Posts tagged ‘crisi’

17 settembre 2016

UE, mancanza di leadership porta al nulla di fatto

Deborah Bergamini ascoltaIl nulla di fatto del vertice di Bratislava è il risultato della mancanza di leadership a livello europeo che da tempo denunciamo. Nessun passo in avanti per fronteggiare l’immigrazione e per rilanciare la crescita. L’Europa sta sbagliando, ma se Renzi pensa di usarla come alibi per coprire le sue colpe, allora sbaglia due volte. Non serve fingere di alzare la voce nella Ue per coprire l’assenza di risultati ottenuti in Italia. Il Pil che non cresce, il debito pubblico che aumenta, l’occupazione che regredisce con il diminuire degli incentivi sono negatività da addebitarsi esclusivamente al governo italiano. Se, invece di puntare tutto su Italicum e riforma del Senato, il premier si fosse preoccupato di temi più concreti per i cittadini, per le famiglie e per le imprese, certamente non saremmo arrivati a questo punto.

11 febbraio 2016

Banche, governo brucia i risparmi degli italiani

Foto Borsa MilanoIl Governo sta bruciando i risparmi degli italiani. Nel decreto varato ieri sera sulle banche di credito cooperativo non è stata prevista alcuna norma per risarcire i risparmiatori truffati dal salvabanche. E oggi la borsa di Milano è maglia nera in Europa perdendo più del 4 per cento con grande sofferenza dei titoli bancari. Gli speculatori esultano, i risparmiatori piangono.

18 gennaio 2016

Al Governo manca il coraggio per una vera svolta

Deborah Bergamini Sesto FiorentinoLa ricerca elaborata dal centro studi ImpresaLavoro evidenzia come sia alquanto fuorviante parlare della situazione economica di un singolo Stato, ad esempio l’Italia, senza confrontarla con quella degli altri Paesi, soprattutto europei, nostri diretti concorrenti. Abbiamo infatti sentito più volte dire dal premier Renzi che l’Italia è finalmente ripartita. Se però si raffronta il Pil italiano con la media dei 28 Stati membri della Ue ci si rende conto che mentre noi abbiamo appena ripreso a camminare, gli altri già corrono. L’anno appena trascorso, infatti, ha visto la nostra economia crescere appena dello 0,8 per cento, mentre l’Europa è cresciuta più del doppio, precisamente di 1,8 punti percentuali. La crisi economica è stata non solo europea ma mondiale, ha colpito tutti, ma non vi è dubbio che alcuni governi la abbiano affrontata meglio rispetto a noi. E’ vero che, come dimostra la ricerca, fin dall’introduzione dell’euro il nostro Pil è sempre stato sotto la media Ue e che quindi il nostro ritardo viene da lontano, ma sta di fatto che molti Paesi hanno reagito meglio del nostro e sono già tornati ai livelli pre-crisi mentre per l’Italia, al ritmo di crescita attuale, si dovrà aspettare altri dieci anni. Non ce lo possiamo permettere, non possiamo continuare così. Al Governo è mancato il coraggio di effettuare un radicale taglio della spesa pubblica improduttiva e una corposa riduzione della pressione fiscale, uniche soluzioni possibili per una ripresa economica vera e duratura. Del resto, questo è un Governo di sinistra e non ci si poteva aspettare certo che mettesse in campo politiche liberali: si è accontentato di una politica dei piccoli passi per raggiungere piccoli orizzonti. E non riesce a raggiungere neppure quelli.

14 settembre 2015

Dobbiamo combattere per riportare la buona politica al centro del dibattito, per fare conoscere le nostre idee che sono le uniche che hanno portato al Paese quel benessere che si è perso

Dal mio intervento al Convegno “L’Italia e l’Europa che vogliamo”: deborah bergamini a fiuggi  europa che vogliamo
Noi siamo impegnati a ricostruire il centrodestra, ma questo potrà avvenire solo quando Forza Italia tornerà ai livelli di consenso consoni alla sua storia: noi siamo il perno della coalizione e solo noi possiamo creare un centrodestra in grado di tornare a governare questo Paese.
Il clima di antipolitica che si respira in Italia sta facendo del male al Paese e favorisce l’affermazione di poteri opachi che usano la politica per i loro scopi. Noi dobbiamo combattere per riportare la buona politica al centro del dibattito, per fare conoscere le nostre idee che sono le uniche che hanno portato al Paese quel benessere che si è perso. Ora è arrivato il nostro turno, il nostro impegno in prima persona che ci chiede il presidente Berlusconi.
L’Italia è in una situazione difficile. Renzi dice di aver abbassato la pressione fiscale ma non è vero, le tasse sulla casa sono passate in tre anni da 32 a 50 miliardi di euro, l’imposizione sul risparmio è cresciuta di 9 miliardi, un giovane su due è disoccupato. Solo il centrodestra e Forza Italia, con le ricette liberali, possono invertire questa rotta drammatica.
27 luglio 2015

Lavoro: per Fmi ripresa nel 2035. Renzi cambi passo, serve ben altro che piccole manovre parlamentari

Come farà Renzi a spiegare agli italiani che, dopo le tante promesse e gli annunci sul Jobs Act e sulla ripresa, in realtà dovranno aspettare il 2035 per avere stesse le opportunità di lavoro pre-crisi? Il premier sceglierà di prendersela come al solito con i gufi, questa volta del Fmi?

Quando si è al governo del Paese, occorre assumersi la responsabilità del contesto in cui ci si deve muovere, e smetterla di pensare che governare sia una specie di sfida personale, una sorta di corsa ad ostacoli contro presunti iettatori. Per ritrovare uno slancio che non sposti a fra 20 anni ogni prospettiva di ripresa bisogna esercitare il realismo, essere generosi e saper mobilitare una intera comunità di cittadini disorientata dalle trasformazioni in atto. Che è l’esatto opposto del puntellare il proprio governo con piccole manovre parlamentari pur di andare avanti a prescindere dai risultati.

8 luglio 2015

Grecia: governo italiano escluso da tutti i vertici che contano

A Protestor holds a placard with a Greek flag during a demonstration outside of an EU summit in Brussels on Sunday, Oct. 23, 2011. Greece's prime minister George Papandreou is pleading with European leaders in Brussels to act decisively to solve the continent's debt crisis. At a summit Sunday, the leaders are expected to ask banks to accept huge losses on Greek bonds to ease the pressure on the country, and to raise billions more in capital to weather those losses. (AP Photo/Geert Vanden Wijngaert)

La vicenda greca sta mettendo l’Europa davanti ad un rischio cortocircuito: da un lato, la necessità di far rispettare le regole, dall’altro regole che oggi vanno, con ogni evidenza, riscritte. L’avventurismo di cui Tsipras ha dato ampia prova non può e non deve ricadere su chi sta facendo grandi sforzi per rispettare il dettato europeo, e questo è un punto fermo. Così come lo è la necessità che la Grecia rispetti gli impegni presi. Ma è altrettanto chiaro che regole prive di elasticità e sganciate da qualsiasi aderenza all’andamento delle economie reali non possono trasformarsi in un totem potenzialmente devastante.

E’ il momento, allora, di portare sui tavoli di Bruxelles il tema del cambiamento. E per farlo servono anche leader forti. Purtroppo, invece, se c’è un dato politico che la vicenda greca consegna all’Italia è proprio l’imbarazzante debolezza del governo e del suo premier. Esclusi da tutti i vertici che contano, condannati al ruolo di figuranti, stiamo semplicemente assistendo al determinarsi di decisioni prese altrove. 

26 gennaio 2015

Vittoria Tsipras conferma nostra denuncia rischi politiche di austerity. Rispondere con rigore a oltranza sarebbe grave errore

Come movimento politico liberale, Forza Italia non può certo condividere le proposte e le posizioni fortemente influenzate da retaggi ideologici di sinistra del vincitore delle elezioni greche Alexis Tsipras. Questo non ci impedisce però di cogliere il significato più profondo che emerge dal voto dei cittadini greci.
Da tempo denunciamo il disagio dovuto alla crescente distanza tra le istituzioni europee e i cittadini. Da tempo ammoniamo sul rischio che, in assenza di una netta inversione di tendenza dell’Europa dalla strada del rigore ad oltranza, ci sarebbero state delle gravi ripercussioni. Il successo elettorale di Tsipras conferma tutto questo, qualificandosi come una netta bocciatura dell’austerità a oltranza interpretata dalla Troika.
Renzi, durante il semestre europeo, ha rimarcato i concetti di crescita e flessibilità, tuttavia alle parole sono seguiti risultati ben inferiori alle aspettative. Eppure, sono proprio questi risultati che i cittadini europei, e quindi anche quelli italiani, aspettano dopo anni di enormi e ingiusti sacrifici.
Non cogliere questo importante passaggio, o peggio rispondere al segnale che viene dalla Grecia arroccandosi ancora di più a difesa del rigorismo, equivale a compromettere quell’Europa dei popoli sognata dai Padri fondatori.

23 dicembre 2014

Incendio linea AV: chi fa il tifo per un’Italia arretrata non deve avere la meglio

L’incendio sulla linea dell’alta velocità a Bologna è un atto vile a danno di tutti gli italiani, un gesto che colpisce il tentativo di modernizzare il Paese, a partire dalle sue infrastrutture, e di rilanciare la crescita. In più, si è scelta una data che potesse creare più disagi possibili, a ridosso di un giorno in cui la circolazione ferroviaria è particolarmente intensa e i rallentamenti sono ancora più odiosi.
Che si tratti di terroristi o meno, il pericolo e la preoccupazione non diminuiscono. Ci sono persone che fanno il tifo per un’Italia arretrata, che guardi solo indietro e mai avanti. Sta alla politica, alle forze dell’ordine, alla giustizia e a tutti i cittadini che vogliono un Paese diverso fare in modo che questi gruppi minoritari e violenti non abbiamo la meglio.

15 ottobre 2014

Balneari: il governo avrebbe dovuto legiferare entro oggi ma come al solito non lo ha fatto

Bolkestein e spiagge, il Pdl difende le imprese familiari italianePrendiamo atto del fatto che, ancora una volta, il governo ha ignorato le richieste – in questo caso aventi forza di legge – del Parlamento. Entro oggi, infatti, avrebbe dovuto legiferare sulle concessioni demaniali marittime“. Lo dichiara, in una nota, la responsabile comunicazione di Forza Italia, Deborah Bergamini, sottolineando come “un comparto di eccellenza del nostro turismo, che ha subito pesantemente i contraccolpi della crisi, aspettava risposte che non sono arrivate“.

Il rilancio della nostra economia – conclude la deputata – non passa solo dalle ‘grandi riforme’, di cui ancora dobbiamo vedere gli effetti, ma anche dal turismo e dalla tutela di quelle tante imprese balneari che oggi rischiano di essere messe in crisi dalla direttiva Bolkestein, insieme a tutto il loro indotto“.

7 agosto 2014

Apicoltura in gravissima crisi e Enrico Rossi non risponde alla mia lettera

Sono costretta a registrare con rammarico la mancata risposta del Presidente della Toscana Rossi alla mia sollecitazione per un intervento dell’amministrazione regionale in favore di un settore importante come quello dell’apicoltura, che oggi versa in gravi difficoltà. miele ape fiore

L’apicoltura sta infatti attraversando, in Toscana come nel resto del Paese, una fase particolarmente negativa: a causa dell’utilizzo di pesticidi, della presenza di parassiti e delle avverse condizioni meteorologiche della primavera scorsa, la produzione di tutti i tipi di miele, da quello di Acacia fino a quelli tipici toscani, è stata gravemente compromessa. Gli operatori del settore hanno necessità di un sostegno da parte delle istituzioni; sostegno che il Presidente Rossi, per quanto di competenza regionale, ha evidentemente deciso di non offrire.

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Di seguito la lettera inviata che ho inviato al Presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, lo scorso 26 luglio:

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