Posts tagged ‘italicum’

6 febbraio 2017

Legge Elettorale, senza le motivazioni della Consulta il dibattito è limitato

leggeFino a quando non arriveranno le motivazioni della sentenza in base alle quali la Consulta ha parzialmente bocciato l’Italicum, il dibattito sulla nuova legge elettorale sarà con tutta evidenza incompleto e limitato. Per evitare di incappare nuovamente in una legge elettorale incostituzionale, bisognerà necessariamente prima leggere queste motivazioni e poi provvedere ad armonizzare tra loro le leggi elettorali di Camera e Senato. E partendo da un chiaro principio ispiratore: la maggioranza in Parlamento dovrà corrispondere alla volontà della maggioranza degli italiani.

26 gennaio 2017

Italicum, per M5S le leggi le fanno i giudici

italicumI grillini hanno una voglia matta di andare a votare ma poi una volta eletti in Parlamento non possono parlare, se non autorizzati da Grillo, e preferiscono che a fare le leggi siano i giudici e i tribunali e non le Camere. I grillini inneggiano a Rousseau ma forse ignorano l’esistenza di Montesquieu e della teoria della separazione dei poteri. È il Parlamento che fa le leggi, è il Parlamento che deve rendere omogenee le leggi elettorali per la Camera e per il Senato che dopo la sentenza della Consulta risultano contraddittorie fra di loro e, se applicate, non darebbero al Paese alcuna maggioranza di Governo stabile. Siamo sempre più convinti che Grillo sia interessato soltanto a vincere ma non gli interessi affatto governare, come dimostra del resto l’esperienza impalpabile della giunta Raggi a Roma.

19 dicembre 2016

Governo: Anche del Jobs Act non resterà nulla

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Il Jobs Act non funziona: è stato bocciato dai numeri e presto sarà bocciato dal referendum; la riforma della scuola non era poi così ‘buona’ se il ministro dell’istruzione è stato l’unico a non essere riconfermato nell’attuale governo; la riforma costituzionale è stata respinta a stragrande maggioranza dai cittadini; l’Italicum sarà verosimilmente cassato dalla Consulta ancor prima di essere mai utilizzato. Siccome del governo Renzi rimarrà poco, oltre alle slide, è meglio che della nuova legge elettorale si occupi il Parlamento e non la segreteria del Pd.

6 dicembre 2016

L. Elettorale: M5S vuole legge a suo favore

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Il Pd voleva una Costituzione su misura per i suoi interessi e ha lacerato il Paese con il referendum. Ora è il M5S a volere una legge elettorale per i suoi interessi, diventando all’improvviso favorevole all’Italicum dopo che per mesi i grillini si sono dichiarati assolutamente contrari. Noi, invece, continuiamo a pensare che prima di tutto vengano gli interessi dell’Italia e degli italiani e non i capricci dei partiti, per cui occorre una legge elettorale condivisa e non imposta dagli uni contro gli altri.

14 novembre 2016

Referendum, riforma e italicum sono come cerino acceso e benzina

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Spesso in queste ultime settimane i cittadini hanno sentito parlare di “combinato disposto” fra riforma costituzionale e legge elettorale. Qualcuno si sarà domandato: ma cosa significa? Nulla di difficile, è facilmente spiegabile.

Le leggi non vivono isolate l’una dalle altre ma vivono nello stesso momento e si applicano nello stesso istante. Cosicché può capitare che due leggi, applicandosi insieme, anche se magari prese singolarmente sono buone, congiuntamente producono un risultato cattivo, se non addirittura pericoloso. Ad esempio, c’è a chi piace al mattino prendere un bicchiere di latte, chi preferisce magari una spremuta d’arance. Ma se si uniscono nello stesso bicchiere la spremuta di arance con il latte il risultato sarà un miscuglio indigesto. Ecco cosa significa quando diciamo che il combinato disposto fra la riforma costituzionale del Governo e la legge elettorale detta Italicum è una cosa negativa e pericolosa, perché queste due leggi insieme non funzionano e producono effetti nocivi per la nostra democrazia. Che cosa si verificherebbe il 4 dicembre se dovesse vincere il Sì e quindi se la riforma costituzionale fosse applicata insieme alla legge elettorale tuttora vigente? Avremmo che un solo partito, qualunque esso sia, il partito che vince le elezioni, anche con un modesto consenso elettorale, diciamo con il consenso di 1 italiano su 6 di quelli che hanno diritto al voto, otterrebbe la maggioranza assoluta dei seggi nell’unica Camera che fa le leggi e diventerebbe il padrone di tutto. Come? Facciamo qualche esempio. L’art. 78 della Costituzione, nella riforma proposta dal Governo, dice che la Camera dei deputati delibera a maggioranza assoluta lo stato di guerra. Fino ad ora, occorreva che una coalizione di partiti potesse decidere una cosa così grave e importante, invece con la riforma del Governo e con l’Italicum, se ad esempio dovessero vincere i 5 stelle, Grillo da solo potrebbe fare entrare l’Italia in guerra. Vi rendete conto? Oppure pensate all’articolo 64 della Costituzione, che dice che ciascuna Camera adotta il proprio regolamento a maggioranza assoluta dei suoi membri. Siccome sarà un solo partito ad avere la maggioranza assoluta nella prossima Camera, grazie al premio attribuito dall’Italicum, sarà questo partito a decidere come cambiare il regolamento, cioè le regole del gioco, e magari sciogliere, o impedire la costituzione, degli altri gruppi parlamentari che si oppongono al Governo. Capite il pericolo della riforma costituzionale e dell’Italicum messi insieme? È una miscela esplosiva, sono due cose che non possono andare insieme: è come avvicinare un cerino acceso ad una tanica di benzina. Voi ve la sentireste di correre questo rischio? Noi NO.

 

 

11 novembre 2016

Referendum, Berlusconi ha dato il voto agli italiani all’estero e Renzi lo toglie

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È stato il governo di centrodestra, presieduto da Silvio Berlusconi, a riconoscere il diritto di voto agli Italiani residenti all’estero, quello stesso diritto che ora Renzi, con la sua riforma costituzionale e con l’Italicum, vorrebbe togliere o comunque limitare.

La lettera inviata da Renzi agli Italiani all’estero oltre ad essere un mezzo scorretto che falsa la leale competizione referendaria, contiene tante falsità e omette alcune verità. Con la riforma costituzionale, infatti, gli Italiani all’estero non potranno più eleggere i loro senatori e rischiano di non poter votare all’eventuale ballottaggio previsto dall’Italicum. Anche a chi si oppone alla riforma deve essere consentito di poter comunicare le ragioni del No ai nostri connazionali all’estero altrimenti la partita referendaria è truccata in partenza.

17 ottobre 2016

Referendum, con Sì e Italicum aumentano costi politica

referendumChi ha detto che la riforma costituzionale fa diminuire i costi della politica? Con il Sì al referendum e l’Italicum il partito che vince potrebbe aumentarsi il finanziamento pubblico a suo piacimento. Secondo l’articolo 64 della Costituzione la Camera adotta il proprio Regolamento a maggioranza assoluta dei suoi membri ma, se in ogni Legislatura fino ad oggi è stato necessario l’accordo di più partiti per modificarlo, nella prossima Legislatura con l’Italicum un solo partito avrà da solo la maggioranza assoluta dei deputati e la possibilità di cambiare come vuole tale Regolamento. Potrebbe ad esempio decidere di triplicare il contributo finanziario, con i soldi pubblici, dovuto ai gruppi parlamentari o stabilire addirittura che abbia diritto a questo finanziamento solo il gruppo parlamentare del partito che ha vinto le elezioni. Insomma, con questa riforma costituzionale e l’Italicum chi vince si prende tutto: oltre alla democrazia anche la cassa e sarebbe tutto formalmente ineccepibile, anche se politicamente illiberale.

11 ottobre 2016

Italicum: cambiarlo non è gentile concessione del premier

L’Italicum, per chbergamini_italicumi se lo fosse dimenticato, è stato approvato “manu militari” dal Governo, con voto di fiducia e discussioni parlamentari notturne. Solo dopo il referendum si affronterà la modifica della legge elettorale e non sarà per gentile concessione del premier o del Pd, specie se, come crediamo, vincerà il No, ma perché ormai lo chiede tutto il Parlamento.

12 aprile 2016

Riforme, Costituzione piegata a interessi di parte

La Costituzione è stata piegata ad interessi di una sola parte mentre avrebbe necessitato di una condivisione fra tutte le forze politiche. Una riforma siffatta, che guarda più al Governo di oggi che non all’Italia di domani, che divide più che unire, è destinata a vita breve.

La maggioranza ha sprecato una occasione importante perché da parte delle opposizioni c’era la più ampia disponibilità al confronto per migliorare il testo, eppure, il dibattito è stato solo e tutto interno ai democratici, come se la Costituzione fosse lo statuto del Pd e non la Carta fondamentale di tutti i cittadini. Il premier, infine, ha voluto caricare la riforma di un ulteriore motivo di attrito, dipingendo il referendum confermativo come un giudizio, prendere o lasciare, sulla sua persona. Ebbene siamo certi che i cittadini con il voto referendario si libereranno simultaneamente sia del Governo della sinistra che della sua mal riuscita riforma costituzionale.

 

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23 novembre 2015

Italicum, Pd l’ha cambiato a suo piacimento

deborah bergamini a fiuggi  europa che vogliamoSe è giusto, come dice il ministro Boschi, non cambiare le leggi elettorali in base ai sondaggi, è ancora più giusto che non vengano cambiate ad uso e consumo del governo e del partito di maggioranza relativa pro tempore. Il ministro Boschi sa perfettamente che l’Italicum, che la sinistra ha votato da sola ricorrendo addirittura al voto di fiducia, non era affatto la legge elettorale frutto dell’accordo fra maggioranza e opposizione. Ognuno ha tutto il diritto di cambiare idea, meno invece di cambiare le carte in tavola.

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