Posts tagged ‘decreto’

14 marzo 2017

Ddl penale: altra fiducia su tema sensibile

Card Bergamini

Altro ricorso al voto di fiducia su un tema assai sensibile. Renzi la pose su norme elettorali, Gentiloni la mette su norme penali. La sinistra perde il premier ma non il vizio.

22 aprile 2016

Banche, i risparmiatori truffati vanno risarciti tutti

Da indiscrezioni di stampa leggiamo con fortissima preoccupazione che il governo sta fissando dei paletti per i risarcimenti spettanti agli obbligazionisti raggirati dalle 4 banche salvate.

Sembrerebbe che i rimborsi saranno automatici solo per i risparmiatori con redditi non elevati, che hanno investito una quota di capitale non rilevante e che soprattutto lo abbiano fatto prima dell’agosto 2013. E’ semplicemente inaccettabile che il governo possa pensare che il denaro abbia valore diverso a seconda del livello patrimoniale di una famiglia o che addirittura un risparmiatore raggirato dalla banca dopo l’agosto del 2013 abbia meno diritti di chi sia stato raggirato prima. Una truffa è una truffa, a prescindere dalla data in cui è stata messa in atto. I risparmiatori delle 4 banche salvate dal Governo vanno risarciti tutti e in toto.

banca-etruria

1 dicembre 2015

Banche, il decreto del Governo è ingiusto e incostituzionale

7164619158_df527c2bbd_nIl decreto legge sulle banche non solo è ingiusto, ma è incostituzionale perché in violazione dell’articolo 47 della Costituzione che tutela il risparmio in tutte le sue forme. Il provvedimento del Governo che ha portato alla nascita, nell’arco di una notte, di 4 nuove banche (Nuova Cassa di risparmio di Ferrara S.p.A., Nuova Banca delle Marche S.p.A., Nuova  Banca  dell’Etruria  e  del  Lazio S.p.A,  Nuova Cassa di risparmio di  Chieti) da un lato garantisce la continuità dell’attività aziendale e tutela i dipendenti ma, dall’altro, fa pesare sugli azionisti e sui titolari delle obbligazioni subordinate emesse dalle “vecchie” banche il peso di questo cosiddetto “salvataggio”. L’intero valore di azioni e obbligazioni subordinate, infatti, è tolto, per decreto, dalle disponibilità di azionisti e obbligazionisti per andare a coprire le perdite degli istituti che glieli hanno venduti. La soluzione applicata ha avuto quindi costi sociali molto alti: sono oltre 100mila i piccoli risparmiatori coinvolti, 35mila nella sola regione Toscana, dove in una notte sono “scomparsi” circa 300 milioni di euro, in buona parte soldi che le famiglie avevano messo da parte con fatica. Per questo ho presentato un emendamento alla legge di Stabilità affinché gli utili comunque creati e da chiunque percepiti, con questa operazione del Governo, debbano essere destinati a coloro, risparmiatori e investitori, che si sono di fatto trovati a pagare gli effetti della risoluzione della crisi bancaria.

2 maggio 2014

Dl Irpef secondo i tecnici del Senato: coperture scarse, calcoli approssimativi, norme incostituzionali e misure vaghe

Coperture scarse, calcoli approssimativi, norme incostituzionali e misure vaghe: è il dl Irpef per i tecnici del Senato. Un utile bagno di realtà e umiltà per il governo Pd-Ncd.

5 febbraio 2014

Bankitalia dl inopportuno approvato da Pd cantando ‘Bella ciao’

deborah bergaminiIl ricorso crescente ai decreti legge sta di fatto svuotando il Parlamento della sua agibilità: non facciamo che approvare i provvedimenti urgenti del governo. Tra questi, ce ne sono alcuni che balzano agli occhi quanto a inopportunità: penso al Dl Bankitalia, gestito da un uomo di Bankitalia, cioè Saccomanni. Grazie a quella operazione, le banche hanno visto materializzarsi a loro vantaggio ben 7,5 miliardi di euro, con il placet del Pd che in Aula ha approvato il decreto cantando ‘Bella ciao’

Lo afferma a L’Aria che Tira, la responsabile comunicazione di Forza Italia.

6 novembre 2013

Il mio intervento in Aula su decreto missioni internazionali e di cooperazione allo sviluppo

Signor Presidente, giunge finalmente in sede di discussione sulle linee generali in Aula la conversione in legge del decreto-legge sulla proroga delle missioni internazionali, delle nostre missioni di pace. Io voglio iniziare questo mio intervento – che, premetto, sarà più breve di quello dei colleghi che mi hanno preceduto – innanzitutto con una annotazione – consentitemelo – storica, ma brevissima, ovvero con la voglia di ricordare che l’Italia ha partecipato negli ultimi 20 anni a oltre 130 missioni militari all’estero, sia in ambito NATO, che in ambito Unione europea, che in ambito ONU. Non lo ricordo a caso, lo ricordo perché nel corso degli anni l’attenzione dell’opinione pubblica su quello che riguarda la nostra strategia di peacekeeping internazionale ha avuto modulazioni diverse. Oggi, quando si parla di missioni di peacekeeping da parte del nostro Paese ci si concentra in particolare su due aspetti: da una parte – e lo abbiamo sentito in molti interventi che mi hanno preceduto – sulla necessità di una razionalizzazione di tutto quello che è lo strumento militare, e dall’altra sulla selvaggia necessità di procedere a un taglio di spesa. E spesso, quando noi parliamo di missioni militari del nostro Paese, immediatamente arriva il sillogismo della necessità di contenere e di tagliare le spese.

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26 giugno 2013

Dl governo, impegno per migliorare le misure in parlamento

Debora BergaminiSappiamo che le emergenze economiche non sono di semplice e univoca risoluzione, soprattutto a fronte di risorse limitate, ma dobbiamo anche registrare con realismo il fatto che, per ora, siamo fermi alla sospensione dell’Imu e al rinvio di tre mesi della decisione sull’aumento Iva. Da un governo sostenuto da una così ampia maggioranza parlamentare, e nato per risolvere problemi urgenti, è lecito aspettarsi che alla fine delle decisioni vegano prese, perché di sospensione in sospensione non si va troppo lontano. :::::::::::::::

Anche sul fronte del lavoro, dove pure sono state recepite alcune delle nostre istanze, si rimanda alle risorse che verranno stanziate in sede comunitaria per varare provvedimenti davvero incisivi. Risorse sulle quali, tra l’altro, la Germania già mette dei paletti. Il pacchetto varato oggi, che non prevede una completa detassazione per le nuove assunzioni, è quindi ben difficile che possa imprimere quello scatto occupazionale che speravamo. Sarà nostro compito impegnarci in Parlamento per migliorare queste misure”.

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6 aprile 2013

Decreto debiti p.a., il merito è di Tajani. Ora a Parlamento compito di migliorare e approvare provvedimento

Finalmente il governo ha approntato l’atteso decreto per lo sblocco dei debiti della pubblica amministrazione. Credo che sia utile ricordare, al di là di ciò che sostengono Monti e i suoi ministri, che il merito di questa svolta è del nostro commissario europeo Tajani che, insieme al collega Rehn, si è impegnato a trovare una soluzione al problema e anche a sollecitare il governo italiano ad agire. Adesso sta al Parlamento migliorare e poi approvare il provvedimento, ascoltando le ragioni delle imprese e, in particolare, di quelle piccole e medie che potrebbero avere problemi di accesso ai pagamenti“.Lo dichiara in una nota Deborah Bergamini, deputato Pdl.

29 ottobre 2012

Agenda Digitale, gli sviluppi

Cari amici,

vi segnalo questo articolo di Raffaele Barberio uscito oggi su Key4biz:

Agenda Digitale adios? Sospetto effetto narcotizzante sul provvedimento dirottato al Senato

Inspiegabile assegnazione alla X Commissione del Senato e su tutto l’incombente campagna elettorale.

di Raffaele Barberio

Internet – Due anni di partecipazione dell’opinione pubblica e di quell’avanguardia attenta allo sviluppo tecnologico

Due anni di battaglie sulla stampa.

Due anni di attenzione e impegno in Parlamento da parte di un piccolissimo manipolo di parlamentari attenti al nuovo sviluppo (Paolo Gentiloni, Antonio Palmieri, Roberto Rao proponenti e Deborah Bergamini relatrice).

Tutto rischia di estinguersi silenziosamente senza che nessuno si accorga di nulla.

Firmato il Decreto Crescitali 2.0 (già Digitalia) ci saremmo aspettati uno scatto di reni, ma nulla di tutto ciò.

Del resto le avvisaglie c’erano tutte.

Innanzitutto la costituzione di una cabina di regia con 5 ministri (avete mai visto una impresa con 5 amministratori delegati?). E la storia ci insegna che se vuoi svuotare un provvedimento in Italia è sufficiente costituire una cabina di regia o un tavolo di concertazione e il gioco è fatto.

Poi un frettoloso annuncio del governo ad aprile, in occasione della visita della Commissaria europea Neelie Kroes in Italia, che il decreto sarebbe stato presentato entro giugno. Ma i sessanta giorni per la conversione sarebbero caduti con le ferie: un modo per dare uno schiaffo ulteriore al Parlamento.

Poi tentennamenti di ogni genere, non senza esclusioni di colpi tra due dei ministri coinvolti e la possibilità, da noi ampiamente sostenuta e auspicata nel silenzio generale, di un trasferimento di competenze da uno dei ministeri della cabina di regia alla Presidenza del Consiglio dei Ministri (come avviene in tutta Europa, quando l’agenda digitale non è assegnata addirittura ad un apposito ministero responsabile dell’Economia digitale).

Ora appena dopo l’emanazione del decreto governativo, l’assegnazione alla X Commissione permanente del Senato (Industria, Commercio, Turismo).

Ma come, ci chiediamo, i parlamentari che si sono impegnati per mesi e mesi in favore dell’Agenda digitale italiana (i pochi che per anni hanno tenuto il punto su un settore così strategico) sono tutti alla Camera dei Deputati e il provvedimento va al Senato, con la previsione che il passaggio alla Camera sarà solo per approvazione e non per discussione sul provvedimento.

Ma si può sapere quale sia stata la ratio di tale scelta?

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10 ottobre 2012

Agenda Digitale e futuro del Pdl, la mia intervista a Radio IES

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