Posts tagged ‘clandestini’

7 luglio 2017

Migranti: modello Berlusconi unico vincente

cardbergamini
È inutile girarci intorno: sull’immigrazione bisogna tornare al modello Berlusconi che si è dimostrato nei fatti e nei numeri l’unico vincente. Questa sinistra schiava di ipocrisia e ideologia che con il suo pressappochismo ha trasformato l’Italia in un’area parcheggio di clandestini è stato il vero problema dell’Italia in questi anni. Una sinistra che continua ad illudersi di poter convertire un’Europa guidata dal centrodestra ad attuare politiche marcatamente di sinistra, non solo è quantomeno ingenua dal punto di vista politico, ma si sta dimostrando addirittura controproducente. Il governo deve cambiare completamente approccio, mettere la concretezza davanti ad un idealismo utopico, fare un bagno di realtà ed umiltà. Solo così può sperare di ottenere appoggio a livello europeo e internazionale. Altro che ius soli, l’Italia ha bisogno di una dose massiccia di realpolitik.
13 settembre 2016

Il governo ha un piano sull’immigrazione?

I dati statistici ufficiali sul sito del dipartimento delle libertà civili e l’immigrazione del ministero dell’Interno, aggiornati al 22 luglio 2016, ci dicono che a fronte di 52.645 decisioni sui richiedenti asilo a 31.298 immigrati è stata rigettata la domanda di protezione internazionale – ma sappiamo che molti di loro faranno ricorso mantenendo quindi lo status di richiedente asilo anche per anni -, mentre 2.137 si sono addirittura resi irreperibili.

Poiché è logico ritenere che la maggior parte di coloro che non hanno i requisiti per ottenere la protezione internazionale non li matureranno negli anni trascorsi nei cosiddetti centri di accoglienza, il cui funzionamento purtroppo ormai conosciamo anche troppo bene, vorrei sapere dal governo come intende agire per modificare il sistema di attribuzione della protezione internazionale, nel senso di renderlo più rapido ed efficiente, ma anche come intende gestire questi quantomeno probabili clandestini, oltre a quelli già presenti nel nostro territorio.

Questi numeri ci dicono che statisticamente il 63 per cento degli immigrati che richiedono asilo in Italia in realtà non ne avrebbero diritto. Vengono qui per motivi economici ma il nostro Paese fa fatica a reggere questo impatto sia dal punto di vista sociale che finanziario. Forse alcuni di questi immigrati faranno ricorso contro il rigetto della richiesta di asilo, e forse qualcuno lo vincerà, ma il dato politico allarmante è che due terzi degli immigrati che sbarcano in Italia non avrebbero titoli per rimanerci. Fermo restando che il ricollocamento dei profughi a livello europeo al momento è stato un fallimento, anche se in futuro dovesse funzionare non varrebbe per costoro perché, appunto, probabilmente non ne avrebbero diritto in quanto migranti economici: con le politiche attuali del Governo continueranno a rimanere in Italia.

schermata-2016-09-13-alle-10-46-20

Fonte: Sole24Ore

1 febbraio 2016

Migranti, sbagliato polemizzare con gli Stati amici

deborah bergamini a fiuggi  europa che vogliamoCredo che il governo italiano abbia fatto male a replicare in maniera piuttosto piccata alle considerazioni del ministro della Difesa francese Jean-Yves Le Drian. Del resto non è certo la prima fonte autorevole che ci avverte del rischio concreto che sui barconi che arrivano in Italia si possano infiltrare anche i miliziani dell’Isis. Tutti siamo fieri del lavoro svolto dalle nostre Forze Armate per difendere l’incolumità dei cittadini, ma il contrasto all’immigrazione clandestina, oltre ad essere questione militare, è questione politica. Se altri Paesi europei decidono di rimandare indietro i migranti che non hanno i requisiti per ottenere l’asilo politico mentre l’Italia li accoglie tutti indiscriminatamente, evidentemente c’è qualcosa che non va nell’atteggiamento del governo italiano. Nella lotta contro il terrorismo, comunque, tutti i Paesi civili devono stare dalla stessa parte, per cui sarebbe opportuno su questo tema non polemizzare con gli Stati amici.

15 gennaio 2016

Migranti, non depenalizzare reato clandestinità

deborah bergamini a BolognaRivolgiamo un appello al governo Renzi, perché abbandoni l’ipotesi di depenalizzare il reato di immigrazione clandestina proprio in un momento in cui questo fenomeno sta esplodendo. Se così non avvenisse, il nostro Paese diventerebbe, ancora di più di quanto già non sia, il ‘Bengodi’ di tutti gli irregolari del mondo. La legge va rispettata: si guardi con quale fermezza Paesi come gli Usa affrontano il problema, e si prenda esempio dalle loro regole. Gli immigrati irregolari vanno rimpatriati. Ogni altra soluzione pasticciata o demagogica vuol dire spalancare le porte alla disperazione e molto spesso ad un incremento esponenziale della criminalità: chi viene qui e non sa come vivere finisce per delinquere, come leggiamo quotidianamente sui giornali e come abbiamo letto anche nelle ultime ore in merito all’omicidio di Ashley Olsen commesso a Firenze da un immigrato clandestino. Servono invece rigore e controlli.

20 maggio 2015

Arresto terrorista Bardo dimostra che barconi espongono cittadini a rischi intollerabili. Governo riferisca

Deborah BergaminiRingraziamo ancora una volta le Forze dell’Ordine per l’ottimo lavoro che ha portato all’arresto di un giovanissimo nordafricano, sospettato addirittura di essere coinvolto nell’assalto al museo del Bardo. Questa vicenda apre la strada a riflessioni molto più che preoccupanti: per mesi abbiamo ascoltato un susseguirsi di dichiarazioni e smentite da parte di esponenti del governo rispetto al rischio che sui barconi di immigrati diretti verso le nostre coste potessero infiltrarsi dei terroristi. Oggi apprendiamo che il ragazzo è arrivato in Italia proprio su uno di quei barconi. E per di più, ha continuato a restare qui da irregolare, come tanti altri che fuggono dai centri di accoglienza e vivono nella clandestinità all’interno dei nostri confini. Basta, allora, con gli inutili giri di parole, diciamo le cose come stanno: il nostro Paese, per essersi sobbarcato il peso dell’accoglienza solitaria dei migranti, ha esposto i cittadini a rischi intollerabili. Non ci sono più scuse: il governo riferisca subito in Aula e spieghi anche cosa intende fare per tutelare la sicurezza degli italiani.

15 aprile 2015

Immigrazione: governo forza i limiti delle nostre possibilità di accoglienza. A che prezzo per ordine pubblico e sicurezza?

immigrazioneOra dopo ora, continuano gli sbarchi: centinaia di immigrati che scappano dalla guerra e dal terrore verso un Paese, il nostro, che non è più in grado di accoglierli, mentre dall’Ue continuano ad arrivare annunci e solidarietà ma nulla cambia. 

Nel frattempo, il governo italiano tenta di forzare ancora i limiti, già ampiamente superati, delle nostre possibilità di accoglienza. Viene chiesto ai Prefetti di individuare nuovi posti letto, ma dove e a che prezzo per l’ordine pubblico e la sicurezza dei cittadini? Verrà aumentata, di conseguenza, la presenza di agenti delle Forze dell’Ordine oppure ci si affiderà alla buona sorte? Insomma, quel peso dei soccorsi e dell’accoglienza che avrebbe dovuto essere spostato sulle spalle europee è ancora tutto concentrato sui cittadini, sugli enti locali e sugli operatori della sicurezza, che si assumono gran parte del rischio.

Prendere atto che l’Italia, dopo tanti anni, non è più in grado di accogliere, e trasformare questo in una rivendicazione a livello europeo non significa venir meno al dovere della solidarietà: non bisogna aver paura di pensare anche agli italiani.

19 maggio 2014

Libia: ue non si limiti a appelli generici ma intervenga in modo attivo e con adeguate risorse

deborah bergamini coffee breakLe parole di Renzi sulla Libia sono riassumibili in un ‘meglio tardi che mai’ . E’ da tempo che indichiamo nell’instabilità politica dell’area del Mediterraneo, e della Libia in particolare, la causa principale degli sbarchi sempre più numerosi che avvengono sulle nostre coste. Oggi, ci troviamo a fare i conti con gli effetti di quel rapido mutare di equilibri geopolitici che troppo rapidamente è stato denominato ‘primavera araba’ e che poi si è tradotto nella creazione di intere aree lasciate in balìa di continui e sanguinosi rigurgiti di guerra civile. In un quadro così grave e delicato, l’Europa non può continuare a lanciare appelli generici ma deve intervenire in modo attivo, e con risorse adeguate, sia al fianco dell’Italia sia nei confronti dei Paesi di partenza, sostenendo, non solo a parole, quei processi democratici e quegli accordi diplomatici che sono l’unica vera soluzione ad un’emergenza immigrazione altrimenti destinata a cronicizzarsi.

8 maggio 2014

Immigrazione: Mare Nostrum ha costi esagerati e non risolve il problema. Governo si attivi in Europa e con paesi di partenza

Annunciata con molta enfasi ai tempi del governo Letta, l’operazione Mare Nostrum si rivela, nelle parole del ministro Pinotti, per quello che è in realtà: uno strumento con costi esagerati rispetto all’efficacia (scarsa) nel contrastare gli sbarchi.
Prima di pensare ad altre dispendiose iniziative, è bene che il governo italiano si attivi, finalmente, per far sì che l’Europa si faccia carico di un problema che ci sta travolgendo in solitudine e, aspetto altrettanto importante, riesca a farsi promotore di un dialogo risolutivo con i Paesi di partenza. Soluzione, questa, che, come dimostra l’esempio del governo Berlusconi, è in grado di portare ad ottimi risultati

6 maggio 2014

Tobin Tax: se Ue fosse efficiente nel contrasto a immigrazione clandestina come nell’imporre nuove tasse, saremmo a posto

L’Ecofin dice sì alla Tobin Tax. Se l’Europa fosse capace di contrastare l’immigrazione clandestina come lo è nell’imporre nuove tasse e allontanare, così, i capitali, vivremmo tutti più tranquilli

4 dicembre 2013

Sbarchi non sono solo un problema italiano, parole Malmstrom sbagliate

barconi-400x215Dalle parole del commissario europeo per gli Affari interni, Cecilia Malmstrom, emerge ancora una volta la mentalità con cui è sempre stato affrontato il tema dell’immigrazione a livello comunitario: l’Italia dovrebbe essere contenta per l’impegno degli altri Stati. In altre parole, gli sbarchi di persone disperate sulle nostre coste sono un problema italiano, e dobbiamo pure ringraziare per la buona volontà degli altri.

Quanto tempo dovrà passare e, soprattutto, quante tragedie dovranno ancora ripetersi prima che l’Europa capisca che le coste del Mediterraneo non sono più il confine di uno Stato, ma di tutta l’Unione? L’Italia non potrà ‘essere contenta’ fin quando gli sbarchi non saranno affrontati a livello comunitario in maniera strutturata. Mi auguro che il governo, già domani in occasione della riunione del Consiglio europeo sugli Affari interni, possa far capire una volta per tutte che questo approccio è sbagliato e che le risorse di cui si sta parlando non appaiono affatto sufficienti a fronteggiare in modo efficace l’emergenza nel lungo periodo“.

Lo dichiara in una nota la deputata di Forza Italia Deborah Bergamini, membro della Commissione Affari Politici del Consiglio d’Europa

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: