Posts tagged ‘convenzione di istanbul’

25 novembre 2014

Violenza sulle donne: tutti dobbiamo scegliere da che parte stare

deborah bergamini violenza sulle donne giovani scuole 25 novembre convenzione di istanbul

Oggi, 25 novembre, giornata internazionale contro la violenza sulle donne, si svolgeranno molte celebrazioni simboliche. Non si pensi che per questo siano inutili, anzi: quando si parla di violenza sulle donne il fattore simbolico è molto importante“.
Così Deborah Bergamini, responsabile comunicazione di Forza Italia, di fronte alla platea dei ragazzi delle scuole del Lazio che hanno partecipato al concorso “Mai più violenza, esci dal silenzio“, organizzato dalla Consulta regionale per le pari opportunità.
La violenza sulle donne, come sancito chiaramente anche dalla Convenzione di Istanbul – che l’Italia è stata tra i primi paesi a ratificare -, non è una fattore privato, ma pubblico, ed è soprattutto un fenomeno strutturale e non episodico che dunque deve essere affrontato con interventi strutturali, il primo delle quali è la sensibilizzazione delle nuove generazioni, quale quella che si sta facendo qui. Il cambio di mentalità è il primo passo per combattere un fenomeno che è atavico ed ha chiare radici culturali. Per questo è importante che voi siate qui oggi – ha concluso rivolgendosi ai ragazzi – perché partecipando a questo concorso avete scelto da che parte stare, e vi invito a rimanerci sempre: dalla parte delle donne e dei diritti umani, contro le sopraffazioni, la violenza, gli abusi“.

25 settembre 2014

Stupro: sentenza cassazione assurda e inaccettabile

Deborah Bergamini congresso ppe bucarest 2012Una sentenza assurda che tratta lo stupro come fosse un reato qualunque”. Così, in una nota, la deputata di Forza Italia Deborah Bergamini commenta la sentenza della Cassazione che prevede la possibilità di attenuanti anche nel caso di violenze carnali complete.

L’assurda cavillosità con cui i giudici della Cassazione spiegano la loro decisione e il modo ‘asettico’ con cui viene trattato un reato disumano, sono in totale contraddizione con l’impegno in Parlamento per contrastare la violenza di genere e con un’Italia che è tra i primi Paesi ad aver ratificato la Convenzione di Istanbul. E’ inaccettabile“.

7 agosto 2014

Caso di infibulazione a Perugia: anche in Italia dobbiamo tenere alta l’attenzione sui diritti umani delle donne

Campagna-END-FGML’incredibile e drammatica vicenda accaduta a Perugia, dove una coppia di nigeriani è stata arrestata per aver sottoposto le figlie a infibulazione, deve essere per tutti un monito a tenere alta l’attenzione sul rispetto dei diritti umani, che non sono mai conquistati una volta per sempre ma vanno tutelati e salvaguardati ogni giorno, anche nelle democrazie più avanzate.

Pochi giorni fa abbiamo celebrato l’entrata in vigore della Convenzione di Istanbul, che annovera tra le pratiche da perseguire e contrastare anche le mutilazioni genitali femminili. Non sono mancate, in quell’occasione, le solite voci discordanti che ci accusavano di occuparci di tematiche non urgenti. Purtroppo, ancora una volta, la realtà ci ha dato ragione: anche in Italia, nel 2014, l’integrità del corpo femminile non è un diritto acquisito. L’infibulazione è una pratica orribile e barbarica che mette a repentaglio la salute e spesso anche la vita di chi è costretto a subirla. Contrastarla significa non solo far fronte ai nostri obblighi internazionali e applicare con severità la legge, ma anche promuovere un’efficace iniziativa culturale a difesa della dignità e dei diritti umani delle donne.

31 luglio 2014

La nostra mozione al Governo: Renzi lasci le deleghe alle pari opportunità a un ministro ad hoc

deborah bergamini carfagna centemero prestigiacomo forza italia

Siamo alla vigilia di una data storica: domani prende vita ufficialmente la Convenzione di Istanbul, il primo documento internazionale giuridicamente vincolante per il contrasto alla violenza sulle donne. L’Italia è stato il primo grande Paese a firmarla e uno dei pochi ad averla ratificata, grazie all’impegno di tutte le forze politiche”.

Lo ha detto la responsabile comunicazione di Forza Italia, on. Deborah Bergamini, durante la conferenza stampa ‘Oltre Istanbul’, alla Camera dei Deputati. “Grazie alle ministre Carfagna e Prestigiacomo – ha proseguito -, già prima delle ratifica l’Italia era un Paese avanzato, da un punto di vista normativo, in materia di contrasto alla violenza sulle donne. Oggi chiediamo, con una mozione che ci auguriamo verrà sottoscritta anche dagli altri partiti, che le pari opportunità tornino al centro dell’azione politica del governo. Il Premier Renzi ha tenuto per se’ le deleghe relative a questo ambito, ma la sua scelta non si è tradotta in alcuna iniziativa specifica né efficace. Le lasci, quindi, a qualcuno che possa assicurare un’attenzione, una competenza, un coordinamento e un indirizzo politico degli uffici coordinato e continuativo. Il contrasto alla violenza sulle donne deve essere una priorità per il nostro Paese, come la lotta alla corruzione. Abbia, quindi, la sua figura di riferimento, così come si è istituito un Commissario ad hoc anticorruzione.

Per quanto ci riguarda, continueremo a promuovere le pari opportunità in ogni ambito delle nostre attività, anche in quelli meno visibili, perché la differenza si fa anche nelle piccole cose.
Come membro della Commissione Trasporti della Camera, per esempio, ho proposto che nella riforma del codice della strada, e nel relativo riordino della segnaletica stradale, si tenga conto anche di un criterio di genere, così come avviene nei paesi del Nord Europa. Queste immagini, a cui siamo esposti continuamente, infatti, veicolano un messaggio di semiotica molto sofisticato e contribuiscono alla rappresentazione dei generi che si matura fin dalla più tenera età. E dunque ci insegnano, per esempio, che a lavorare sono solo gli uomini e che le donne compaiono solo, bambine, trascinate a scuola, per mano, da un maschietto. Anche i dettagli fanno la differenza tra parità e non parità”, ha concluso Bergamini.

Di seguito il testo della nostra mozione:

read more »

24 luglio 2014

Giovedì ci vediamo per andare “Oltre Istanbul”

conferenza stampa giovedì 31 luglio

25 novembre 2013

Contro violenza sulle donne ci vuole impegno per cambio di mentalità a livello globale

deborah bergamini 13Per cogliere al meglio lo spirito della Giornata mondiale contro la violenza sulle donne, occorre rileggere l’atto con cui l’Onu la istituì, e nel quale si fa esplicito riferimento la fatto che la violenza contro le donne è un ostacolo al raggiungimento di una piena parità di genere, allo sviluppo e alla pace. La violenza è uno dei meccanismi sociali che più agiscono per mantenere le donne in una posizione subordinata e questo è particolarmente vero, a livello globale, per alcuno categorie di donne che si trovano in situazioni di vulnerabilità e di pericolo come le donne rifugiate, migranti, detenute o in zone di guerra.

Era il 1999. Oggi, a distanza di quasi quindici anni, le cronache ci restituiscono orrori contro la dignità e l’integrità della donna e violazioni dei diritti umani fondamentali che non accennano a diminuire: mutilazioni e segregazioni perpetrate per motivi religiosi, stupri sui cosiddetti ‘barconi della speranza’ e – scientificamente e strategicamente attuati – nelle zone di guerra, violenze silenziose, ma non per questo meno drammatiche, che nei Paesi ‘civilizzati’ si realizzano spesso tra le mura domestiche.

La Convenzione di Istanbul contro la violenza domestica, recentemente ratificata dall’Italia, e la risoluzione che ho presentato e che è stata approvata dalla Camera impegnando così il nostro governo ad azioni di contrasto delle violenze sulle donne nelle aree di guerra, sono strumenti importanti, ma fondamentale è garantire la loro effettiva e piena applicazione. È necessario un vero sforzo comune e condiviso perché l’obiettivo che dobbiamo porci è molto ambizioso: si tratta di un cambiamento di mentalità, abitudini, costumi. Nella consapevolezza che i diritti non vanno mai considerati pienamente acquisiti, ma è necessario tenere alta la guardia ovunque, per evitare una regressione purtroppo sempre possibile”.

19 giugno 2013

Bene ratifica Convenzione di Istanbul. Non solo punizione ma anche prevenzione e protezione

Accolgo con soddisfazione la definitiva ratifica della Convenzione di Istanbul. Da oggi, siamo il quinto Paese ad aver recepito nel proprio ordinamento un trattato fondamentale, il primo strumento internazionale giuridicamente vincolante che riconosce la violenza sulle donne come violazione dei diritti umani e come una discriminazione che riguarda non già le singole vittime ma la società tutta. Deborah Bergamini Fondazione De Gasperi

Con questa ratifica, abbiamo la possibilità di inquadrare in una nova e organica cornice di tutela le misure repressive dei fenomeni di violenza già vigenti nel nostro ordinamento, nonché quelle che verranno individuate in futuro. Ma la Punizione è solo una tre ‘P’ che ispirano il trattato. Altrettanto importanti sono le attività di Prevenzione e di Protezione, che prevedono un concreto sostegno alle vittime, la loro tutela in sede giuridica e un’attività di informazione civica, a cominciare dalle scuole e dai media, per diffondere una nuova immagine della donna e una più matura sensibilità cultuale.

Siamo tutti consapevoli che si tratta solo di un primo passo, che la piena applicazione della Convenzione richiede la definizione di provvedimenti attuativi e la disponibilità di risorse. Il nostro impegno è vigilare affinché nessun dettato resti lettera morta e ogni diritto venga reso effettivo”.

read more »

12 giugno 2013

Contro il femminicidio ci vuole un cambio di mentalità, sensibilità e attitudine

Sicuramente deve cambiare la sensibilità, deve cambiare l’attitudine nei confronti del fenomeno della violenza contro le donne. Ed è questo uno degli elementi chiave che fa della Convenzione di Istanbul, che abbiamo ratificato pochi giorni fa alla Camera e che è in attesa di ratifica al Senato, uno strumento importantissimo.

E’ il primo strumento internazionale che è vincolante giuridicamente. Questo significa che la battaglia si fa insieme a tutti i Paesi che aderiscono alla convenzione.

La convenzione agisce secondo il principio di quelle che chiamiamo le tre P: Prevenire, Proteggere, Punire. Quindi contempla quelle che sono state identificate dal Consiglio d’Europa come le tre armi per riuscire a cambiare il modo di porsi nei confronti della violenza contro le donne.

Nell’ordinamento giuridico italiano, lo ricordava il Ministro Cancellieri, le leggi ci sono, molto lavoro è stato fatto anche nella scorsa legislatura. Ma non si tratta di avere un ordinamento che è già pronto a recepire i rimedi contro la violenza sulle donne. Si tratta di applicarli con la sensibilità, con l’attenzione, con l’assistenza giusta e nei tempi giusti. Per farlo ci vuole un cambiamento di testa, di attitudine, di sensibilità ed è su quello che noi, come legislatori, dobbiamo lavorare.   ..

read more »

27 maggio 2013

Sulla violenza contro le donne si proceda in modo unito e multipartisan, no a ideologie e pregiudizi

Di fronte ai terribili fatti di cronaca che hanno caratterizzato anche gli ultimi giorni possiamo dire che la ratifica della Convenzione di Istanbul per la lotta alla violenza sulle donne avviene nel momento più adatto e, forse proprio per questo, immancabilmente troppo tardi“.

Lo ha dichiarato l’On. Deborah Bergamini, Pdl, primo firmatario della proposta di legge di ratifica per la Convenzione di Istanbul, durante la discussione generale sul provvedimento in corso alla Camera dei Deputati.

Nell’esprimere – ovviamente – il proprio sostegno alla ratifica della Convenzione, Bergamini ha anche ricordato come la Camera sia stata “protagonista, già durante la scorsa legislatura e in maniera multipartisan, del percorso che ha portato l’Italia a firmare questo trattato internazionale, il primo giuridicamente vincolante in materia di violenza sulle donne, e, oggi, a ratificarlo“. Infine ha invitato i colleghi a “non considerare mai pienamente acquisiti – e quindi scontati – i diritti che garantiscono la parità di genere, perché questi non lo sono mai. Così come nessuno può dichiararsi immune da ‘scivolate’ in questo campo“. Per questo ha concluso, si “proceda su questi temi in modo unito e multipartisan, lasciando da parte ideologie e pregiudizi.

read more »

21 maggio 2013

Nessuna società è civile se le donne non godono di pieni diritti

Nessuna società può dirsi ‘civile’, per quanto – magari – ricca e prospera, se le donne che ne fanno parte non godono di pieni diritti. Il riconoscimento e la realizzazione di una vera eguaglianza di genere è essenziale per garantire la democrazia e l’inclusione sociale, per questo è necessario impegnarsi nella difesa e nella promozione dei diritti delle donne. Si tratta di una battaglia quotidiana che non possiamo mai considerare conclusa perché, come dimostrano anche le nostre società occidentali in piena crisi economica e spirituale, ci possono sempre essere arretramenti e peggioramenti delle condizioni di vita delle donne, dei diritti di cui godono e della loro reale fruibilità.

Deborah Bergamini premio nord sud lisbona

Lo ha dichiarato Deborah Bergamini, deputato Pdl e Presidente del Centro Nord-Sud del Consiglio d’Europa durante la cerimonia di consegna del Premio Nord-Sud alla pakistana Asma Jahangir, avvocato impegnato nella difesa dei diritti umani, e all’italiana Monika Hauser, ginecologa, fondatrice di ‘Medica mondiale’, una Ong che assiste le donne e le bambine vittime di violenza sessuale.

La cerimonia ha avuto luogo nel Parlamento portoghese, a Lisbona, dove Bergamini ha anche ricordato che il Parlamento italiano ha incardinato l’iter legislativo che porterà “in breve tempo l’Italia ad essere il quinto paese, dopo il Portogallo, ad aver ratificato la Convenzione di Istanbul” contro la violenza sulle donne.

read more »

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: