Posts tagged ‘governo italiano’

19 settembre 2017

Ryanair: intollerabile quel che sta avvenendo nei nostri aeroporti

cardbergaminiQuel che sta accadendo in queste ore nei nostri aeroporti a causa di Ryanair, tra disservizi, vessazioni, ritardi e annunci di cancellazione di centinaia di voli, è intollerabile. E solleva seri interrogativi sul ventilato coinvolgimento di Ryanair nell’acquisizione, sia pure di una parte, di Alitalia. Forza Italia è da sempre favorevole al mercato, soprattutto se si tratta di evitare il fallimento delle aziende e la perdita di tanti posti di lavoro. Ma occorre che l’intera operazione, interessando in questo caso settori così nevralgici per l’economia del nostro Paese come il trasporto e il turismo, venga effettuata con partner seri, forti, in grado di assicurare servizi efficienti. Vogliamo davvero affidare un segmento strategico di Alitalia a chi non è in grado di garantire i propri clienti?

18 settembre 2017

Ius Soli: Sinistra prende in giro stranieri

ComunicatoNel poker il bluff è una strategia che si mette in atto con l’obiettivo di prendere tutte le fiches sul tavolo pur non avendo carte valide in mano. Un po’ come sta facendo la sinistra con lo ius soli per accaparrarsi i voti degli oltre 500.000 stranieri che negli ultimi anni hanno ottenuto la cittadinanza italiana.

La sinistra sa di non avere i voti per approvare lo ius soli. E sa anche che un’eventuale approvazione di un provvedimento che gli italiani non vogliono determinerebbe per loro una pesante sconfitta alle prossime elezioni politiche. Ciononostante il Partito democratico e i partiti della sinistra stanno illudendo milioni di stranieri senza cittadinanza per provare a prendere i voti degli oltre 500.000 stranieri che negli ultimi anni di governi della sinistra hanno ottenuto la cittadinanza italiana. 

Si tratta di una platea di neocittadini, perlopiù di origini albanesi, marocchine, indiane, tunisine, a cui il Pd vuol far credere che c’è un’Italia con gli immigrati, quella dei buoni, e un’Italia contro gli immigrati, quella del centrodestra. Niente di più falso. Semmai c’è un’Italia dei buonisti, quella della sinistra, e un’Italia della serietà, quella che noi vogliamo rappresentare. Un’Italia, quella di Forza Italia e del centrodestra, che crede nella legalità, nella responsabilità e nella serietà, a fronte di una sinistra che non si pone seriamente di fronte al tema dell’integrazione e che guarda con matematico cinismo ai voti che questi neoitaliani possono portare loro. Poco importa se un giorno, queste persone saranno lasciate ai margini della società perché senza un lavoro, senza un’istruzione adeguata, senza un sistema sociale in grado di integrare chi si identifica con i nostri valori. L’unica cosa che interessa ai buonisti della sinistra è riuscire a prendere qualche voto in più con questa strategia di illusione delle masse. Un gioco cinico a cui noi non prenderemo parte perché abbiamo troppo rispetto per la vita e per le legittime ambizioni di persone che ambiscono e sperano in una vera integrazione.

15 settembre 2017

Lavoro: donne che rinunciano per famiglia sono 94,6%, uomini 5,4%

Bergamini

Per ogni uomo che rinuncia a lavorare per ‘motivi familiari’ sono quasi 18 le donne che fanno altrettanto. Uno a diciotto. Su un totale di 2.358.000 inattivi per motivi famigliari 127.000 sono uomini (5,4%) e 2.231.000 sono donne (94,6%). È una delle sproporzioni più grandi che si registra nel nostro Paese, uniformemente tra Nord, Centro e Sud stando alla nostra elaborazione sugli ultimi dati Istat.
Questa sproporzione non si supera facendo sì che aumentino gli uomini che rinunciano al lavoro per dedicarsi alla famiglia, ma immaginando uno Stato che vede la famiglia come risorsa e non come problema a carico di chi ne fa parte. Se prendersi cura della famiglia significa rinunciare a lavorare non ci stupiamo se il tasso di occupazione femminile è ancora così basso rispetto al resto di Europa e non ci stupiamo neppure se non si fanno più figli.
Quando lo Stato si dimentica di intendere la famiglia come un patrimonio da difendere e tutelare con servizi che permettano ad ogni cittadino, uomo ma in questo caso soprattutto donna, di realizzarsi nella professione in cui crede, e in quel ‘lavoro’ su cui si fonda la Repubblica, ciò che accade è che la famiglia si trasforma da patrimonio per lo Stato a disabilità sociale per la persona, nel caso di specie soprattutto per le donne. 
La parità non è solo una questione di diritti ma anche una questione di opportunità. L’opportunità di poter accettare un lavoro senza dover decidere tra figli e carriera. L’opportunità di sapere che se un nostro caro ha bisogno di cure c’è lo Stato che se ne occupa, anche a domicilio. L’opportunità e la consapevolezza che già ad un anno dalla nascita possiamo trovare posto per i nostri figli all’asilo (il picco di servizi per l’infanzia si registra durante il governo Berlusconi). Ma anche l’opportunità di tornare la sera a casa senza dover fingere di stare al telefonino o camminare a testa bassa per paura di incrociare lo sguardo di un potenziale ladro o stupratore. Parità vuol dire avere le stesse opportunità. Ed è per questo che tutti noi, uomini e donne di Forza Italia e del centrodestra, continueremo a batterci ogni giorno. Perché per quanto la sinistra ami intestarsi l’esclusiva sulle tematiche dei diritti, occorre che ricordiamo a tutti e a noi stessi che nessun governo nella storia recente, ha fatto per i diritti e per la sicurezza delle donne, ciò che hanno fatto i nostri governi.
14 settembre 2017

Ius Soli: Pd dice sì giorni pari e no giorni dispari

europa
Capiamo che per risolvere le proprie beghe interne il Pd sia costretto a dirsi favorevole allo Ius Soli i giorni pari e contrario i giorni dispari, ma gli interessi di coalizione non possono prevalere sugli interessi di un Paese. La sinistra abbandoni la tentazione di imporre una legge che è contro gli italiani e che mette a rischio la stabilità sociale. 
Se il Pd crede davvero che lo Ius Soli sia una legge di civiltà, chieda i voti alle prossime elezioni politiche anche su questo tema. Continuare ad ignorare la volontà del Paese, dopo le ultime sonore sconfitte subite dai dem, rischia di far passare l’idea che al Parlamento non interessi l’opinione del Paese quando in realtà è solo il Partito democratico ad ignorare la voce dei cittadini reali per provare a conquistare i voti di 1 milione di cittadini potenziali.
11 settembre 2017

Bce: 80 euro? Da Pd clamorosa fake news

erarioSugli 80 euro il Pd è incappato in una clamorosa fake news e sta attribuendo alla Bce un pensiero che semplicemente non è della Bce. Se i numerosi esponenti democratici che si sono prodigati con i commenti entusiastici di rito avessero letto non dico tutto il rapporto, ma almeno la copertina, avrebbero visto che in basso c’è il disclaimer che recita: This paper should not be reported as representing the views of the European Central Bank, che tradotto in italiano è ‘Questo documento non dovrebbe essere riportato come rappresentativo delle opinioni della Banca centrale europea’. Esattamente il contrario di quello che ha fatto il Pd.

7 settembre 2017

Fisco: A italiani briciole, a stranieri ‘sandwich’. Serve Flat Tax

Card Bergamini Estate solo foto 2

Mancano poche ore a cena e il sandwich che sto per proporvi potrebbe risultarvi un po’ indigesto. La morale della favola è questa: dopo un anno di duro lavoro alle aziende italiane rimangono le briciole, mentre i colossi del web attraverso un complicato sistema chiamato “Double Irish with a Dutch Sandwich” – un meccanismo che, sfruttando le diverse normative sulla residenza fiscale di Irlanda e Stati Uniti, ha consentito finora ad alcune multinazionali di abbattere o eludere le tasse sui profitti (cit. Sole24Ore)- riescono a portarsi a casa un succoso utile.
Mentre imprenditori, partite iva e cittadini fanno enormi sacrifici per pagare (magari a rate) le tasse, c’è chi si può permettere il lusso di pagare cifre irrisorie sapendo che tanto poi arriverà il patteggiamento con il fisco. Mentre imprenditori, partite iva e cittadini si vedono pignorare i beni se non pagano quanto dovuto, i giganti dal volto filantropico del web sono praticamente liberi di muoversi come gli pare sapendo che tanto, per loro, si troverà una soluzione ad hoc.
La sinistra propone di introdurre una web tax, ovvero una tassa apposita per questi giganti del web. Il punto è che questo approccio non risolve il problema di fondo che soffoca cittadini e imprese, e cioè che le tasse in Italia sono troppo alte. Inoltre, come dimostrano la storia e i risultati fallimentari delle politiche economiche della sinistra, far pagare più tasse non crea ricchezza ma la distrugge. Viceversa l’esperienza dei governi di centrodestra dimostra che a un taglio della pressione fiscale non solo corrisponde un aumento dell’occupazione ma anche maggiori entrate per lo Stato.
Per questo siamo convinti che una tassa piatta (flat tax) che permetta ai cittadini, comuni mortali vessati dal fisco, di essere trattati al pari delle grandi corporazioni, sia il miglior modo per favorire una vera ripresa economica. Se molti giganti del web attivi in Italia fanno grandi utili è sì perché hanno un ottimo modello di business e di innovazione tecnologica che funziona, ma anche perché pagano tasse risibili che consentono loro di crescere e investire. Cosa che invece non è consentita a cittadini e imprese italiane che non sono uguali agli altri né di fronte alla legge né di fronte al fisco.
25 agosto 2017

Scontri Roma: trailer di rischi con ius soli e porte aperte

Foto per Bergamini

Le tensioni di ieri a Roma sono l’effetto di un disagio che dipende dall’incapacità di integrare in un Paese che non ha lavoro né benessere da distribuire a tutti. Anzi. Dalla fine del 2011 (fine governo Berlusconi) ad oggi l’Italia ha quasi un milione di nuovi disoccupati. Italiani e stranieri, donne e uomini, che in assenza di un’occupazione che dia loro dignità economica e sociale si sentono messi ai margini della società. 

Per questo, al di là della dinamica degli scontri di ieri a Roma, ciò che davvero rileva è un malessere presente e diffuso tra molti stranieri a cui l’Italia governata dalla sinistra promette stelle e offre stalle. Donne e uomini a cui l’Italia in questo momento non sa e non può offrire una speranza di futuro che non riesce a dare neppure ai propri cittadini. Tutto ciò deve farci quindi riflettere su un fatto evidente: in realtà le scene a cui abbiamo assistito ieri a Roma non sono un fenomeno isolato, ma il trailer di ciò che rischia l’Italia se continua con la politica ideologica delle porte aperte e dello ius soli promossa dalla sinistra. Una politica fatta contro gli italiani.

26 luglio 2017

Francia ci batte su Libia, migranti e forse Fincantieri. Governo che fa?

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Le cronache di questi ultimi giorni ci raccontano di Macron che ha rifiutato l’approdo in Francia perfino alle navi francesi che trasportano migranti, mentre Haftar e Sarraj si incontrano a Parigi per concordare un piano d’azione sulla Libia. L’Italia, che più di tutti subisce gli effetti della crisi libica, è fuori dal tavolo in cui la crisi si compone. Intanto pare che l’Eliseo voglia rivedere pure gli accordi con Fincantieri relativi all’acquisizione della maggioranza dei cantieri di Saint Nazaire. Ovviamente a favore della Francia. E il nostro governo che fa per tutelare gli interessi dell’Italia rispetto alla politica muscolare del Presidente transalpino?
25 luglio 2017

Balneari: governo continua con aste, noi difendiamo nostri imprenditori

europa
Il governo continua a non ascoltarci e a portare avanti il provvedimento di legge delega per il riordino delle concessioni demaniali marittime. Anche gli emendamenti che hanno presentato i relatori continuano a sottendere il principio delle aste, a cui noi ci opponiamo ed a cui altri paesi europei, come Spagna e Portogallo, si sono sottratti. Certo, la materia ha bisogno di un riordino ma non a colpi di decreto. Davvero non riusciamo a capire perché si voglia mettere in ginocchio un comparto di eccellenza, che conta 30mila aziende per lo più a conduzione familiare, ma di una cosa siamo certi: che noi continueremo a difendere i nostri imprenditori balneari dalle aste che favorirebbero solo i grandi interessi. 
24 luglio 2017

Libia: al Governo dei bonus solo i malus

cardbergamini

Dopo i danni prodotti dalla Francia con l’attacco che costò poi la vita a Gheddafi nel 2011, Macron apre un tavolo a Parigi con il presidente del Governo di accordo nazionale (Gna), Fayez Al-Sarraj e il generale Khalifa Haftar. Un’iniziativa politica senz’altro opportuna, che sarebbe dovuta partire dall’Italia, visti i rapporti speciali e vista l’incommensurabile tragedia dell’immigrazione che il nostro Paese sta vivendo in conseguenza di quell’attacco. Ma niente, al governo Pd di Renzi e Gentiloni non è venuto in mente. Nella gestione del dossier libico il governo dei bonus riesce a prendersi solo i malus. Che abisso fra un governo eletto dal popolo ed uno nato dalle alchimie di una segreteria di partito.

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