Posts tagged ‘crescita’

22 maggio 2017

Ddl balneare: con FI al governo niente aste immediate per le spiagge

dimaioIl ddl di riordino delle concessioni demaniali marittime in esame alla Camera rischia di distruggere per sempre un comparto del nostro paese che andrebbe invece fortemente valorizzato, quello delle imprese balneari. Per questo mi sto impegnando in prima persona, insieme a molti colleghi di Forza Italia, per scongiurare l’approvazione di questa legge. Si deve far ripartire l’Italia, non affossarla come il governo sembra voler fare anche in questo caso. Con l’attuazione della Bolkestein si affaccia un grandissimo rischio: quello di aste immediate per le spiagge. Con FI al governo questa sarebbe una soluzione da non considerare nemmeno, anzi un simile rischio sarebbe assolutamente scongiurato.
15 novembre 2016

PIL, l’inadeguatezza del Governo è nei numeri e nei commenti

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L’inadeguatezza del Governo è nei numeri e nei commenti. Rispetto al terzo trimestre del 2015 l’Italia è cresciuta la metà rispetto alla media UE, ma la maggioranza se ne vanta. L’Italia cresce meno dell’uno per cento, gli altri Paesi della UE in media crescono quasi del 2 e il Governo dice che le riforme funzionano: è vero, le riforme dei governi degli altri Paesi funzionano e infatti ci doppiano.

6 ottobre 2016

Referendum, un decimale di Pil vale 30 volte gli ipotetici risparmi della riforma

pilIl premier Renzi trova spassoso il dibattito se l’Italia crescerà l’anno prossimo dell’1 per cento, come sostiene soltanto il Governo, oppure dello 0,8 o dello 0,9 come sostengono invece gli Istituti nazionali ed internazionali. Ebbene c’è poco da scherzare, perché lo scostamento di un decimale di Pil vale più di 1,5 miliardi di euro, ossia circa 30 volte l’ipotetico risparmio che dovrebbe portare la riforma costituzionale. Va da sé, quindi, che se per “merito” del Governo un cittadino dovesse risparmiare 0,8 euro all’anno, ma al contempo per demerito del Governo ne perde 24, allora è ancora più evidente che quello del risparmio della riforma è un falso tema perché il vero affare è cambiare il Governo.

3 ottobre 2016

Referendum, Padoan attribuisce a riforma significati impropri

padoanL’Italia in questi 30 mesi di Governo Renzi ha visto l’economia arrancare e il debito pubblico correre. Forse di questo dovrebbe occuparsi il ministro Padoan e non attribuire al referendum costituzionale significati impropri. La crisi di sfiducia c’è già ed è forte fra le famiglie e le imprese ma non dipende dal referendum bensì dalla incapacità del Governo di dare risposte in tema di crescita, tasse, occupazione e sicurezza. Cercare di impaurire i cittadini non è serio e tra l’altro serve a poco, come ha dimostrato recentemente il referendum sulla Brexit.

13 settembre 2016

Pil, Padoan ammette previsioni sbagliate

piercarlo-padoanIl ministro Padoan ammette che le previsioni del governo sulla crescita del Pil erano sbagliate. Economia italiana al ribasso e conti da rifare, ma Renzi continua a promettere tutto a tutti pur sapendo di non avere le risorse necessarie per il suo ‘shopping’ elettorale in vista del referendum.

19 agosto 2016

Il miglior incentivo per la crescita è il taglio delle tasse

I consumi delle famiglie sono in calo rispetto all’anno scorso, il prodotto interno lordo non cresce quanto previsto e al venire meno della decontribuzione sul lavoro il Jobs Act ha dimostrato tutta la sua inefficacia.

Ma non solo. Questo governo, rispetto al governo Berlusconi, ha quintuplicato l’ultra precariato di chi lavora con i voucher; ha sedotto e abbandonato i pensionati (che hanno visto aumenti di pensione solo col presidente Berlusconi); così come sembra essersi dimenticato delle partite iva e degli imprenditori che, oggi, pagano le tasse più alte di Europa (64,8% secondo Confartigianato). Tuttavia, a fronte di una straordinaria solerzia nell’esigere il pagamento delle imposte, e nonostante gli impegni presi da questo governo, lo Stato non si è dimostrato altrettanto solerte nel pagare i debiti contratti dalla Pubblica Amministrazione con le imprese (65 miliardi di euro secondo la CGIA).

Sarebbe allora il caso che il governo Renzi, invece di insistere con una politica economica basata sugli incentivi – che nel lungo termine droga l’economia senza aiutarla a camminare sulle proprie gambe -, iniziasse a prendere in seria considerazione la possibilità di procedere ad un importante taglio di tasse e di spesa pubblica improduttiva. E’ giusto l’intento di voler aiutare le imprese a ripartire, ma gli incentivi generalmente aiutano le imprese che meno ne hanno bisogno (e non le piccole e microimprese che sono la maggioranza). Se non ripartono i consumi degli italiani, se la disoccupazione non torna almeno ai livelli del 2011 (con il governo Berlusconi eravamo intorno all’8%), gli incentivi avranno la funzione di ridurre le perdite delle imprese più che di stimolare la crescita di tutta l’economia.

Per noi di Forza Italia il miglior incentivo per la crescita era e rimane il taglio delle tasse. E non vorremmo che l’insistenza del governo sulle politiche degli incentivi – confermata oggi dal responsabile economico del Pd alla Stampa – fosse un tentativo non troppo velato di ringraziare chi quest’estate ha apertamente sostenuto il sì al referendum costituzionale…

14 agosto 2016

Pil, Cura del ferro? Al Governo serve cura del fosforo

Delrio pensaIl Governo propone una ‘cura del ferro’ per far ripartire l’economia. Se dopo quasi 3 anni di politiche economiche fallimentari non hanno capito che per tornare a crescere è indispensabile far ripartire i consumi di famiglie e imprese tagliando le tasse, è allora evidente che a Palazzo Chigi più che di una cura del ferro, vista la memoria corta, è necessaria una cura del fosforo. Gli anni in cui la nostra economia è cresciuta di più sono quelli in cui i governi Berlusconi hanno ridotto la pressione fiscale portandola anche al 39%

13 novembre 2015

Dati Istat: Italia frena, effetto Renzi già finito

Debora BergaminiL’effetto Renzi, appena iniziato, è già finito. Mentre a settembre il debito pubblico è aumentato di 7 miliardi, arrivando a 2.191,7, nel terzo trimestre dell’anno si è registrata una frenata della crescita economica in Italia con un Pil che è aumentato appena dello 0,2 per cento, in maniera inferiore rispetto alle attese. Questo ci preoccupa enormemente perché è un segnale che l’Italia non sta agganciando la ripresa economica in atto in Europa.

26 gennaio 2015

Vittoria Tsipras conferma nostra denuncia rischi politiche di austerity. Rispondere con rigore a oltranza sarebbe grave errore

Come movimento politico liberale, Forza Italia non può certo condividere le proposte e le posizioni fortemente influenzate da retaggi ideologici di sinistra del vincitore delle elezioni greche Alexis Tsipras. Questo non ci impedisce però di cogliere il significato più profondo che emerge dal voto dei cittadini greci.
Da tempo denunciamo il disagio dovuto alla crescente distanza tra le istituzioni europee e i cittadini. Da tempo ammoniamo sul rischio che, in assenza di una netta inversione di tendenza dell’Europa dalla strada del rigore ad oltranza, ci sarebbero state delle gravi ripercussioni. Il successo elettorale di Tsipras conferma tutto questo, qualificandosi come una netta bocciatura dell’austerità a oltranza interpretata dalla Troika.
Renzi, durante il semestre europeo, ha rimarcato i concetti di crescita e flessibilità, tuttavia alle parole sono seguiti risultati ben inferiori alle aspettative. Eppure, sono proprio questi risultati che i cittadini europei, e quindi anche quelli italiani, aspettano dopo anni di enormi e ingiusti sacrifici.
Non cogliere questo importante passaggio, o peggio rispondere al segnale che viene dalla Grecia arroccandosi ancora di più a difesa del rigorismo, equivale a compromettere quell’Europa dei popoli sognata dai Padri fondatori.

23 dicembre 2014

Incendio linea AV: chi fa il tifo per un’Italia arretrata non deve avere la meglio

L’incendio sulla linea dell’alta velocità a Bologna è un atto vile a danno di tutti gli italiani, un gesto che colpisce il tentativo di modernizzare il Paese, a partire dalle sue infrastrutture, e di rilanciare la crescita. In più, si è scelta una data che potesse creare più disagi possibili, a ridosso di un giorno in cui la circolazione ferroviaria è particolarmente intensa e i rallentamenti sono ancora più odiosi.
Che si tratti di terroristi o meno, il pericolo e la preoccupazione non diminuiscono. Ci sono persone che fanno il tifo per un’Italia arretrata, che guardi solo indietro e mai avanti. Sta alla politica, alle forze dell’ordine, alla giustizia e a tutti i cittadini che vogliono un Paese diverso fare in modo che questi gruppi minoritari e violenti non abbiamo la meglio.

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