Posts tagged ‘copyright’

24 ottobre 2012

Google, giornali e diritto d’autore. Cosa ne pensate?

Cari amici,

vi segnalo una notizia uscita qualche giorno fa perché mi piacerebbe davvero sapere che cosa ne pensate…

145 TESTATE ESCONO DAL MOTORE DI RICERCA PIU’ FAMOSO AL MONDO (ANSA) – SAN PAOLO, 19 OTT – Gli editori delle principali testate brasiliane hanno annunciato di aver abbandonato la piattaforma di Google News perche’ il motore di ricerca piu’ famoso al mondo si rifiuta di versare un compenso per le notizie utilizzate. Molte testate internazionali hanno gia’ sollevato la questione, interessando anche i governi nazionali. Ma gli editori brasiliani hanno scelto una via piu’ radicale: sono gia’ 145 le testate, pari al 90 per cento del totale, ad aver deciso di abbandonare Google News, come raccomandato dall’Associazione nazionale degli editori di giornali (Anj).

Il contrasto tra il colosso di internet e la stampa e’ emerso durante i lavori della 68/a Assemblea generale della Societa’ interamericana di stampa, che si sono appena conclusi a San Paolo.

Google News beneficia commercialmente di contenuti di qualita’ e si oppone a qualsiasi forma di remunerazione. Rimanere su Google non ci aumentava la visibilita’ online ma, al contrario, mostrare le prime righe dei nostri articoli riduceva la probabilita’ che i lettori andassero a leggere l’articolo completo‘, ha detto il presidente dell’Anj, Carlos Fernando Lindenberg.

Google difende la propria decisione di non pagare i giornali sostenendo che la presenza sul motore di ricerca Google News Brasil aumenta la loro diffusione in rete. (ANSA)

5 ottobre 2012

Agenda Digitale, investimenti in infrastrutture e contenuti dovrebbero andare insieme

da Key4biz:

Agenda digitale: da Confindustria Cultura Italia, 4 priorità irrinunciabili per l’industria

Iva ridotta sul digitale, campagne informative, lotta alla pirateria, incentivi agli operatori che investono.

Media – Confindustria Cultura Italia chiede che il Governo metta i contenuti culturali al centro dell’Agenda digitale, che dovrebbe essere discussa domani in CDM nell’ambito del Decreto sviluppo bis.

La richiesta di dare ai contenuti un ruolo centrale, perché ‘la rete senza contenuti non è nulla’ e perché lo chiede con urgenza anche la Commissione Ue, è stata al centro del convegno “L’Agenda digitale per lo sviluppo dei contenuti culturali”, in programma questa mattina all’Auditorium di Roma.

Pesante il monito lanciato da Marco Polillo, presidente di Confindustria Cultura Italia, “Si vogliono costruire “autostrade” per il digitale in Italia, dimenticando che qualcosa bisogna metterci su: quel qualcosa siamo noi, quel qualcosa lo fanno da sempre le nostre industrie ed è dannoso per il Paese, non solo per i nostri settori, non prenderlo in considerazione”.

Per Deborah Bergamini, relatrice del progetto di legge bipartisan sull’Agenda Digitale Italiana, “Gli investimenti in infrastruttura e contenuti dovrebbero procedere di pari passo”. “Una vera Agenda digitale – ha aggiunto – deve muovere da questi presupposti. Mi auguro che parlamento e governo si facciano carico di queste esigenze nell’imminente decreto Digitalia”.

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3 luglio 2012

ACTA, pirateria e diritto d’autore: ci vuole minimo intervento possibile

Da un articolo de L’Opione delle Libertà: Debora Bergamini

Deborah Bergamini: «Non ci si aspettava una reazione così forte contro l’Acta. L’accordo arriva al voto dopo un iter burrascoso. La mia sensazione è che ci sia al momento un certo imbarazzo nella politica, che deve in qualche modo trovare un equilibrio tra i vari player presenti sulla rete».

«La necessità di lavorare sulla protezione del copyright e sulla lotta alla pirateria on line è un tema sposato in pieno da Ppe. Parliamo di un argomento particolarmente importante soprattutto per l’Italia che, insieme alla Spagna, è nella black list dei paesi dove si consuma la maggiore quantità di contenuti piratati. Sicuramente la protezione dei diritti d’autore è un tema che in qualche modo va affrontato». «Il mio approccio verso questo tema è di tipo liberista – continua – ma condivido la necessità di tutelare il diritto d’autore. Per il nostro paese è di importanza fondamentale. Le leggi sul diritto d’autore in Italia sono quasi giurassiche, inadeguate alla realtà. Su quello va aperta una seria discussione a livello nazionale».

 «Qualsiasi intervento di regolamentazione della rete può risultare in qualche modo dannoso. L’unico principio da seguire per regolare la rete, proteggere il diritto d’autore e combattere la pirateria, è quello del minimo intervento possibile. In pratica, massimizzare i diritti, minimizzare le restrizioni. Perché la libertà di espressione e di circolazione delle informazioni devono essere assolutamente garantite».

 «Bisogna stare molto attenti a prendere per oro colato il mito della libertà assoluta della rete anche perché spesso dietro questo discorso si celano grandi player che cavalcano questo argomento per trarne grandi vantaggi economici. A mio avviso, l’errore più grande che è stato commesso in questa particolare occasione, è stato quello di non cercare un confronto con i cittadini, di imporre qualcosa dall’alto. Si tratta di un errore che le istituzioni europee commettono di frequente. Ma questo alla rete non piace. Con la rete non funziona».

Ma qualsiasi sia l’esito del voto di domani, la decisione davvero determinante sarà il parere della Corte di Giustizia europea. «Quella – afferma Bergamini -sarà la decisione veramente politica che determinerà il futuro dell’Acta».

Di seguito l’articolo integrale:

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9 febbraio 2012

Abbiamo scritto a De Bortoli: i media ci aiutino a sensibilizzare i cittadini sulla contraffazione

Dott. Ferruccio De Bortoli

Direttore del Corriere della Sera

Milano

Egregio Direttore*,

in un momento in cui si dibatte quotidianamente della mancanza di risorse per politiche efficaci che favoriscano lo sviluppo, una seria lotta alla contraffazione può rappresentare un giusto rimedio per taluni vitali settori del nostro Paese (pensiamo al tessile, alla moda, all’agroalimentare ecc.) che subiscono quotidianamente l’onda di ritorno degli effetti negativi di un così diffuso e nefasto fenomeno criminale.

Non è certo un mistero che dietro l’industria del falso si celi la criminalità organizzata nostrana, sempre più in stretto rapporto con pericolose organizzazioni straniere che hanno riconvertito in più di un caso il proprio business a favore della produzione o commercializzazione di prodotti contraffatti. Tutto questo non stupisce se si guarda al valore della posta in gioco: parliamo, come ci ricorda il Censis, di un mercato illecito che vale più di 7 miliardi di euro, tutti esentasse.

Le ricadute negative si scaricano su tutti: sulle imprese in termini di mancato fatturato (le cifre parlano di ben 18 miliardi di euro) e perdita di posti di lavoro (130.000 mancati occupati), sui consumatori perché viene messa in pericolo la loro salute e sicurezza, sull’intero sistema Paese per i danni che provoca all’Erario e alla sicurezza sociale.

Occorre, dunque, che tutti facciano la loro parte, ognuno nel proprio ambito affinché si possano mettere in atto iniziative e misure che invertano una tendenza che ha visto crescere il fenomeno a dismisura con danni enormi all’immagine dell’Italia. Da una parte i media dovrebbero maggiormente sensibilizzare i cittadini sugli effetti del fenomeno contraffattivo e sui rischi per la salute che potrebbero derivare dall’acquisto di un prodotto contraffatto: ancora troppe persone, infatti, sottovalutano quando addirittura non tollerano o giustificano il problema.

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