Posts tagged ‘media’

20 novembre 2013

Ncd: capisco entusiasmo e clamore mediatico, ma il consenso si misura con i voti

Comprendo l’entusiasmo legato all’esordio del Nuovo Centro Destra nel panorama politico, così come il clamore mediatico che accompagna questa ‘nascita’, salutata positivamente da molti organi di informazione, secondo una modalità già vista in passato nei confronti di coloro che hanno messo in difficoltà Silvio Berlusconi ricevendo, in virtù di questo ‘merito’, la benedizione di influenti sistemi mediatici. Deborah Bergamini

Tuttavia, quando si parla di ‘successioni’ altrui, come fa il senatore Schifani, bisognerebbe tenere a mente un dato: le leadership non si scelgono a tavolino e non si determinano per atto notarile, sono gli elettori a sancirle con il loro consenso. Un consenso che, a fronte dei molti sondaggi degli ultimi giorni, si misura davvero solo in occasione degli appuntamenti elettorali, quando si ha in mano una scheda e non un telecomando o un giornale“.

24 settembre 2013

Bene Corte Strasburgo su Belpietro. Ora sì a ns legge in Aula per modifica reato diffamazione

Accogliamo con soddisfazione il pronunciamento favorevole della Corte di Strasburgo sul ricorso presentato dal direttore Belpietro contro la condanna a quattro mesi di carcere che gli era stata inflitta per la pubblicazione di un articolo ritenuto diffamatorio nei confronti di due magistrati, un’ottima notizia per tutta la stampa italiana. Da tempo sosteniamo che la previsione della reclusione carceraria nei confronti dei giornalisti per il reato di diffamazione non solo limita la libertà di stampa ma intacca gravemente la civiltà e la democrazia del nostro Paese. Deborah Bergamini premio nord sud lisbona

Alla Camera è stata presentata una proposta di legge, a firma del Presidente Brunetta, dell’on. Gelmini e mia, che va proprio nella direzione della modifica della normativa penale sulla diffamazione per escludere il carcere; mi auguro che, anche sulla scia delle importanti indicazioni che vengono da Strasburgo, la riunione dei capigruppo di domattina decida di calendarizzarla nel prossimo mese di ottobre”.

Lo dichiara la deputata del PdL Deborah Bergamini, Presidente della sotto-Commissione Media e Information Society del Consiglio d’Europa.

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21 febbraio 2013

Politiche di genere, le mie risposte alle domande di Corrente Rosa

Le mie risposte alle 5 domande in materia di politiche di genere che l’associazione Corrente Rosa ha posto alle candidate ed ai candidati alle prossime elezioni. I temi sono:deborah bergamini 7

– violenza contro le donne

– servizi per la prima infanzia e per gli anziani

– lavoro femminile

– immagine della donna nei media

– bilancio di genere

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20 dicembre 2012

Unipol, verrebbe da sorridere se non ci fosse da preoccuparsi seriamente per giustizia in Italia

Stupisce, e al contempo era scontata, la richiesta di un anno di reclusione per Silvio Berlusconi nell’ambito del processo Unipol”. Lo dichiara l’on. Deborah Bergamini, Pdl, presidente della sottocommissione Media del Consiglio d’Europatribunale giustizia magistrati popolo responsabilità civile mediazione

Prosegue la deputata azzurra: “non si può che essere solidali con il Presidente Berlusconi che, ormai da anni, è il bersaglio preferito delle Procure. In questo caso, poi, verrebbe da sorridere se non ci fosse da essere seriamente preoccupati dello stato della giustizia italiana. E’ ironico, infatti, che l’uomo più intercettato d’Italia, nel Paese in cui le ‘fughe di notizie’ sono la regola e le intercettazioni coperte da segreto istruttorio sono pacificamente squadernate su tutti i giornali, sia anche l’unico a ricevere una richiesta di condanna proprio per la pubblicazione di un’intercettazione. Ma, del resto, anche dopo il caso Sallusti, è diventata palese la distorsione delle regole da applicare nel rapporto tra giustizia e cosiddetta informazione.

 

 

6 luglio 2012

Premio Voix des femmes, mi onora e mi rende felice veder riconosciuto il mio impegno

 E’ in omaggio al suo percorso professionale, esempio per altre donne, ed al suo impegno per il dialogo tra le due rive del Mediterraneo che questa sera a Tetouan, in Marocco, sarà premiata l’Onorevole Deborah Bergamini, Presidente del Centro Nord-Sud del Consiglio d’Europa, in apertura del Festival Voix des Femmes, con un riconoscimento omonimo.

Saranno laureate insieme a lei Lalla Keltoum Alaoui, Presidente di UNIFEM, Amina Bouayach, vice-presidente della Federazione internazionale dei Diritti Umani, Naima Bouhati, Presidente dell’associazione SANAD e l’ambasciatrice Halima Ouarzazi, mentre un premio specifico sarà consegnato anche ad alcune organizzazioni per il loro impegno sul terreno al fianco delle donne marocchine.

Giunto alla sua quinta edizione, il Festival Voix des Femmes prende il nome dell’associazione che lo organizza e si propone di fare della cultura e dell’espressività femminile uno strumento di sviluppo sostenibile ed un canale per il dialogo tra i popoli. Per due giorni la città di Tetouan, la cui Medina è patrimonio dell’UNESCO, sarà animata da concerti di gruppi locali ed europei, mostre, esposizioni e dibattiti. Fulcro della manifestazione sarà la conferenza dedicata a “l’approccio di genere per lo sviluppo delle donne nel Mediterraneo” durante la quale interverrà anche l’Onorevole Bergamini, in una sessione dedicata a “lo spazio delle donne nei media e nella vita culturale”.

3 maggio 2012

Giornata mondiale della libertà di stampa, ancora troppe le violazioni

Debora Bergamini «Le violazioni alla libertà di stampa sono purtroppo frequenti ancora oggi. Troppi giornalisti sono brutalmente aggrediti, malmenati, arrestati e persino uccisi perché cercano di informarci di ciò che accade nel mondo. In un’epoca in cui la comunicazione ha raggiunto un’evoluzione sorprendente, ancora assistiamo a queste plateali e gravissime violazioni dei diritti umani. C’è ancora chi cerca di censurare e nascondere i fatti, condizionando i giornali o oscurando internet. Non voltiamoci dall’altra parte quando vediamo calpestati i diritti fondamentali della società democratica, fingendo che non ci riguardino». Lo dichiara, in occasione della giornata mondiale per la libertà di stampa, l’On. Deborah Bergamini, presidente della sottocommissione per i Media e la Società dell’Informazione della Commissione Cultura dell’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa.

«La Giornata per la Libertà di Stampa, che si festeggia oggi in tutto il mondo, deve essere un momento di riflessione per tutti e l’occasione per ricordarci di non rimanere inerti», ha proseguito la parlamentare del PPE. «La libertà di informazione è un diritto fondamentale, e la sua corretta celebrazione e pratica richiede che non venga utilizzata come paravento per ledere altri diritti fondamentali quali la dignità della persona e il rispetto della vita privata». «Da 63 anni il Consiglio d’Europa – proprio il 5 maggio ricorre l’anniversario della fondazione – cerca di indirizzare l’Europa verso un giusto equilibrio tra il godimento dei propri diritti fondamentali e il rispetto dei diritti, altrettanto fondamentali, degli altri. Con la società globalizzata di oggi tale compito è sempre più arduo, ma dobbiamo renderci conto che su questa equazione si fonda la società democratica in cui tutti vorremmo vivere» conclude l’On. Bergamini.

Di seguito il comunicato originale, in inglese:

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9 marzo 2012

Ostaggio ucciso in Nigeria. Serve reazione di non-tecnico orgoglio nazionale

L’ho già scritto alcuni giorni fa e a maggior ragione lo ribadisco adesso, all’indomani dell’uccisione dell’ostaggio italiano Franco Lamolinara in Nigeria: non basta la “tecnica” a fare un Paese Certo, non conosco le dinamiche che hanno prodotto la morte dell’ingegnere italiano nel fallito blitz di ieri, e occorreranno giorni per capire cosa veramente sia accaduto. A quanto pare le autorità italiane non erano state informate dell’iniziativa nigeriana e britannica, benché questa le riguardasse. Ma su questo ci saranno le consuete polemiche e il solito rimpallo di responsabilità.

Sono molto dispiaciuta per la morte di Lamolinara e vicina ai suoi familiari. Questo tragico episodio fa il paio con la vicenda dei nostri due marò fermati in India e impigliati da settimane in complesse trattative in cui mi pare che il legalismo internazionale abbia la meglio sul buonsenso e sulla sovranità nazionale: i militari devono essere giudicati dai tribunali del loro paese.

Questi due episodi fanno riflettere su un aspetto importante: da mesi, da quando il governo tecnico si è insediato, ascoltiamo inni e peana alla ritrovata forza e credibilità internazionale del nostro Paese, in particolare da parte di certi media che erano stati i primi a distruggere quella credibilità per motivi politici, non gradendo che al governo del Paese ci fosse Berlusconi. Allontanato lui, un velo di generale plauso sembra che abbia coperto l’azione del nuovo governo. E giusto ieri, con la discesa del nostro SPREAD sotto i 300 punti, insieme all’anticipazione di qualche imminente UPGRADE dell’Italia, è sembrato che l’opera di recupero della credibilità internazionale fosse di fatto compiuta. Ma questo è il linguaggio del dogma finanziario che sta condizionando le scelte politiche di tutto il mondo, è il linguaggio dei compiti a casa, delle pagelle delle agenzie di rating e dei trattati europei. Quando invece si parla di politica vera, di carne vera, di un Paese vero, l’Italia dimostra di essere più fragile che mai, come se il fatto di essere governata da ministri “tecnici”, non eletti, implicasse che essa è un po’ meno Paese, che dietro di essa non c’è più un popolo, un’appartenenza comune, un collante fatto di storia, identità e progetto, ma un cumulo di numeri e di regole.

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9 febbraio 2012

Abbiamo scritto a De Bortoli: i media ci aiutino a sensibilizzare i cittadini sulla contraffazione

Dott. Ferruccio De Bortoli

Direttore del Corriere della Sera

Milano

Egregio Direttore*,

in un momento in cui si dibatte quotidianamente della mancanza di risorse per politiche efficaci che favoriscano lo sviluppo, una seria lotta alla contraffazione può rappresentare un giusto rimedio per taluni vitali settori del nostro Paese (pensiamo al tessile, alla moda, all’agroalimentare ecc.) che subiscono quotidianamente l’onda di ritorno degli effetti negativi di un così diffuso e nefasto fenomeno criminale.

Non è certo un mistero che dietro l’industria del falso si celi la criminalità organizzata nostrana, sempre più in stretto rapporto con pericolose organizzazioni straniere che hanno riconvertito in più di un caso il proprio business a favore della produzione o commercializzazione di prodotti contraffatti. Tutto questo non stupisce se si guarda al valore della posta in gioco: parliamo, come ci ricorda il Censis, di un mercato illecito che vale più di 7 miliardi di euro, tutti esentasse.

Le ricadute negative si scaricano su tutti: sulle imprese in termini di mancato fatturato (le cifre parlano di ben 18 miliardi di euro) e perdita di posti di lavoro (130.000 mancati occupati), sui consumatori perché viene messa in pericolo la loro salute e sicurezza, sull’intero sistema Paese per i danni che provoca all’Erario e alla sicurezza sociale.

Occorre, dunque, che tutti facciano la loro parte, ognuno nel proprio ambito affinché si possano mettere in atto iniziative e misure che invertano una tendenza che ha visto crescere il fenomeno a dismisura con danni enormi all’immagine dell’Italia. Da una parte i media dovrebbero maggiormente sensibilizzare i cittadini sugli effetti del fenomeno contraffattivo e sui rischi per la salute che potrebbero derivare dall’acquisto di un prodotto contraffatto: ancora troppe persone, infatti, sottovalutano quando addirittura non tollerano o giustificano il problema.

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