Posts tagged ‘Egitto’

29 marzo 2016

Regeni, unica risposta accettabile è la verità

Deborah Bergamini sala Aldo MoroLa verità sulla atroce morte di Giulio Regeni è l’unica risposta che si può accettare dalle autorità egiziane e l’unico obiettivo che deve perseguire il Governo italiano. Altre soluzioni non possono essere prese in alcun modo in considerazione perchè sarebbero un oltraggio alla memoria del giovane ricercatore italiano e ai suoi genitori.

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8 marzo 2016

Egitto, a Bergamini dossier Ue su transizione democratica

IMG_0317(ANSA) – ROMA, 8 MAR – La Commissione Affari politici del Consiglio d’Europa, riunitasi oggi a Parigi, ha affidato alla deputata di Forza Italia Deborah Bergamini, vicepresidente del Ppe all’interno dell’Assemblea parlamentare, il dossier sulla transizione democratica in Egitto. “Sono felice e onorata che i colleghi parlamentari del Consiglio d’Europa, anche di schieramenti politici diversi dal mio, mi abbiano affidato il compito di relatrice di questo spinoso dossier”. “L’Egitto, come dimostra anche la terribile vicenda dell’uccisione del nostro connazionale Giulio Regeni – sostiene Bergamini – sta attraversando una complessa transizione dal vecchio al nuovo regime, piena di insidie che possono metterne a repentaglio il futuro. Se abbiamo a cuore la sicurezza e la stabilità dell’area mediterranea e mediorientale è nostro compito offrire tutto il supporto possibile affinché si compia una transizione democratica”.(ANSA).

17 agosto 2013

Egitto: Ue intervenga, urgono azioni diplomatiche concrete

A fronte del caos che sta piegando l’Egitto, l’Unione Europea e la comunità internazionale tutta non possono più esitare: un intervento serio e coordinato è assolutamente urgente. Ogni giorno che passa, infatti, si consegna sempre di più il paese al dramma e alla violenza.”
Così Deborah Bergamini, capogruppo Pdl in Commissione Esteri alla Camera, che continua: “Ormai il Cairo è trasformato in un inferno. Ben venga dunque il vertice dei Ministri degli esteri UE convocato dalla Ashton, ma si giunga a conclusioni operative ed efficaci. Non è più il tempo delle dichiarazioni di maniera con cui spesso si concludono gli incontri di politica estera europea, urgono azioni diplomatiche concrete, sulla spinta dei paesi che, come il nostro, si affacciano sul Mediterraneo e meglio possono comprendere le complessità del conflitto egiziano” ha concluso Bergamini.

31 luglio 2013

Egitto: Ue parli con voce unica, va garantita transizione inclusiva

Deborah Bergamini Istanbul Condivido il richiamo del Ministro Bonino all’Europa per cui la solidarietà e il comune agire devono essere un processo e non una richiesta di conformarsi di fronte a scelte già prese e posizioni già assunte e mi pare che sull’Egitto i paesi membri stiano effettivamente dando prova di una buona capacità di coordinamento tra loro e con le istituzioni europee. La situazione al Cairo, del resto, è esplosiva, come ha detto lo stesso Ministro, per cui è assolutamente necessario che l’Europa parli con voce unica appoggiando e sostenendo una transizione democratica che deve essere inclusiva, ovvero deve prevedere la partecipazione di tutte le parti in causa, di tutti i movimenti, i partiti e gli orientamenti della società civile. Solo in questo modo la situazione in Egitto può avere un’evoluzione pacifica e democratica, evoluzione che non avverrà dall’oggi al domani né necessariamente secondo un percorso semplice e lineare e proprio per questo la comunità internazionale deve mostrarsi coerente ed unita“.

Lo dichiara in una nota Deborah Bergamini, capogruppo Pdl in Commissione Esteri alla Camera, in seguito all’audizione del Ministro Bonino.

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4 luglio 2013

Spero Egitto si normalizzi al più presto. Intanto si garantiscano i diritti umani

Seguo con molta attenzione il drammatico evolversi della situazione in Egitto e mi auguro che si normalizzi al più presto“.
Lo dichiara in una nota Deborah Bergamini, capogruppo Pdl in Commissione Esteri, che prosegue: “l’Egitto è molto fragile in questo momento, la società è divisa e la povertà e il disagio sempre più diffusi, le violenze sono all’ordine del giorno. Per questo è assolutamente necessario che le istituzioni e l’esercito si facciano garanti del rispetto dei diritti umani fondamentali e si impegnino a rimettere il Paese al più presto sulla via della democrazia, ripristinando la costituzione ed incardinando un nuovo processo elettorale“.

13 maggio 2013

Processo Ruby, requisitoria è stata lunga sequela di pregiudizi

Nella requisitoria del Pm Boccassini ho sentito esporre molte certezze ma tutte basate sul ‘non poteva non sapere’, ‘non può che essere così’, ‘ragionevolmente dobbiamo interpretare i fatti in questo modo’ ed altre espressioni simili. Debora Bergamini

E’ evidente, dunque, che l’unica cosa certificata dal processo, ad oggi, sia l’incrollabile fede dei Pm nella malafede di Berlusconi, il vero architrave dell’indefessa azione giudiziaria svolta in questi anno ai danni del Presidente del popolo della Libertà. Oggi, però, abbiamo scoperto che non è l’unico cliché che piace al Pm Boccassini, la cui descrizione di Ruby – la vittima, nella sua ricostruzione – è stata incredibilmente dura ed è culminata con un richiamo ad una non meglio precisata ‘furbizia orientale’, un’indole ammaliatrice e in ultima analisi disonesta che sarebbe connaturata alle origini geografiche della ragazza. Insomma, una requisitoria che è stata una lunga sequela di pregiudizi nei confronti di tutti coloro che non si sono piegati, e che non hanno voluto piegare la realtà, alla ricostruzione dei Pm di Milano. Per una condanna, però, ci vogliono prove e non solo convinzioni, dubbi, sospetti, fissazioni. Ovviamente in un paese civile.

Lo dichiara in una nota Deborah Bergamini, deputato Pdl.

16 novembre 2011

La rivoluzione araba è donna. E chiede spazio

da CorriereInformazione.it

MARTEDÌ 15 NOVEMBRE 2011

La prima parola d’ordine è ascolto. La seconda è partecipazione. Le donne arabe sono state protagoniste della Primavera Araba. Hanno partecipato alle proteste in Tunisia, Egitto, Libia. Scendono in campo per cambiare i loro Paesi (in Egitto, Bothaina Kamel, uno dei candidati alla presidenza, è donna). Sono impegnate nelle proteste anche in Siria, nello Yemen, in Giordania, in Arabia Saudita. E chiedono che il loro ruolo sia finalmente riconosciuto e ascoltato.

Ha sentito la loro voce Deborah Bergamini, parlamentare del Pdl e presidente del Centro Nord-Sud del Consiglio d’Europa. Ha organizzato una conferenza di due giorni, “Le Donne Agenti di Cambiamento nel Sud del Mediterraneo” (Montecitorio, 24 e 25 ottobre). La proposta finale di Deborah Bergamini è stata di “costituire una rete di donne del Mediterraneo per una governance democratica, che sviluppi le capacità e favorisca l’impegno delle donne che, nei paesi della riva sud vogliono guadagnarsi più spazio nell’attività politica a livello nazionale e soprattutto a livello di amministrazioni locali”.

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25 ottobre 2011

La primavera araba è maschio. Libia, Egitto, Tunisia: vade retro donna

da Blitz quotidiano:

di Alessandro Camilli

ROMA – In Tunisia il partito islamico viaggia verso il quaranta per cento alle prime elezioni costituenti. Nel nuovo Egitto si potrà edificare un luogo di culto non islamico solo con il permesso speciale del capo dello Stato. In Libia tutte le leggi contrarie e non coerenti alla legge islamica si intendono decadute. Più avanza la “stagione” e più la primavera araba si annuncia come una primavera per soli uomini. Racconta il Corriere della Sera del rischio che preoccupa non poco le donne che quei paesi abitano. E le preoccupa perché, ad onor del vero, i paesi protagonisti della primavera araba, nonostante governati da dittature più o meno brutali, erano quelli che con i vecchi regimi avevano le legislazioni più aperte in materia di diritti civili, ovviamente con riferimento al mondo arabo.

Testimoni di questo disagio, di questa preoccupazione, sono alcune delle partecipanti alla conferenza «Le donne agenti di cambiamento nel Sud del Mediterraneo», organizzata dalla deputata Deborah Bergamini. Ad esempio Sondes Ben Khalifa, giornalista e blogger tunisina, capelli neri corti e sguardo grintoso. «Io non ho votato per Ennahda (il partito islamico vittorioso nelle elezioni tunisine ndr) perché non mi piacciono i partiti unici, penso sia meglio una coalizione dopo tanti anni di Ben Ali. È vero che in campagna elettorale i loro candidati hanno proposto un Islam moderato, limitando gli interventi agli stili di vita incentrati sulla visione musulmana. Ma questa è in ogni caso la direzione verso cui andremo». C’è anche chi sostiene che questo non accadrà, che esiste l’Islam moderato e che i partiti islamici sono paragonabili alle europee democrazie cristiane. Ma è un fatto che le legislazioni di Tunisia e Libia fossero all’avanguardia nel mondo arabo in tema di diritti civili.

Per quanto riguarda ad esempio il divorzio, Tripoli e Tunisi, erano gli unici che garantivano una legge definita equa dall’Unesco e da Freedom House. Mentre in Egitto, Iraq, Libano, Siria e Yemen la legislazione era definita, dagli stessi organismi nel 2009, pro uomini. Fino ad arrivare all’Arabia Saudita dove la possibilità di chiedere il divorzio è una prerogativa tutta maschile. E lo stesso discorso potrebbe essere applicato all’istruzione, alla partecipazione alla vita pubblica e politica, all’accesso al mondo del lavoro e quant’altro.

Non è infatti un segreto che leader come Gheddafi e persino Saddam, fossero i più allergici alle teocrazie, alllo Stato-Chiesa. Non perché animati da uno spirito democratico, illuminato e progressista, ma semplicemente perché vedevano nel potere ecclesiale un rivale da combattere, almeno sino a che non hanno avuto il bisogno di cavalcarlo nei loro momenti finali cercando di opporsi al nemico occidentale. E non stupisce quindi che la nuova massima autorità religiosa libica abbia sancito con una fatwa che non si può pregare per l’anima del Colonnello e che Gheddafi non avesse diritto alle esequie islamiche.

In fondo, come sostengono alcuni storici, la storia non fa che ripetersi, caccia lo Scià e ti ritrovi un ayatollah.

19 ottobre 2011

Centro Nord-Sud: il ruolo delle donne nella Primavera Araba

Conferenza internazionale il 24 e 25 ottobre a Montecitorio 

Roma, 19 ottobre – Il ruolo determinante, anche se spesso sottaciuto, svolto dalle donne nei movimenti politici e sociali che stanno cambiando la fisionomia del Nord Africa e che passeranno alla storia come “la primavera araba”: è questo l’oggetto della conferenza internazionale che si terrà alla Camera dei Deputati lunedì 24 e martedì 25 ottobre, e che vedrà avvicendarsi, in una rete di testimonianze e di proposte per il futuro, esponenti femminili del mondo politico, imprenditoriale, sociale e culturale di tutto il Maghreb, ma anche di Libia, Egitto, Turchia, Palestina, Libano.

L’iniziativa è dell’On. Deborah Bergamini, parlamentare italiana, membro dell’Assemblea di Strasburgo e, da due anni, presidente del Centro Nord-Sud, emanazione del Consiglio d’Europa con sede a Lisbona, che ha il compito di diffondere i principi della democrazia e dello stato di diritto tra i paesi che si affacciano sulla sponda sud del Mediterraneo e coinvolgerli nel rispetto delle norme contenute nella Convenzione europea dei Diritti dell’Uomo.

Ad aprire la conferenza saranno il Vice Presidente della Camera Antonio Leone, il Ministro degli Esteri Franco Frattini, la Vice Segretaria Generale del Consiglio d’Europa Maud de Boer Buquicchio e il Presidente dell’assemblea parlamentare di Strasburgo, Mevlut Cavusoglu.

Il dibattito sarà suddiviso in tre ambiti, quello politico, quello imprenditoriale e sociale e quello dei media e prevede anche la presenza di numerosi parlamentari del Consiglio d’Europa attivi sul fronte delle pari opportunità.

Obiettivo della conferenza è quello di elaborare, sulla base delle testimonianze rese e del confronto, una piattaforma di iniziative a sostegno del ruolo delle donne e del rispetto di diritti fondamentali insopprimibili nel processo di transizione alla democrazia che sta interessando i paesi protagonisti della “primavera araba”.

E’ in programma inoltre un approfondimento dedicato ai risultati delle elezioni politiche in Tunisia, che si terranno il 23 ottobre.

Parteciperanno alla conferenza come oratori e moderatori i parlamentari italiani Luigi Vitali, Luca Volonté, Gennaro Malgieri, Sergio D’Antoni e Souad Sbai.

Chiuderanno la conferenza il Ministro Mara Carfagna e Cecilia Attard-Pirotta, vice segretario dell’Unione per il Mediterraneo.

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