Posts tagged ‘Istat’

10 marzo 2017

Lavoro: aumenta gender gap occupazione, preoccupata per Toscana

europaI dati Istat confermano ciò che abbiamo denunciato in occasione dell’8 marzo: per il secondo anno consecutivo aumenta il gap tra tasso di occupazione maschile e femminile. Secondo i dati Istat disponibili (serie storiche 1977-2016) non era mai accaduto nella storia del nostro Paese. 
Occorre senz’altro una riflessione su questa preoccupante frenata verso la parità di genere soprattutto in quelle zone del Centro e del Sud che hanno fatto registrare un maggiore aumento di questo divario. Da toscana sono anche preoccupata per i dati che riguardano le donne della mia regione. Se nel 2015 a fronte di 71,2 occupati c’erano 58,5 occupate (12,7 punti di gap), nel 2016 a fronte di 72,4 lavoratori le lavoratrici scendono a 58,4 (14 punti di gap). Le cose, per le donne toscane, vanno anche peggio se si guarda ai dati sulla disoccupazione: si passa dal 9,7% del 2015 al 10,8% del 2016 (nello stesso periodo la disoccupazione maschile è lievemente diminuita). Mi auguro che si intervenga a livello nazionale e locale per far sì che l’avanzamento verso la parità di genere riparta.
17 novembre 2016

Governo, la nostra operazione verità smaschera le bugie di Renzi

bergamini_blog

Abbiamo pensato che, nel momento in cui Renzi spegne le candeline dei suoi primi mille giorni da premier non eletto, fosse giusto far vedere che nel frattempo è l’Italia che si sta spegnendo piano piano.

I numeri che abbiamo parlano di una verità che Renzi non mostra nelle sue slide. Quando si registra che in un solo anno ci sono circa un milione di nostre concittadine e nostri concittadini che diventano poveri, non c’è narrazione che tenga: questi sono dati oggettivi dell’Istat.  E sono 1.380.030 gli italiani che lavorano pagati con i voucher, il doppio di prima, un altro dato che smonta la leggenda renziana, quella di aver dato stabilità al lavoro: non è vero. Quello che sta succedendo è che il Jobs Act ha dimostrato di non funzionare, perché quando vengono meno gli incentivi esso risulta fallimentare, mentre aumentano quelli che si possono definire lavoratori precari. Il ricorso ai voucher nei primi mesi del 2016 è aumentato di quasi il 35 per cento, ciò ci dice che il precariato è di sinistra perché questi mille giorni di governo Renzi non hanno fatto crescere l’occupazione stabile, se non per una fascia over 50 di lavoratori, ma hanno fatto aumentare sicuramente il lavoro precario.

2 settembre 2016

Istat, ormai è ufficiale. Il Paese è fermo

IstatOrmai è ufficiale. Il Paese è fermo. Nel secondo trimestre di quest’anno non c’è stata alcuna crescita. Davanti a questi dati un Governo serio cambierebbe politica economica. Il Governo Renzi invece vorrebbe cambiare l’Istat.

30 agosto 2016

Istat, Pd esulta per dati già superati

Deborah Bergamini convegnoE’ davvero inspiegabile l’euforia del Pd per i dati resi noti oggi dall’Istat sul commercio al dettaglio e sul fatturato dei servizi. Sono numeri che si riferiscono al mese di giugno mentre sempre l’Istat, ieri, ha diffuso dati ben più allarmanti ed aggiornati ad agosto sul peggioramento della fiducia sia tra i consumatori sia tra le imprese, passata per i primi da 111,2 di luglio a 109,2 del mese in corso e per le seconde scesa da 103,0 a 99,4 nell’identico arco temporale. Siamo ben lieti che a giugno le vendite al dettaglio abbiano registrato un incremento congiunturale dello 0,2% in valore e dello 0,1% in volume, ma, come sottolinea l’Istat, l’aumento non è dovuto alle vendite di prodotti alimentari che anzi hanno registrato una flessione dello 0,1% sia in valore che in volume. Non c’è quindi proprio nulla di cui andar fieri perché la diminuzione della spesa alimentare è un segno tangibile dell’impoverimento delle famiglie italiane. Infine sono passati pressoché sotto silenzio i dati forniti dall’Ocse il 25 agosto che ha registrato fra i Paesi Ocse un rallentamento medio del pil nel secondo trimestre dello +0,3% congiunturale rispetto allo +0,4% del trimestre precedente, mentre in Italia l’economia si è fermata a quota zero dallo +0,3% del trimestre precedente. Come il Pd possa esultare ed esaltare la politica del Governo davanti alla crescita zero, alla stagnazione economica del nostro Paese, è davvero fuori da ogni logica ed è un atteggiamento dettato esclusivamente da motivazioni propagandistiche.

29 luglio 2016

Lavoro, se crescono occupati indipendenti allora Jobs Act non funziona

IstatI dati Istat sul numero degli occupati a giugno, rispetto a maggio, dimostrano in maniera chiara che l’andamento dell’occupazione nulla ha a che fare con il Jobs Act, perché a crescere sono gli occupati indipendenti e non quelli dipendenti. Visto che la finalità del Jobs Act era quella di creare lavoro dipendente, i dati Istat confermano proprio il contrario, e cioè che molti Italiani, vedendo che terminati gli incentivi le aziende non assumono più, si sono messi in proprio e scommettono su loro stessi e non sulle politiche del lavoro del Governo. E anche, come sappiamo, che è aumentato in modo sproporzionato il ricorso ai voucher, i buoni lavoro ormai utilizzati anche per pagare lavoratori non saltuari. Inoltre, è in tutto il continente che sta diminuendo la disoccupazione, tanto è vero che quella giovanile a giugno è scesa al 18,5% nell’Unione Europea a 28 Stati, mentre in Italia la disoccupazione giovanile è al 36,5%, cioè doppia rispetto alla media Ue. Pertanto appare davvero fuori luogo l’euforia del Pd.

20 maggio 2016

Istat, Renzi dice numeri a caso sui posti di lavoro

Deborah Bergamini ascolta

Luogo che va, numero che dice. Renzi a seconda di dove parli dice cifre diverse sui posti di lavoro che grazie al suo Governo sarebbero stati creati. Il 21 febbraio scorso, nel corso dell’assemblea del Pd, Renzi ha detto che in un anno i posti di lavoro sono aumentati di 764mila unità. Poi evidentemente ci ha ripensato ed ha abbassato il tiro e, durante il “Matteo risponde” di tre giorni fa, ha parlato di 400 mila posti di lavoro, in due anni e non più in uno. Oggi l’Istat ha rivisto ancora di più al ribasso la cifra, parlando di 186 mila occupati in più nel 2015 rispetto all’anno precedente. Insomma il presidente del Consiglio distorce i numeri reali a suo piacimento ma la cosa più grave è che molti organi di informazione, anche del servizio pubblico, glielo consentano senza obiettare.

 

21 febbraio 2016

Governo, dati Istat smentiscono Renzi

>Deborah Bergamini con Silvio BerlusconiQuando il presidente Berlusconi fu costretto a lasciare il governo, sotto i colpi dei nemici dell’Italia e della democrazia, il tasso di disoccupazione generale era all’8,5 per cento e quello giovanile al 29,2. Oggi, invece, dopo due anni di governo Renzi, il tasso di disoccupazione generale è all’11,4 per cento e quello giovanile al 37,9 per cento. Sono i dati ufficiali Istat, non le slide del governo. Renzi dovrebbe mostrare più rispetto verso il presidente Berlusconi, la verità e l’intelligenza degli italiani.

7 gennaio 2016

Lavoro, ancora altissima la disoccupazione giovanile in Italia

Deborah Bergamini intervistataC’è un eccessivo e immotivato entusiasmo del Governo e del Pd nella lettura dei dati provvisori dell’Istat su occupati e disoccupati. Nel periodo settembre-novembre 2015, rispetto ai tre mesi precedenti, è vero che l’Istat registra una diminuzione dei disoccupati, ma al contempo anche un lieve calo delle persone occupate e soprattutto un consistente aumento degli inattivi, di coloro cioè che non hanno un lavoro ma neppure lo cercano più. La situazione occupazionale in Italia non è quindi soddisfacente, a maggior ragione se confrontata con quella degli altri Paesi Ue. Se pensiamo alla disoccupazione giovanile, infatti, secondo i dati Eurostat resi noti oggi, il tasso di disoccupazione giovanile è al 22,5% nell’Eurozona e al 20% in Ue, mentre in Italia è al 38,1%, quindi ad una percentuale quasi doppia. Considerato che anche il Pil in Italia cresce con un ritmo molto inferiore rispetto alla media europea, purtroppo non c’è affatto da gioire.

22 dicembre 2015

Russia, anche Istat conferma danno sanzioni

Deborah BergaminiSecondo i dati Istat sul Commercio estero extra Ue, nei primi undici mesi del 2015, rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, le esportazioni di prodotti Made in Italy in Russia sono crollate del 25,9% per effetto dell’embargo russo a seguito delle sanzioni imposte dalla Ue. Proprio ieri abbiamo discusso alla Camera una mozione di Forza Italia nella quale si chiedeva al Governo di impegnarsi a ridiscutere nell’ambito dell’Unione europea e a riconsiderare la posizione dell’Italia con riguardo alle sanzioni comminate alla Federazione Russa perché del tutto controproducenti per la lotta contro il terrorismo e dannose per l’economia del nostro Paese. Purtroppo la maggioranza, su parere del Governo, ha bocciato tale mozione, evidentemente inconsapevole, o addirittura incurante, dei danni che ne derivano per la nostra economia quantificati, secondo stime di Coldiretti, in 20 milioni di euro al mese di mancate esportazioni nel solo settore agroalimentare.

5 dicembre 2015

Al Pd manca il coraggio

Deborah Bergamini convegnoE’ curioso che il Pd abbia voluto chiamare la sua manifestazione del weekend ‘Italia coraggio!’ dal momento che proprio ai democratici è mancato fino a questo momento il coraggio di politiche incisive, con il risultato che il Paese è bloccato sullo zero virgola, come ha confermato ieri l’Istat, con un Pil in crescita appena dello 0,2 per cento nel quarto trimestre. Al Governo e al Pd è mancato il coraggio di una posizione forte e netta in campo internazionale contro l’Isis da un lato e per far tornare liberi i nostri due marò dall’altro, il coraggio di abbassare le tasse, il coraggio di tagliare la spesa pubblica improduttiva. Al Pd è mancato anche il coraggio di un confronto corretto e a viso aperto con l’opposizione sulle riforme costituzionali e sulla legge elettorale, avendo invece preferito approvarsele da solo grazie ad alcuni transfughi del centrodestra. Prima di chiedere coraggio agli altri bisognerebbe innanzitutto dimostrare di avercelo da sé.

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