiotica molto sofisticato e contribuiscono alla rappresentazione dei generi che si matura fin dalla più tenera età. E dunque ci insegnano, per esempio, che a lavorare sono solo gli uomini e che le donne compaiono solo, bambine, trascinate a scuola, per mano, da un maschietto. Anche i dettagli fanno la differenza tra parità e non parità”, ha concluso Bergamini.

Di seguito il testo della nostra mozione:

read more »

24 luglio 2014

Giovedì ci vediamo per andare “Oltre Istanbul”

conferenza stampa giovedì 31 luglio

30 luglio 2013

Stalking: troppo spesso tribunali non intervengono a tutela delle vittime finché non c’è violenza fisica. Troppo tardi

deborah bergamini coffee breakC’è ancora molto da fare per la prevenzione della violenza sulle donne, da un punto di vista culturale e non solo. I recenti fatti di cronaca ci confermano che troppo spesso i tribunali non prendono provvedimenti adeguati nei confronti degli stalker fino a quando questi non passano alla violenza fisica. Cioè fino a quando, spesso, è troppo tardi per intervenire. Il risultato, sotto gli occhi di tutti, è che le donne continuano ad essere vessate, e financo uccise, anche dopo aver denunciato. Un fenomeno che ho già segnalato in un’interrogazione al Ministro Cancellieri per la quale sto attendendo risposta. Ho chiesto di sapere come il Ministro intenda agire per sensibilizzare e preparare meglio gli organi giudiziari competenti ad affrontare casi di questo genere perché lo stato, e quindi la magistratura, non può e non deve lasciare sole le vittime.

Motivo per cui firmerò l’emendamento annunciato dalla collega Mara Carfagna affinché la Camera ponga rimedio a un errore macroscopico del Senato, che ha cancellato la previsione del carcere cautelare per il reato di stalking. Non è un risparmio che possiamo permetterci” ha concluso Bergamini.

read more »

26 luglio 2011

Omofobia, il voto sulle pregiudiziali

Il Pdl non vota compatto a favore delle pregiudiziali di costituzionalità al disegno di legge contro l’omofobia. Santo Versace si unisce alle opposizioni e vota contro. Alcuni deputati si astengono e tra di essi due ministri – la responsabile delle Pari opportunità Mara Carfagna e il titolare dello Sviluppo economico Paolo Romani – e inoltre Claudio Scajola e altri 15 parlamentari (Abrignani, Barani, Bergamini, Carlucci, Cazzola, Cicu, De Girolamo, De Luca, Fallica, Gava, Golfo, Nirenstein, Russo, Scandroglio e Terranova). 

read more »

14 dicembre 2010

Chi è con Berlusconi non avverte incertezza

 Bergamini: «chi è con Berlusconi non avverte incertezza. Certo, è il primo terrremoto politico che viviamo, ma non ci sentiamo in mare aperto perché noi abbiamo un leader»

Da Quotidiano.Net

I parlamentari senza pensione sono l’ago della bilancia

di OLIVIA POSANI

— ROMA —

NON HA un nome ufficiale e nemmeno sezioni. Ma per grandezza è il secondo partito italiano: 345 parlamentari contro i 517 del vecchio Pdl e i 335 del Pd. Stiamo parlando del gruppone formato da deputati e senatori approdati nel Palazzo ad aprile 2008. In comune hanno la paura del futuro. Se si andrà a elezioni anticipate non matureranno i requisiti per la pensione (per tremila euro occorrono 4 anni, sei mesi e un giorno) e perderanno pure 15.237.02 euro netti al mese. Per questo, secondo qualcuno, l’esercito dei peones sta condizionando l’esito della crisi: pronti a scendere a patti col diavolo per rimanere sul proprio scranno. Di certo sono agitati, carichi di tensione. «Ma l’isterismo sta prendendo anche chi ha un bel po’ di legislature alle spalle», spiegava ieri una parlamentare Pd.

Una bella prova di irritabilità (non la prima, in realtà) l’ha data Alessandra Mussolini. Ha mandato in onda la seconda puntata dello scontro con la sua collega pidiellina, Mara Carfagna. II casus belli l’ha scatenato Fassino. Interrotto a più riprese dalla nipote del duce durante il suo intervento, è sbottato: «Onorevole Mussolini, il ministro Carfagna l’ha già degnamente definita…». Evidente il riferimento a quel vajassa lanciatole dalla titolare delle Pari opportunità. «Mi sono lanciata contro Fassino — racconta la stessa Mussolini —, volevo tirargli il telefonino, ma mi hanno fermata i commesi. Allora sono andata dalla Carfagna e lo ho detto: ‘Cretina, hai visto che cosa hai combinato?’ Adesso torno in aula e la prendo a calci». È finito invece bene il match con Fassino, che si era subito scusato per le sue parole: dopo avere baciato Berlusconi, la Mussolini ha raggiunto lo scranno dell’ ex segretario Ds, ma solo per stringergli la mano.

SORRIDE sornione un veterano del Parlamento come Sergio D’Antoni (Pd): «Nessuno lo ammette, ma il nervosismo qui dentro è palpabile perché non si sa cosa capiterà in futuro». Niente affatto, spiega Deborah Bergamini, piedillina alla prima legislatura, «chi è con Berlusconi non avverte incertezza. Certo, è il primo terrremoto politico che viviamo, ma non ci sentiamo in mare aperto perché noi abbiamo un leader». Sul fronte Pd anche Alessia Mosca spiega di non avere paura, casomai «rammarico perché se si scioglie la Camera non verranno approvati due provvedimenti: la quota del 30% di donne nei consigli di amministrazione e gli incentivi per i cervelli che tornano in Italia». E la pensione? «Ho 35 anni, la mia generazione non dà per scontato di prenderla».

Il centrista Angelo Sanza (da quasi 40 anni in Parlamento) scuote la testa: «Questo è un popolo diverso da quello che conoscevo. Non sanno nulla del territorio, pensano solo a come continuare questa esperienza. E nasce il calciomercato. E poi sono tutti sbandati. Quelli di sinistra temono di perdere altri seggi. Quelli del Pdl sono più sereni: così come non sanno come sono diventati parlamentari, non si rendono conto di quel che accade. I leghisti sono sul territorio e non temono nulla». E voi? «l’Udc è consapevole che qualunque cosa nascerà non potrà prescindere da noi».

14 ottobre 2010

Le amazzoni di Silvio

di Gabriella Mecucci, su Liberal

L’altra metà del cielo alla conquista del potere vive condizioni opposte. Dipende se è di destra o di sinistra. L’onda rosa si è bloccata e impantanata a gauche. Sarà che il Pd non ha potere, ma di posti importanti occupati da donne ce ne sono ben pochi. I volti noti sempre gli stessi: Livia Turco, Anna Finocchiaro, Giovanna Melandri, Debora Serracchiani (la più recente).

E l’immarcescibile Emma Bonino. A livello locale, il piatto piange: l’unica poltrona importante al femminile è quella della Presidente della Regione Umbria, Katiuscia Marini. Per il resto, nulla di buono. A destra invece, tutto è in movimento. Le “amazzoni di Berlusconi” sono in piena ascesa. Ci sono i volti arcinoti delle ministre. Quello ormai onnipresente di Daniela Santanchè. E resta sempre in sella, come sindaco di Milano, la Moratti. E poi c’è una nuova leva: giovani e giovanissime attive e aggressive. Sono in genere piuttosto attraenti e lavorano sodo. Tutte molto legate al leader, quasi tutte sue creature. Adesso una di loro potrebbe fare il grande balzo: ritrovarsi coordinatrice del Pdl. Il cavaliere infatti ha lanciato palle di cannone contro il vertice attuale del partito e sembra intenzionato a puntare su qualcuna di queste giovani signore della politica. Si parla con insistenza di Daniela Santanchè.

Ma da Giorgia Meloni alla Gelmini, tutte le ministre potrebbero essere candidabili. Per non dire della toscana Deborah Bergamini, una quarantenne emergente e grintosa. Quando a sinistra cresceva l’onda rosa le donne tentavano la scalata, a partire da un movimento femminile e femminista che aveva radici nella società. Entrare in politica per cambiarla: questo era il loro motto. Si mettevano in “rete”per conquistare più spazio. Questo non vuol dire, naturalmente, che non esistessero conflitti fra di loro. Ma la poltrona si raggiungeva al grido di”più spazio alle donne”. Era insomma una lotta di “genere”. A destra è tutto diverso: niente movimento, niente rivendicazione collettiva dell’altra metà del cielo, niente “quote rosa”. A destra si combatte individualmente per arrivare. La prima a toccare il traguardo fu Irene Pivetti. Quando diventò presidente della Camera era della Lega. Il suo partito e quello di Berlusconi avevano candidato e eletto molte meno parlamentari della sinistra. Ma misero una donna sullo scranno più alto di Montecitorio. Così oggi: il Pdl non brilla per le percentuali di elette in Parlamento, ma adesso potrebbe mettere al vertice del partito proprio una donna.

read more »

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: