Posts tagged ‘legge elettorale’

8 maggio 2017

Legge elettorale: da noi proposta chiara in risposta a confusione sinistra e M5s

europa
Le modifiche riguardanti la legge elettorale continuano a generare un teatrino insopportabile. Di Battista parla di inciuci fra Pd e Forza Italia, ma se c’è qualcuno che recita più parti in commedia è proprio il M5s. Facciano piuttosto sapere che legge elettorale vogliono. Per ora l’unica iniziativa chiara, univoca e coerente per uscire da questa impasse è arrivata da Forza Italia, con una proposta di legge a base proporzionale con premio di maggioranza depositata in Parlamento.
10 febbraio 2017

Legge elettorale, Consulta frena chi voleva rivincita referendum

consultaLe motivazioni della Consulta costituiscono un freno a chi voleva utilizzare le elezioni politiche come una rivincita dopo la sconfitta al referendum costituzionale. Il diritto degli Italiani ad avere una legge elettorale che garantisca rappresentatività e governabilità viene prima delle ambizioni personali dei singoli politici e dei singoli partiti.

6 febbraio 2017

Legge Elettorale, senza le motivazioni della Consulta il dibattito è limitato

leggeFino a quando non arriveranno le motivazioni della sentenza in base alle quali la Consulta ha parzialmente bocciato l’Italicum, il dibattito sulla nuova legge elettorale sarà con tutta evidenza incompleto e limitato. Per evitare di incappare nuovamente in una legge elettorale incostituzionale, bisognerà necessariamente prima leggere queste motivazioni e poi provvedere ad armonizzare tra loro le leggi elettorali di Camera e Senato. E partendo da un chiaro principio ispiratore: la maggioranza in Parlamento dovrà corrispondere alla volontà della maggioranza degli italiani.

3 febbraio 2017

Legge elettorale, su vitalizi Di Maio dice cose non vere

dimaioSulla legge elettorale Luigi Di Maio dice cose non vere. A parte il fatto che i vitalizi non esistono più dal 2012, i parlamentari eventualmente interessati ad ottenerli sarebbero quelli alla prima legislatura, ovvero tutti i grillini. Era prevedibile che la sortita demagogica del segretario del Pd Renzi sui vitalizi avrebbe innescato una gara di qualunquismo con i grillini. Responsabilmente invece noi continuiamo a lavorare per dare al Paese una legge elettorale coerente fra Senato e Camera, secondo le indicazioni del Presidente Mattarella, e che coniughi rappresentanza, ossia corrispondenza fra maggioranza parlamentare e maggioranza degli Italiani, e governabilità.

1 febbraio 2017

Legge Elettorale, aut aut di Grillo è irricevibile

grilloIl Parlamento per fortuna non è il M5S dove la parola di Grillo è l’unica legge riconosciuta e nessuno può esprimere opinioni senza il suo permesso. L’aut aut del leader pentastellato sulla legge elettorale è pertanto irricevibile. Ed è amaro constatare che la corsa a delegittimare le Istituzioni rappresentative oggi abbia contagiato anche il segretario del Pd che sulla vicenda dei vitalizi è scivolato sulla spicciola demagogia.

30 gennaio 2017

Governo, liti Pd monopolizzano agenda politica

pdLe liti all’interno del Pd, purtroppo, continuano a monopolizzare l’agenda politica. Ai democratici non interessa arrivare ad una buona legge elettorale che faccia in modo che ci sia corrispondenza fra la maggioranza parlamentare e la maggioranza degli italiani. Ai democratici di fede renziana interessa soltanto votare prima che venga convocato il Congresso del Pd, per impedire che qualcuno possa prendere il posto dell’attuale segretario e quindi estrometterli dalle liste elettorali per il prossimo Parlamento. Noi guardiamo agli interessi dell’Italia, i democratici purtroppo no.

26 gennaio 2017

Italicum, per M5S le leggi le fanno i giudici

italicumI grillini hanno una voglia matta di andare a votare ma poi una volta eletti in Parlamento non possono parlare, se non autorizzati da Grillo, e preferiscono che a fare le leggi siano i giudici e i tribunali e non le Camere. I grillini inneggiano a Rousseau ma forse ignorano l’esistenza di Montesquieu e della teoria della separazione dei poteri. È il Parlamento che fa le leggi, è il Parlamento che deve rendere omogenee le leggi elettorali per la Camera e per il Senato che dopo la sentenza della Consulta risultano contraddittorie fra di loro e, se applicate, non darebbero al Paese alcuna maggioranza di Governo stabile. Siamo sempre più convinti che Grillo sia interessato soltanto a vincere ma non gli interessi affatto governare, come dimostra del resto l’esperienza impalpabile della giunta Raggi a Roma.

23 gennaio 2017

Legge Elettorale, Grillo invoca le elezioni ma non conosce la Costituzione

grilloDal suo blog Grillo invoca le elezioni ma non conosce la Costituzione: ignora che è il Presidente della Repubblica che indice le elezioni delle Camere. Oltretutto Grillo pare non curarsi del fatto che se si andasse a votare con due leggi elettorali incompatibili, una per il Senato e l’altra per la Camera, il Paese sarebbe ingovernabile perché non ci sarebbe una maggioranza politica in Parlamento. Questo denota che l’obiettivo dei 5 stelle non è andare al Governo, poiché non hanno alcuna cultura di Governo, ma di opporsi a prescindere. Forza Italia, invece, vuole andare sì al voto, ma con una legge elettorale che consenta da un lato ai cittadini di essere rappresentati in maniera corretta in Parlamento e dall’altro in modo da avere una maggioranza di Governo che rispecchi la maggioranza degli italiani.

28 dicembre 2016

Legge Elettorale, si fa in Parlamento e non al Nazareno

leggeRibadiamo al presidente del Pd Orfini quello che abbiamo detto ieri al capogruppo Zanda: la legge elettorale non si scrive nella loro sede di partito ma in Parlamento; non può esserci alcuna imposizione ma è necessaria la massima condivisione possibile fra tutte le forze politiche, così come auspicato anche dal presidente Mattarella; la nuova legge elettorale deve essere incentrata sui principi di rappresentatività e democraticità, ovvero la maggioranza parlamentare deve rispecchiare la volontà della maggioranza degli Italiani.

27 dicembre 2016

Legge Elettorale, Zanda sbaglia nel metodo e nel merito

card_format-link_con-citazioneLa nettissima sconfitta del Pd al referendum costituzionale non sembra purtroppo aver indotto i democratici a più miti consigli. Credono di avere ancora la golden share anche sulla riforma della legge elettorale, ma si sbagliano di grosso. L’intervista odierna a Repubblica del capogruppo del Pd al Senato Zanda lascia a desiderare dal punto di vista istituzionale e costituzionale e contiene errori sia di metodo che di merito. Il Pd non sembra aver recepito il monito del presidente della Repubblica Mattarella che ha chiaramente detto che sulla legge elettorale occorre una condivisione di tutte le forze politiche e comunque una maggioranza più ampia di quella governativa. Eppure Zanda, alla domanda su “cosa può fare il governo”, risponde invocando la revisione dei regolamenti parlamentari. È una affermazione che ci lascia perplessi perché la materia dei regolamenti delle Camere riguarda il Parlamento e la sua autonomia e quindi le modifiche, seppure opportune, non sono certo di pertinenza del Governo ma di tutti i gruppi parlamentari. Se anche sulla riforma della legge elettorale il Pd volesse ritentare con un secondo colpo di mano, dopo aver fallito il primo con la riforma costituzionale bocciata dagli italiani, andrebbe incontro ad un’altra sconfitta. Quanto poi al merito della legge elettorale, noi insistiamo nel ritenere che non ci possa più essere distorsione fra la volontà popolare e la rappresentanza parlamentare: la maggioranza politica in Parlamento deve rispecchiare la maggioranza politica nel Paese, altrimenti la democrazia viene falsata.

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