Posts tagged ‘famiglia’

3 ottobre 2016

Referendum, Padoan attribuisce a riforma significati impropri

padoanL’Italia in questi 30 mesi di Governo Renzi ha visto l’economia arrancare e il debito pubblico correre. Forse di questo dovrebbe occuparsi il ministro Padoan e non attribuire al referendum costituzionale significati impropri. La crisi di sfiducia c’è già ed è forte fra le famiglie e le imprese ma non dipende dal referendum bensì dalla incapacità del Governo di dare risposte in tema di crescita, tasse, occupazione e sicurezza. Cercare di impaurire i cittadini non è serio e tra l’altro serve a poco, come ha dimostrato recentemente il referendum sulla Brexit.

30 giugno 2014

Diritti civili: ubi societas, ibi ius. Legislatore ascolti la società

Deborah Bergamini tg1Le differenti sensibilità e le diverse culture politiche, che in Forza Italia hanno sempre trovato proficua convivenza nell’ambito di un confronto utile e vitale, sono la ricchezza del nostro movimento. Per questo, la sfida dei diritti civili non ci spaventa. Da liberale, non posso che concordare con il Presidente Berlusconi sulla necessità di un passo avanti per arrivare finalmente ad una legislazione che tuteli tutte le unioni civili, senza distinzioni. Perché, al di là delle posizioni politiche e personali, bisogna ammettere che la realtà ha già superato i pregiudizi e le ideologie.

Si dice ‘Ubi Societas, Ibi Ius’: dove va la società arriva il diritto’. Un buon legislatore, in altri termini, non dovrebbe imporre forme d’amore o di famiglia ma interpretare e rispondere alle richieste della società. Nel nostro Paese, moltissime coppie si trovano in un limbo; abdicando alle sue responsabilità legislative, il Parlamento rischia di lasciare alla magistratura, e ad alcuni enti locali particolarmente proattivi, il compito di tutelare queste realtà, in modo inevitabilmente – e ingiustamente – differenziato sul territorio nazionale. Non è questo il compito di uno Stato laico e liberale.

6 agosto 2012

Tunisia: le donne sono uguali, non complementari all’uomo. Lo hanno dimostrato durante la Primavera Araba

Nella nuova costituzione tunisina la donna non è uguale all’uomo, ma complementare

L’ON. BERGAMINI: «NELLA PRIMAVERA ARABA HANNO CORSO UGUALI RISCHI»

Roma, 6 agosto – «Durante la primavera araba le donne non erano “complementari” agli uomini, come adesso la Costituzione tunisina si appresta a definire, ma uguali in tutto e per tutto: nell’iniziativa, nei rischi e persino nel martirio. Il legislatore, quindi, ripensi al ruolo che la donna ha avuto durante i moti che hanno abbattuto la dittatura e le conferisca la dignità che merita».

Ha reagito così l’On. Deborah Bergamini, parlamentare del Pdl e Presidente del Centro Nord Sud del Consiglio d’Europa, alla notizia che l’Assemblea costituente intende privare la donna in Tunisia dell’uguaglianza per degradarla al ruolo di complementarietà con l’uomo nella formazione della famiglia.

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8 marzo 2012

8 marzo e donne, basta retorica. Ognuno di noi rifletta ed intraprenda un’azione concreta

Debora BergaminiE’ molto difficile non essere retorici quando si parla di donne, lo è ancora di più quando si parla di donne l’8 di marzo. Oggi, per l’ennessima volta, sentiremo snocciolare cifre – tutte negative – sulla partecipazione delle donne al mondo del lavoro (bassa), sulla loro presenza nei ruoli di responsabilità (bassa), sulla loro presenza in politica (bassa), sulla percentuale di loro che ha subito violenza (alta) o che ha dovuto scegliere tra carriera e maternià (alta), sul numero di ore (altissimo) che una donna lavora in più rispetto ad un uomo, impiegata in lavori cosiddetti domestici e normalmente non riconosciuti.”

Lo dichiara in una nota l’On. Deborah Bergamini, PdL, che prosegue: “tutti noi ci indigneremo per cinque minuti o cinque ore, plaudiremo iniziative, mozioni, interventi in tv, articoli sui giornali e buoni propositi, come sempre convinti che sia un problema degli altri, che le discriminazioni le compiano gli altri, che gli stereotipi sul femminile siano applicati dagli altri e che i problemi alberghino solo nelle famiglie degli altri“.

“Forse potremmo veramente onorare questa giornata concedendoci cinque minuti di silenzio in cui riflettere su cosa ognuno di noi può fare per migliorare la qualità della vita di una donna, a partire da quelle più vicine. E, poi, possibilmente, mettere in atto azioni concrete finalizzate a questo miglioramento. Per più di cinque minuti, cinque ore od un giorno”, conclude l’On. Bergamini.

1 ottobre 2011

Questa la lettera che abbiamo scritto ad Alfano

E questa la nostra pagina su Facebook: Verso un centro-destra popolare ed europeo

Caro Angelino,

vogliamo approfittare dell’apertura che hai fatto a tutto il Partito a collaborare alla stesura delle “regole” fondamentali, per sottoporre a te ed ai componenti del tavolo costituito alcuni suggerimenti che riteniamo elemento distintivo di una generazione che oggi, titolare di incarichi importanti a vari livelli istituzionali, rappresenta una larga fetta del nostro elettorato.

Siamo quei trentenni e quei quarantenni nati politicamente nel periodo berlusconiano che oggi, dopo anni di impegno, di militanza e di partecipazione hanno il privilegio di rappresentare il PDL ed i nostri elettori nelle Istituzioni, dagli Enti Locali al Parlamento. Vorremmo che le nostre capacità, le nostre opinioni e le nostre idee trovassero all’interno del Partito quello spazio che già oggi hanno nelle Istituzioni, sui media e nell’opinione pubblica.

Proprio pochi giorni fa hai usato la metafora del calcio. In effetti troppe volte in questi anni ci siamo sentiti a bordo campo, come dei giocatori che venivano messi fuori rosa o schierati soltanto nella primavera e mai in prima squadra senza avere mai, e sottolineiamo mai, la possibilità di dimostrare che il campo ce lo meritiamo. Per questo abbiamo deciso di raccogliere quelle idee e quelle proposte che in tanti anni di esperienza politica ci hanno portato a condividere un sogno ed oggi un progetto politico.

Veniamo alle proposte che ti preghiamo di tenere nella massima considerazione e che riguardano due livelli: il Partito e la sua organizzazione da un lato; alcune idee per il nostro programma e per le prossime cose da fare dall’altro.

 

IL PARTITO

– Tesseramento e congressi: la partecipazione di tutti quelli che ci hanno votato

PAROLA D’ORDINE: RAPPRESENTATIVITÀ VERA!

Il passaggio congressuale rappresenta il più alto momento di democrazia all’interno di un Partito. L’elezione da parte della base esprime la massima forma di legittimazione per la classe dirigente. Crediamo quindi che questa debba garantire effettiva rappresentatività e omogeneità sul territorio. In questo senso la nostra proposta è quella di creare due momenti interni distinti: quello dei congressi consentiti a chi compra una tessera e quelli aperti a tutti per la selezione della classe dirigente – ne parleremo al prossimo punto –.

I Congressi però, proprio perché ne abbiamo richiamato i requisiti fondamentali di effettiva rappresentatività e omogeneità sul territorio, non possono, secondo noi, essere celebrati e considerati validi comunque sia. È necessario quindi, a nostro avviso, individuare “soglie minime di iscritti”, calcolate, per esempio, in proporzione al numero dei voti presi dal PdL in quel Comune. Prova ad immaginare un Comune di cinquantamila abitanti dove si celebra un Congresso con duecento iscritti. Può essere considerato rappresentativo. È questa la legittimazione dal basso che dovrebbe consacrare il nuovo corso del nostro Partito? E inoltre se nel Comune limitrofo, magari con cinquemila abitanti eleggessimo un Coordinatore con cinquecento voti credi che questi due Coordinatori eletti potrebbero essere messi sullo stesso piano? Qualora quindi in quelle realtà non si riesca a garantire il raggiungimento di determinate soglie di rappresentanza riteniamo più giusto e anche politicamente corretto che la stagione congressuale non si apra fino a quando non si raggiunga l’obiettivo minimo.

Su questo schema chi si tessera lo fa per eleggere il Coordinatore, una figura che nel corso degli anni, dalla nascita del Pdl almeno, ha svolto una attività decisionale troppo isolata e incisiva nelle dinamiche interne al partito stesso. Crediamo dunque che il ruolo di questo – nei comuni come nelle regioni – vada fortemente rivisto. Il coordinatore dovrà occuparsi di coordinare le attività per la stesura dei programmi elettorali, di tenere i rapporti con gli alleati, di mediare con i nostri rappresentanti nelle istituzioni ed il partito centrale. Le candidature, soprattutto quelle dei sindaci, presidenti della Provincia e Governatori devono essere scelte con altri meccanismi democratici.

 

– Candidature e selezione della classe dirigente

PAROLA D’ORDINE: PRIMARIE APERTE A TUTTI PER LA DEFINIZIONE DEI CANDIDATI A QUALUNQUE LIVELLO!

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