Posts tagged ‘frontiere’

4 luglio 2017

Inps: con immigrazione irregolare buco da 85,6 miliardi.

dimaio
Il Presidente dell’INPS Tito Boeri ha prospettato uno scenario che prevede 38 miliardi di euro di mancato gettito in caso di frontiere chiuse. Premesso che l’immigrazione legale è una risorsa solo se risponde ai criteri di domanda e offerta del mercato del lavoro, occorre far notare al Presidente dell’INPS che a parità di logica i costi per l’accoglienza degli immigrati irregolari (non dei regolari) andrebbero a creare un buco nelle casse pubbliche, di qui al 2040, di oltre 85 miliardi di euro. Considerando un costo medio annuo di 3,72 miliardi di euro in spese per l’accoglienza (media dati Def 2013-2017), il costo per lo Stato in 23 anni – sempre ammesso che la spesa non aumenti ulteriormente – sarebbe di 85,6 miliardi di euro. E se la matematica non è un opinione 85,6 miliardi di euro sono molti di più dei 38miliardi di mancato gettito prospettati da Boeri.
Capiamo che il Presidente dell’INPS faccia l’interesse dell’Istituto di Previdenza, ma ci preme fargli notare che andando avanti di questo passo i costi in termini economici e di tenuta sociale del paese sarebbero nettamente superiori al mancato gettito prospettato in maniera ingannevole da Boeri. Parlare genericamente di ‘frontiere chiuse’ mettendo sullo stesso piano regolari e irregolari falsa la percezione delle persone su un fenomeno complesso che andrebbe affrontato con maggiore serietà. Né Forza Italia né nessun’altra forza politica del centrodestra hanno mai sostenuto l’opportunità di chiudere le frontiere a chi arriva regolarmente in Italia. Ciò che Forza Italia e il centrodestra chiedono con forza è di scrivere immediatamente la parola fine ad un traffico di immigrazione irregolare i cui costi sono indiscutibilmente superiori ai benefici.
16 febbraio 2016

Migranti, grave decisione Austria su controlli a frontiere italiane


7164619158_df527c2bbd_nE’ gravissima la decisione del Governo austriaco di ripristinare i controlli alle frontiere con l’Italia non escludendo neppure l’utilizzo di recinzioni. Ci stanno buttando fuori dall’Europa e il governo Renzi non dice nulla
. L’Austria presidierà i varchi con l’Italia per impedire il flusso di migranti e ciò significa che non solo il numero di immigrati nel nostro Paese non diminuirà, visto che i ricollocamenti all’estero dei richiedenti asilo sono praticamente fermi, ma tale numero è destinato a crescere perché gli sbarchi continueranno finché non si sarà ristabilita la pace in Siria e in Libia. L’Europa vuole i nostri soldi ma poi fa ricadere sulle nostre spalle tutto il dramma dell’immigrazione, nell’indifferenza e nell’inconcludenza del governo italiano.

18 novembre 2015

Terrorismo, incominciamo a controllare le frontiere UE

deborah bergamini coffee breakC’è un primo passo da compiere immediatamente, senza altri ulteriori indugi, ed è quello di rafforzare con mezzi e risorse adeguate il controllo delle frontiere esterne della Ue per intercettare i movimenti dei foreign fighters. Questi cittadini europei, infatti, come abbiamo visto, non solo vanno a combattere per l’Isis ma, una volta formatisi alle tecniche militari, rientrano nelle nostre città ed applicano quanto appreso ad azioni terroristiche, oltre a diffondere queste loro competenze tra gli altri sostenitori dello stato islamico. In mancanza di una politica estera comune europea, che ancora stenta a decollare, e di una politica di difesa comune, che non c’è mai stata, occorre almeno e necessariamente implementare il coordinamento delle polizie dei Paesi membri e dei servizi di intelligence per arrivare ad una migliore condivisione delle informazioni, strumento imprescindibile per contrastare una guerra così atipica e imprevedibile come questa scatenata dai terroristi.

14 settembre 2015

Migranti: chiusura frontiere paesi europei trasformerebbe Italia da fermata temporanea a capolinea del flusso migratorio. Governo si impegni per evitarlo

Debora BergaminiSiamo fortemente preoccupati che si stia andando progressivamente verso la chiusura delle frontiere dei paesi europei. Se ciò avvenisse, sarebbe una sciagura per il nostro Paese perché significherebbe la permanenza a tempo indeterminato in Italia di tutti i migranti ora presenti sul nostro territorio.
Avevamo salutato con soddisfazione la richiesta avanzata dal presidente Juncker a che tutti i Paesi membri della UE si assumessero la responsabilità sulla questione  dei profughi. D’altro lato, però, il problema dei migranti economici resta ancora irrisolto e quindi interamente a carico nostro. È pertanto necessario che il governo si impegni per impedire che questi iniziali segnali di chiusura delle frontiere da parte di alcuni Stati si tramuti da espediente occasionale in misura strutturale, perché altrimenti l’Italia si trasformerebbe da fermata temporanea a capolinea del flusso migratorio.

18 giugno 2015

Immigrazione: muro Ungheria non molto diverso da chiusura frontiere altri stati Ue

blocco-frontiera-francia

Oggi, sui giornali campeggia il giusto clamore per la decisione dell’Ungheria di costruire un muro al confine con la Serbia ed evitare, così, il continuo passaggio di migranti. Iniziativa, tra l’altro, che si affianca ad altre in vari luoghi del Continente. Pur condividendo lo stupore per un’iniziativa tanto drastica, mi chiedo: siamo sicuri che questa scelta sia tanto diversa dall’atteggiamento tenuto da diversi Stati europei nei confronti dell’Italia? La presenza di mattoni è così diversa dalla sordità, dall’indifferenza o dai respingimenti a quelle frontiere che in Europa non dovrebbero più esistere? L’Europa sta morendo di trauma in trauma e i muri, tutti i muri, lo dimostrano.

E il governo italiano? Non è certo esente da colpe. Innanzitutto per non aver saputo capire cosa stava accadendo al nostro Paese, poi per non aver saputo impedire che l’Italia diventasse quel parcheggio della disperazione che le immagini dei tg quotidianamente raccontano. Se questa è l’Italia che vuole Renzi, irrilevante, derisa, non ascoltata, trasformata in un centro d’accoglienza a cielo aperto, certamente non è l’Italia che vogliono gli italiani.

20 giugno 2014

Immigrazione: in Ue non esistono più frontiere nazionali, solo comunitarie. Gestione emergenza sia comune

Deborah Bergamini Se venisse confermata la bozza di conclusioni del Consiglio Europeo che leggiamo, ci troveremmo di fronte all’ennesima abdicazione dell’Europa alle proprie responsabilità in tema di immigrazione.

E’, infatti, sconfortante che si continui a considerare la gestione delle frontiere esterne come un compito degli Stati membri, dal momento in cui l’abolizione delle frontiere interne all’Unione, e la conseguente creazione di uno spazio comune, ha reso quelle stesse frontiere, di fatto e di diritto, comunitarie.

Chiediamo perciò al governo, tanto più in occasione del semestre italiano di presidenza, di farsi promotore di un effettivo cambio di passo e di mentalità da parte degli Stati membri nella concezione della gestione dei flussi migratori e delle emergenze ad essi legate. Senza questo fondamentale passaggio, rischiamo che il problema immigrazione resti un ‘affare nostrum’.

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