Posts tagged ‘mare nostrum’

4 maggio 2015

Immigrazione: gli sbarchi continuano, e continuano a ricadere sulle spalle dell’Italia

barconi-400x215Altri 2000 migranti salvati dalle navi della Marina Militare lo scorso weekend. E’ bastato che le acque del Mediterraneo si calmassero per far ripartire l’esodo, tale e quale a prima. Tutto sulle spalle dell’Italia. Eccolo, per dirla alla Renzi, il ‘risultato clamoroso’ dell’Europa. 

24 aprile 2015

Vertice Ue di ieri lascia troppi irrisolti e di ‘enorme’ c’è solo egoismo alcuni stati

Guardiamo in faccia la realtà: il vertice Ue di ieri lascia ancora troppe questioni irrisolte e di ‘gigantesco’, per riprendere Renzi, ci è parso di vedere solo l’egoismo perdurante di alcuni Stati membri. Deborah Bergamini

Nessuna decisione concreta è stata presa per evitare la partenza dei barconi, e l’aumento dei fondi per Triton porta l’operazione Ue al livelli di Mare Nostrum: in pratica, 28 Paesi insieme riescono a fare quanto il nostro ha fatto da solo. Quanto all’accoglienza, lasciare la condivisione dei richiedenti asilo alla volontà degli Stati membri equivale a non cambiare nulla. In Europa, insomma, continuiamo a raccogliere troppo poco perché troppo poco pesiamo. E’ indispensabile coinvolgere l’Onu e valutare ogni possibilità di intervento, senza scartarne nessuna a priori.

4 marzo 2015

Immigrazione: Triton serve solo a Ue per lavarsi la coscienza

immigrazioneUn’altra tragedia nel canale di Sicilia e un altro sacrificio di vite sull’altare dell’inefficienza europea. I dati dei primi due mesi del 2015 indicano sbarchi fuori controllo, con addirittura un + 43% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Sono i numeri di un fallimento: quello della strategia europea di contrasto all’immigrazione e quello del governo italiano, che continua ad assistere inerte ad una situazione che è ormai sfuggita alle nostre capacità di gestione.

L’operazione Triton è, sempre più chiaramente, il modo con cui gli Stati membri hanno cercato di mascherare il loro egoismo, per non dire menefreghismo, rispetto all’emergenza che vive l’Italia. Bocciata dal Consiglio d’Europa, insufficiente per stessa ammissione delle istituzioni comunitarie, Triton è lì perché qualcosa si doveva pur fare. E poco importa se funziona o meno. Anche oggi, dopo l’ennesima tragedia, è ripartita la giostra di buoni propositi dell’Ue: ci vengono ripetuti i limiti di Triton e Frontex, ci viene spiegato cosa bisogna fare per superarli e quanto sia grave il problema immigrazione. Tutte cose che già sappiamo, il problema sono i fatti e certo non può bastare la decisione di anticipare di due mesi, da metà luglio a metà maggio, la discussione dell’Agenda europea delle migrazioni.

Lunedì scorso a Bruxelles ho chiesto al bureau del PPE di rafforzare la propria iniziativa politica per far sì che l’emergenza immigrazione divenga davvero priorità del governo europeo ed esca così dalla pantomima delle buone intenzioni. Ma è necessario che anche il governo si imponga. Il problema è che al governo non c’è Berlusconi.

23 ottobre 2014

Il mio intervento di ieri in Aula in risposta a Matteo Renzi

La presidenza del semestre europeo non è un’occasione cerimoniale, ma deve servire a imporre questioni strategiche per l’Italia e per l’Unione. Perciò, ci attendiamo qualche parola in più su due temi rispetto ai quali Forza Italia si è impegnata molto: il Made in Italy e l’immigrazione“.

Lo ha detto la responsabile comunicazione di Forza Italia, Deborah Bergamini, intervenendo in Aula durante le comunicazioni del premier sul prossimo Consiglio Ue.

Il Made In è il cuore della nostra competitività – ha proseguito la deputata -, per questo dobbiamo difendere la nostra ricchezza dalla contraffazione. C’è poi un altro argomento spinoso di cui lei, Presidente del Consiglio, non ama parlare, ma è un problema di drammatica attualità per gli italiani, ed è l’immigrazione. Su questo punto, cosa ha fatto concretamente l’Italia nel semestre di presidenza? L’unico risultato è l’impegno europeo per Triton, che è sì una straordinaria operazione, come voi la raccontate, ma di marketing.

Bisognerebbe piuttosto distinguere tra richiedenti asilo e migranti, per evitare che il sistema di accoglienza crolli sotto la pressione di flussi ingestibili, e occorre agire quanto prima per la revisione di Dublino III. Infine, c’è la questione della crisi ucraina e dei rapporti con la Russia: siamo convinti che vada rafforzato lo spirito di Pratica di Mare, che preferiamo allo ‘spirito di Milano’ da lei citato. Il governo Berlusconi si è speso in Europa per un’Unione più solidale e partecipata – ha concluso Bergamini -, i governi successivi non lo hanno fatto. Se vorrà riprendere quella strada noi saremo al suo fianco. Ma basta con la retorica“.

3 ottobre 2014

Lampedusa: a un anno dalla strage l’UE ancora latita e l’Italia affanna

bambino-lampedusaA un anno dalla tragedia di Lampedusa, il pensiero commosso per quello che è stato non basta. Tutti ricordiamo le passerelle sull’isola di Barroso e Malmstrom, tutti abbiamo sperato che da quel dramma potesse finalmente scaturire un impegno comune per impedire altre morti e gestire flussi migratori incontrollati attraverso politiche coordinate e nuove risorse. Dobbiamo prendere atto che non è andata così. 

A un anno da quegli orribili fatti in Italia non è cambiato nulla, se non in peggio: i nostri Cara sono sempre più affollati, ben oltre i limiti delle loro possibilità, l’Europa ‘solidale’ continua ad essere latitante, il soccorso e l’accoglienza sono reputati affar nostro. In tutto questo, e nonostante l’opportunità offerta dal semestre europeo, il governo italiano non è riuscito a far valere le nostre ragioni. Anzi. L’operazione Mare Nostrum, al di là dell’eroismo del personale coinvolto, grava sulle spalle dei cittadini con costi considerevoli ed ha avuto un effetto perverso: incentivare le partenze dei migranti dando loro la certezza che, dopo una traversata relativamente breve, una nostra nave è pronta a soccorrerli e accompagnarli in Italia.

Su Frontex Plus ci sono molti dubbi e, almeno al momento, una sola certezza: non sostituirà Mare Nostrum. Il poco tempo che resta del nostro semestre europeo e la decisione di Juncker di istituire un Commissario europeo all’immigrazione sono opportunità che l’Italia deve saper sfruttare. Il governo cerchi di capitalizzarle al meglio, o l’emergenza ordine pubblico rischia di diventare ingestibile.

6 agosto 2014

Immigrazione: la Francia ha capito. Ora appoggi richiesta italiana di maggiore coinvolgimento Ue

deborah bergamini fatti e misfatti tgcom 24Oggi, tra Pozzallo e Reggio Calabria, sono approdati quasi duemila migranti. Più di 500 ne sono attesi stasera a Palermo. In questi numeri è racchiuso il dramma che l’Italia si trova ad affrontare da sola e di fronte al quale l’Europa non può continuare a voltarsi dall’altra parte.

Ieri, anche la Francia, dalle pagine di Le Figaro, ha lanciato l’allarme sulle difficoltà crescenti nel gestire gli arrivi oltralpe di immigrati Nord Africani sbarcati in Italia, riconoscendo al contempo gli sforzi sostenuti dal nostro Paese nell’affrontare l’emergenza. E’ il riconoscimento che il problema riguarda tutta l’Europa. Ci auguriamo perciò che la Francia agisca di conseguenza e sostenga la richiesta dell’Italia affinché l’Unione assuma un’efficace iniziativa a difesa delle coste europee.

12 luglio 2014

Su immigrazione Malmstrom parla da tecnica e non da politica

La presa in carico di Mare Nostrum da parte di Frontex non è una questione di ‘buon cuore’ degli Stati membri: si fa se l’Ue darà seguito ad una decisione politica in tal senso. Le giustificazioni della Commissaria Malmstrom sulle difficoltà di estendere gli stanziamenti per Frontex e di coinvolgere gli altri Paesi europei nella gestione dell’emergenza immigrazione sarebbero forse accettabili da un tecnico, ma certo non lo sono da parte di chi ha responsabilità di guida politica dell’Unione.
Sperare ‘che gli Stati membri contribuiscano in modo più significativo non è una soluzione. Piuttosto, la Commissione Ue e il governo italiano, tanto più in occasione del semestre di presidenza, dovrebbero agire per fare finalmente in modo che la gestione delle frontiere divenga, al di là della retorica a buon mercato, un problema europeo.
Altrimenti continueremo ad avere frontiere a intermittenza: comunitarie, quando si tratta, ad esempio, di applicare tasse doganali sulle merci in entrata, e italiane, quando ad arrivare sono i flussi di immigrati.

8 luglio 2014

Immigrazione: su Mare Nostrum Ue e governo si contraddicono, intanto Italia fronteggia da sola l’emergenza

Qualcosa non torna: mentre il governo italiano afferma che c’è un percorso per sostituire l’attività di Frontex all’operazione Mare Nostrum, la commissaria Malmstrom, seduta allo stesso tavolo, di fatto smentisce, ponendo una serie di condizioni affinché questo, non si sa bene quando, possa realizzarsi.
E siccome tra queste condizioni rientra un contributo cospicuo da parte di tutti gli Stati membri, è facile pronosticare che il ‘per ora non possiamo’ si trasformerà in ‘mai’.
E’ una contraddizione, l’ennesima, che rinvia ancora una volta l’individuazione di una risposta europea al problema immigrazione. Intanto gli sbarchi proseguono e l’Italia continua a farsi carico di quello che è a tutti gli effetti un esodo incontrollato.

7 luglio 2014

Immigrazione: da UE solidarietà solo a parole, serve sostegno concreto

Deborah Bergamini In tema di immigrazione, l’Europa, attraverso la Commissaria Malmstrom, continua a far finta di non capire: si vogliono far passare le parole di solidarietà verso l’Italia come la dimostrazione che non siamo stati abbandonati nella gestione dell’emergenza. Peccato che con le parole non si salvino vite umane, non si portino al sicuro gli immigrati, non li si possa accogliere e sfamare.

Noi abbiamo bisogno di risorse e di un concreto impegno politico da parte degli Stati membri. Quell’impegno che è venuto meno anche nell’ultimo eurovertice, quando si è deciso di negare il mutuo riconoscimento per i rifugiati, disconoscendo così, ancora una volta, il Mediterraneo come confine europeo e scaricando sui Paesi di affaccio tutto il peso sia dell’accoglienza sia dell’integrazione.

Intanto il governo non riesce a tutelare i cittadini italiani, che nelle aree di approdo sono allo stremo, e si intestardisce in un’operazione come Mare Nostrum che ha dimostrato enormi limiti. E’ ora di percorrere tutte le soluzioni possibili per mettere un punto a questa situazione.

10 giugno 2014

Immigrazione: l’UE ascolti l’ONU. Italia non ce la fa più

L’Ue ascolti il monito dell’Onu: l’Italia non ce la fa più a sostenere da sola sbarchi che aumentano di giorno in giorno e che si moltiplicheranno ancora nelle prossime settimane. Sicurezza e accoglienza non sono compito del nostro Paese ma un dovere dell’Europa.

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