Posts tagged ‘imprese’

26 ottobre 2017

Bolkestein: Forza Italia proseguirà battaglia in Senato

Forza Italia è contraria a questo provvedimento. Contraria al suo impianto, al suo spirito e alla sua tempistica. Soprattutto è contraria alle implicazioni future che l’approvazione di questo disegno di legge delega comporterà a un segmento produttivo che secondo noi, a differenza di quanto ritengono maggioranza e governo, è tra i più strategici e redditizi del Paese. Un comparto fatto di piccole e medie imprese a conduzione familiare, circa 30mila, con un indotto di circa un milione di posti di lavoro, diretti e indiretti. Questo provvedimento vorrebbe riordinare la normativa relativa alle concessioni demaniali. Vorrebbe, ma non è così. Perché, di fatto, non revisiona né ordina nulla, ma in fretta e furia mette in ginocchio l’intero settore mandando all’asta le concessioni. Forza Italia avrebbe preferito una discussione sul tema molto più ampia e articolata, consentendo alle nostre imprese di tornare a operare e investire grazie alla proroga della attuali concessioni. Purtroppo non è stato possibile perché è mancata la volontà politica di tutelare le piccole imprese familiari – quanta solerzia però nel voler proteggere i grandi gruppi di potere! Per questo motivo Forza Italia esprime, e lo farà anche in Senato, il proprio convinto dissenso nei confronti di questo disegno di legge delega.

20 luglio 2017

Balneari: dopo dimissioni Costa Governo ritiri decreto.

erario

Da sempre sostengo, insieme ai colleghi di Forza Italia, che il riordino della disciplina delle concessioni demaniali marittime non debba essere fatto per decreto. Le nostre imprese balneari, 30mila aziende italiane per lo più a conduzione familiare, meritano davvero più rispetto e tutta l’attenzione del Parlamento. A maggior ragione dopo che il Ministro proponente il disegno di legge delega, Costa, si è dimesso, peraltro dichiarandosi in dissenso con molte iniziative del governo. Per questo oggi, ancora una volta, ho chiesto in commissione che il provvedimento – che prevede tra l’altro che si mandino all’asta, col pretesto di volerle riordinare, le concessioni balneari per conformarsi alla nota direttiva Bolkestein – fosse ritirato. Anche perché, ricordo, altri Paesi europei hanno scelto soluzioni che prevedono lunghe proroghe delle concessioni senza incorrere nella censura della Commissione Europea. Spiace che, ancora una volta, il governo si sia dimostrato sordo di fronte a una richiesta sensata.

 

 

 

 

 

 

 


30 maggio 2017

Bolkestein: FI difende imprese balneari da svendita governo

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Questa conferenza stampa nasce dalla consapevolezza che si parla ancora troppo poco di ciò che sta avvenendo al settore balneare, un comparto che conta 30.000 imprese familiari, che con l’indotto dà lavoro a 1 milione di persone e vale il 10 per cento del PIL relativo al turismo in Italia.
Le norme che si sono susseguite negli anni  sono state tante e disomogenee rispetto al settore e per questo oggi gli addetti ai lavori non sanno cosa aspettarsi. Siamo molto sospettosi sulle modalità con le quali il governo sta tentando di riformare il comparto: si procede con una tecnica molto frettolosa e con un ddl delega molto poco attento alla realtà. Alla fine del ciclo di audizioni ci siamo infatti trovati a denunciare che, via via che esse si svolgevano, la situazione diventava sempre più complessa. Sembra che il governo, in nome della famosa direttiva Bolkestein, voglia mettere all’asta un modo di fare impresa che invece è un modello per il nostro paese. In Spagna e Portogallo, paesi simili al nostro, non si procede per aste: le imprese balneari ricevono proroghe lunghissime e non c’è nessuna infrazione aperta da parte di Bruxelles nei confronti di questi paesi. Noi chiediamo di smetterla con la fretta e di evitare la delega al governo: si affronti la materia, nella sua complessità, in Parlamento e, nel frattempo, si proroghino in modo adeguato le concessioni, dando certezze alle nostre imprese affinché possano tornare ad operare ed investire con serenità. La maggioranza di governo, con le sue scelte, sta facendo perdere competitività a un settore che invece è estremamente competitivo. Non si può bloccarlo a causa di un governo debole, che non ha saputo difendere l’interesse e le peculiarità del nostro paese come hanno fatto invece Spagna e Portogallo. Noi crediamo che dietro questa incapacità ci sia anche una mancanza di volontà. E per questo ci opponiamo fortemente.
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22 maggio 2017

Ddl balneare: con FI al governo niente aste immediate per le spiagge

dimaioIl ddl di riordino delle concessioni demaniali marittime in esame alla Camera rischia di distruggere per sempre un comparto del nostro paese che andrebbe invece fortemente valorizzato, quello delle imprese balneari. Per questo mi sto impegnando in prima persona, insieme a molti colleghi di Forza Italia, per scongiurare l’approvazione di questa legge. Si deve far ripartire l’Italia, non affossarla come il governo sembra voler fare anche in questo caso. Con l’attuazione della Bolkestein si affaccia un grandissimo rischio: quello di aste immediate per le spiagge. Con FI al governo questa sarebbe una soluzione da non considerare nemmeno, anzi un simile rischio sarebbe assolutamente scongiurato.
18 maggio 2017

Intercettazioni: sinistra si impegni per legge che regoli pubblicazione

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Le parole del presidente Napolitano, sull’anomalia tutta italiana dell’uso delle intercettazioni giudiziarie, fanno chiarezza. A maggior ragione perché pronunciate da chi è su posizioni politiche opposte rispetto alle nostre. La nostra cultura liberale e garantista non è mai cambiata e fa piacere che finalmente stia facendo breccia anche in una parte della sinistra. Ma i cambiamenti si fanno con le leggi, non con le parole: siamo pronti a collaborare ad una vera riforma, magari ripartendo dalle nostre proposte. Il tempo c’è e sarebbe un segnale di responsabilità verso il paese vararla entro la fine della legislatura. Vediamo se il Pd ne avrà il coraggio o se l’unica fretta che ha è per la legge elettorale mentre la riforma della giustizia, del fisco, e tutte le altre che interessano cittadini e imprese, possono attendere.

 

3 maggio 2017

Ddl balneare: necessarie nuove audizioni anche dalla Spagna

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Le audizioni svolte negli ultimi giorni nell’ambito del disegno di legge delega relativo alle concessioni demaniali marittime hanno messo in evidenza tantissime criticità e disomogeneità del settore. Per avere un quadro più chiaro e realistico della situazione riteniamo pertanto necessario arricchire il ciclo di audizioni, cosa che oggi abbiamo chiesto alle Commissioni competenti. Abbiamo chiesto innanzitutto di poter audire altri sindaci perché finora abbiamo sentito solo il sindaco di Rimini, delegato dall’Anci, ma riteniamo importante venire a contatto anche con altre realtà del settore. Abbiamo inoltre richiesto l’audizione di dirigenti del Ministero competente spagnolo, perché il caso vincente della Spagna, a fronte della tutela del comparto balneare rispetto alla direttiva Bolkestein, è emerso ed è stato richiamato più volte nel corso delle audizioni. Quindi ci sembra interessante e necessario ascoltare come la Spagna si sia posta dal momento in cui è diventata operativa la direttiva. Nell’attesa di queste audizioni ribadiamo la nostra contrarietà al ddl delega perché non riteniamo giusto che la ridefinizione e il riordino di questo comparto strategico siano in mano del governo. Ci opponiamo poi alle evidenze pubbliche perché riteniamo che questo determini la fine di quel caso di successo rappresentato dalle imprese balneari, quasi tutte a vocazione familiare, che hanno in questi anni garantito la tutela, lo sviluppo economico e turistico delle nostre spiagge.
3 ottobre 2016

Referendum, Padoan attribuisce a riforma significati impropri

padoanL’Italia in questi 30 mesi di Governo Renzi ha visto l’economia arrancare e il debito pubblico correre. Forse di questo dovrebbe occuparsi il ministro Padoan e non attribuire al referendum costituzionale significati impropri. La crisi di sfiducia c’è già ed è forte fra le famiglie e le imprese ma non dipende dal referendum bensì dalla incapacità del Governo di dare risposte in tema di crescita, tasse, occupazione e sicurezza. Cercare di impaurire i cittadini non è serio e tra l’altro serve a poco, come ha dimostrato recentemente il referendum sulla Brexit.

5 settembre 2016

Commercio, Bolkestein impoverisce economia italiana. In ballo 1 mln posti di lavoro

La direttiva Bolkestein impoverisce l’economia del nostro Paese, che ha sue peculiarità specifiche rispetto ad altre nazioni, imperniato com’è sulla piccola impresa familiare, sulle partite Iva. Il Governo ha il dovere di intervenire subito e di far sentire la voce dell’Italia in sede Ue, prima che sia troppo tardi.
In ballo ci sono un milione di posti di lavoro, tra addetti a fiere, chioschi e mercati, e balneari, incluso l’indotto. Se la Bolkestein verrà applicata in maniera meccanica, senza tenere conto dell’unicità e della specificità del sistema Italia, a essere danneggiate saranno le imprese e le generazioni future. Ci chiediamo perché a Spagna e Portogallo, ad esempio, sia stato consentito di prorogare le concessioni, e all’Italia no: l’utilizzo di due pesi e due misure è segno che in Europa ci sono problemi, e che il nostro Paese in sede Ue ha difficoltà a farsi ascoltare. Forza Italia, comunque, continuerà come ha sempre fatto a sostenere in tutte le sedi le ragioni degli imprenditori e delle aziende familiari.

Firenze, convegno sulla direttiva Bolkenstein promosso da Assoidea

21 aprile 2016

Banche, Renzi annuncia decreti ma non paga debiti

Renzi annuncia l’ennesimo decreto sulle banche. Peccato che i risparmiatori truffati dai 4 istituti di credito oggetto del salva-banche stiano ancora aspettando i decreti per essere rimborsati, nonostante i termini di presentazione di tali decreti siano scaduti a fine marzo.

Inoltre secondo quanto annunciato, questo nuovo decreto sulle banche dovrebbe garantire maggior credito alle imprese. Il fine è lodevole perché le imprese hanno davvero bisogno di credito, ma allora ci chiediamo come mai il Governo Renzi non salda i debiti che la Pubblicazione amministrazione ha con le imprese e che aveva promesso di saldare entro il 21 settembre del 2014?

banca Etruria

30 aprile 2015

Made in: Commissione Ue non faccia passi indietro su etichettatura prodotti

made in ItalySul Made In, l’Europa non abbandoni la strada intrapresa. Ci auguriamo che il 6 Maggio, quando verrà affrontato il tema, la Commissione Juncker non voglia fare passi indietro rispetto alla strada intrapresa dalla Commissione Barroso, su iniziativa di Antonio Tajani, riguardo all’obbligo di etichettatura a tutela di imprese e consumatori.

La specificità dei prodotti italiani, oltre a garantire qualità dei sistemi produttivi e, di conseguenza, posti di lavoro, è anche un indubbio polo di attrazione per gli investimenti. Proprio su questi principi si incentra l’attività degli eurodeputati di Forza Italia a tutela della qualità.

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