Posts tagged ‘liberalismo’

16 marzo 2017

Vittoria Rutte premia serietà centrodestra

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La vittoria del centrodestra di Rutte in Olanda è il chiaro segnale che i valori condivisi sono più forti delle spinte populistiche. Anche la sinistra crolla e questo è un segnale importante, anche dal punto di vista liberale, in linea con altri paesi: le persone stanno iniziando a fare i conti con chi in politica assume comportamenti seri, concreti e misurabili e per questo anche in Italia dobbiamo tornare ad essere uniti sulla base di un programma comune chiaro. Il nostro primo impegno rimane quello di lavorare per il bene del nostro paese, senza alcun populismo ma attraverso riforme e proposte che ci aiutino ad uscire da una fase critica della storia nazionale. E se ci presenteremo uniti ai prossimi appuntamenti elettorali, come sta accadendo in vista delle elezioni amministrative di primavera, potremo liberare l’Italia da governi tecnici e di sinistra.
2 gennaio 2013

Economia riparte solo con meno tasse e meno stato. Come può farlo Monti con coalizione di statalisti?

Deborah Bergamini  “A Monti sfugge la logica di Berlusconi? E agli italiani sfugge la logica di Monti. È bizzarro infatti che il premier prometta di abbassare un punto di tasse dopo averle alzate sopra ogni limite negli ultimi 13 mesi, e che lo faccia proprio nel giorno in cui entrano in vigore i numerosi aumenti voluti da lui che portano, di fatto, la pressione fiscale oltre il 45%. Cosa è cambiato in queste poche settimane? Forse che ora lui é salito in campagna elettorale?”
Così in una nota Deborah Bergamini, Pdl, che prosegue: ” l’unico modo per far ripartire l’economia italiana è quello di abbassare le tasse facendo dimagrire lo stato, che succhia risorse ai ceti produttivi del Paese dando loro in cambio poco o niente. Siamo felici che con qualche timidezza anche Monti ora lo affermi. Ma non vedo come potrebbe operare in tal senso in caso di vittoria, stante la coalizione di statalisti su cui ha deciso di appoggiarsi”.

7 agosto 2012

Ad ottobre Gernetto bis per aggiornare la rivoluzione liberale

Da Il Giornale:

I Nobel ancora da Berlusconi per rilanciare il piano liberale

Il Cavaliere vuole aggiornare la “rivoluzione del ’94”. Nuovo incontro a villa Gernetto con i guru dell’economia per contrastare il partito delle tasse

Fabrizio De Feo – Mar, 07/08/2012 – 09:22

Roma. Rispolverare, aggiornare e rilanciare l’agenda liberale. Richiamare alla memoria dell’opinione pubblica i temi e le ragioni della sua discesa in campo. Riaccendere le grandi speranze del ’94. Insomma, ripartire dai contenuti e farlo proprio quando gli avversari politici si apprestano ad avventurarsi in coalizioni che assomigliano a puzzle impazziti, costruite in base alla vecchia regola del «dentro tutti pur di vincere» e quindi inevitabilmente costrette ad arrancare sul fronte del programma.

È questa l’indicazione che Silvio Berlusconi continua a trasmettere, convinto che sia necessario incalzare gli avversari sui temi concreti, in modo da far calare il velo e mostrare il vero volto di un centrosinistra condannato a un unico, consueto schema: il prelievo dalle tasche degli italiani con interventi sulla ricchezza privata.

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16 luglio 2012

Dal Financial Times

Berlusconi fuels comeback speculation

By Guy Dinmore and Giulia Segreti in Rome 

Silvio Berlusconi met a group of international economists behind closed doors on Monday, fuelling expectations that the former Italian prime minister is preparing a liberal manifesto for his attempted political comeback.

The meeting took place in his Villa Gernetto outside Milan and follows days of frenzied speculation that the scandal-hit 75-year-old billionaire plans to try and rescue his sinking centre-right party by running in elections expected early next year in an attempt to lead his country for a fourth time.

The invited economists belonged to the Swiss-based Mont Pelerin Society founded in 1947 to promote economic and political liberalism, according to Il Giornale, a Milan daily broadsheet and part of the Berlusconi family media empire. Economists Gary Becker and Vernon Smith, two US Nobel laureates, may have been among them.

Berlusconi is discussing his ideas with experts, what they think, how feasible his ideas are,” said Deborah Bergamini, one of five members of Mr Berlusconi’s People of Liberty (PdL) party present at the conference, along with Antonio Martino, a former defence minister who belongs to the Mont Pelerin Society.

Ms Bergamini declined to name the six European and US economists present but said they were all from different countries.

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8 maggio 2012

Angelino, è ora di cambiare

 Possiamo dire che non ci aspettavamo questi risultati? No, non possiamo dirlo.

Anche se da più parti si pensa il contrario, la consapevolezza del crinale drammatico nel quale il Pdl si trova da un anno a questa parte l’abbiamo condivisa quasi tutti, ognuno con le sue ricette per invertire la rotta. Prima il picco dell’attacco politico-mediatico a Berlusconi, poi la rivoluzione al vertice del partito con l’acclamazione di Alfano a segretario politico, seguita dall’accelerazione della crisi finanziaria globale che ha portato al passo indietro del Presidente il 12 novembre scorso e all’insediamento del governo Monti. Infine, sei mesi di purgatorio politico con misure drammatiche riversate proprio sul cuore del nostro elettorato, più che su quello del Pd, e sostenute da noi, per giunta. Un anno solo ma per il Pdl, nato appena tre anni fa e ancora alle prese con una fusione di tante identità, è stato un lunghissimo “rollercoaster”.

L’epilogo sono state queste amministrative. Sappiamo bene che il centrodestra è sempre stato penalizzato dal voto amministrativo rispetto a quello politico, ma questo non basta a spiegare i risultati negativi che sono usciti fuori. Fermi o all’indietro i grandi partiti, trionfa la protesta, lo scontento o, più semplicemente, il disincanto e il  desiderio forte di un’altra politica.

Il moderatismo, grande mito della nostra storia (quanto ci è sempre piaciuto definirci moderati!), spesso agitato a piacimento per giustificare scelte tattiche di basso opportunismo, crolla sotto i colpi della frustrazione collettiva e della voglia di togliersi dal collo il cappio di una politica, di una tecnocrazia, che oltre a uccidere la dignità uccide la speranza.

E non col mattatore/agitatore Grillo bisogna prendersela, bensì con noi stessi, per aver dissipato in 4 anni almeno la metà dei nostri consensi, con essi avendo lasciato scivolare un’identità, una storia e anche un’idea del nostro Paese. Il frullatore degli ultimi sei mesi ci ha dato il colpo finale: davvero con grande fatica abbiamo subito il passo indietro di Berlusconi e la scelta di sostenere un governo di tecnici che una malintesa responsabilità europeista ci ha imposto. E con grande responsabilità Alfano ha cercato di tenere insieme il partito nel momento in cui andavano costruiti nuovi ed impervi equilibri con gli ex avversari. Abbiamo sperato che tutto ciò che non eravamo riusciti a fare durante il nostro governo a causa del muro contro muro col Pd potesse materializzarsi come d’incanto, anche col nostro sostegno. E invece ci siamo trovati a votare provvedimenti contrari al nostro programma, al nostro percorso. E ci siamo arroccati, quasi paralizzati, per la paura e la sorpresa di quello che ci stava accadendo.

Ora dobbiamo reagire, dimostrando che il maggior partito di centrodestra europeo non è stato solo il frutto di un’intuizione, ma la costruzione seria e difficile di un progetto alternativo ai miraggi di una sinistra imbonitrice. Non dobbiamo minimizzare  l’esito di questo voto, ma ragionarlo.  Dobbiamo dimostrare a chi ci ha votati, e a chi ha smesso di votarci, che abbiamo capito, e che siamo pronti a rimetterci in gioco, costi quel che costi. Che sapremo cambiare dove c’è da cambiare, e che non ci saranno rendite di posizione garantite per niente e per nessuno. Che sapremo riformare subito i meccanismi che regolano il funzionamento dei partiti a partire dal loro finanziamento e dalla legge elettorale. Che sapremo mutare la forma stessa del partito che dovrà l’anno prossimo, alle politiche, rappresentare quel centrodestra identitario e liberale che è stato alla base della rivoluzione del ’94 e che vuole affermare i suoi valori oggi più che mai, visto che oggi più che mai sono minacciati.

Che sapremo portare con ragionevolezza ma anche con fermezza questi nostri valori nel governo che il Pdl sta sostenendo, senza accettare lezioncine di moralità e coerenza da nessuno, e senza obbedire ad aut aut, perché questo voto ci dice anche che nessuno oggi è in grado di pontificare sull’operato altrui. Che sapremo, così come chiedono gli italiani, scuoterci di dosso un modo giurassico di fare politica, un modo arcano e distante che non ci piace e che Berlusconi aveva smascherato, ma di cui è rimasto anche lui vittima. Angelino, è tempo di cambiare.

3 aprile 2012

Il Pdl è una risorsa ma ci vuole attenzione ai temi

da L’Opinione delle Libertà:

Bergamini: «Nel Pdl insofferenza»

di Pietro Salvatori Debora Bergamini

03 aprile 2012

«Bisogna chiedersi perché tantissimi di quelli che nel 1994 hanno votato Forza Italia l’anno prossimo avranno seri problemi a barrare il simbolo del Popolo della Libertà».

Questo l’assunto da cui parte il ragionamento di Deborah Bergamini. Che nel movimento di Silvio Berlusconi è approdata nel 1999, per poi diventarne deputato. «Non posso parlare delle “nostre” idee quando mi riferisco alla discesa in campo. Ma io mi sono avvicinata agli azzurri proprio per la forza trascinante di quei temi».

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19 marzo 2012

Antonio Martino a Lucca. Dallo spirito del 94 al governo Monti

Cari amici, vi riporto di seguito un bell’articolo di VersiliaToday sull’incontro con Martino che si è tenuto a Lucca venerdì scorso. Al più presto pubblicherò anche il video integrale del dibattito.

“NON VOTO GOVERNI TECNICI” L’ON. MARTINO ALLA FONDAZIONE RAGGHIANTI

Paolo Salvetti

LUCCA. Una platea così numerosa sta a significare che la gente ha ancora voglia di politica, quella con la “P” maiuscola.

In un incontro ospitato dalla Fondazione Ragghianti e sapientemente moderato dall’onorevole Pdl Deborah Berganimi, il direttore de “Il Tempo” Mario Sechi ha intervistato l’Onorevole Professore Antonio Martino, ex ministro della difesa e tessera n° 2 di Forza Italia (“perché la numero 1 non era disponibile”, ha simpaticamente commentato).

Uno scambio di opinioni “a viso aperto”, che ha condotto il parterre in un percorso politico a partire delle esperienze del nonno, più volte sindaco di Messina, e tra i fautori dell’ANCI (Associazione Nazionale dei Comuni Italiani), passando per l’esperienza del padre Gaetano, parlamentare dal 1948 nelle file del Partito Liberale e Ministro degli Esteri fino al 1957, per arrivare all’incontro con Silvio Berlusconi, fino alle tematiche di attualità politica: “Dissi a Monti, che conosco dal lontano 1974, che non avrei mai votato il suo governo tecnico, così come non votai quello di Dini, perché i tecnici devono essere al servizio della politica e non viceversa”. Una affermazione che denota l’onestà intellettuale da parte di chi aveva fortemente voluto il professor Monti nel ruolo di commissario europeo.

Da qui al tema conduttore dell’incontro, “Il pensiero di un liberale in tempo di crisi”, in cui è emersa una critica senza tanti veli al mondo economico che sconfina nella politica, di una nuova classe dirigente del paese che non ha effettuato nessun passaggio elettivo e che risponde a non si sa quali poteri e logiche globali. 

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13 marzo 2012

Antonio Martino intervistato da Mario Sechi. A Lucca. Vi aspetto!

Cari amici,

venerdì 16 p.v., alle 17.30, vi aspetto a Lucca per ascoltare l’intervento di Antonio Martino intervistato da Mario Sechi, direttore de Il Tempo.

L’incontro, ospitato dall’Associazione Il Mosaico, si intitola “Il pensiero di un liberale in tempo di crisi: Italia, Europa, Governo Monti” (<– click per la pagina Facebook dell’evento)

Credo che in questo momento di crisi economica, in cui le manovre si susseguono a ritmo serrato e in cui siamo subissati da notizie di economia e finanza non sempre di facile interpretazione, Antonio Martino che, è bene ricordarlo, è la tessera numero 2 di Forza Italia, possa fornirci delle interessanti chiavi di lettura.

Penso che sia davvero necessario riscoprire lo spirito del ’94 e quel vento di libertà che aveva ispirato speranza in tante persone.

Non mancate!

Deborah

Antonio Martino

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3 marzo 2012

PdL, serve un forte rinnovamento. E’ il momento di osare, non di conservare

Le mie risposte al Secolo d’Italia, che mi ha intervistata:

Debora Bergamini“Innanzitutto va detto che in questo momento ci sono i delusi della politica, e non del PdL. Quello della disaffezione alla Politica è un problema che riguarda tutta l’Europa. Ma è anche vero che bisogna saper dare risposte concrete a questa delusione. Vediamo se l’azione di rinnovamento avviata da Angelino Alfano nel PdL porterà risultati. Il segretario ha il compito della difficile svolta del partito“.

“Il PdL è un movimento di massa, ma rischia di trasformarsi in un partito elitario per paura di se stesso. Bisogna rispolverare la componente liberale che è all’origine del PdL e che è stato un aspetto chiave del successo di Forza Italia prima, e del PdL dopo. Per fare ciò bisogna riunire le culture più moderate, appunto quella liberale, la socialista riformista, la cattolica e l’esperienza migliore della destra identitaria”.

“Il traguardo raggiunto da Berlusconi va recuperato in tutti i modi ed è fuor di dubbio che per raggiungere questo obiettivo serva un forte rinnovamento all’interno del partito. Angelino deve continuare su questa strada: dev’essere capace di rinnovare il partito, rinnovare la classe dirigente e le idee migliori. Perchè chiudersi a riccio è il contrario di quella che è stata la sua forza iniziale: un movimento di massa aperto. Non è il momento di conservare, è il momento di osare“.

Di seguito, in pdf, l’articolo integrale.

Per aprirlo dovete fare click sul link e poi di nuovo click sullo stesso link nella pagina che si aprirà.

PdL, è l’ora di rinnovarsi e di osare…

 

1 ottobre 2011

Le primarie, per recuperare il rapporto con l’elettorato e favorire il ricambio

Deborah Bergamini risponde a Lettera43 sulla lettera spedita ad Alfano:

La nostra non è una iniziativa di rottura, anzi, vogliamo collaborare con Alfano nella riscrittura delle regole. […] In primo luogo le primarie. Noi crediamo che siano indispensabili in questa in questa fase. Le liste bloccate, le polemiche sulle candidature, hanno creato una profonda distanza tra politica e cittadini. Bisogna recuperare il rapporto con l’elettorato.


[…] Perchè, mi chiedo, l’intero dibattito politico, da mesi, è centrato sul corpo femminile, nonostante siamo nel bel mezzo di una profonda risi economica? C’è un sistema di potere, in Italia, che è saldamente nella mani degli uomini. E’ nel loro interesse ridurre la donna a corpo oggetto. Serve a bloccarne le aspirazioni e l’accesso ai posti di comando. Guardi la fatica che abbiamo fatto a far passare la legge sulle quote rosa.


[…] Il problema del ricambio generazione esiste ovunque in Italia, nel mondo delle imprese, della cultura, dei media, del giornalismo, della politica.
 [… Sul limite al numero di mandati…] sono una liberale contraria a limiti imposti dagli altri, per legge. Questa è retorica dell’anti-Casta. Io credo che chi è bravo deve poter fare politica in Parlamento e fuori. E’ una questione di merito.


[Infine,] sarebbe un segnale forte da parte [di Alfano] affrontare subito, per esempio, il nodo della incompatibilità tra le cariche. È un problema annoso che risale a Forza Italia. Ecco, mi piacerebbe che Alfano lo affrontasse subito.

Di seguito l’intervista integrale:

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