Posts tagged ‘islam’

21 aprile 2017

Terrorismo: più controlli e misure a livello internazionale

Card Berg
Dopo il nuovo attentato che ha colpito la Francia, due tunisini sono stati espulsi dall’Italia dopo aver manifestato adesione allo Stato Islamico. Non è più possibile sottovalutare la questione, nella lotta al terrorismo diventa necessaria la predisposizione di misure immediate volte a garantire la sicurezza e più controlli, anche a livello internazionale. Solo assumendo una posizione chiara e severa riusciremo a difendere la democrazia costruita con la fatica ed il sangue delle generazioni che ci hanno preceduto.
30 settembre 2015

Isis: governo è ‘re tentenna’ indeciso a tutto, mentre servono azioni tangibili

Deborah BergaminiAl di là delle ovvie considerazioni che Isis è il male e va combattuto, il Governo ci sembra indeciso a tutto, una sorta di “re tentenna” incapace di assumere iniziative in un senso o nell’altro.
Alla luce di ciò che sta avvenendo in Siria sarebbe opportuno che il Governo informasse compiutamente il Parlamento (non bastano due minuti al question time) e il Paese sulle sue intenzioni, ovvero se e in che misura si sta adoperando presso gli organismi internazionali affinché si costituisca una coalizione contro l’Isis e con che mezzi e risorse intende supportare la medesima. Mai come in questo caso, non bastano le parole ma occorrono azioni tangibili.

8 settembre 2015

Lotta all’Isis: governo prenda una posizione chiara

Deborah BergaminiDavanti alle iniziative annunciate dai governi di Francia e Gran Bretagna nella lotta contro l’Isis, il Governo italiano non può esimersi dal prendere una posizione chiara e netta e venirla a spiegare in Parlamento. Al momento l’atteggiamento del Governo è incomprensibile.

Il premier Renzi ha affermato che non è d’accordo con i raid aerei che Francia e Gran Bretagna stanno predisponendo contro l’Isis e che l’Italia quindi non vi parteciperà. Al contempo, però, il Governo italiano non farà nulla per dissuadere Francia e Gran Bretagna e impedire che questi raid avvengano. E’ come dire che siamo d’accordo a fare la guerra all’Isis, purchè siano gli altri Paesi, e non il nostro, a farla. Credo che ciò costituisca un ulteriore declassamento del nostro Paese e delle nostre Forze Armate sullo scacchiere politico internazionale. 

2 settembre 2015

Finalmente governo si è accorto che è errore isolare Russia. Ora cambi passo

Deborah BergaminiIeri il Ministro Pinotti ha definito “incomprensibile” l’escalation con la Russia. Meglio tardi che mai. Il governo pare essersi reso finalmente conto che isolare la Russia è strategicamente miope non solo per gli effetti – gravissimi – che ha sul nostro export, ma anche da un punto di vista geopolitico globale. Da sempre ripetiamo che Mosca deve essere un alleato, non un nemico dell’Occidente, un alleato ineludibile se vogliamo – come dobbiamo – fronteggiare l’avanzata del terrorismo islamico e dell’Isis, stabilizzare il medio oriente e gestire i flussi migratori impazziti.La scelta del governo Renzi di adeguarsi alla linea politica – e alle esigenze – di altri paesi ha portato solo frutti negativi per noi e, come riconosce la stessa Pinotti, nessuna “solidarietà” di ritorno sul tema dell’immigrazione. Speriamo che dopo la presa d’atto – seppur tardiva – arrivi un netto cambio di passo e strategia.

1 luglio 2015

Lotta al terrorismo è anche culturale. E preoccupa situazione in Toscana

deborah bergamini fatti e misfatti tgcom 24Le operazioni antiterrorismo di oggi sollevano una quantità di interrogativi preoccupanti sulla reale situazione della nostra sicurezza. Un elemento su tutti: l’arresto di quattro italiani convertiti all’Islam. Nella diffusione del fondamentalismo religioso, che utilizza molteplici canali e non ultimo quello digitale, c’è un ribaltamento dell’universo valoriale delle società occidentali che trova, evidentemente, anche da noi terreno fertile. Per questo, se da un lato non è più procrastinabile un’iniziativa internazionale contro il terrorismo fondamentalista, dall’altro è necessaria una vera e propria offensiva culturale. L’arretramento rispetto ai nostri valori, in virtù di un malinteso concetto di multiculturalismo e integrazione, rischia infatti di aprire la strada al contagio dell’odio.

L’altro fattore che emerge è il rischio di radicamento territoriale del fondamentalismo. Gli arresti nel grossetano, uniti ai precedenti come l’allontanamento dell’Imam di Capannori e le ripetute perquisizioni in tutta la Toscana nei mesi scorsi, suggeriscono come la regione stia diventando, purtroppo, terreno di coltura del jihadismo. Una circostanza che non può non suscitare una seria reazione della politica, anche locale, a supporto del già eccellente lavoro delle Forze dell’Ordine.

26 giugno 2015

Lione: emergenza terrorismo va affrontata con più determinazione e coesione in Europa

Con l’attentato di Lione, il nostro Continente si scopre, ancora una volta, vulnerabile. Ai cittadini francesi va tutta la nostra solidarietà per questo ennesimo, drammatico episodio di terrore, che è diretto, evidentemente, non già contro la sola Francia ma contro l’intero mondo occidentale, i suoi valori, la sua libertà.

C’è una strategia che mira a non farci sentire sicuri proprio in quanto europei e donne e uomini liberi. Ed è contro questa strategia che serve una reazione comune, identitaria, che riaffermi i principi su cui si basa la nostra società e sia in grado di tutelarli in maniera efficace. Purtroppo finora troppo poco è stato fatto a livello europeo e internazionale per affrontare davvero il problema del terrorismo a matrice fondamentalista, e i governi sono costretti a inseguire un’emergenza che va invece affrontata in modo determinato e coeso.

23 aprile 2015

Lo Porto: vicinanza ai familiari ma grave il ritardo della notizia

Deborah Bergamini congresso ppe bucarest 2012Se il governo è stato informato ieri della morte di Giovanni Lo Porto, deve spiegare perché, dopo aver informato i familiari, non ne abbia data immediata comunicazione pubblica. Il fatto, poi, che il tragico raid sia avvenuto a gennaio, cioè diversi mesi prima che il premier venisse messo a conoscenza dell’accaduto, fa maturare più di una domanda sul ruolo e sulla considerazione internazionale del nostro Paese. Aspettiamo di sapere con precisione cosa è accaduto e il perché di questi ritardi, ma oggi è senz’altro il giorno del dolore e della vicinanza alla famiglia del nostro connazionale.

22 aprile 2015

Lunedì alla Camera parliamo di Iran. Vi aspetto!

locandina iran corretta

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27 marzo 2015

Espulsione Imam di Capannori conferma che estremismo islamico è pericolo reale anche in Italia

Deborah Bergamini congresso ppe bucarest 2012L’espulsione dell’Imam di Capannori è la conferma – la seconda nel giro di pochi giorni – che l’estremismo islamico ha ormai messo radici in Italia e ha già avviato un’opera di pericoloso proselitismo.

Questo allontanamento, è però anche testimonianza di quanto sia importante l’attento monitoraggio dei centri religiosi islamici, possibili luoghi di diffusione del pensiero estremista. E questo, a differenza di quanto sostiene il multiculturalismo superficiale e buonista professato per anni dalla sinistra, non è sinonimo di pregiudizio, ma un inevitabile momento di prevenzione a tutela dell’incolumità dei cittadini.

Abbiamo davanti una sfida, quella di individuare un modello di integrazione che, pur non sottraendo il nostro Paese al dovere dell’accoglienza, metta in primo piano, oggi più che mai, la sicurezza degli italiani, e dobbiamo saperla affrontare.

25 marzo 2015

Isis: operazione antiterrorismo di stamani dimostra che Italia è vulnerabile. Governo riferisca

L’operazione antiterrorismo di questa mattina in diverse regioni italiane conferma che i nostri peggiori timori sono ormai realtà: senza voler cedere all’allarmismo, è infatti innegabile che l’Isis è già dentro i nostri confini nazionali. Nascondercelo sarebbe un gravissimo errore.

Il pericolo che viviamo, il rischio che stanno correndo la nostra cultura e i nostri valori, è tutto in quei due giovanissimi ragazzi che sono stati coinvolti dalle operazioni della Polizia. Il primo, cittadino italiano di origine marocchina, autore di un documento di propaganda dello Stato Islamico diffuso sul web; il secondo, italo-tunisino della provincia di Como, convinto a sposare la causa del Califfato tramite Internet. 

Non intendiamo banalizzare né generalizzare questi fatti, ma è evidente che stanno emergendo tutte le falle di un modello di integrazione proposto da una certa ideologia dell’accoglienza superficiale e permissivista

E’ ora dovere del governo riferire alle Camere su quanto accaduto, perché la vulnerabilità dell’Italia alla minaccia terroristica è oggi più evidente che mai.

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