Posts tagged ‘libertà di stampa’

13 aprile 2017

Forteto: Regione Toscana esclude libro-inchiesta dal Salone del Libro di Torino

europa
Grave la decisione della Regione Toscana che ha negato la possibilità di presentare al Salone del Libro di Torino “Setta di Stato – Il caso Forteto”, dei giornalisti Francesco Pini e Duccio Tronci. Il libro è un’inchiesta sulla vicenda della comunità del Forteto, struttura in provincia di Firenze  destinata ad accogliere minori in condizioni di disagio e diventata invece tristemente famosa per le vicende giudiziarie legate allo sfruttamento minorile e agli abusi sessuali. Non c’è alcun motivo per giustificare l’esclusione di un libro simile, che aiuta invece a far capire a tutti cosa sia successo nella struttura. Il Salone del Libro di Torino è promosso dalla Fondazione per il Libro, la Musica e la Cultura che annovera tra i soci fondatori anche il Ministero dei beni culturali e delle attività culturali e del turismo. Inoltre il Mibact e la Presidenza della Repubblica compaiono in qualità di partner istituzionali della manifestazione. Alla luce del ruolo non solo istituzionale che ricopre nella manifestazione, chiedo perciò con un’interrogazione al Ministro come intenda muoversi per impedire che vengano adottati filtri censori al Salone del libro di Torino. Se l’obiettivo di quest’ultimo è anche quello di proporsi quale kermesse culturale è fondamentale che si scelga di sostenere una diffusione della cultura e delle informazioni che tenga conto anche degli aspetti critici e meno edificanti della storia del nostro Paese.
10 marzo 2017

Editoria: Governo faccia con urgenza decreti attuativi. Liberalizzare vendite giornali

cardbergamini

Il Governo faccia con urgenza i decreti attuativi della legge quadro sull’editoria approvata nel novembre scorso dalla Camera. Il Parlamento ha incaricato l’esecutivo di fare i decreti attuativi entro sei mesi, il tempo sta per scadere e ancora non si sono visti documenti al riguardo. L’editoria cartacea è in crisi, ma resta un pilastro fondamentale per la libertà e il pluralismo dell’informazione e va sostenuta. In quest’ottica occorre liberalizzare la vendita di quotidiani e periodici in tutte le attività commerciali, per raggiungere quei lettori che non hanno l’abitudine di andare in edicola quotidianamente, ma che se trovano il giornale in un negozio o in un altro esercizio commerciale, sono invogliati ad acquistarlo.

Stato e Regioni dovranno concordare e rivedere le norme sul commercio in modo che i lettori possano essere facilitati ad acquistare il giornale con maggiore facilità. In Toscana, ad esempio, Forza Italia ha presentato un emendamento alla legge regionale sul commercio che va nella direzione di una liberalizzazione totale. Ampliare la fascia di possibili acquirenti è una conquista importante per tutti, e le edicole non devono temere per la loro sopravvivenza commerciale, visto che la legge quadro nazionale consente loro di svolgere anche altri servizi come quelli postali. In questo momento di grave crisi dell’editoria, dobbiamo spenderci tutti per difendere un autentico presidio di democrazia e libertà.

8 gennaio 2015

Strage di Parigi dimostra che Europa non ha saputo difendere democrazia e sicurezza

L’attentato al Charlie Hebdo è uno spartiacque drammatico nella storia dell’Europa e della sua politica estera, migratoria e di difesa. Dopo le bombe di Madrid, nel 2004, e di Londra, nel 2005, la risposta europea non è stata all’altezza della sfida che avevamo e abbiamo davanti: la difesa dei valori democratici e del diritto alla sicurezza di ciascun cittadinoCharlie-Hebdo

Al contrario, scelte assai poco lungimiranti hanno portato ad infiammare ancora di più la situazione in Libia, con la conseguenza di ondate migratorie incontrollate, mentre la minaccia del terrorismo fondamentalista è stata sottovalutata non solo in termini di sicurezza ma anche culturali. Gli esempi di cittadini europei convertiti alla causa dell’Isis lo dimostrano in modo lampante.

Insomma, dopo aver conquistato, dolorosamente, nel corso dei secoli, la propria libertà, l’Occidente non è stato capace di difenderla nel modo giusto, probabilmente nella convinzione, sbagliata, che i diritti, una volta ottenuti, valgano per sempre e non abbiano bisogno di essere tutelati ogni giorno. Oggi che le nostre coscienze sono scosse dalle drammatiche immagini di queste ore, è tempo di riflettere sugli errori commessi da tutti e di porvi rimedio. Ora o mai più. 

18 giugno 2014

L’Unità: pessima uscita di Grillo che esulta per la chiusura del giornale

deborah bergaminiEsultare per il rischio di chiusura di una testata giornalistica come ‘L’Unità’, ironizzare sul destino dei giornalisti che potrebbero perdere il proprio posto di lavoro, definire ‘ottima notizia’ la scomparsa dei giornali, è quanto di più lontano esista dal buon senso, dal rispetto del ruolo democratico della stampa e dell’informazione, dalla tutela della democrazia stessa. E infatti questa pessima uscita viene da Grillo.

13 marzo 2014

Diffamazione: bene Cassazione che annulla carcere per giornalista

Deborah BergaminiLa sentenza della Cassazione che annulla la sanzione carceraria comminata ai danni di un giornalista per reato di diffamazione – evidenziando come, in questi casi, la reclusione debba essere prevista solo in ‘circostanze eccezionali’ – rafforza la battaglia per l’affermazione di un principio di civiltà. Dopo una serie di richiami europei, la Camera ha approvato, in materia, un importante ddl in cui si contemperano la libertà di informazione, principio essenziale per una matura democrazia, e il diritto alla difesa. La sentenza di oggi è uno sprone affinché anche il Senato acceleri l’iter di questa legge volta a sanare un vulnus che nel nostro Paese dura da troppo tempo”.

Lo dichiara la responsabile comunicazione di Forza Italia, on. Deborah Bergamini, prima firmataria della proposta di legge per l’abolizione del carcere per i giornalisti in caso di reato di diffamazione

10 luglio 2013

Giornalisti: no a carcere per diffamazione

Anche oggi registriamo una nuova sentenza di condanna ai danni di un giornalista, di nuovo si prevede la pena del carcere e, guarda caso, sempre per diffamazione nei confronti di un magistrato. Ecco a cosa ci riferiamo quando sosteniamo che il problema di una certa giustizia in Italia non riguarda singole persone ma tutti i cittadini, arrivando a coinvolgere la stessa libertà di stampa, uno dei parametri per eccellenza sui quali misurare la maturità di un paese democratico“. Deborah Bergamini Tg2

Lo afferma in una nota Deborah Bergamini annunciando di aver firmato “insieme al Presidente Brunetta e all’on. Gelmini, una proposta di legge che elimina la reclusione carceraria come pena per il reato di diffamazione, una proposta sulla quale auspico ampia convergenza e il più breve iter di approvazione possibile. La mia solidarietà – conclude Bergamini – va al direttore, Giorgio Mulè, al giornalista, Maurizio Tortorella, e a tutta la redazione di ‘Panorama‘”.

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23 maggio 2013

Solidarietà a giornalisti condannati, porterò il caso al Consiglio d’Europa come già fatto per Sallusti

Piena solidarietà al direttore Giorgio Mulè, al giornalista Andrea Marcenaro e alla redazione di “Panorama” per una condanna che, a pochi mesi di distanza, ricorda il ben noto caso del direttore Sallusti. Ancora una volta in una sentenza, infatti, si richiama il reato di diffamazione, sempre in relazione ad articoli ritenuti accusatori nei confronti di un giudice e sempre con la grave previsione del carcere. Deborah Bergamini

Intendo perciò segnalare alla Commissione Cultura del Consiglio d’Europa, della quale faccio parte e che sta predisponendo un rapporto sulla libertà dei media negli stati membri, le preoccupanti sentenze che riguardano Mulè e Marcenaro, così come ho già fatto per il caso Sallusti. Sentenze che testimoniano uno stato di tensione crescente nel nostro Paese e ormai evidentemente lesivo della libertà di stampa, soprattutto quando quest’ultima si permette di esercitare il proprio diritto di critica nei confronti della magistratura“.

Lo dichiara in una nota Deborah Bergamini, deputato Pdl.

24 maggio 2012

Responsabilità editoriale online, come la pensate?

Cari amici,

oggi condivido con voi la registrazione video di una tavola rotonda che si è tenuta durante l’ultima sessione dell’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa, dedicata alla libertà di stampa su internet (Media freedom on Internet).

Durante il suo intervento, Bill Echikson, Head of Free Expression a Google Europe, ha spiegato che la libertà di stampa non è un problema solo “tra i soliti sospetti”, ovvero in Asia – per esempio, ma anche in Europa. E per suffragare quest’affermazione ha citato il caso di tre impiegati di Google che sono stati condannati da un tribuneale italiano a causa di un video caricato su YouTube. Questo video non era di Google e non era stato prodotto, ne’ approvato, dagli impiegati condannati che hanno provveduto a rimuoverlo non appena la Polizia lo ha chiesto.

Mi sono dunque sentita di dover intervenire dato che ciò che Echikson non ha detto è che quel video riguardava un ragazzino affetto da sindrome di Down maltrattato dai compagni di classe. Anzi, direi che quel video faceva parte dei maltrattamenti a tutti gli effetti. E’ vero che Google lo ha poi tolto, ma nel frattempo era rimasto online per due mesi.

Credo che casi come questo ci mettano di fronte ad un interrogativo che dobbiamo porci seriamente e senza pregiudizi ideologici di sorta: di chi è la responsabilità editoriale dei contenuti user generated?

Per Echikson è degli utilizzatori che, secondo lui, sempre rispondendo ad una mia domanda, sono sufficientemente consapevoli di ciò.

Io credo che ci voglia un supplemento di riflessione e credo anche che si debba considerare parte della questione il fatto che quel video mandato online “a sua insaputa” abbia contribuito a generare profitti, come accade ai contenuti che noi tutti gratuitamente condividiamo.

E voi come la vedete?

3 maggio 2012

Giornata mondiale della libertà di stampa, ancora troppe le violazioni

Debora Bergamini «Le violazioni alla libertà di stampa sono purtroppo frequenti ancora oggi. Troppi giornalisti sono brutalmente aggrediti, malmenati, arrestati e persino uccisi perché cercano di informarci di ciò che accade nel mondo. In un’epoca in cui la comunicazione ha raggiunto un’evoluzione sorprendente, ancora assistiamo a queste plateali e gravissime violazioni dei diritti umani. C’è ancora chi cerca di censurare e nascondere i fatti, condizionando i giornali o oscurando internet. Non voltiamoci dall’altra parte quando vediamo calpestati i diritti fondamentali della società democratica, fingendo che non ci riguardino». Lo dichiara, in occasione della giornata mondiale per la libertà di stampa, l’On. Deborah Bergamini, presidente della sottocommissione per i Media e la Società dell’Informazione della Commissione Cultura dell’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa.

«La Giornata per la Libertà di Stampa, che si festeggia oggi in tutto il mondo, deve essere un momento di riflessione per tutti e l’occasione per ricordarci di non rimanere inerti», ha proseguito la parlamentare del PPE. «La libertà di informazione è un diritto fondamentale, e la sua corretta celebrazione e pratica richiede che non venga utilizzata come paravento per ledere altri diritti fondamentali quali la dignità della persona e il rispetto della vita privata». «Da 63 anni il Consiglio d’Europa – proprio il 5 maggio ricorre l’anniversario della fondazione – cerca di indirizzare l’Europa verso un giusto equilibrio tra il godimento dei propri diritti fondamentali e il rispetto dei diritti, altrettanto fondamentali, degli altri. Con la società globalizzata di oggi tale compito è sempre più arduo, ma dobbiamo renderci conto che su questa equazione si fonda la società democratica in cui tutti vorremmo vivere» conclude l’On. Bergamini.

Di seguito il comunicato originale, in inglese:

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21 febbraio 2012

Primavera araba alla prova sulla libertà di stampa

PRIMAVERA ARABA: AGM, ANCORA MOLTA STRADA PER LIBERTA’ INFORMAZIONE =

Roma, 20 feb. – (Aki) – Esprime “grande preoccupazione” l’Associazione Giornalisti del Mediterraneo (Agm) per la liberta’ di stampa nei paesi della Primavera Araba. L’associazione con sede a Roma fa riferimento in particolare ad alcuni casi in Tunisia e in Libia.

In relazione alla vicenda dei tre redattori tunisini finiti in prigione per aver pubblicato sul quotidiano Attounissia foto ‘piccanti’ del calciatore del Real Madrid Sami Khedira con la compagna Lena Gercke, Agm sottolinea “quanto sia ancora lungo e tortuoso il cammino della Tunisia verso il compimento di una vera societa’ democratica”.

La liberta’ di stampa e’ uno dei pilastri su cui si fonda una societa’ democratica e tollerante – si legge in una nota dell’associazione – Si chiede quindi l’immediato rilascio dei tre colleghi giornalisti e l’abrogazione di norme non piu’ al passo con i tempi“.

Sulla Libia, Agm commenta il caso della giornalista Hala Misrati, di cui si erano perse le tracce fino alla sua ricomparsa in un video.

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