Posts tagged ‘impresa’

7 dicembre 2017

Ddl Spiagge, Forza Italia si batterà anche in Senato per impedire approvazione

europaFinale di legislatura spericolato e irresponsabile per governo e maggioranza. Dopo la sbrigativa calendarizzazione del ddl sul biotestamento, e dopo le ennesime minacce di correre anche sullo ius soli, questa mattina nelle commissioni Industria e Finanze di palazzo Madama è stato incardinato in tutta fretta anche il ddl spiagge. Ovverosia quel disegno di legge delega che, se approvato da palazzo Madama così com’è stato licenziato dall’Aula della Camera, metterà in ginocchio oltre 30mila aziende balneari italiane. Imprese, è bene ricordarlo, a conduzione per lo più familiare che verranno letteralmente scippate delle concessioni demaniali perché queste andranno all’asta senza se, senza ma e senza proroghe. Forza Italia, dopo il netto voto contrario espresso a Montecitorio, è pronta alle barricate anche in Senato per sostenere, con ogni mezzo, uno dei segmenti più produttivi del Paese. Un comparto che da solo vanta un indotto di circa un milione di posti di lavoro e che la sinistra, sempre più amica di grandi gruppi di potere ma implacabile con le piccole imprese, vuole continuare a tartassare.

15 settembre 2017

#PrimaLeDonne

Ecco le slide che raccontano la vita di noi donne in Italia:

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8 aprile 2016

Confindustria: tasse, burocrazia e accesso al credito frenano le imprese

Altro che semplificazione, sblocca-Italia e cambia-verso. La maggior parte degli imprenditori giudicano che oggi, rispetto al passato, sia più complicato avviare una nuova attività economica nel nostro Paese per colpa di tasse eccessivamente alte e di una burocrazia troppo asfissiante.

Sempre più imprenditori si stanno accorgendo che c’è un abisso fra le slide e le promesse del Governo Renzi e la realtà. Per gli imprenditori italiani, dopo tasse e burocrazia, il maggior ostacolo alla loro attività è costituto dalla difficoltà di accesso al credito. Negare il credito a chi ha le carte in regola per ottenerlo risulta ancor di più insopportabile alla luce degli scandali bancari che hanno investito il Governo e il Pd.

confindustria

31 luglio 2015

Disoccupazione: governo faccia atto concreto rifinanziando fondi per imprenditoria giovanile

deborah bergamini hotel ergife forza italiaLa disoccupazione giovanile è al 44.2%, nel Sud, secondo Svimez, il 56% di giovani tra i 15 e i 24 anni sono disoccupati e Renzi ci viene a dire che è comprensibile, dato che ‘il lavoro riparte per ultimo’. Ammesso che riparta, aggiungiamo noi! Anche perché quello che il governo potrebbe fare per accelerare questo processo non viene fatto, a cominciare dal rifinanziamento dei fondi per l’imprenditoria giovanile erogati dal Mise attraverso Invitalia che hanno permesso la nascita di oltre 120mila aziende con effetti importanti sull’occupazione.

Con la collega Mara Carfagna, avevamo provato, attraverso un emendamento al Dl banche popolari, a far rifinanziare gli incentivi per l’autoimpiego , ma la nostra proposta fu considerata inammissibile. E’ inutile puntare tanta verve propagandistica sul Jobs Act se poi non si mettono in grado i giovani di essere utili a sé e agli altri, rendendoli protagonisti di un sistema economico-produttivo nuovo, in cui siano loro stessi a creare lavoro. L’autoimprenditorialità per molti è l’unica alternativa alla disoccupazione e all’emigrazione. E questo è ancor più vero al Sud. Per far ripartire l’Italia, anche in questo caso, servono meno retorica e più fatti.

5 giugno 2013

Vogliamo gli italiani indigenti di Stato con la paghetta? No, vogliamo far ripartire il sistema

Una persona di 60 anni ma anche di 50 oggi, in Italia, è fuori dal mercato del lavoro per sempre; questo è il problema del nostro Paese. Qui non si fa impresa: questo è un Paese che se sei un ragazzo e hai un’idea, non riuscirai mai a realizzarla, dovrai andartene perché servono cicli burocratici infiniti, nessuno ha fiducia in te, le banche non ti danno i soldi… l’idea stessa che un ragazzo si metta a fare impresa è strana in questo paese. Ma come possiamo accettarlo?

Dall’altra parte, gli italiani non hanno più un soldo da spendere; se non reimmettiamo nelle loro tasche un po’ di soldi da spendere, non ci sarà mai lavoro perché l’unica cosa che riusciranno a fare sarà pagare le bollette. Vogliamo trasformare gli italiani in indigenti di Stato a cui dare una paghetta ed è finita lì? Non è possibile. Dobbiamo rimettere soldi in circuito, ridare la possibilità di spendere agli italiani e questo genererà posti di lavoro ma non lo farà se, contestualmente, non riusciremo a riaprire il mercato del lavoro, a utilizzare logiche diverse perché la rigidità e l’iper-tassazione del costo del lavoro hanno costretto tante nostre imprese a delocalizzare, con tutte le drammatiche conseguenze che sono seguite, a investire fuori dal nostro Paese e quindi a svuotarne ancora di più le potenzialità. Questo è il doppio binario che dobbiamo seguire senza retorica, senza paura, parlando con tutti.

Il discorso dell’IMU si va a collocare in questo ragionamento; non è un problema solo dell’Italia: Hollande in Francia ha messo la patrimoniale col risultato che ci sono milioni di pensionati francesi con mille euro di pensione al mese e la casa di proprietà, che non riescono più a pagare la tassa patrimoniale perché la casa, che hanno comprato magari 40 anni fa, si è rivalutata. Cosa fanno? Chiedono ai figli di aiutarli a pagare. L’altra scelta che hanno è di vendere la casa. Immaginiamo un pensionato in Italia costretto a vendere la sua casa con il mercato immobiliare crollato…

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24 marzo 2013

Salvacondotto per Berlusconi? Anni di favole, si pensi ai problemi del Paese

…Del salvacondotto a Berlusconi sento favoleggiare da tempi lontanissimi. Mi dispiace che qualcuno abbia interesse a far credere che sia questo il punto, non è così e non lo è mai stato.

Il punto è che noi dobbiamo registrare che ci sono quasi 10 milioni di cittadini che hanno votato per la coalizione di centrodestra. Sono persone a cui noi dobbiamo rispondere con la forza e la capacità di costruire che abbiamo. Noi domani facciamo una festa in Piazza del Popolo. Salutiamo queste persone che ci hanno votato e diciamo loro che ci siamo e non indietreggiamo di un passo. Sappiamo molto bene quali sono le cose necessarie da fare in tempi brevi per il Paese.

Il Paese ha 3 grossi problemi, che non denunciamo certo da oggi: un’oppressione fiscale, un’oppressione burocratica che addirittura sta crescendo e peggiorando e c’è un problema giustizia. La giustizia inefficiente ha ricadute anche economiche…

…Il fatto che ci siano persone che manifestano per l’ineleggibilità di Berlusconi ci dà la misura di quanto si possa essere faziosi in questo momento. Sembra che i problemi reali del Paese non siano più la priorità…

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16 dicembre 2011

E’ importante sostenere e sviluppare l’impresa mare. Ecco il mio odg accolto dal governo:

Ordine del giorno

La Camera dei deputati,

premesso che

L’articolo 16 del decreto-legge in esame stabilisce che, a decorrere dal 1° maggio 2012, il pagamento della tassa annuale di stazionamento per le unità da diporto che stazionino in porti marittimi nazionali, navighino o siano ancorate in acque pubbliche, anche se in concessione a privati;

tale l’addizionale è ridotta nella seguente misura del 15 per cento dopo 5 anni dalla data di costruzione dell’unità da diporto;del 30 per cento dopo 10 anni dalla data di costruzione dell’unità da diporto e del 45 per cento dopo 15 anni dalla data di costruzione dell’unità da diporto; al fine di compensare le minori entrate determinate dalle riduzioni per vetustà dei veicoli, la norma prevede che l’aliquota dell’accisa del tabacco da fumo sia rideterminata con decreto del direttore generale dell’Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato (AAMS);

si rileva però che tale tassa di stazionamento delle imbarcazioni rischia di far collassare un settore che appena un anno fa ha subito un tracollo del 30%;

in Italia ci sono circa 300 strutture, tra approdi e porti turistici, 153.000 posti barca, di cui il 75 % si concentra al Nord (41% nell’Alto Tirreno, il 37% nell’Alto Adriatico), l’indotto del turismo nautico produce ricchezza per 5 miliardi, sono oltre 100.000 gli addetti del settore;

si rischia che questa tassa non colpisca i ricchi, ma cada inesorabilmente su tutti gli operatori del settore; a beneficio di altri Paesi che si affacciano sul Mediterraneo che vedranno arrivare numerose imbarcazioni provenienti dall’Italia;

il porto turistico oggi è una vera e propria azienda che oltre alla specifica “mission” a servizio del diportista, sempre più è chiamata a diventare azienda motrice dell’economia del territorio circostante;

è importante sostenere e sviluppare l’impresa mare che vede nella portualità turistica, comparto rilevante e strategico del turismo, potenzialità e capacità nel generare significative ricadute economiche e occupazionali per le comunità locali, contribuendo anche alla promozione del territorio e dei suoi patrimoni storico-culturali ed enogastronomici;

impegna il Governo

a monitorare, con provvedimenti di sua competenza, che la tassa di stazionamento non abbia effetti recessivi nell’indotto nautico ed a valutare l’opportunità di adottare un provvedimento al fine di ridurre l’impatto fiscale nel settore.

On.le Bergamini

 

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