Posts tagged ‘centro’

7 settembre 2017

Fisco: A italiani briciole, a stranieri ‘sandwich’. Serve Flat Tax

Card Bergamini Estate solo foto 2

Mancano poche ore a cena e il sandwich che sto per proporvi potrebbe risultarvi un po’ indigesto. La morale della favola è questa: dopo un anno di duro lavoro alle aziende italiane rimangono le briciole, mentre i colossi del web attraverso un complicato sistema chiamato “Double Irish with a Dutch Sandwich” – un meccanismo che, sfruttando le diverse normative sulla residenza fiscale di Irlanda e Stati Uniti, ha consentito finora ad alcune multinazionali di abbattere o eludere le tasse sui profitti (cit. Sole24Ore)- riescono a portarsi a casa un succoso utile.
Mentre imprenditori, partite iva e cittadini fanno enormi sacrifici per pagare (magari a rate) le tasse, c’è chi si può permettere il lusso di pagare cifre irrisorie sapendo che tanto poi arriverà il patteggiamento con il fisco. Mentre imprenditori, partite iva e cittadini si vedono pignorare i beni se non pagano quanto dovuto, i giganti dal volto filantropico del web sono praticamente liberi di muoversi come gli pare sapendo che tanto, per loro, si troverà una soluzione ad hoc.
La sinistra propone di introdurre una web tax, ovvero una tassa apposita per questi giganti del web. Il punto è che questo approccio non risolve il problema di fondo che soffoca cittadini e imprese, e cioè che le tasse in Italia sono troppo alte. Inoltre, come dimostrano la storia e i risultati fallimentari delle politiche economiche della sinistra, far pagare più tasse non crea ricchezza ma la distrugge. Viceversa l’esperienza dei governi di centrodestra dimostra che a un taglio della pressione fiscale non solo corrisponde un aumento dell’occupazione ma anche maggiori entrate per lo Stato.
Per questo siamo convinti che una tassa piatta (flat tax) che permetta ai cittadini, comuni mortali vessati dal fisco, di essere trattati al pari delle grandi corporazioni, sia il miglior modo per favorire una vera ripresa economica. Se molti giganti del web attivi in Italia fanno grandi utili è sì perché hanno un ottimo modello di business e di innovazione tecnologica che funziona, ma anche perché pagano tasse risibili che consentono loro di crescere e investire. Cosa che invece non è consentita a cittadini e imprese italiane che non sono uguali agli altri né di fronte alla legge né di fronte al fisco.
14 ottobre 2013

Bene Fitto, parliamo di cose concrete e dell’Italia che vogliamo. Questa è la ns ‘sfida lealista’

Nell’intervento di oggi su ‘Il Giornale’, Raffaele Fitto riconduce il dibattito politico, interno ed esterno al PdL, su quei binari di concretezza che Silvio Berlusconi ci ha insegnato a percorrere e che non dobbiamo mai perdere di vista. Ciò che i cittadini e gli elettori si aspettano da noi è, oggi più che mai, una chiara visione dell’Italia, senza la quale la capacità di azione e realizzazione degli obiettivi rischia di essere gravemente compromessa. Deborah Bergamini pdl

Nella nostra Italia la giustizia deve essere efficiente e non un ostacolo alla libertà e all’economia; la tassazione non è un cappio al collo per imprese e famiglie; lo Stato non invade il privato ma lo difende. La nostra Italia vuole essere competitiva nel mondo e protagonista in un’Europa migliore di quella che abbiamo oggi, dove dobbiamo rivendicare il ruolo e la centralità che ci spettano, facendo valere le nostre peculiarità. Questa è la strada tracciata dal presidente Berlusconi, ed è la strada su cui il nostro movimento deve costruire il suo rilancio e il suo dialogo con i cittadini italiani.”

Lo dichiara la deputata del PdL Deborah Bergamini a margine della riunione, a Bruxelles, del Network del Ppe dei parlamentari nazionali che si occupano di affari europei e dei membri del Parlamento europeo

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Di seguito la lettera di Raffaele Fitto:

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4 gennaio 2013

Non siamo populisti. Ma sicuramente difendiamo i cittadini, le famiglie, i ceti produttivi e gli interessi nazionali

Deborah Bergamini Fondazione De Gasperi

“Da giorni sento accusare il mio partito, e quindi anche me, di populismo. Sarei curiosa di chiedere a tutti coloro che utilizzano questo termine di darcene una definizione. Credo, infatti, che si troverebbero in difficoltà e che avremmo molte risposte diverse. È chiaro che i detrattori del Pdl, in carenza di argomenti, utilizzano un termine vago, ma dalla connotazione negativa, come pietra da scagliare contro Berlusconi e la sua coalizione. Il cui risultato elettorale, il 24 febbraio, evidentemente spaventa.
In tutto ciò, vorrei essere chiara: se per populisti si intende demagoghi, è chiaro che noi non lo siamo. I governi Berlusconi hanno sempre operato con l’obiettivo, per nulla populista, di modernizzare e rendere più competitivo il nostro Paese. E hanno sempre mantenuto i patti. Cosa che certo non si può dire degli esponenti del ‘centrino’, a cominciare dal loro leader, Monti, per proseguire con i Fini e i Casini. Se, invece, si definisce populismo l’empatia con il popolo, con i cittadini, e la difesa strenua degli interessi nazionali, delle famiglie italiane e dei ceti produttivi che fanno la ricchezza di questo Paese, allora siamo sicuramente, e fieramente, populisti.”

Così in una nota Deborah Bergamini, Pdl.

21 giugno 2012

Codice della strada, la mia risoluzione sui parcheggi rosa

Insieme alla collega Paola Frassinetti ho presentato una mozione sui parcheggi rosa:

CAMERA DEI DEPUTATI

RISOLUZIONE IN COMMISSIONE IX

Presentata da On. Deborah Bergamini

La IX Commissione

– premesso che:

i parcheggi cosiddetti rosa, riservati alle donne in gravidanza, rappresentano un servizio importantissimo all’interno di ogni centro urbano, soprattutto dove il traffico è particolarmente intenso ed è particolarmente difficoltoso parcheggiare;

riuscire a trovare parcheggio, in particolare nelle grandi città, è una vera e propria “caccia al tesoro” e per le donne in gravidanza rappresenta un grave disagio e una vera e propria limitazione della libertà personale;

i parcheggi rosa, oltre a rappresentare un importante gesto di civiltà, consentirebbero alle neo mamme di avere una maggiore autonomia e libertà negli spostamenti e nello svolgimento della loro attività lavorativa, tutelando, al contempo, la loro salute e quella del nascituro;

secondo quanto riportato da un recente articolo dell’Agenparl del 13 aprile 2012, oltre che da diverse testate giornalistiche, nonostante il successo della sperimentazione dei parcheggi rosa di qualche anno fa condotta da molte amministrazioni comunali, oggi nella maggior parte delle grandi città non c’è più traccia delle aree di sosta destinate alle future mamme;

ad oggi non vi è nessuna disposizione normativa riferita ai parcheggi rosa e la loro regolamentazione è affidata alla sensibilità delle singole amministrazioni locali che non sono state in grado di assicurare un servizio continuo e diffuso;

in considerazione degli importantissimi diritti alla salute e alla libertà personale tutelati dalla creazione di parcheggi rosa, soprattutto nei luoghi in cui le mamme si recano con frequenza quali ospedali e Asl, sarebbe di notevole valenza la previsione normativa di tali aree di parcheggio all’interno del codice della strada; –

impegna il Governo

ad attuare le più opportune iniziative volte ad incentivare e promuovere la creazione di parcheggi cosiddetti rosa all’interno di ogni area urbana assicurando una loro precisa regolamentazione normativa al fine di tutelare la libertà delle donne in gravidanza, la loro salute e quella del nascituro.

4 aprile 2012

Liberali nel Pdl: i nostri temi al centro

da L’Opinione delle Libertà:

Offensiva liberale: è scontro nel Pdl

di Pietro Salvatori

04 aprile 2012

Dare vita insime all’Udc ad un nuovo contenitore politico, nel solco del popolarismo europeo. Lo ha proposto ieri il presidente della Lombardia Roberto Formigoni. Come questo disegno possa incastrarsi con il recupero dello «spirito del ’94» chiesto a gran voce da Giancarlo Galan durante l’ufficio di presidenza di ieri, ancora non è chiaro. Per il segretario del Popolo della Libertà il momento non è certo dei più facili. Angelino Alfano si trova a gestire un partito in fibrillazione. Compatta sul mercato del lavoro, la compagine azzurra si muove più che mai in ordine sparso sui temi delle riforme istituzionali e della legge elettorale, perché molteplici sono le visioni del futuro della creatura politica di Silvio Berlusconi.

Oltre a Formigoni, anche l’ex ministro degli Esteri Franco Frattini sostiene a gran voce la necessità di aprire al centro, prendendo come modello di riferimento la federazione cristiano-sociale tra Cdu e Csu. Un modello di riferimento particolarmente inviso agli ex forzisti. Molti dei quali hanno iniziato a reclamare a gran voce un ritorno alle istanze poste sul palcoscenico nazionale al momento della discesa in campo del Cavaliere. Un partito leggero, un modello istituzionale presidenziale, una legge elettorale uninominale. Se Galan si spinge a sostenere la necessità di ritornare alla situazione pre-predellino, sono in molti ad auspicare che i temi liberali ritornino al centro dell’agenda politica del Pdl. Da Antonio Martino a Guido Crosetto, da Deborah Bergamini a Roberto Cassinelli, la pattuglia dei novantaquattristi sta pian piano serrando le fila. L’intento non è quello di delegittimare il faticoso lavorio del segretario, ma di ridefinire la bussola valoriale del partito. «Solo lavorando sui temi e sulle idee – osservano – si può recuperare il consenso che abbiamo perso per strada».

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