Posts tagged ‘jobs act’

19 dicembre 2016

Governo: Anche del Jobs Act non resterà nulla

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Il Jobs Act non funziona: è stato bocciato dai numeri e presto sarà bocciato dal referendum; la riforma della scuola non era poi così ‘buona’ se il ministro dell’istruzione è stato l’unico a non essere riconfermato nell’attuale governo; la riforma costituzionale è stata respinta a stragrande maggioranza dai cittadini; l’Italicum sarà verosimilmente cassato dalla Consulta ancor prima di essere mai utilizzato. Siccome del governo Renzi rimarrà poco, oltre alle slide, è meglio che della nuova legge elettorale si occupi il Parlamento e non la segreteria del Pd.

14 dicembre 2016

Jobs Act: Poletti teme la sconfitta al referendum

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Fermo restando che lo scioglimento delle Camere è di esclusiva pertinenza del presidente della Repubblica, e non del ministro del Lavoro, le parole di Poletti sulla necessità di votare alle politiche prima del referendum sul Jobs Act sono un chiaro segnale di paura dopo la sonora sconfitta del 4 dicembre sulla riforma costituzionale.

Noi sosteniamo che occorra votare il prima possibile alle politiche perché bisogna ridare la parola al popolo sovrano e non, come vorrebbe Poletti, allo scopo di rimandare il referendum sul Jobs Act. D’altronde, se il Jobs Act fosse così utile, come il Governo Renzi ha sempre propagandato, allora il ministro Poletti non avrebbe nulla di cui preoccuparsi nel sentire al riguardo anche il parere dei cittadini: se non lo vuol fare è perché sa che il Jobs Act è stato assolutamente inefficace e non è servito a rilanciare l’occupazione.

18 ottobre 2016

Inps, aumentano voucher e diminuiscono contratti stabili

jobsactFra gennaio e agosto di quest’anno, rispetto allo stesso periodo del 2015, sono stati venduti il 35,9% di voucher in più e nel contempo sono diminuiti del 32,9% i contratti a tempo indeterminato. Passo dopo passo, per usare uno slogan del Governo, il Jobs Act si sta rivelando un costosissimo flop. La politica dei bonus nel lungo periodo si sta dimostrando inefficace perché per generare lavoro stabile occorre una ripresa stabile dell’economia che il Governo non riesce ad incoraggiare, tanto è vero che il Pil in Italia è di gran lunga inferiore rispetto alla media europea. Eppure il Governo, anche con l’ultima legge di bilancio, continua con questa politica di piccolo cabotaggio e l’Italia continua a navigare a vista senza nessun orizzonte da raggiungere.

12 settembre 2016

Lavoro, Renzi si ricrederà anche sul Jobs Act

renzi-cambia-ideaDopo aver cambiato opinione sulla legge elettorale, che prima era intoccabile e che invece ora si può modificare, Renzi si ricrederà anche sul Jobs Act.

Più diminuiscono gli incentivi alle imprese più diminuisce l’interesse e il vantaggio delle imprese di assumere. Solo la crescita economica può garantire occupazione stabile ma, come si sa, secondo l’Istat il Paese è fermo. I dati del secondo trimestre sul lavoro sono già superati da quelli di luglio che, come conferma lo stesso istituto di statistica, sono purtroppo negativi visto che a luglio la stima degli occupati è calata dello 0,3% rispetto al mese di giugno, ossia 63 mila occupati in meno. Insomma la tendenza positiva si è interrotta ma il Pd non se ne è ancora accorto o finge di non accorgersene.

29 luglio 2016

Lavoro, se crescono occupati indipendenti allora Jobs Act non funziona

IstatI dati Istat sul numero degli occupati a giugno, rispetto a maggio, dimostrano in maniera chiara che l’andamento dell’occupazione nulla ha a che fare con il Jobs Act, perché a crescere sono gli occupati indipendenti e non quelli dipendenti. Visto che la finalità del Jobs Act era quella di creare lavoro dipendente, i dati Istat confermano proprio il contrario, e cioè che molti Italiani, vedendo che terminati gli incentivi le aziende non assumono più, si sono messi in proprio e scommettono su loro stessi e non sulle politiche del lavoro del Governo. E anche, come sappiamo, che è aumentato in modo sproporzionato il ricorso ai voucher, i buoni lavoro ormai utilizzati anche per pagare lavoratori non saltuari. Inoltre, è in tutto il continente che sta diminuendo la disoccupazione, tanto è vero che quella giovanile a giugno è scesa al 18,5% nell’Unione Europea a 28 Stati, mentre in Italia la disoccupazione giovanile è al 36,5%, cioè doppia rispetto alla media Ue. Pertanto appare davvero fuori luogo l’euforia del Pd.

14 luglio 2016

Balneari, Governo tutela banche e dimentica imprese

spiaggeQuando a febbraio di quest’anno l’avvocato generale della Corte di Giustizia europea si era dichiarato contrario alla proroga delle concessioni balneari in essere in Italia, avevamo chiesto a gran voce al premier Renzi di attivarsi in prima persona per scongiurare questo pericolo. Oggi invece è arrivata la sentenza che rappresenta una minaccia per la sopravvivenza di decine di migliaia di imprese italiane.

Il Governo è molto attivo in Europa per chiedere favori e deroghe per salvare banche e banchieri ma si è completamente disinteressato di un settore economico fondamentale per l’occupazione e la crescita del nostro Paese, penalizzando le imprese turistiche titolari di concessioni demaniali, e proprio nel pieno della stagione estiva. Altri Paesi, con minor peso economico rispetto all’Italia, come Spagna e Portogallo, hanno chiesto e ottenuto dalla Ue una deroga dalla Bolkestein, l’Italia no, appalesando una evidente ininfluenza politica. Le ripercussioni saranno enormi anche dal punto di vista occupazionale e questo stride con l’atteggiamento di un Governo che continua a vantarsi degli inesistenti effetti salvifici del Jobs Act. Con questa sentenza si perderanno posti di lavoro, si perderanno gli investimenti dei nostri piccoli imprenditori balneari e si perderà anche la certezza del futuro.

31 luglio 2015

Disoccupazione: governo faccia atto concreto rifinanziando fondi per imprenditoria giovanile

deborah bergamini hotel ergife forza italiaLa disoccupazione giovanile è al 44.2%, nel Sud, secondo Svimez, il 56% di giovani tra i 15 e i 24 anni sono disoccupati e Renzi ci viene a dire che è comprensibile, dato che ‘il lavoro riparte per ultimo’. Ammesso che riparta, aggiungiamo noi! Anche perché quello che il governo potrebbe fare per accelerare questo processo non viene fatto, a cominciare dal rifinanziamento dei fondi per l’imprenditoria giovanile erogati dal Mise attraverso Invitalia che hanno permesso la nascita di oltre 120mila aziende con effetti importanti sull’occupazione.

Con la collega Mara Carfagna, avevamo provato, attraverso un emendamento al Dl banche popolari, a far rifinanziare gli incentivi per l’autoimpiego , ma la nostra proposta fu considerata inammissibile. E’ inutile puntare tanta verve propagandistica sul Jobs Act se poi non si mettono in grado i giovani di essere utili a sé e agli altri, rendendoli protagonisti di un sistema economico-produttivo nuovo, in cui siano loro stessi a creare lavoro. L’autoimprenditorialità per molti è l’unica alternativa alla disoccupazione e all’emigrazione. E questo è ancor più vero al Sud. Per far ripartire l’Italia, anche in questo caso, servono meno retorica e più fatti.

12 dicembre 2014

Lo sciopero di oggi, come il Jobs Act, si ispira ad un mercato del lavoro che non esiste più

deborah bergamini fatti e misfatti tgcom 24L’arroccamento nella difesa delle proprie posizioni impone che si ricordi l’esclusione di intere categorie che di tutele non hanno mai sentito parlare e di chi un lavoro non lo ha per niente. Oggi a scontare i disagi dovuti alla paralisi della Capitale sono stati altri lavoratori, come le partite Iva e i co.co.pro., che la possibilità di scioperare non ce l’hanno. Sono decenni che il sindacato dice sempre e solo no, e il vero errore del Jobs Act, che discende dalle proteste culminate nello sciopero di oggi, è stato proprio quello di ispirarsi ad un mercato del lavoro che, nei fatti, non esiste più, senza capire che tutto è cambiato e che è ora di accettarlo e comportarsi di conseguenza.

8 ottobre 2014

Jobs Act: plauso UE sembra contentino per un’Italia docile

Barroso, Schulz, Merkel e Van Rompuy: tutti ad applaudire il Jobs Act di Renzi. Si vede che hanno elementi in piu’ rispetto a noi, considerando che i nodi più importanti della riforma sono tutti rinviati ai decreti attuativi e che il Parlamento vota un testo come minimo nebuloso. Chissà se analogo generoso trattamento sarà riservato all’andamento dei nostri conti pubblici. Resta il sospetto che dietro il consenso, o meglio il contentino, dell’Europa ‘che conta’ ci sia la soddisfazione per un’Italia docile e obbediente che, per dirla con Renzi, al di là delle parole continua a comportarsi da studente.

11 marzo 2014

Governo: per ora da Renzi magma di promesse. Attendo di vedere coperture e interventi strutturali

Deborah Bergamini La7 Nught DeskÈ difficile valutare il magma di promesse e annunci fatti da Renzi su Jobs Act, edilizia scolastica e cuneo fiscale. Aspettiamo risposte ad almeno due domande. La prima riguarda le coperture: se, come sembra, le risorse liberate dalla spending review non saranno sufficienti, è bene cominciare a mettersi le mani nelle tasche nella speranza che non vengano tolti altri soldi. La seconda domanda riguarda il modo in cui queste risorse, se trovate, verranno usate: del Jobs Act non si capiscono le priorità mentre speriamo che la riduzione del cuneo non si risolva in una paghetta ma sia davvero un intervento strutturale capace di andare incontro alle esigenze delle imprese”.

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