Posts tagged ‘intercettazioni’

18 maggio 2017

Intercettazioni: sinistra si impegni per legge che regoli pubblicazione

cardbergamini
Le parole del presidente Napolitano, sull’anomalia tutta italiana dell’uso delle intercettazioni giudiziarie, fanno chiarezza. A maggior ragione perché pronunciate da chi è su posizioni politiche opposte rispetto alle nostre. La nostra cultura liberale e garantista non è mai cambiata e fa piacere che finalmente stia facendo breccia anche in una parte della sinistra. Ma i cambiamenti si fanno con le leggi, non con le parole: siamo pronti a collaborare ad una vera riforma, magari ripartendo dalle nostre proposte. Il tempo c’è e sarebbe un segnale di responsabilità verso il paese vararla entro la fine della legislatura. Vediamo se il Pd ne avrà il coraggio o se l’unica fretta che ha è per la legge elettorale mentre la riforma della giustizia, del fisco, e tutte le altre che interessano cittadini e imprese, possono attendere.

 

24 febbraio 2016

Wikileaks, serve Commissione di inchiesta

Deborah Bergamini intervistata(DIRE) Roma, 24 feb. – “Sono rammaricata ma non stupita. Gia’ in passato avevamo avuto elementi che ci avevano fatto immaginare che ci potessero essere conversazioni di presidenti del Consiglio europei e altri atti ascoltati e spiati”. Cosi’ Deborah Bergamini, deputata e responsabile della comunicazione di Forza Italia, intervenuta questa mattina su Radio Cusano Campus. “C’e’ pero’ grande rammarico, perche’ si tratta di comportamenti che non sono compatibili in un corretto rapporto tra paesi alleati, e degli Stati Uniti l’Italia penso sia sempre stato il migliore alleato tra i Paesi europei. Questo scenario svelato ieri- ha aggiunto- ci conferma ancora una volta che l’ultimo governo eletto dal popolo italiano, ormai nel 2008, e cioe’ il governo Berlusconi, e’ stato abbattuto, buttato giu’, al di fuori del normale rispetto delle regole democratiche e della sovranita’ nazionale di un Paese“. Per quanto riguarda la reazione di Renzi, si tratta di “un atto dovuto, convocare l’ambasciatore americani in questi casi e’ prassi. Quello che a noi interessa e’ che il governo Renzi dia ben altri segnali. Da anni chiediamo che venga istituita una commissione di inchiesta parlamentare che faccia luce sui drammatici eventi che portarono alla caduta del governo Berlusconi nel 2011. Sembra che a nessuno interessi capire davvero che cosa accadde, quando ormai abbiamo ovunque elementi che dimostrano che ci fu una congiura che mirava chiaramente a sostituire il governo Berlusconi. Bisogna capire- ha concluso- quali siano davvero i meccanismi all’interno dei quali un popolo puo’ dirsi sovrano”.

23 febbraio 2016

Wikileaks, rammarico ma non stupore

deborah bergamini tg1 290115(ANSA) – ROMA, 23 FEB – “Rammarico, ma non stupore”. Sono queste le parole con le quali Deborah Bergamini, responsabile comunicazione di Forza Italia, commenta le notizie pubblicate oggi da Repubblica e l’Espresso sulle intercettazioni ai danni del Presidente Berlusconi e di membri del suo staff nelle settimane precedenti alla caduta del suo Governo. “Nulla di nuovo, purtroppo. Ma un’ulteriore conferma, se mai ce ne fosse stato bisogno, che l’ultimo governo scelto dagli italiani è stato abbattuto senza rispettare le regole della democrazia né della sovranità nazionale italiana. Da anni denunciamo una vera e propria sospensione della sovranità popolare nel nostro paese, che ha avuto inizio proprio con la caduta del Governo Berlusconi. Rimane il forte disappunto per comportamenti non compatibili con un corretto rapporto fra paesi amici ed alleati. Ma soprattutto rimane lo stupore e l’amarezza per il fatto che, come osserva l’Espresso, nessuno dei successivi Governi italiani e nessuna Procura della Repubblica ha mai ritenuto di doversi occupare di queste vicende, come se tutto fosse normale nella storia italiana degli ultimi anni. Per la sinistra italiana anche la sovranità nazionale si può calpestare, se questo serve a colpire l’avversario politico”, conclude. (ANSA).

 

15 luglio 2015

Intercettazioni: dopo 20 anni di malcostume finalmente Pd si indigna, ma solo perché toccato il suo segretario e premier

deborah bergamini sky tg 24Finalmente il Pd batte un colpo sulle intercettazioni, si indigna, denuncia la grave diffusione sui media di conversazioni non penalmente rilevanti e annuncia un’inchiesta in corso. E dopo vent’anni che questo malcostume avviene impunemente ai danni di Silvio Berlusconi, cosa ha scatenato la reazione dei ‘democratici’?

Ovviamente il fatto che sia stato toccato il loro segretario e premier. Fino a quando esisteranno due Italie, una in cui le leggi si applicano e una in cui si interpretano, nessun reale cambiamento, per quanto evocato in modo suggestivo, potrà mai verificarsi.

5 marzo 2015

Berlusconi: diffusione intercettazioni conferma anomalia funzionamento circuito mediatico-giudiziario

articolo 15 costituzione segretezza corrispondenza

Pubblicare testi e registrazioni di intercettazioni telefoniche private è un’indecenza che conferma, una volta di più, l’arretratezza della nostra democrazia e l’anomalia nel funzionamento del circuito mediatico-giudiziario italiano.

Con la diffusione di atti giudiziari a beneficio della stampa, per giunta secondo tempistiche sempre assai sospette, si tenta da anni di orientare l’opinione pubblica. In questo caso, addirittura riproponendo intercettazioni di un parlamentare i cui contenuti erano già noti. Tutto ciò, in spregio al diritto e ad ogni forma di riservatezza. Non ci stancheremo mai di denunciare questa piaga indegna di un Paese civile.

21 luglio 2014

Processo Ruby: quanto successo non capiti più a nessuno, nemmeno al peggior nemico

deborah bergamini fatti e misfatti tgcom 24Il cosiddetto processo Ruby è stato montato dai media come forse nessun altro nella storia repubblicana: abbiamo letto e ascoltato quintalate di moralismo d’accatto, con racconti che hanno fatto il giro del mondo, infangando non solo Silvio Berlusconi, come persona e come premier, ma anche l’intero Paese e la sua credibilità internazionale.

Si è frugato in lungo e in largo nella vita privata delle persone coinvolte a vario titolo, in violazione della privacy e del buon senso. Ora, dopo l’assoluzione di Berlusconi, dovremmo metterci tutto questo alle spalle, facendolo cadere nel dimenticatoio senza parlarne più? Non è possibile. È necessario riflettere e analizzare bene ciò che è accaduto affinché non capiti più a nessuno, nemmeno al peggior nemico, quello che e’ successo a Berlusconi.

24 ottobre 2013

Datagate, notizie allarmanti. Si apra riflessione su tutela confini virtuali

Deborah Bergamini Fondazione De GasperiSe confermate, le dichiarazioni di Gleen Greenwald sullo spionaggio nei confronti del governo italiano e di altri governi europei sarebbero a dir poco allarmanti. Chiediamo al nostro governo e alle istituzioni comunitarie di far sentire la propria voce in ogni sede diplomatica affinché si arrivi quanto prima ad un chiarimento definitivo della vicenda.

E’ inoltre quantomai importante una seria riflessione non solo sulla protezione dei dati ma, più in generale, sul tema della sicurezza nazionale: così come in passato sono stati definiti spazi fisici territoriali attraverso l’individuazione di confini geografici per gli stati sovrani, nell’epoca degli spazi digitali è indispensabile individuare nuovi confini virtuali entro i quali la sovranità e la privacy di governi e cittadini possano essere davvero tutelate“.

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7 marzo 2013

Unipol è sentenza esemplare di doppiopesismo italiano

Debora Bergamini BerlusconiIn un Paese in cui è consentito, da anni, fare strame delle più elementari regole di civiltà giuridica, con giornali che scaraventano in pasto alla pubblica opinione intercettazioni e brogliacci senza alcuna tutela per la dignità dei cittadini, e in cui il segreto istruttorio e la rilevanza penale sono criteri da usare con disinvoltura a seconda che riguardino avversari o compagni politici, è curioso che proprio Silvio Berlusconi, la carica istituzionale più intercettata della storia repubblicana, venga condannato per concorso in violazione del segreto istruttorio. Proprio lui, le cui intercettazioni, con relativi i file audio, sono finite su tutti i giornali, tv e siti internet, è probabilmente ad oggi il primo e unico condannato in Italia per aver concorso alla pubblicazione di un’intercettazione.

Così Deborah Bergamini, deputato Pdl, commenta la sentenza relativa al caso Unipol.

E’ senz’altro una sentenza esemplare che sicuramente crea un precedente per casi futuri di pubblicazioni illecite di intercettazioni. Ma è esemplare anche per tutti i cittadini italiani non faziosi cui è offerta l’ennesima occasione per comprendere quale sia il gioco messo in campo da certa magistratura politicizzata in un paese in cui vige indisturbata la dittatura del doppiopesismo” ha concluso Bergamini.

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23 gennaio 2013

Falso quanto scrive Repubblica, non sono indagata e ho casellario giudiziario intonso!

Cari amici, Deborah Bergamini congresso ppe bucarest 2012

oggi il quotidiano “La Repubblica” torna a chiamarmi in causa ancora una volta, come indagata, all’interno di un articolo intitolato “Formigoni, Verdini, Lombardo – quegli indagati graziati dal Cavaliere“, pagina 4.

Ci tengo a dire a voi che non sono indagata di un bel nulla, che il mio casellario giudiziario è intonso e che quanto scritto da Repubblica sul mio conto è falso.

Colgo però l’occasione, l’ennesima in realtà, per tornare a spiegare l’episodio a cui di frequente fa riferimento il quotidiano del gruppo De Benedetti quando si occupa di me.

Il 21 novembre 2007, Repubblica diffonde i brogliacci di alcune mie conversazioni telefoniche teorizzando che, assieme ad altri, io, all’epoca vicedirettore marketing della Rai, abbia collaborato a ritardare la diffusione televisiva dei dati elettorali delle elezioni regionali 2005 allo scopo di occultarne l’esito.

Ci tengo anche a dire che ero stata intercettata all’interno di un’indagine che non mi riguardava, e nella quale non ero pertanto indagata.

Il 14 dicembre 2007, tre esponenti del Pd, Francesco Ferrante, Esterino Montino e Marco Lion, presentano una denuncia alla magistratura romana per il reato di interruzione di pubblico servizio. La magistratura apre dunque un’inchiesta, su me e altri colleghi.

Il 25 settembre 2008, il pm responsabile delle indagini procede ad una richiesta di archiviazione, che arriva l’1 dicembre 2008, su decreto del giudice per le indagini preliminari.

Si conclude così, oltre quattro anni fa, questa vicenda. Da allora non sono mai più stata indagata per alcunché.

Mi piacerebbe che questo post potesse servire per chiarire una volta per tutte come sono andate le cose. Anche se sono consapevole che è come provare a svuotare il mare con un cucchiaino.

20 dicembre 2012

Unipol, verrebbe da sorridere se non ci fosse da preoccuparsi seriamente per giustizia in Italia

Stupisce, e al contempo era scontata, la richiesta di un anno di reclusione per Silvio Berlusconi nell’ambito del processo Unipol”. Lo dichiara l’on. Deborah Bergamini, Pdl, presidente della sottocommissione Media del Consiglio d’Europatribunale giustizia magistrati popolo responsabilità civile mediazione

Prosegue la deputata azzurra: “non si può che essere solidali con il Presidente Berlusconi che, ormai da anni, è il bersaglio preferito delle Procure. In questo caso, poi, verrebbe da sorridere se non ci fosse da essere seriamente preoccupati dello stato della giustizia italiana. E’ ironico, infatti, che l’uomo più intercettato d’Italia, nel Paese in cui le ‘fughe di notizie’ sono la regola e le intercettazioni coperte da segreto istruttorio sono pacificamente squadernate su tutti i giornali, sia anche l’unico a ricevere una richiesta di condanna proprio per la pubblicazione di un’intercettazione. Ma, del resto, anche dopo il caso Sallusti, è diventata palese la distorsione delle regole da applicare nel rapporto tra giustizia e cosiddetta informazione.

 

 

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