Posts tagged ‘governo italiano’

6 febbraio 2018

Elezioni: Di Maio nessuna competenza, alla larga da politica estera

A nostro modo di vedere il candidato premier dei 5 stelle Di Maio è poco credibile in tutto, non per un nostro preconcetto, ma perché è di tutta evidenza che non abbia alcuna esperienza o competenza specifica. Ma se c’è un tema dal quale dovrebbe tenersi alla larga, è proprio la politica estera. Di Maio che parla di regolamento di Berlino per indicare il trattato di Dublino, che confonde il Cile con il Venezuela e crede che la Russia sia un Paese del Mediterraneo non sarebbe accettato neppure ad un tavolo per giocare a Risiko, figurarsi ad un tavolo internazionale a rappresentare l’Italia. Il Governo Berlusconi fermò l’immigrazione illegale, Di Maio farebbe bene a fermare le sue parole in libertà.

5 febbraio 2018

Migranti: da Di Maio e Renzi ricostruzioni fantasiose, intervento militare deciso dalla Francia

84e37da9-5f63-4b92-868e-6be40b376768_xlLe fantasiose ricostruzioni storiche di Di Maio e Renzi sono inaccettabili per chi si candida alla leadership del Paese. Nel 2011 la sinistra attaccava Silvio Berlusconi perché era contrario all’intervento militare in Libia e oggi lo attaccano per una guerra che hanno voluto loro. Allora fu il presidente francese Sarkozy a dare il via ai bombardamenti contro le truppe di Gheddafi nella speranza di stringere successivamente accordi commerciali, favorevoli alla Francia, con coloro che avrebbero preso il posto del Colonnello. Riscrivere la storia in base alle proprie convenienze politiche è da irresponsabili.

6 dicembre 2017

Donne: Pd nega evidenza dei fatti

cardbergaminiIl Pd nega l’evidenza dei fatti. Con i Governi Berlusconi c’erano un ministro per le Pari opportunità, un ministro per la Gioventù e un ministro per i rapporti con l’Unione Europea. E infatti sono state varate importanti leggi a tutela delle donne, la disoccupazione giovanile era di gran lunga inferiore a quella attuale e in Europa eravamo protagonisti assoluti. Con la sinistra, invece, pare che non ci sia addirittura neppure il premier perché nessuno si prende la responsabilità dell’azione di governo: non si sa, infatti, se le decisioni vengano prese a palazzo Chigi o nella sede del Pd.

4 dicembre 2017

Referendum: abbandono Renzi madre di tutte le fake news

24232698_1567097890043500_3105317492914046801_nUn anno fa l’ex premier Matteo Renzi subiva una pesante sconfitta alle urne referendarie, che bocciarono sonoramente la sua riforma costituzionale. Una batosta talmente pesante che avrebbe dovuto indurlo a tener fede alla promessa di abbandonare non solo il governo, ma la politica tout court. Una delle tante fake news da lui propalate in questi anni. Oggi, a distanza di un anno esatto, Matteo Renzi continua a dettare l’agenda politica e programmatica di governo e maggioranza. Di più: è ancora qui, sul finire della legislatura, a minacciare di far approvare un provvedimento sbagliato e divisivo come lo Ius Soli, per giunta attraverso il voto di fiducia, madre di tutte le forzature parlamentari. Noi, come Forza Italia e come centrodestra coeso e compatto, saremo nell’Aula di palazzo Madama a ribadire il nostro no e a combattere per impedirlo. L’appuntamento con le elezioni politiche del 2018 è ormai alle porte, e noi siamo sicuri di portare a casa una vittoria netta e inequivocabile, grazie a una coalizione forte e soprattutto a un programma fatto di proposte serie, convincenti e capaci di far ripartire l’intero sistema Paese. 

10 novembre 2017

Bolkestein: ennesimo brutto capitolo del “romanzo balneare” firmato Pd

europaGran brutta trama, con giravolta a sorpresa, per lo sciagurato “Romanzo balneare” firmato Partito democratico. Prima approvano alla Camera un disegno di legge delega che, se licenziato anche dal Senato, metterà in ginocchio circa 30mila aziende a conduzione familiare mandando all’asta tutte le concessioni demaniali marittime in essere. Poi, depositano un emendamento al Decreto fisco che, nelle intenzioni, voleva prorogare da trenta a cinquant’anni una serie di licenze – ma non tutte -, salvando, forse, qualche migliaia di piccoli imprenditori. Infine, e qui i dem hanno superato il limite del grottesco, l’improvviso ritiro dell’emendamento. Una capriola che, di fatto, certifica una volta per tutte la confusione e soprattutto la non volontà politica di maggioranza e governo di difendere un comparto tra i più strategici del Paese. Un settore che, da solo, dà lavoro a oltre un milione di persone. Forza Italia non assisterà in silenzio a questo scempio, ma darà battaglia a palazzo Madama affinché il ddl delega non venga approvato.

9 novembre 2017

Centralità della cosa pubblica fondamentale per far tornare la politica protagonista

23316833_1541320952621194_2858700273537665712_nDopo anni nei quali nel nostro Paese, a ogni livello, si sono susseguiti governi di tecnoburocrati e commissari straordinari – pensiamo ad esempio a Mario Monti a palazzo Chigi – è arrivato il momento che la politica si riappropri del ruolo centrale che le spetta. Un importante passo, in tal senso, è stato fatto di recente dal Parlamento italiano, tornato a scrivere la legge elettorale evitando al Paese un sistema di voto che fosse il frutto di due sentenze della Corte costituzionale. Benissimo. Ma, evidentemente, non basta. Far tornare la politica protagonista significa prima di tutto riaccendere quel sottile ma fortissimo legame civico e identitario che c’è tra territorio e comunità. È importante non solo perché restituirebbe profondità e altezza al vincolo sovranamente e democraticamente stabilito nelle urne. Ma anche perché rappresenta davvero, in modo chiaro e tangibile, l’unica risposta possibile per curare la disaffezione e spegnere gli incendi dell’antipolitica – e bene ha fatto il presidente dell’Europarlamento, Antonio Tajani, a ricordarlo oggi. Questo vale in casa nostra ma non solo. Restituire centralità alla cosa pubblica e ai suoi rappresentanti è fondamentale anche, se non soprattutto, al di fuori dei nostri confini: solo governi che siano autenticamente politici, forti ed espressione della volontà dei cittadini, possono incidere e lasciare il segno nelle cabine di regia europee ed internazionali. Le prossime elezioni politiche si inseriscono naturalmente in questo quadro, configurandosi come una chiamata senza precedenti. Chiamata per gli italiani ad andare al voto, e abbandonare la via facile dell’astensione, sicuro lasciapassare per la fine delle democrazie, e chiamata per chi vorrà assumere su di sé, in prima persona, l’onere e l’onore della gestione della cosa pubblica. Questo può manifestarsi soltanto attraverso un patto che sia di sincerità e responsabilità prima ancora che di sistema. Il rispetto delle legittime sedi del confronto e delle competenze, a quel punto, non potrà che prevalere.

26 ottobre 2017

Bolkestein: Forza Italia proseguirà battaglia in Senato

Forza Italia è contraria a questo provvedimento. Contraria al suo impianto, al suo spirito e alla sua tempistica. Soprattutto è contraria alle implicazioni future che l’approvazione di questo disegno di legge delega comporterà a un segmento produttivo che secondo noi, a differenza di quanto ritengono maggioranza e governo, è tra i più strategici e redditizi del Paese. Un comparto fatto di piccole e medie imprese a conduzione familiare, circa 30mila, con un indotto di circa un milione di posti di lavoro, diretti e indiretti. Questo provvedimento vorrebbe riordinare la normativa relativa alle concessioni demaniali. Vorrebbe, ma non è così. Perché, di fatto, non revisiona né ordina nulla, ma in fretta e furia mette in ginocchio l’intero settore mandando all’asta le concessioni. Forza Italia avrebbe preferito una discussione sul tema molto più ampia e articolata, consentendo alle nostre imprese di tornare a operare e investire grazie alla proroga della attuali concessioni. Purtroppo non è stato possibile perché è mancata la volontà politica di tutelare le piccole imprese familiari – quanta solerzia però nel voler proteggere i grandi gruppi di potere! Per questo motivo Forza Italia esprime, e lo farà anche in Senato, il proprio convinto dissenso nei confronti di questo disegno di legge delega.

24 ottobre 2017

Insulti antisemiti: tolleranza zero, razzisti fuori dagli stadi

cardbergaminiUn razzismo ignorante non produce materiale del genere. Questo, invece, è il frutto di un razzismo consapevole e ricercato. Un razzismo che non punta alla ridicolizzazione dell’avversario, ma alla banalizzazione della storia e all’offesa dei cittadini ebrei. Non ci può essere alcuna forma di tolleranza nei confronti di chi non ha rispetto della storia, della memoria e dei morti. Speriamo che le autorità competenti sbattano fuori dagli stadi coloro i quali si sono resi artefici di tali atti ignobili.

19 ottobre 2017

Ius Soli: a Modena allarmante bullismo d’importazione, no a cittadinanza facile

22489647_1521220614631228_3526594530595302697_nSul Corriere della Sera di oggi, Massimo Gramellini commenta la notizia di una bambina di Modena, unica italiana nella sua classe di prima elementare, isolata e maltrattata dai suoi piccoli compagni stranieri. Gli diamo ragione quando dice che così come non si favorisce l’integrazione erigendo muri, non la si aiuta neanche calando le braghe. Ma è proprio questo il punto: in Italia ormai stiamo assistendo a una forma di ghettizzazione al contrario, puntellata da una sinistra che si batte per i diritti degli immigrati nel nome di un assistenzialismo buonista, ma che si scorda – scorda? – dei diritti degli italiani anche quando questi vengono palesemente prevaricati dalle cosiddette risorse straniere. E se malauguratamente venisse approvato lo Ius Soli, le braghe di cui parla Gramellini, calate già tempo, le toglieremmo del tutto. Per regalarle a chi, come nel caso di Modena, non mostra affatto la volontà di integrarsi ma anzi, osteggia sin dalla tenera età la nostra cultura, le nostre tradizioni, la nostra identità. Già vedere bambini stranieri contro bambini italiani dovrebbe allarmare – del bullismo d’importazione non sentivamo la mancanza. Regalare la cittadinanza a chi prova a farci sentire ospiti in casa nostra, poi, sarebbe un errore imperdonabile.

17 ottobre 2017

Migrantes: con sinistra italiani scappano e immigrati sbarcano

erarioCon la sinistra al governo gli italiani scappano e gli immigrati sbarcano. È dato oggettivo: il governo Renzi ha ottenuto la medaglia d’oro per il numero di concittadini espatriati (332.826 negli ultimi tre anni) e per il numero di stranieri sbarcati (505.378). Con una piccola grande differenza: i primi erano cittadini a pieno diritto; i secondi, come dimostrano anche in questo caso i dati, sono risultati essere per lo più clandestini. Il tentativo di approvare lo Ius soli sul finale di legislatura, evidentemente, dimostra che anche al largo del Nazareno hanno capito che con questi risultati, più che dei cervelli in fuga devono avere timore dei voti in fuga. 

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