Posts tagged ‘Elezioni’

9 maggio 2017

Comunali: in Toscana grande fermento e ottimismo per il centro-destra

cardbergamini
Il Presidente della Regione Toscana Enrico Rossi parla fiduciosamente di vittoria del centrosinistra alle prossime elezioni comunali in Toscana, ma gli umori a Lucca, Pistoia e Carrara sono in fermento. Basta stare sul territorio, ascoltare i bisogni e le necessità dei cittadini per capire che c’è voglia di cambiare. E i candidati del centrodestra unito stanno raccogliendo consensi che ci permettono di essere molto ottimisti. Ripartire dal territorio dev’essere il primo punto per un’amministrazione che voglia fare bene, ed è proprio quello che stiamo facendo, ascoltando la voce dei cittadini.
6 aprile 2017

Governo: elezione Torrisi prima preoccupazione del Pd non del Paese

erario
Con tutto il rispetto per Rosato e per il Pd, non crediamo che l’elezione di Torrisi alla Presidenza della Commissione Affari Costituzionali del Senato sia al centro delle preoccupazioni degli Italiani per le sorti del nostro Paese. Forse il Pd dovrebbe chiudere il congresso permanente che lo tiene impegnato da anni e ricominciare ad interessarsi delle reali emergenze italiane. Non, al contrario, pensare che tocchi all’Italia farsi carico dello psicodramma in corso all’interno della sinistra. I cittadini lo hanno già fatto per troppo tempo, anche a loro spese.
27 marzo 2017

Amministrative: le elezioni non sono un bene privato del Governo

new card BERG
Le elezioni non sono un bene privato del Governo. Forse è arrivato il momento di ricordarlo, visto che non sono state ancora annunciate le date delle prossime amministrative. È inammissibile che un governo, l’ennesimo non eletto dal popolo, sembri voler temporeggiare anche sulle elezioni amministrative, un appuntamento che permette ai cittadini di decidere la politica migliore per il proprio territorio.
17 marzo 2017

M5S: Cassimatis incandidabile, più che primarie sembrano gare truccate

cardbergamini
Marika Cassimatis è stata dichiarata incandidabile a Genova ma Grillo, che oggi dice di agire in difesa del buon nome del Movimento, non ci aveva pensato prima che vincesse? Inutile fare le primarie se poi vincerle non serve a nulla. Sembra di trovarsi di fronte allo svelamento di certe gare truccate piuttosto che a candidature politiche, si fanno per prendere in giro e si fa vincere chi si è già deciso di far vincere. Se si predica onestà onestà onestà bisogna avere prima di tutto quella intellettuale di essere sempre seri con l’elettorato.
10 febbraio 2017

Legge elettorale, Consulta frena chi voleva rivincita referendum

consultaLe motivazioni della Consulta costituiscono un freno a chi voleva utilizzare le elezioni politiche come una rivincita dopo la sconfitta al referendum costituzionale. Il diritto degli Italiani ad avere una legge elettorale che garantisca rappresentatività e governabilità viene prima delle ambizioni personali dei singoli politici e dei singoli partiti.

23 gennaio 2017

Legge Elettorale, Grillo invoca le elezioni ma non conosce la Costituzione

grilloDal suo blog Grillo invoca le elezioni ma non conosce la Costituzione: ignora che è il Presidente della Repubblica che indice le elezioni delle Camere. Oltretutto Grillo pare non curarsi del fatto che se si andasse a votare con due leggi elettorali incompatibili, una per il Senato e l’altra per la Camera, il Paese sarebbe ingovernabile perché non ci sarebbe una maggioranza politica in Parlamento. Questo denota che l’obiettivo dei 5 stelle non è andare al Governo, poiché non hanno alcuna cultura di Governo, ma di opporsi a prescindere. Forza Italia, invece, vuole andare sì al voto, ma con una legge elettorale che consenta da un lato ai cittadini di essere rappresentati in maniera corretta in Parlamento e dall’altro in modo da avere una maggioranza di Governo che rispecchi la maggioranza degli italiani.

16 gennaio 2017

Forza Italia, puntiamo a vincere elezioni con maggioranza assoluta

fiLe sfide, anche quelle che sembrano impossibili, ci appassionano. Forza Italia punta a vincere le prossime elezioni con la maggioranza assoluta dei consensi, quel 50 per cento più uno cui ambiamo dal 1994. Saranno le altre forze politiche a chiamare noi e non viceversa. Fra la sinistra delle tasse e dell’immigrazione e il grillismo del pauperismo e della improvvisazione, quello per Forza Italia è l’unico voto utile per risollevare le sorti del Paese.

14 dicembre 2016

Jobs Act: Poletti teme la sconfitta al referendum

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Fermo restando che lo scioglimento delle Camere è di esclusiva pertinenza del presidente della Repubblica, e non del ministro del Lavoro, le parole di Poletti sulla necessità di votare alle politiche prima del referendum sul Jobs Act sono un chiaro segnale di paura dopo la sonora sconfitta del 4 dicembre sulla riforma costituzionale.

Noi sosteniamo che occorra votare il prima possibile alle politiche perché bisogna ridare la parola al popolo sovrano e non, come vorrebbe Poletti, allo scopo di rimandare il referendum sul Jobs Act. D’altronde, se il Jobs Act fosse così utile, come il Governo Renzi ha sempre propagandato, allora il ministro Poletti non avrebbe nulla di cui preoccuparsi nel sentire al riguardo anche il parere dei cittadini: se non lo vuol fare è perché sa che il Jobs Act è stato assolutamente inefficace e non è servito a rilanciare l’occupazione.

30 novembre 2016

Referendum: il Governo Renzi è tecnico perché non eletto dal popolo

bergamini

Il premier Renzi non può agitare lo spauracchio del governo tecnico in caso di vittoria del No, perché non c’è governo più tecnico del suo visto che lui è lì grazie a un virtuosismo di tecnica politica, e non certo perché si è presentato davanti al popolo.

Il Governo Renzi  non è stato eletto dal popolo ma è stato deciso a tavolino, con il righello e la matita, ai piani alti della segreteria del Pd e della burocrazia europea, proprio come fecero le potenze coloniali che, sulla base dei loro interessi, tracciarono i confini delle nazioni dell’Africa.

18 novembre 2016

Governo, mille giorni senza essere stato eletto

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Renzi confronta la durata del suo governo con quella del governo Berlusconi. Il paragone non ha alcun senso dal momento che i mille giorni di Renzi sono i mille giorni di un premier mai eletto. Non c’è da vantarsi di essere andati al governo senza, anzi addirittura contro, la volontà popolare.

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