Posts tagged ‘Monte dei paschi’

13 gennaio 2017

Banche, commissione di inchiesta non può essere guidata da Pd

bancheÈ di tutta evidenza che la Commissione parlamentare d’inchiesta sul sistema bancario italiano, che dovrà indagare innanzitutto sul Monte dei Paschi di Siena e sulle 4 banche salvate dal Governo Renzi, non potrà essere guidata da un esponente del Pd perché controllore e controllato non possono coincidere, non possono essere la stessa persona. Non è questione di poltrone ma di credibilità del Parlamento e della politica. Le commissioni di inchiesta sono per prassi affidate all’opposizione proprio per non avere condizionamenti dal potere ed essere libere di agire. Le nostre priorità sono innanzitutto salvaguardare i risparmi degli Italiani facendo in modo che chi è stato raggirato dalle banche venga risarcito integralmente; fare chiarezza su chi ha beneficiato di prestiti milionari senza restituirli, e obbligarli per quanto possibile a farlo; acclarare le responsabilità di chi ha portato le banche al fallimento

28 dicembre 2016

MPS, su Commissione di inchiesta noi ci siamo

mpsDa mesi giace in Parlamento la nostra proposta di legge per l’istituzione di una Commissione parlamentare d’inchiesta sul sistema bancario, che intende far luce sulle tante anomalie che in questi anni hanno arricchito alcuni banchieri e i loro amici, e defraudato migliaia di piccoli risparmiatori, a partire da quelli delle 4 banche salvate dal Governo Renzi. Se dunque le parole del ministro della Giustizia Orlando sono sincere, visto che egli è un autorevolissimo esponente del Pd, partito di maggioranza relativa in Parlamento, non ha che da convincere anche i suoi colleghi a votare la nostra proposta, dal momento che finora hanno fatto melina.

13 febbraio 2013

Monte dei Paschi e banche, se ne è parlato su Italia7 qualche giorno fa

Cari amici,

condivido con voi il video del mio intervento su Italia7, dove sono stata ospite qualche giorno fa, per commentare le notizie del giorno.

Qui la seconda parte dell’intervento, e qui la terza.

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2 febbraio 2013

Mps, Pd si comporta come bambino trovato con le mani sporche di marmellata

mps BersaniIl Pd sta cercando in modo goffo e sguaiato di marcare una impossibile distanza dal Monte dei Paschi di Siena. Bersani è stato prima minaccioso – voleva sbranare – mentre adesso è patetico. Mussari, tesserato fin da ragazzino nella federazione dei giovani comunisti e oggi con in tasca una tessera del Pd, non lo conosce più nessuno. Alla guida di Mps non si sa come ci sia arrivato, anche se ormai è chiaro che per statuto sono il sindaco e il Presidente della Provincia di Siena, da sempre Pd, a nominare i vertici della Fondazione Monte dei Paschi. Non ha più amici, anzi, pare non ne abbia mai avuti. Ha finanziato per anni un partito in cui nessuno sa chi sia.”

Così Deborah Bergamini, Pdl, che continua: “la dirigenza del Pd sembra un bambino con le mani appiccicose di marmellata che giura alla mamma di non aver neppure toccato il barattolo. Farfuglia e, di fronte ai cocci, cerca di imbastire storie improbabili. Ma superata l’età scolare non si può più dare la colpa all’amichetto invisibile. Si deve prendersi le proprie responsabilità, soprattutto se ci si candida alla guida di un grande Paese.”

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30 gennaio 2013

Mps, sì a commissione parlamentare d’inchiesta

La vicenda Monte dei Paschi con il passare dei giorni assomiglia sempre di più alla parodia di un brutto film western. Dopo aver assistito all’assalto alla banca, alle sparatorie (di accuse e di scuse), alla scomparsa del bottino e all’arrivo (tardivo) dello sceriffo, oggi ci viene presentata la banda (del 5%) che avrebbe effettuato il furto. bank_robbery

Non sappiamo quale sarà il colpo di scena di domani, ma possiamo certo dire che questo film non ha nulla di divertente. Né per gli italiani che si trovano a dover garantire, con soldi pubblici (cioè loro), una banca, né per i correntisti e i dipendenti del Monte dei Paschi, né per un intero territorio, quello senese e toscano, che subisce le conseguenze di questa protratta malagestione. C’è invece bisogno di chiarezza, perché non è accettabile che i responsabili, siano essi gli esecutori o gli ispiratori, restino ignoti e/o impuniti.

Per questo appoggio la proposta del Segretario Angelino Alfano di istituire una Commissione parlamentare d’inchiesta su quanto accaduto al Monte dei Paschi di Siena. La giustizia, infatti, farà il suo corso. Ma tocca alla politica occuparsi approfoditamente della vicenda“.

Così in una nota Deborah Bergamini, Pdl.

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27 gennaio 2013

Pd a testa bassa contro Berlusconi per distogliere attenzione da Mps

Deborah Bergamini Istanbul Detto fatto: Bersani ha lanciato l’ordine di scuderia, ‘sbranare’, e il Pd esegue a testa bassa, nel disperato e inutile tentativo di distogliere l’attenzione dal marcio che emerge nella vicenda Monte dei Paschi di Siena.
Non si spiega altrimenti questa mitraglia di dichiarazioni verbose e ripetitive che attribuiscono – che novità – al Presidente Berlusconi parole e, addirittura, pensieri e inclinazioni che non ha mai avuto. Berlusconi, con il suo impegno e la sua storia, ha sempre difeso la libertà, cosa che non si può certo dire dei (più o meno) ex comunisti (più o meno) pentiti che oggi si affannano a condannare il totalitarismo.

Così in una nota Deborah Bergamini, Pdl.

24 settembre 2012

Siena, anticipo del voto sarebbe uno spreco di soldi pubblici a favore del Pd

Il governo sta per varare un decreto salva-Pd a Siena, la capitale del sistema di potere comunista e post che è stata commissariata per una faida che ha costretto il sindaco Ceccuzzi a dimettersi. Dopo aver praticamente quasi nazionalizzato il Monte dei Paschi, è dunque in gestazione il secondo favore nei confronti di chi ha portato la città sul lastrico.

Da settimane il Pd esercita pressioni per anticipare il voto a novembre, nel tentativo palese di superare le proprie difficoltà interne e di favorire un ricompattamento, e il governo – sempre molto incline ad ascoltare le sirene democratiche – sta pensando a un decreto per anticipare il voto in tutti i comuni commissariati. Senza alcuna motivazione plausibile, si andrebbe a modificare la legge con un decreto che costringerà le finanze pubbliche ad uno spreco di risorse che si sarebbe potuto tranquillamente evitare accorpando politiche ed amministrative in un election day.

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28 luglio 2009

Siena, tv locali e finanziamenti comunali. La mia interrogazione

Interrogazione a risposta orale 3-00623

presentata da

DEBORAH BERGAMINI

martedì 28 luglio 2009, seduta n.210

 

Al Ministro dello sviluppo economico.

– Per sapere – premesso che:

il Comune di Siena, con delibera di Giunta comunale n. 892 del 15 dicembre 1999, ha fatto realizzare da Telecom s.p.a. verso corrispettivo, grazie ad un prevalente contributo iniziale della banca Monte dei Paschi, una rete via cavo ibrida che gestisce ed ha gestito in passato, tramite la società interamente partecipata dal comune Siena Innovazione s.r.l., oggi in via di liquidazione e sostituita nelle sue funzioni di gestore dal Consorzio Terrecablate – interamente partecipato dagli enti locali della provincia di Siena. Il duplice obiettivo perseguito è quello di eliminare, per motivi estetici, dai tetti delle case di Siena parabole ed antenne, e di entrare nel settore della teleradiodiffusione, dando luogo ad una vera e propria televisione della pubblica amministrazione;

attraverso tale rete via cavo, dal 2002, il comune di Siena distribuisce per otto ore al giorno il programma, a tutti gli effetti generalista, «canale civico CCS cable tv», prodotto dall’ente comunale con finalità che avrebbero dovuto essere di mera comunicazione istituzionale, poi disattese;

il Comune, dopo aver vietato con regolamento edilizio l’installazione delle parabole e demolito a proprie spese, mediante delibera, decine di migliaia di antenne dai tetti delle case della città – unico mezzo di ricezione dei programmi via etere terrestre -, ha deciso di ritrasmettere nella rete via cavo, assieme al proprio «CCS cable tv», un numero limitato di programmi di emittenti teleradiodiffusive locali e nazionali e della RAI, senza un unanime e formale consenso, pur se già irradiati correttamente a Siena via etere terrestre. Consta all’interrogante che detti programmi sono stati selezionati arbitrariamente dal comune e da Siena Innovazione s.r.l. senza corresponsione di compenso alcuno per diritto d’autore ed in evidente dispregio dei principi di «neutralità tecnologica», leale concorrenza e «libertà d’antenna»;

in alcuni casi la qualità del segnale cablato è risultata, a seguito di apposita certificazione, inferiore a quella del segnale irradiato dagli impianti di trasmissione via etere terrestre, ricevuto precedentemente tramite le antenne site sugli immobili. Ciò è dovuto al fatto che parte dell’utenza è ancora oggi fornita di apparecchi ricevitori in commercio non in grado di attuare appieno la nuova sintonizzazione, per cui la stessa è stata penalizzata;

alla rete via cavo nella città di Siena non è garantito libero accesso, essendo necessario il consenso del Comune sia per gli aspetti tecnici, di qualità del segnale sia per la scelta dei programmi da inserirvi;

la decisione del Comune di Siena di dotarsi di una propria rete televisiva è in palese violazione:

a) dell’articolo 16, comma 12, della stessa legge, in base al quale «la concessione non può essere rilasciata ad enti pubblici, anche economici, a società a prevalente partecipazione pubblica e ad aziende ed istituti di credito»;

b) del decreto legislativo 31 luglio 2005, n. 177, recante «Testo unico della radiotelevisione», il cui articolo 5, comma 1, lettera b) stabilisce: «fatto salvo quanto previsto per la società concessionaria del servizio pubblico generale radiotelevisivo, le amministrazioni pubbliche, gli enti pubblici, anche economici, le società a prevalente partecipazione pubblica e le aziende ed istituti di credito non possono, né direttamente né indirettamente, essere titolari di titoli abilitativi per lo svolgimento delle attività di operatore di rete o di fornitore di contenuti»;

in virtù di tale comportamento del Comune di Siena, che risulta non conforme alla normativa vigente, il 30 gennaio 2006 ed il 23 novembre 2006 l’Ispettorato territoriale della Toscana del Ministero dello sviluppo economico, già Ministero delle comunicazioni, ha diffidato la società Siena innovazione s.r.l. prima ed il Comune di Siena poi dal continuare nell’esercizio non autorizzato di apprensione dall’etere e di distribuzione via cavo dei segnali irradiati via etere dalle emittenti legittimamente concessionarie del servizio di radiodiffusione televisiva;

in data 11 luglio 2008 lo stesso Ispettorato territoriale del Ministero dello sviluppo economico ha fatto sapere che il dicastero ha avviato un nuovo ulteriore procedimento amministrativo nei confronti del Comune di Siena, tuttora in fase di istruttoria, a tutela delle emittenti legittimamente esercenti in quanto concessionarie -:

se il Ministro non ritenga opportuno, nel rispetto delle prerogative e dell’indipendenza dell’ente comunale senese, assumere le necessarie iniziative al fine di ristabilire le condizioni di piena legittimità nel sistema teleradiodiffusivo locale, tutelando così le emittenti locali concessionarie operanti nell’area di Siena, la cui attività – come il Ministero ha già accertato – è stata penalizzata dalla rimozione delle antenne e dalla concorrenza svolta da soggetti finanziati dal comune di Siena, assolutamente carenti di titolo per svolgere l’attività di teleradiodiffusione a Siena.

(3-00623)

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