Posts tagged ‘decadenza’

5 giugno 2015

Da caso De Luca a Mafia Capitale è sempre la solita doppia morale della sinistra

giustizia bilancia

A De Luca viene permesso di nominare Giunta e Vice e, in questo modo, di governare da dietro le quinte nonostante la Severino; Marino e Zingaretti restano in sella nonostante Mafia Capitale. E questo è il ‘nuovo’ corso del Pd renziano post-rottamazione. In pratica, non è cambiato nulla: tolta qualche faccia, resta la solita storia della doppia morale della sinistra.

31 ottobre 2014

De Magistris, ex magistrato, ha ottenuto rinvio su legge Severino. Berlusconi no…

Ha ragione il reintegrato sindaco De Magistris nel sostenere che la sua vicenda non è come quella di Berlusconi: lui, ex magistrato, ha ottenuto il rinvio alla Corte Costituzionale della legge Severino, mentre Silvio Berlusconi no.
Quando si è trattato di decidere sull’applicazione della legge Severino a Silvio Berlusconi il Pd non si è soffermato neppure un attimo sull’opportunità di un approfondimento rispetto ad una legge ingiusta e iniqua, sia perché applicata retroattivamente sia perché suscettibile di creare quelle discriminazioni che oggi sono sotto gli occhi di tutti. L’occasione per i ‘democratici’ era troppo ghiotta e non hanno rinunciato ad afferrarla, neppure a fronte dei milioni di italiani che hanno votato Silvio Berlusconi e che in lui si riconoscono. Ora è necessario sanare un vulnus che ancora oggi condiziona le nostre dinamiche politico-democratiche.

17 dicembre 2013

Vicenda Berlusconi è fatto politico e democratico, non meramente giudiziario

deborah bergamini 6E’ un grave errore politico derubricare a mera vicenda giudiziaria quello che è un fatto massimamente politico e democratico, e cioè la condizione del rappresentante politico e istituzionale di oltre nove milioni di elettrici ed elettori italiani.

Non è in causa tanto e solo la sorte del cittadino Berlusconi, ma il diritto alla piena rappresentanza istituzionale e politica di molti milioni di italiani, che non possono essere trattati da “cittadini di serie b”.

Chi dovrebbe essere il garante dell’unità nazionale non può non tenere conto di questa evidenza e non avere chiaro qualunque infondato tentativo di criminalizzazione del leader di un grande partito popolare, attualmente guida dell’opposizione democratica.

27 novembre 2013

La gioia di Letta non coincide con quella degli italiani

Deborah Bergamini congresso ppe bucarest 2012Senza entrare nel merito della scelta di festeggiare il governo proprio nel giorno in cui si vota la decadenza di Silvio Berlusconi, si può forse ricordare a Letta che la sala stampa di Palazzo Chigi, dalla quale ha sparso ottimismo a piene mani sul futuro del suo esecutivo, gli è agibile proprio grazie a colui che il suo partito sta estromettendo dal Parlamento in queste ore.

Certo, comprendiamo che Letta mai avrebbe potuto immaginare di avere tanta fortuna da poter governare con ‘forza e coesione’ un esecutivo di centrosinistra grazie ai voti del centrodestra. Basta guardare i contenuti della legge di stabilità, per capire, però, che la sua fortuna non coincide, purtroppo, con quella degli italiani“. Lo dichiara in una nota la Deputata di Forza Italia Deborah Bergamini

8 novembre 2013

I nostri punti cardine sono Berlusconi leader e niente nuove tasse

5 novembre 2013

Governo: no fiducia in bianco

Condivido pienamente i dubbi espressi da Raffaele Fitto: nel giorno in cui la capigruppo del Senato stabilisce la data del voto palese sulla decadenza di Silvio Berlusconi, convince ancora meno l’opportunità di conferire al governo una fiducia in bianco. Deborah Bergamini

Non è nostro stile comportarci come le tre scimmiette, facendo finta di non vedere, non sentire e non parlare a fronte dei comportamenti di un alleato che freme per espellere il nostro leader dal Parlamento – applicando la legge in modo illegittimo e forzando i regolamenti per garantirsi il risultato – e che ci propone provvedimenti, come la legge di stabilità, in cui le nostre istanze vengono ignorate o peggio ancora calpestate“.

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4 novembre 2013

Berlusconi: colleghi europei stupiti da ricorso a voto palese

Il ricorso al voto palese per decidere sulla decadenza di Silvio Berlusconi fa discutere anche in Europa. Nella riunione del Club 28 del Ppe a Madrid, in molti esprimono stupore per una scelta che va contro la prassi, anche europea. La tutela della libertà dei parlamentari nell’esprimere la propria opinione al riparo da condizionamenti o ritorsioni di partito, soprattutto in voti di coscienza che riguardano le persone, è considerata in Europa un valore. Ma in Italia, ormai l’abbiamo capito, ci si richiama all’Europa solo quando fa comodo, e comunque mai quando questo può interferire con i piani degli antiberlusconiani. In questi casi da noi si preferisce trarre ispirazione dai regimi totalitari degli anni ‘70”.

1 novembre 2013

Berlusconi: Pd faccia esame di coscienza, quello è ancora segreto

Quando abbiamo iniziato questa esperienza di governo non pensavamo che le larghe intese sarebbero state quelle in Giunta ai danni del nostro leader; intese volte a distruggere anziché costruire.
Dopo aver forzato ogni regola e dimostrato indifferenza per i più elementari principi dello stato di diritto e della democrazia, sarebbe bene che il Pd facesse un serio esame di coscienza. Quello almeno non è ancora palese
”.

30 ottobre 2013

Berlusconi, voto palese: il Pd non parli mai più di regole

Debora Bergamini BerlusconiIl Pd condannerà forse il nostro leader ad uscire dal Parlamento, ma quello che è certo è che oggi ha condannato se stesso a non parlare mai più di regole, di rispetto del diritto, di applicazione delle prescrizioni democratiche. Un epilogo politico ignobile che mina ogni principio di doveroso rispetto reciproco tra chi governa insieme e, soprattutto, mina la concezione stessa della democrazia. Tutto questo al solo scopo di ottenere un risultato perseguito ossessivamente da tempo, ignorando che di ben altro sono fatti la costruzione e il mantenimento del consenso.”

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22 ottobre 2013

Dibattito interno al Pdl dimostra che non siamo un partito di plastica

Guardo con sincera simpatia al bisogno di alcuni esponenti del PD di disegnarsi il centro-destra che vorrebbero. Secondo me dovrebbero applicarsi di più nell’immaginare come vorrebbero essere loro, chè ce ne sarebbe un gran bisogno. Apprezzo comunque il tentativo di superare barriere ideologiche che sono state un freno non solo alla crescita del PD, che infatti non ha mai vinto un’elezione negli ultimi anni, ma anche alla normale dialettica politica. Con le appartenenze ideologiche si demonizza l’avversario e si cerca di sconfiggerlo per vie diverse da quelle democratiche. E’ quello che sta avvenendo ai danni del presidente Silvio Berlusconi. Il tentativo di “archiviazione” di Berlusconi per via giudiziaria oltre che politica, è in corso da molti anni. E’ fallito miseramente fino a oggi e credo che fallirà ancora per un bel pezzo: solo otto mesi fa Berlusconi ha preso quasi dieci milioni di voti e su quello ci dobbiamo misurare. Ecco perchè guardo con altrettanta simpatia a tutti questi tentativi di centro, centrismo, centrini, riaggregazioni in cerca d’autore per chi cerca di collocarsi in vista delle prossime elezioni europee.

Per quanto riguarda il dibattito al nostro interno, il nostro partito è in una fase di trasformazione e, com’è giusto, c’è una dialettica interna. Siamo sempre stati pitturati in maniera macchiettistica come il partito azienda, il partito di plastica… non è mai interessanto neanche ai cronisti politici raccontare la vita interna al Popolo della Libertà, i dibattiti al nostro interno. Tutto era polarizzato dalla figura certamente segmentante del nostro presidente, ma questo non significa che, al suo interno, il Popolo della Libertà non abbia visto fasi di dibattito, di confronto, di dialogo più o meno difficile. Non è un segreto che quanto accaduto in occasione del voto di fiducia, “strappato” in qualche maniera a Berlusconi qualche settimana fa, abbia provocato delle reazioni e dei cambiamenti. Berlusconi non è stato convinto dalle buone ragioni addotte per votare la fiducia, ma vi è stato costretto dagli avvenimenti. Questo ha provocato un confronto interno tutt’ora in corso, nel quale noi che siamo stati iscritti nella lista dei cosiddetti “lealisti”, chiediamo che ci sia un ricentramento della leadership di Berlusconi sul partito, che Berlusconi riprenda in mano il pallino del partito pienamente e, per questo, si proceda a un azzeramento delle cariche e a una riorganizzazione dell’assetto del partito. Mi sembra sia una cosa importante da fare in un momento in cui assistiamo allo scompaginamento delle forze politiche che sostengono il governo. Naturalmente non abbiamo mai fatto mancare il sostegno al governo, dal momento in cui abbiamo votato la fiducia e su questa base andiamo avanti sapendo molto bene che, se la stabilità è un valore, un valore ancora più importante è la capacità del governo di saper fare le cose.

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