Posts tagged ‘Formigoni’

25 novembre 2013

Formigoni confuso in fatto di politica italiana e europea

Il senatore Formigoni dimostra una certa confusione in fatto di politica, italiana ed europea“. Lo ha dichiarato Deborah Bergamini, deputato di Forza Italia. “Quando sostiene che, se tra diciotto mesi il governo avrà fallito la sua missione, ‘saranno guai per tutti’, infatti, estende ad altri – ha aggiunto – le responsabilità che spettano, in primis, proprio alla sua nuova formazione politica, proiettata nel sostegno ‘a prescindere’ ad un esecutivo che già da tempo ha dato segnali di incapacità sulla riduzione della spesa pubblica e sul rilancio economico e che mostra una certa disinvoltura nel guardare alle tasche degli italiani“. “Per quanto riguarda, poi, il fronte europeo, pur sforzandoci non si riesce a capire a che titolo Formigoni avanzi previsioni sul posizionamento di un movimento politico del quale, per sua scelta, non fa più parte“, ha concluso.

23 gennaio 2013

Falso quanto scrive Repubblica, non sono indagata e ho casellario giudiziario intonso!

Cari amici, Deborah Bergamini congresso ppe bucarest 2012

oggi il quotidiano “La Repubblica” torna a chiamarmi in causa ancora una volta, come indagata, all’interno di un articolo intitolato “Formigoni, Verdini, Lombardo – quegli indagati graziati dal Cavaliere“, pagina 4.

Ci tengo a dire a voi che non sono indagata di un bel nulla, che il mio casellario giudiziario è intonso e che quanto scritto da Repubblica sul mio conto è falso.

Colgo però l’occasione, l’ennesima in realtà, per tornare a spiegare l’episodio a cui di frequente fa riferimento il quotidiano del gruppo De Benedetti quando si occupa di me.

Il 21 novembre 2007, Repubblica diffonde i brogliacci di alcune mie conversazioni telefoniche teorizzando che, assieme ad altri, io, all’epoca vicedirettore marketing della Rai, abbia collaborato a ritardare la diffusione televisiva dei dati elettorali delle elezioni regionali 2005 allo scopo di occultarne l’esito.

Ci tengo anche a dire che ero stata intercettata all’interno di un’indagine che non mi riguardava, e nella quale non ero pertanto indagata.

Il 14 dicembre 2007, tre esponenti del Pd, Francesco Ferrante, Esterino Montino e Marco Lion, presentano una denuncia alla magistratura romana per il reato di interruzione di pubblico servizio. La magistratura apre dunque un’inchiesta, su me e altri colleghi.

Il 25 settembre 2008, il pm responsabile delle indagini procede ad una richiesta di archiviazione, che arriva l’1 dicembre 2008, su decreto del giudice per le indagini preliminari.

Si conclude così, oltre quattro anni fa, questa vicenda. Da allora non sono mai più stata indagata per alcunché.

Mi piacerebbe che questo post potesse servire per chiarire una volta per tutte come sono andate le cose. Anche se sono consapevole che è come provare a svuotare il mare con un cucchiaino.

4 aprile 2012

Liberali nel Pdl: i nostri temi al centro

da L’Opinione delle Libertà:

Offensiva liberale: è scontro nel Pdl

di Pietro Salvatori

04 aprile 2012

Dare vita insime all’Udc ad un nuovo contenitore politico, nel solco del popolarismo europeo. Lo ha proposto ieri il presidente della Lombardia Roberto Formigoni. Come questo disegno possa incastrarsi con il recupero dello «spirito del ’94» chiesto a gran voce da Giancarlo Galan durante l’ufficio di presidenza di ieri, ancora non è chiaro. Per il segretario del Popolo della Libertà il momento non è certo dei più facili. Angelino Alfano si trova a gestire un partito in fibrillazione. Compatta sul mercato del lavoro, la compagine azzurra si muove più che mai in ordine sparso sui temi delle riforme istituzionali e della legge elettorale, perché molteplici sono le visioni del futuro della creatura politica di Silvio Berlusconi.

Oltre a Formigoni, anche l’ex ministro degli Esteri Franco Frattini sostiene a gran voce la necessità di aprire al centro, prendendo come modello di riferimento la federazione cristiano-sociale tra Cdu e Csu. Un modello di riferimento particolarmente inviso agli ex forzisti. Molti dei quali hanno iniziato a reclamare a gran voce un ritorno alle istanze poste sul palcoscenico nazionale al momento della discesa in campo del Cavaliere. Un partito leggero, un modello istituzionale presidenziale, una legge elettorale uninominale. Se Galan si spinge a sostenere la necessità di ritornare alla situazione pre-predellino, sono in molti ad auspicare che i temi liberali ritornino al centro dell’agenda politica del Pdl. Da Antonio Martino a Guido Crosetto, da Deborah Bergamini a Roberto Cassinelli, la pattuglia dei novantaquattristi sta pian piano serrando le fila. L’intento non è quello di delegittimare il faticoso lavorio del segretario, ma di ridefinire la bussola valoriale del partito. «Solo lavorando sui temi e sulle idee – osservano – si può recuperare il consenso che abbiamo perso per strada».

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13 ottobre 2011

Scajola congela i frondisti, resta il caso Tremonti

da Il Giornale:

di Fabrizio De Feo 

L’ex ministro scrive a Berlusconi per rimandare il “redde rationem” in programma oggi. Un gesto distensivo da parte di quei membri del Pdl che hanno manifestato un ce¬to “mal di pancia”. Rimane però il caso Tremonti: il titolare dell’Economia continua a non voler sentir parlare di piano per lo sviluppo.

Roma. Il nuovo vertice dei «ribelli» era fissato per oggi alle quattro del pomeriggio. Ma nel corso della giornata, tra stop and go e incertezze diffuse, si è deciso per il momentaneo congelamento dell’iniziativa. Alla fine il rendez-vous in cui la magmatica galassia del malcontento interno al Pdl cercherà di trovare punti in comune e mettere un po’ di ordine nel caos si terrà ma in una data ancora da definirsi.

Al tavolo della discussione si siederanno in parecchi. Deputati e senatori pronti a confrontarsi con i due big Pisanu e Scajola ma anche Gianni Alemanno che ha confermato la disponibilità ad andare a «vedere le carte». E se non è ancora chiaro se Roberto Formigoni si presenterà all’incontro, è possibile un invito dell’ultima ora per il «responsabile», Luciano Sardelli – della cui componente fanno parte anche Antonio Milo e Vincenzo Scotti – che ha fatto sapere che il suo voto sul ddl intercettazioni «non è scontato».

Il quadro è comunque oscuro e costellato di interrogativi. I frondisti giurano che l’offensiva è ormai lanciata e non verrà ammorbidita o ritirata. Scajola serra i ranghi e affila i toni: «Non hanno capito che facciamo sul serio» ma non sembra intenzionato a far saltare il tavolo. E intanto invia una lettera al presidente del Consiglio per spiegare le sue ragioni. C’è anche chi giura che abbia già stretto un «accordo di salvaguardia» con l’Udc che gli consentirebbe di assicurare la rielezione a una parte del gruppo di parlamentari a lui vicini qualora si dovesse consumare una rottura definitiva con Via dell’Umiltà ma si resta soltanto nel campo delle ipotesi.

Di certo l’ex ministro dello Sviluppo viene descritto come infastidito dall’opera di ricucitura con i singoli parlamentari a cui si sta dedicando Denis Verdini insieme ad altri parlamentari del Pdl. Così come non avrebbe gradito la chiusura di Silvio Berlusconi che ha fatto sapere di non essere intenzionato a incontrarlo, almeno per il momento.

Scajola, però, sa bene che non sarà facile tenere insieme le varie anime avvicinatesi a lui in questa fase. Gianfranco Miccichè, ad esempio, non intende sposare fino in fondo l’iniziativa dei ribelli. Stesso discorso per Antonio Martino con il quale gli abboccamenti si sono risolti in un nulla di fatto, e per i parlamentari toscani del Pdl che con Deborah Bergamini fanno sapere di non voler essere della partita. Inoltre, a testimonianza della difficoltà a tenere insieme le diverse sensibilità di falchi e colombe, il famoso documento della discordia è stato accantonato.

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15 agosto 2011

La manovra non può essere un “prendere o lasciare”

È stato Berlusconi, replica Deborah Bergamini (che con altri 8 deputati aveva criticato il testo), a dire che questa manovra può essere migliorata, che male ci sarebbe quindi, ha affermato, se ci mettessimo tutti intorno ad un tavolo per modificare e migliorare il decreto legge per renderlo meno «amaro»? Bergamini si è detta sorpresa dai toni «da prendere o lasciare» ed invita a «calma e gesso» perchè i membri del governo, osserva, non sono gli unici responsabili della politica del governo.

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