Posts tagged ‘lettera’

4 settembre 2015

Migranti, lettera Hollande-Merkel: sono altri decidere per noi, governo assente

deborah bergamini hotel ergife forza italiaConstatiamo con amarezza che quando in Europa si prendono decisioni importanti, che per di più riguardano direttamente il nostro Paese, il governo italiano è assente.
La lettera del presidente francese e della cancelliera tedesca è una iniziativa che doveva vederci coinvolti, invece sono altri a decidere per noi sollecitando la creazione di hotspot in Italia. Siamo molto lontani dall’essere la “maglia rosa” in Europa e non possiamo non rilevare con dispiacere che l’Italia sta diventando sempre più irrilevante sullo scacchiere internazionale.
10 marzo 2015

Riforme: da Fi prova di compattezza

deborah bergamini tgcom24 100315Oggi Forza Italia ha dato prova di compattezza, a dimostrazione della coerenza con cui seguiamo la nostra linea politica, che è quella di un’opposizione non distruttiva, responsabile, ma chiara. E questo, a dispetto degli auspici di coloro che, sulle riforme, pensavano di trovare da parte nostra un voto non unitario“. Lo ha detto, a Tgcom24, la responsabile comunicazione di Forza Italia, Deborah Bergamini. “Posso comprendere le ragioni dei colleghi che oggi hanno raccolto in un documento le loro idee e perplessità – ha proseguito la deputata -, ma l’importante, alla fine, è la compattezza che siamo riusciti a far emergere e a dimostrare“.

Quanto al Patto del Nazareno, per Bergamini “ha creato fin dall’inizio un dibattito all’interno del nostro partito: alcuni non erano convinti che dialogare e cooperare con il Pd fosse la strada giusta, mentre altri ritenevano che quello fosse il modo migliore per riaffermare la centralità del nostro leader Berlusconi e per riuscire a dar vita a quelle riforme che servono al Paese. Abbiamo portato avanti questo percorso difficile con convinzione e forza d’animo – ha spiegato -, accettando in alcune situazioni anche cose per noi inaccettabili, in virtù della condivisione delle responsabilità. Ma il dialogo, per essere proficuo, deve anche essere vero: noi eravamo disposti a sacrificare alcuni dei nostri cardini politici per il bene del Paese, qualcun altro no. Ad un certo punto la sinistra ed il premier Renzi hanno anteposto i loro interessi e l’unità del loro partito a quelli dell’Italia intera“, ha concluso.

23 ottobre 2014

Il caos sulla legge di stabilità è figlio dell’indecisione del governo in Europa

Di certo non possiamo gioire per il caos in cui ci troviamo oggi, con una legge di stabilità probabilmente da rifare e l’Europa che torna a riprenderci. Potremmo gioire se ci calassimo nei panni di un’opposizione strumentale, ma in cima alle priorità di Forza Italia ci sono il Paese e il suo futuro.
Purtroppo questa situazione è il frutto della mancanza di decisione del governo: rispetto al dogma europeo dell’austerità ancora non si è capito da che parte stiamo. Se è vero, infatti, che Renzi continua a parlare di crescita e di una nuova Europa, se è vero che il premier ha rifiutato l’idea che l’Italia possa essere trattata come uno studente da bacchettare, è altrettanto vero che nulla di tutto ciò si è trasformato in fatti e azione politica.
Abbiamo continuato a rimandare una presa di posizione netta a livello comunitario, ci è stato detto che solo dopo aver fatto le riforme in Italia avremmo potuto cambiare l’UE. Risultato? Un semestre europeo senza alcuna ambizione e la Commissione che, di fatto, boccia la nostra manovra. Oggi ci ritroviamo con una legge di stabilità travagliata e sbagliata e un’Unione che riprende l’esecutivo sul merito e persino sul metodo, avendo il governo italiano deciso di rendere pubblici i suoi rilievi. E’ ora di uscire da questo guado e di prendere posizione una volta per tutte. Qualunque essa sia, sarà comunque meglio dell’indecisione.

7 agosto 2014

Apicoltura in gravissima crisi e Enrico Rossi non risponde alla mia lettera

Sono costretta a registrare con rammarico la mancata risposta del Presidente della Toscana Rossi alla mia sollecitazione per un intervento dell’amministrazione regionale in favore di un settore importante come quello dell’apicoltura, che oggi versa in gravi difficoltà. miele ape fiore

L’apicoltura sta infatti attraversando, in Toscana come nel resto del Paese, una fase particolarmente negativa: a causa dell’utilizzo di pesticidi, della presenza di parassiti e delle avverse condizioni meteorologiche della primavera scorsa, la produzione di tutti i tipi di miele, da quello di Acacia fino a quelli tipici toscani, è stata gravemente compromessa. Gli operatori del settore hanno necessità di un sostegno da parte delle istituzioni; sostegno che il Presidente Rossi, per quanto di competenza regionale, ha evidentemente deciso di non offrire.

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Di seguito la lettera inviata che ho inviato al Presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, lo scorso 26 luglio:

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16 ottobre 2013

Dopo tentativo di eliminazione politica di Berlusconi per via giudiziaria si cerca di archiviare anche ns esperienza politica

La mia lettera pubblicata oggi su Il Tempo: lettera deborah bergamini il tempo berlusconi lealisti pdl forza italia

Il governo Letta è nato dalla consapevolezza, innanzitutto di Silvio Berlusconi, che solo una grande coalizione, sbocco naturale di una democrazia matura alle prese con il sostanziale pareggio elettorale dei due maggiori gruppi politici, sarebbe stata in grado di affrontare il grande tema delle riforme strutturali, indifferibili per restituire competitività e vitalità al nostro Paese.

L’uscita dalla crisi sociale ed economica passa infatti inesorabilmente dall’attuazione di una serie di misure volte a scardinare l’arrugginito sistema-Italia. Questo è sempre stato lo scopo del governo che sosteniamo, consapevoli della complessità dei rapporti con i nostri “alleati”, dovuta ad una oggettiva differenza culturale, di prospettiva e di visione: per noi rimane centrale la preminenza dell’individuo sullo Stato; il merito come categoria fondante di una vera “uguaglianza delle possibilità” rispetto all’egualitarismo ideologico della sinistra; l’opposizione ad un sistema fiscale che annienta famiglie e imprese, trasformando lo Stato in un sistema di controllo e di coercizione nelle mani di una pachidermica burocrazia. Per noi, infine, l’avversario politico non è un demone da spazzare via, ma un’alternativa che si basa sulla capacità di coagulare consenso attorno a sé. Siamo diversi.

In questi mesi abbiamo assistito al tentativo di eliminazione politica di Silvio Berlusconi per via giudiziaria. Questo getta un’ombra cupa sull’idea di cosa s’intende per Stato di diritto e su una sinistra incapace di contendere, con gli strumenti della politica, lo spazio competitivo di questa democrazia. Ora, stiamo assistendo anche al tentativo di archiviazione politica di un’intera esperienza democratica straordinaria, quella nata con Forza Italia. Se questo tentativo andasse a buon fine, questa diversità verrebbe prima diluita, poi perduta. E sarebbe un errore gravissimo, soprattutto se lo si facesse in nome di un generico moderatismo o di una svolta centrista che faccia da stampella al Pd, magari col premio del gradimento di qualche opinionista di peso e con una nuova presentabilità politica per qualcuno.

Se questo governo deve sopravvivere ed andare avanti, lo deve fare per la nostra diversità; non a scapito di essa. La leadership di Berlusconi rimane il cardine di questo percorso e il fondamento di un rapporto diretto col suo grande popolo. Chiunque pensa di poter emarginare l’esperienza berlusconiana non aiuta questo governo, che esiste perché Berlusconi lo ha voluto; e non aiuta il Pdl a restare il movimento rappresentativo di quell’Italia che crede che la democrazia sia il consenso dei cittadini e la loro legittimazione, e non l’ennesima manovra di palazzo.

1 ottobre 2011

Le primarie, per recuperare il rapporto con l’elettorato e favorire il ricambio

Deborah Bergamini risponde a Lettera43 sulla lettera spedita ad Alfano:

La nostra non è una iniziativa di rottura, anzi, vogliamo collaborare con Alfano nella riscrittura delle regole. […] In primo luogo le primarie. Noi crediamo che siano indispensabili in questa in questa fase. Le liste bloccate, le polemiche sulle candidature, hanno creato una profonda distanza tra politica e cittadini. Bisogna recuperare il rapporto con l’elettorato.


[…] Perchè, mi chiedo, l’intero dibattito politico, da mesi, è centrato sul corpo femminile, nonostante siamo nel bel mezzo di una profonda risi economica? C’è un sistema di potere, in Italia, che è saldamente nella mani degli uomini. E’ nel loro interesse ridurre la donna a corpo oggetto. Serve a bloccarne le aspirazioni e l’accesso ai posti di comando. Guardi la fatica che abbiamo fatto a far passare la legge sulle quote rosa.


[…] Il problema del ricambio generazione esiste ovunque in Italia, nel mondo delle imprese, della cultura, dei media, del giornalismo, della politica.
 [… Sul limite al numero di mandati…] sono una liberale contraria a limiti imposti dagli altri, per legge. Questa è retorica dell’anti-Casta. Io credo che chi è bravo deve poter fare politica in Parlamento e fuori. E’ una questione di merito.


[Infine,] sarebbe un segnale forte da parte [di Alfano] affrontare subito, per esempio, il nodo della incompatibilità tra le cariche. È un problema annoso che risale a Forza Italia. Ecco, mi piacerebbe che Alfano lo affrontasse subito.

Di seguito l’intervista integrale:

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27 settembre 2011

Giovani amministratori scrivono ad Alfano: vogliamo primarie e riforme

PDL: GIOVANI AMMINISTRATORI AD ALFANO, PRIMARIE E RIFORME

LETTERA FIRMATA ANCHE DA PARLAMENTARI PER REGOLE CONGRESSUALI (ANSA) – ROMA, 26 SET –

‘Caro Angelino’, inizia cosi’ il messaggio di un gruppo di giovani eletti nelle istituzioni locali e nazionali d’Italia, indirizzato ad Angelino Alfano.

Il gruppo di circa 50 giovani sottopone al segretario del Pdl alcune proposte e spunti di riflessione, tra i quali la definizione di regole congressuali finalmente rappresentative della base elettorale.

Ma l’input piu’ forte arriva per mettere la parola fine ‘al verticismo politico attraverso l’applicazione del criterio delle primarie per la scelta dei candidati a qualunque livello, dai consiglieri comunali fino ai parlamentari, abbinata ad un regolamentazione ferrea sulle incompatibilita’ di carica per evitare che al tempo stesso ci siano nel partito Sindaci che sono anche coordinatori e che magari diventano anche consiglieri regionali o parlamentari rappresentando il vero tappo alla partecipazione trasparente ed ampia di questo partito’.

Nella lunga lettera i sottoscrittori affiancano alle proposte di riorganizzazione del partito anche ‘delle idee per il Governo’. Nella lettera si propone il taglio agli enti inutili, la riduzione della struttura pubblica, l’introduzione del quoziente familiare, la revisione della disciplina contrattuale con l’abolizione del precariato e, soprattutto una ‘soluzione rivoluzionaria delle forme di gestione del servizio sanitario nazionale’.

‘Siamo quei trentenni e quei quarantenni – si legge nella lettera – nati politicamente nell’era berlusconiana e che oggi, dopo anni di impegno, di militanza e di partecipazione, hanno il privilegio di rappresentare il Pdl nelle istituzioni, dagli enti Locali al Parlamento. Vorremmo che le nostre capacita’, le nostre opinioni e le nostre idee trovassero all’interno del Partito uno spazio adeguato. Meritocrazia, forme di partecipazione e selezione della classe dirigente rappresentano oggi questioni prioritarie alle quale chiediamo risposte precise e convincenti’.

Tra i promotori dell’iniziativa e primi firmatari ci sono i parlamentari Deborah Bergamini, Alessio Bonciani e Giuseppe Moles.

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