Posts tagged ‘contribuenti’

12 aprile 2017

Autovelox: interrogazione su multe per fare cassa

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La riforma Delrio sulle Province ha il triste primato di aver dilaniato i bilanci degli enti locali in pochi anni, ma non si può per questo pensare di far cassa attraverso le multe. Negli ultimi anni c’è stata infatti un’epidemia nella diffusione di autovelox e un’apposizione di limiti di velocità spesso non giustificata da reali necessità. Al contrario spesso i limiti vengono abbassati al di là di ogni buonsenso, alimentando le possibilità di esser multati. Se la questione fosse realmente legata alla sicurezza dell’automobilista allora si producano direttamente auto che non vadano oltre i 90 km orari! Per rispondere alle difficoltà e cercare di far quadrare i bilanci gli enti locali sono costretti a ricorrere alla voci multe ma questo ricade poi, ancora una volta, sui contribuenti. A Rieti, ad esempio, si è passati da un incasso previsto di multe da 800mila ad oltre 3 milioni di euro e così in molte altre province. Per questo ho depositato un’interrogazione chiedendo al Governo di verificare se gli enti locali abbiano rispettato l’iter previsto dalla normativa vigente in merito all’utilizzazione dei sistemi di rilevamento della velocità o se invece siano state messe in atto, come i dati sembrano dimostrare, condotte oppressive volte solo a far cassa. Quale percentuale dei proventi delle multe viene poi effettivamente investito nella sicurezza stradale? Non è accettabile imporre agli automobilisti pratiche ingiuste e vessatorie completamente distanti dall’obiettivo reale per il quale gli autovelox sono stati introdotti: garantire la sicurezza stradale.
24 ottobre 2015

Legge di Stabilità: nessuna certezza su taglio tasse

Più aumenta il numdeborah bergamini tg1ero di bozze della legge di stabilità in circolazione, più abbiamo certezza che non ci sarà alcun taglio delle tasse, che anzi potrebbero aumentare con l’innalzamento a livello locale delle addizionali e dei ticket sanitari. La legge di stabilità era stata presentata con molta enfasi e con molte slide, ma la realtà è ben diversa e molto più preoccupante per le tasche dei contribuenti. Inoltre è stato un segnale di poca trasparenza e di scarsa serietà aver messo in giro diverse versioni del testo, una per la stampa, una per l’Europa e una per il Quirinale, come se fosse un gioco a premi in cui il concorrente sceglie la busta: la uno, la due o la tre? Sicuramente il Governo ha perso in credibilità.

19 febbraio 2013

Ho aderito con convizione a ‘una firma contro le tasse’

Ho firmato con convizione il Pledge promosso da Tea Party Italia e Alleanza dei Contribuenti perché credo fermamente che, dopo le misure intraprese dal governo Monti, nel nostro Paese si possa parlare di oppressione fiscale e sia quindi necessario impegnarsi per liberare i cittadini e le imprese da questo peso che ci impedisce di crescere e limita la nostra libertà“.

Lo dichiara in una nota Deborah Bergamini, Pdl, che stamani a Bologna ha aderito alla campagna “una firma contro le tasse”.

Con questa sottoscrizione – spiega Bergamini – mi sono impegnata a non votare provvedimenti che aumentino in alcun modo il prelievo fiscale netto e a non votare provvedimenti che aumentino la spesa pubblica o che violino manifestamente lo Statuto del Contribuente. La firma mi vincola anche a promuovere la diminuzione della pressione fiscale ed un reale e responsabile federalismo amministrativo e fiscale, secondo il principio per cui le risorse devono rimanere il più possibile sul territorio che le ha prodotte, contrastando qualsiasi provvedimento centralista e deresponsabilizzante. Sono principi che difendo da sempre nel mio impegno politico, e che non ho paura di certificare” ha concluso Bergamini.

Di seguito il testo del Pldge:

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26 dicembre 2011

Giusto combattere l’evasione. Ma la privacy e la libertà?

chiavi keysCon oltre 80 miliardi di manovre cumulate nel 2011 e con il decreto Monti composto per il 90% di sole tasse (calcolo de la Repubblica), il 2012 rischia di trasformarsi in un calvario per i contribuenti. E la situazione minaccia di esplodere con l’arrivo di tre provvedimenti che si intrecciano e si sovrappongono: il divieto di uso del contante oltre i 999,99 euro; lo spesometro che presto arriverà in tutte le famiglie italiane; la trasmissione automatica di ogni movimento bancario e su carta di credito all’anagrafe tributaria.

Misure per battere l’evasione fiscale, ma siamo sicuri che l’effetto non sia controproducente? Il garante della privacy ha sollevato molte serie obiezioni sul fatto che tutti i nostri movimenti finanziari siano schedati dal fisco. Si tratta non solo di un’intrusione plateale nella vita privata degli individui, ma di una inversione implicita dell’onere della prova: è corretto che lo Stato ci chiami a giustificare ciò che spendiamo in relazione a ciò che dichiariamo, a condizione però che abbia dei fondati sospetti. Diversamente agli occhi del fisco diventiamo tutti, a cominciare dagli onesti, potenziali evasori.

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