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22 aprile 2015

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25 gennaio 2012

Liberalizzazioni, si deve fare di meglio

Alfano lo aveva detto con grande chiarezza: “Più ampie e forti saranno le liberalizzazioni e più il governo otterrà il nostro sostegno. Noi confidiamo che ci possa essere davvero un progetto di liberalizzazioni che servano a far arrivare qualcosa in tasca ai cittadini. I cittadini dalle liberalizzazioni non devono avere uno slogan ma servizi che costano di meno e anche migliori“. Il Pdl, col suo piano per lo sviluppo, si è fatto carico delle diffuse perplessità su un decreto che appare fragile e soprattutto lacunoso.

Tanto per essere chiari: la crescita economica non si stimola colpendo solo tassisti, farmacisti e notai. Quello di cui ci sarebbe stato bisogno non è di nuove regole per tutte quelle categorie, ma di ‘liberalizzare” a tutto tondo, attuare dei provvedimenti strutturali i cui effetti si dispieghino non tanto nel lungo periodo, quanto soprattutto nell’immediato.

Solo così sarebbe possibile dare una boccata d’ossigeno all’economia. Sono altri i settori di cui il Pdl ritiene sia necessaria la liberalizzazione, e in questa scala di priorità i taxi e le farmacie sono agli ultimi posti. In cima, invece, ci sono le politiche energetiche: per stimolare la produzione delle imprese e i consumi, ad esempio, bisogna migliorare la qualità dei servizi offerti e non aumentare il peso delle bollette.

La ricetta del Pdl è chiara: semplificare le normative del settore e agevolare il passaggio degli utenti da un operatore all’altro.

In più, bisogna migliorare le infrastrutture energetiche per ridurre i costi del sistema e dare nuovi poteri all’Autorità per l’Energia elettrica e il gas al fine di facilitare il rispetto delle normative comunitarie. Allo stesso modo il Pdl ritiene essenziale la liberalizzazione dei trasporti ferroviari, con la separazione fra la rete e il vettore che opera i trasporti, per raggiungere gli standard di concorrenza di un mercato veramente aperto.

Così come nel settore idrico è indispensabile, nonostante l’esito di referendum sciagurati e demagogici, ritornare all’apertura ai privati, mentre anche su banche e assicurazioni si attendono interventi incisivi.

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