Posts tagged ‘nazioni unite’

21 settembre 2016

Immigrati, Renzi cominci a far scontare pena a detenuti nei Paesi origine

renzi-onu-migrantiC’è una cosa che il Governo e il premier Renzi possono fare da soli sull’immigrazione, senza il bisogno della Ue, ed è quella di far scontare la pena nei Paesi d’origine agli stranieri detenuti nelle nostre carceri. 

Recentemente a New York, sul tema immigrazione, Renzi ha affermato che se l’Europa non si farà carico del problema l’Italia allora farà da sola. Una minaccia velata ma piuttosto spuntata dato che il premier aveva già detto l’identica cosa più di un anno fa, esattamente il 15 giugno del 2015, e basta andarsi a rileggere le sue dichiarazioni di allora per appurarlo. Nel frattempo, se qualcosa è cambiato, è cambiato in peggio dato che è continuato senza sosta l’arrivo di immigrati sulle nostre coste, l’Italia ha continuato a farsene carico da sola e i ricollocamenti dei richiedenti asilo sono stati assolutamente irrisori. Il numero di detenuti stranieri in Italia è un terzo dell’intera popolazione carceraria, 18.311 su 54.195, e la Convenzione di Strasburgo del 1983, sottoscritta anche dall’Italia, prevede proprio la possibilità di rimpatriare nei rispettivi Paesi gli stranieri detenuti in Italia per far scontare lì la pena. Certamente questa possibilità non riguarda tutti i detenuti stranieri e vale solo nei Paesi firmatari della Convenzione, ma sta di fatto, però, che è una decisione che il Governo potrebbe prendere da solo senza attendere la Ue. Se da un lato non lo fa, e se dall’altro non riesce a concludere e rendere operativi accordi bilaterali con i Paesi di provenienza di questi detenuti, è perché evidentemente mancano la volontà politica e l’autorevolezza per imporsi a livello internazionale

20 novembre 2013

Governance di Internet, la mia interrogazione sull’assenza del governo al Forum delle Nazioni Unite

banda larga reti internet

INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE

Bergamini – Al Presidente del Consiglio dei Ministri. Per sapere – premesso che:

dal 22 al 25 Ottobre 2013 si è svolto a Bali (Indonesia) l’ottavo meeting dell’Internet Governance Forum (IGF), convocato annualmente dalle Nazioni Unite, in cui millecinquecento delegati da centoundici paesi hanno discusso per quattro giorni del presente e del futuro della rete;

l’IGF è nato nel 2005 a Tunisi come luogo per internazionalizzare la governance di Internet. Ogni anno l’IGF rappresenta un punto d’incontro per i membri accreditati alla World Summit on the Information Society (WSIS) e per capi di Stato e di governo, rappresentanti di imprese e della società civile, personalità di provata esperienza per discutere i temi salienti dello sviluppo e dell’evoluzione della rete e che quest’anno ha dedicato una speciale attenzione alla sorveglianza su Internet;

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23 settembre 2013

Oggi all’Onu, mio impegno contro violenza sessuale nei conflitti

Ho presento oggi, nel corso di un seminario alle Nazioni Unite, la mia risoluzione, approvata all’unanimità dalla Commissione esteri della Camera, che impegna il Governo italiano ad agire in sede internazionale per la prevenzione della violenza sessuale nelle aree di guerra ed a sostenere la proposta di legge libica che equipara le vittime di violenza sessuale alle vittime di guerraDeborah Bergamini Onu Unitar violenza sessuale conflitti

E’ indispensabile che gli Stati nei loro rapporti bilaterali con i paesi attraversati da conflitti o in transizione democratica, così come la comunità internazionale nel suo complesso, agiscano in modo chiaro e forte contro la violenza sessuale, che va considerata e perseguita come un crimine di guerra a tutti gli effetti, un’arma per niente costosa e dagli effetti devastanti. Allo stesso modo è fondamentale trovare nuovi modi per sostenere i processi di peacebuilding, operando per una pacificazione nazionale che garantisca alle vittime di stupri e violenze sessuali il riconoscimento della loro sofferenza. Per questo ho offerto la mia piena collaborazione al progetto dell’Ara Pacis Initiative volto alla costruzione di un archivio audiovisivo sulle testimonianze delle vittime di stupro durante il conflitto libico. E’ importante preservare la memoria dell’orrore perché questo non si ripeta“.

Lo ha detto il capogruppo del PdL in Commissione esteri alla Camera, Deborah Bergamini, durante un incontro alle Nazioni Unite dal titolo “La verità necessaria” dedicato all’utilizzo dello stupro come arma nella zone di guerra e alla legge in discussione in Libia che equipara le vittime di violenze sessuali alle vittime di guerra. Al seminario hanno preso parte anche Zainab Hawa Bangura, sottosegretario generale delle Nazioni Unite e rappresentante speciale per la violenza sessuale nei conflitti, il Ministro della Giustizia libico Salah Al Marghouni e il Premio Nobel per la pace Leymah Gbowee.

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30 luglio 2013

Violenza sessuale nei conflitti. Molto soddisfatta per unanimità su mia risoluzione

Sono molto soddisfatta che la mia risoluzione che impegna il Governo ad agire in sede internazionale per la prevenzione della violenza sessuale nei conflitti armati sia passata all’unanimità oggi in Commissione Esteri. Ringrazio tutti i colleghi che hanno voluto sottoscriverla. E’ molto importante che l’orientamento della comunità internazionale sia chiaro sul punto: la violenza sessuale è un crimine di guerra e come tale va perseguito. Ed è fondamentale che gli stati, nei rapporti bilaterali che intrattengono con i paesi in conflitto o in transizione democratica, appoggino gli sforzi che vanno nella direzione dell’eradicazione del fenomeno.” deborah bergamini 13

Lo ha dichiarato Deborah Bergamini, capogruppo Pdl in Commissione Esteri, a margine della votazione.

Sempre più spesso, e metodicamente, infatti, la violenza sessuale è utilizzata nelle situazioni di conflitto a scopi intimidatori, punitivi e di pulizia etnica. Le prime vittime di queste pratiche sono ovviamente le donne ma anche i bambini, e molti uomini. La violenza sessuale sfida il concetto convenzionale di minaccia alla sicurezza: essa è spesso invisibile e non viene percepita allo stesso modo, per esempio, delle ferite causate dalle mine antiuomo. Tuttavia lo stupro è un’arma a tutti gli effetti, meno cara dei proiettili e che non richiede alcun addestramento specifico. E’ lowcost, ma di forte impatto. Inoltre è spesso resistente ai processi di disarmo e cessate il fuoco e i suoi effetti durano negli anni in quanto lascia le vittime devastate anche da un punto di vista psicologico e, oltretutto, alle prese con lo stigma sociale che le isola. Auspico che, in futuro, il Parlamento sappia esprimersi in modo univoco anche su altri temi altrettanto importanti” ha concluso Bergamini.

Di seguito il testo della risoluzione:

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