Posts tagged ‘democrazia’

10 marzo 2017

Editoria: Governo faccia con urgenza decreti attuativi. Liberalizzare vendite giornali

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Il Governo faccia con urgenza i decreti attuativi della legge quadro sull’editoria approvata nel novembre scorso dalla Camera. Il Parlamento ha incaricato l’esecutivo di fare i decreti attuativi entro sei mesi, il tempo sta per scadere e ancora non si sono visti documenti al riguardo. L’editoria cartacea è in crisi, ma resta un pilastro fondamentale per la libertà e il pluralismo dell’informazione e va sostenuta. In quest’ottica occorre liberalizzare la vendita di quotidiani e periodici in tutte le attività commerciali, per raggiungere quei lettori che non hanno l’abitudine di andare in edicola quotidianamente, ma che se trovano il giornale in un negozio o in un altro esercizio commerciale, sono invogliati ad acquistarlo.

Stato e Regioni dovranno concordare e rivedere le norme sul commercio in modo che i lettori possano essere facilitati ad acquistare il giornale con maggiore facilità. In Toscana, ad esempio, Forza Italia ha presentato un emendamento alla legge regionale sul commercio che va nella direzione di una liberalizzazione totale. Ampliare la fascia di possibili acquirenti è una conquista importante per tutti, e le edicole non devono temere per la loro sopravvivenza commerciale, visto che la legge quadro nazionale consente loro di svolgere anche altri servizi come quelli postali. In questo momento di grave crisi dell’editoria, dobbiamo spenderci tutti per difendere un autentico presidio di democrazia e libertà.

25 gennaio 2017

Turchia, missione Consiglio d’Europa ha dato frutti

turchiaLa missione della delegazione ad hoc del Consiglio d’Europa, di cui ho fatto parte, che nel novembre scorso è stata ad Ankara per valutare gli sviluppi che sono intervenuti dopo il tentativo di colpo di Stato, ha dato i suoi frutti. Dopo che abbiamo denunciato la sproporzione della risposta del governo turco al tentativo di colpo di Stato, abbiamo poi preso atto con soddisfazione di alcune misure adottate quali la creazione di un comitato amministrativo per esaminare tutti i casi di licenziamenti, chiusura di associazioni, istituzioni, sindacati e mezzi di comunicazione, le cui decisioni possono essere impugnate davanti ai tribunali turchi. Ovviamente questo è solo un primo passo, ma va sicuramente nella giusta direzione del rispetto della democrazia e dei diritti civili.

24 gennaio 2017

M5S, Grillo silenzia i suoi parlamentari

m5sIn un movimento che professa la partecipazione dal basso e la democrazia diretta, in cui uno dovrebbe valere uno, è alquanto paradossale che gli unici che non contano nulla e che non possono esprimere liberamente le proprie opinioni siano gli eletti in Parlamento. Inimmaginabile un governo 5 stelle in cui il premier e i ministri, prima di parlare, debbano chiedere il permesso a Grillo: questa non è democrazia.

28 dicembre 2016

Legge Elettorale, si fa in Parlamento e non al Nazareno

leggeRibadiamo al presidente del Pd Orfini quello che abbiamo detto ieri al capogruppo Zanda: la legge elettorale non si scrive nella loro sede di partito ma in Parlamento; non può esserci alcuna imposizione ma è necessaria la massima condivisione possibile fra tutte le forze politiche, così come auspicato anche dal presidente Mattarella; la nuova legge elettorale deve essere incentrata sui principi di rappresentatività e democraticità, ovvero la maggioranza parlamentare deve rispecchiare la volontà della maggioranza degli Italiani.

27 dicembre 2016

Legge Elettorale, Zanda sbaglia nel metodo e nel merito

card_format-link_con-citazioneLa nettissima sconfitta del Pd al referendum costituzionale non sembra purtroppo aver indotto i democratici a più miti consigli. Credono di avere ancora la golden share anche sulla riforma della legge elettorale, ma si sbagliano di grosso. L’intervista odierna a Repubblica del capogruppo del Pd al Senato Zanda lascia a desiderare dal punto di vista istituzionale e costituzionale e contiene errori sia di metodo che di merito. Il Pd non sembra aver recepito il monito del presidente della Repubblica Mattarella che ha chiaramente detto che sulla legge elettorale occorre una condivisione di tutte le forze politiche e comunque una maggioranza più ampia di quella governativa. Eppure Zanda, alla domanda su “cosa può fare il governo”, risponde invocando la revisione dei regolamenti parlamentari. È una affermazione che ci lascia perplessi perché la materia dei regolamenti delle Camere riguarda il Parlamento e la sua autonomia e quindi le modifiche, seppure opportune, non sono certo di pertinenza del Governo ma di tutti i gruppi parlamentari. Se anche sulla riforma della legge elettorale il Pd volesse ritentare con un secondo colpo di mano, dopo aver fallito il primo con la riforma costituzionale bocciata dagli italiani, andrebbe incontro ad un’altra sconfitta. Quanto poi al merito della legge elettorale, noi insistiamo nel ritenere che non ci possa più essere distorsione fra la volontà popolare e la rappresentanza parlamentare: la maggioranza politica in Parlamento deve rispecchiare la maggioranza politica nel Paese, altrimenti la democrazia viene falsata.

22 dicembre 2016

Legge Elettorale: Occorre corrispondenza fra volontà elettori e rappresentanza parlamentare

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Non ci devono essere forzature fra la volontà espressa dagli elettori e la rappresentanza parlamentare. Quello che gli italiani votano deve essere esattamente riprodotto in Parlamento nella giusta proporzione, senza forzature. Questo è l’unico criterio al quale noi ci ispiriamo, perché altrimenti si falsa il gioco democratico e vanno delle minoranze a governare con i risultati che abbiamo visto in questi anni e che non ci possiamo più permettere per il futuro. Se c’è la volontà di fare una legge che non sia nell’interesse delle singole forze politiche, ma sia nell’interesse della rappresentatività, io credo che il cammino per la nuova legge elettorale sarà liscio.

5 dicembre 2016

Referendum: adesso parte la sfida del centrodestra

bergamini_referendumIl referendum ci consegna un esempio importante da seguire, e che dobbiamo tenere bene in mente, in attesa che si arrivi alla sfida elettorale in cui non ci saranno più 2 fronti, quello del Sì e quello del No, ma tre poli: il centrodestra, la sinistra e il M5S.

Il dato più importante è la grande partecipazione popolare visto che tanti cittadini, nonostante si sia trattato di un referendum senza la necessità del raggiungimento di un quorum, sono ritornati alle urne. E’ una notizia positiva non solo perché il voto è sempre la massima espressione democratica, ma anche perché ciò avviene dopo alcuni anni in cui i cittadini si sono allontanati dalla politica poiché stanchi di un trasformismo senza precedenti, di premier non scelti dal popolo, di promesse mancate. Hanno deciso di ritornare ad essere protagonisti del loro futuro e di farlo insieme a noi. Ciò vuol dire che quando ci si muove nella stessa direzione, e verso obiettivi chiari, Forza Italia e il centrodestra sono capaci di mobilitare l’elettorato e di vincere.

2 dicembre 2016

Referendum: il Governo spende per propaganda ma taglia rimborsi ai comuni

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Il Governo, premier, ministri, fino ad arrivare all’ultimo sottosegretario, sta spendendo ingenti risorse pubbliche per fare propaganda per il Sì, ma intanto taglia del 60 per cento i rimborsi destinati ai comuni che stanno sostenendo le spese organizzative per lo svolgimento del referendum.

I comuni, come sempre, devono affrontare le spese per allestire i seggi e per tutte le procedure necessarie all’espletamento del referendum, eppure il ministero dell’Interno il 29 novembre scorso, tramite le Prefetture, ha inspiegabilmente comunicato ai sindaci che rispetto all’ultimo referendum, quello sulle trivelle del 17 aprile, le risorse assegnate sono state decurtate del 60% mettendo in grave difficoltà i comuni, specie quelli piccoli, che hanno già impegnato quelle risorse e che ora non sanno come e dove recuperarle. Questo atteggiamento del Governo è davvero ingiustificabile e finirà con l’avere conseguenze negative anche per i cittadini.

1 dicembre 2016

Referendum: Lo spirito costituente è evaporato

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Lo spirito costituente, semmai fosse stato presente ad inizio Legislatura, è certamente evaporato nel corso dei mesi ed ora non ve n’è più alcuna traccia. La riforma ha lacerato il Paese e il Parlamento portando entrambi ad un livello di scontro pericoloso. Renzi ha voluto personalizzare il referendum con una sovraesposizione mediatica mai vista prima e con un uso davvero spregiudicato delle finanze pubbliche per acquisire consenso. A poche ore dalla chiusura della campagna referendaria ci appelliamo agli Italiani esortandoli a difendere con il loro voto la libertà di tutti e di ciascuno, a far trionfare la democrazia contro ogni tentativo di deriva autoritaria: a votare No a testa alta con la fierezza di chi non si piega né dinanzi alle lusinghe né dinanzi alle minacce del potere. Il Popolo italiano vuole restare sovrano e padrone del suo futuro.

30 novembre 2016

Referendum: il Governo Renzi è tecnico perché non eletto dal popolo

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Il premier Renzi non può agitare lo spauracchio del governo tecnico in caso di vittoria del No, perché non c’è governo più tecnico del suo visto che lui è lì grazie a un virtuosismo di tecnica politica, e non certo perché si è presentato davanti al popolo.

Il Governo Renzi  non è stato eletto dal popolo ma è stato deciso a tavolino, con il righello e la matita, ai piani alti della segreteria del Pd e della burocrazia europea, proprio come fecero le potenze coloniali che, sulla base dei loro interessi, tracciarono i confini delle nazioni dell’Africa.

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