Posts tagged ‘Elezioni’

27 marzo 2017

Amministrative: le elezioni non sono un bene privato del Governo

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Le elezioni non sono un bene privato del Governo. Forse è arrivato il momento di ricordarlo, visto che non sono state ancora annunciate le date delle prossime amministrative. È inammissibile che un governo, l’ennesimo non eletto dal popolo, sembri voler temporeggiare anche sulle elezioni amministrative, un appuntamento che permette ai cittadini di decidere la politica migliore per il proprio territorio.
17 marzo 2017

M5S: Cassimatis incandidabile, più che primarie sembrano gare truccate

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Marika Cassimatis è stata dichiarata incandidabile a Genova ma Grillo, che oggi dice di agire in difesa del buon nome del Movimento, non ci aveva pensato prima che vincesse? Inutile fare le primarie se poi vincerle non serve a nulla. Sembra di trovarsi di fronte allo svelamento di certe gare truccate piuttosto che a candidature politiche, si fanno per prendere in giro e si fa vincere chi si è già deciso di far vincere. Se si predica onestà onestà onestà bisogna avere prima di tutto quella intellettuale di essere sempre seri con l’elettorato.
10 febbraio 2017

Legge elettorale, Consulta frena chi voleva rivincita referendum

consultaLe motivazioni della Consulta costituiscono un freno a chi voleva utilizzare le elezioni politiche come una rivincita dopo la sconfitta al referendum costituzionale. Il diritto degli Italiani ad avere una legge elettorale che garantisca rappresentatività e governabilità viene prima delle ambizioni personali dei singoli politici e dei singoli partiti.

23 gennaio 2017

Legge Elettorale, Grillo invoca le elezioni ma non conosce la Costituzione

grilloDal suo blog Grillo invoca le elezioni ma non conosce la Costituzione: ignora che è il Presidente della Repubblica che indice le elezioni delle Camere. Oltretutto Grillo pare non curarsi del fatto che se si andasse a votare con due leggi elettorali incompatibili, una per il Senato e l’altra per la Camera, il Paese sarebbe ingovernabile perché non ci sarebbe una maggioranza politica in Parlamento. Questo denota che l’obiettivo dei 5 stelle non è andare al Governo, poiché non hanno alcuna cultura di Governo, ma di opporsi a prescindere. Forza Italia, invece, vuole andare sì al voto, ma con una legge elettorale che consenta da un lato ai cittadini di essere rappresentati in maniera corretta in Parlamento e dall’altro in modo da avere una maggioranza di Governo che rispecchi la maggioranza degli italiani.

16 gennaio 2017

Forza Italia, puntiamo a vincere elezioni con maggioranza assoluta

fiLe sfide, anche quelle che sembrano impossibili, ci appassionano. Forza Italia punta a vincere le prossime elezioni con la maggioranza assoluta dei consensi, quel 50 per cento più uno cui ambiamo dal 1994. Saranno le altre forze politiche a chiamare noi e non viceversa. Fra la sinistra delle tasse e dell’immigrazione e il grillismo del pauperismo e della improvvisazione, quello per Forza Italia è l’unico voto utile per risollevare le sorti del Paese.

14 dicembre 2016

Jobs Act: Poletti teme la sconfitta al referendum

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Fermo restando che lo scioglimento delle Camere è di esclusiva pertinenza del presidente della Repubblica, e non del ministro del Lavoro, le parole di Poletti sulla necessità di votare alle politiche prima del referendum sul Jobs Act sono un chiaro segnale di paura dopo la sonora sconfitta del 4 dicembre sulla riforma costituzionale.

Noi sosteniamo che occorra votare il prima possibile alle politiche perché bisogna ridare la parola al popolo sovrano e non, come vorrebbe Poletti, allo scopo di rimandare il referendum sul Jobs Act. D’altronde, se il Jobs Act fosse così utile, come il Governo Renzi ha sempre propagandato, allora il ministro Poletti non avrebbe nulla di cui preoccuparsi nel sentire al riguardo anche il parere dei cittadini: se non lo vuol fare è perché sa che il Jobs Act è stato assolutamente inefficace e non è servito a rilanciare l’occupazione.

30 novembre 2016

Referendum: il Governo Renzi è tecnico perché non eletto dal popolo

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Il premier Renzi non può agitare lo spauracchio del governo tecnico in caso di vittoria del No, perché non c’è governo più tecnico del suo visto che lui è lì grazie a un virtuosismo di tecnica politica, e non certo perché si è presentato davanti al popolo.

Il Governo Renzi  non è stato eletto dal popolo ma è stato deciso a tavolino, con il righello e la matita, ai piani alti della segreteria del Pd e della burocrazia europea, proprio come fecero le potenze coloniali che, sulla base dei loro interessi, tracciarono i confini delle nazioni dell’Africa.

18 novembre 2016

Governo, mille giorni senza essere stato eletto

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Renzi confronta la durata del suo governo con quella del governo Berlusconi. Il paragone non ha alcun senso dal momento che i mille giorni di Renzi sono i mille giorni di un premier mai eletto. Non c’è da vantarsi di essere andati al governo senza, anzi addirittura contro, la volontà popolare.

14 novembre 2016

Referendum, riforma e italicum sono come cerino acceso e benzina

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Spesso in queste ultime settimane i cittadini hanno sentito parlare di “combinato disposto” fra riforma costituzionale e legge elettorale. Qualcuno si sarà domandato: ma cosa significa? Nulla di difficile, è facilmente spiegabile.

Le leggi non vivono isolate l’una dalle altre ma vivono nello stesso momento e si applicano nello stesso istante. Cosicché può capitare che due leggi, applicandosi insieme, anche se magari prese singolarmente sono buone, congiuntamente producono un risultato cattivo, se non addirittura pericoloso. Ad esempio, c’è a chi piace al mattino prendere un bicchiere di latte, chi preferisce magari una spremuta d’arance. Ma se si uniscono nello stesso bicchiere la spremuta di arance con il latte il risultato sarà un miscuglio indigesto. Ecco cosa significa quando diciamo che il combinato disposto fra la riforma costituzionale del Governo e la legge elettorale detta Italicum è una cosa negativa e pericolosa, perché queste due leggi insieme non funzionano e producono effetti nocivi per la nostra democrazia. Che cosa si verificherebbe il 4 dicembre se dovesse vincere il Sì e quindi se la riforma costituzionale fosse applicata insieme alla legge elettorale tuttora vigente? Avremmo che un solo partito, qualunque esso sia, il partito che vince le elezioni, anche con un modesto consenso elettorale, diciamo con il consenso di 1 italiano su 6 di quelli che hanno diritto al voto, otterrebbe la maggioranza assoluta dei seggi nell’unica Camera che fa le leggi e diventerebbe il padrone di tutto. Come? Facciamo qualche esempio. L’art. 78 della Costituzione, nella riforma proposta dal Governo, dice che la Camera dei deputati delibera a maggioranza assoluta lo stato di guerra. Fino ad ora, occorreva che una coalizione di partiti potesse decidere una cosa così grave e importante, invece con la riforma del Governo e con l’Italicum, se ad esempio dovessero vincere i 5 stelle, Grillo da solo potrebbe fare entrare l’Italia in guerra. Vi rendete conto? Oppure pensate all’articolo 64 della Costituzione, che dice che ciascuna Camera adotta il proprio regolamento a maggioranza assoluta dei suoi membri. Siccome sarà un solo partito ad avere la maggioranza assoluta nella prossima Camera, grazie al premio attribuito dall’Italicum, sarà questo partito a decidere come cambiare il regolamento, cioè le regole del gioco, e magari sciogliere, o impedire la costituzione, degli altri gruppi parlamentari che si oppongono al Governo. Capite il pericolo della riforma costituzionale e dell’Italicum messi insieme? È una miscela esplosiva, sono due cose che non possono andare insieme: è come avvicinare un cerino acceso ad una tanica di benzina. Voi ve la sentireste di correre questo rischio? Noi NO.

 

 

11 novembre 2016

Referendum, Berlusconi ha dato il voto agli italiani all’estero e Renzi lo toglie

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È stato il governo di centrodestra, presieduto da Silvio Berlusconi, a riconoscere il diritto di voto agli Italiani residenti all’estero, quello stesso diritto che ora Renzi, con la sua riforma costituzionale e con l’Italicum, vorrebbe togliere o comunque limitare.

La lettera inviata da Renzi agli Italiani all’estero oltre ad essere un mezzo scorretto che falsa la leale competizione referendaria, contiene tante falsità e omette alcune verità. Con la riforma costituzionale, infatti, gli Italiani all’estero non potranno più eleggere i loro senatori e rischiano di non poter votare all’eventuale ballottaggio previsto dall’Italicum. Anche a chi si oppone alla riforma deve essere consentito di poter comunicare le ragioni del No ai nostri connazionali all’estero altrimenti la partita referendaria è truccata in partenza.

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