Posts tagged ‘ONU’

27 febbraio 2018

Siria: abusi fatti ignobili, rivedere sistema Ong

Donne siriane 2Se fosse vero quanto affermato dalla cooperante Danielle Spencer riguardo gli abusi sessuali subiti dalle donne siriane da parte di volontari di alcune Ong, non sarebbe solo gravissimo ma ignobile. Nell’intervista della Bbc emergerebbero gravi responsabilità anche da parte dell’Onu che nonostante fosse al corrente della situazione, si sarebbe preoccupata di insabbiare piuttosto che denunciare le molestie. È inaccettabile che delle organizzazioni umanitarie, impegnate per aiutare e tutelare comunità di persone fragili, speculino invece sulle loro disgrazie, sfruttando sessualmente le donne in cambio di un pasto. Si tratterebbe di una grave violazione dei diritti umani che, anche alla luce del caso Oxfam, impone di rivedere l’intero sistema delle Ong. Nella prossima legislatura lavoreremo ad un regolamento che obblighi le organizzazioni non governative al rispetto rigoroso di un codice di condotta, promuovendo un ambiente sfavorevole e punitivo di abusi e atti criminali come questi perché non accadano mai più.

4 aprile 2017

Migranti: numeri sempre più allarmanti, l’Europa deve ascoltare

BergaminiCARD
Sempre più allarmanti i numeri legati all’arrivo dei migranti in Italia. L’Europa non può più far finta di non sentire. L’Oim –  Organizzazione Internazionale per le migrazioni – ha rilevato un aumento del 25% di arrivi nel nostro paese rispetto allo stesso periodo dello scorso anno e le previsioni per i prossimi mesi sono tragiche. Lo diciamo da mesi: non è più possibile rimandare, bisogna trovare soluzioni adeguate al problema e in questo è soprattutto l’Europa a dover ascoltare proposte e indicazioni. Come dimostrano anche i temi discussi nel corso del recente Congresso del PPE a Malta la questione migranti è una priorità assoluta e affrontarla attraverso politiche chiare e decise è l’unico modo per evitare arrivi incontrollati e morti in mare di persone spesso disperate.
13 aprile 2016

Libia, situazione estremamente preoccupante

Barcone-immigrati

La situazione illustrata dal generale Paolo Serra, consigliere militare dell’inviato speciale Onu in Libia, Martin Kobler, è estremamente preoccupante. In Libia, infatti, ci sono un milione di potenziali migranti e fra questi potrebbero esserci cellule dormienti di terroristi pronte ad agire.

Se riuscissero a partire  l’Italia non sarebbe assolutamente in grado di sostenere l’urto di un flusso così massiccio di immigrati, ancora una volta da sola, dato che la solidarietà europea è ben lungi dal manifestarsi e, anzi, l’Austria sta addirittura chiudendo i propri confini. L’incapacità del nostro governo sta chiudendo il paese in una morsa in cui non si riesce a difendere i confini a Sud né a far transitare gli immigrati che arrivano in Italia verso altri stati europei. L’arrivo di un flusso migratorio di queste dimensioni farebbe collassare in tempi brevissimi il nostro tessuto sociale perché i migranti, non avendo mezzi di sostentamento,  andrebbero per la maggior parte ad ingrossare le fila della criminalità. Questo scenario va scongiurato assolutamente e in fretta dato che l’approssimarsi dell’estate, e dunque di favorevoli condizioni meteo, farà aumentare di gran lunga gli sbarchi. Chiediamo al Governo cosa intenda fare per fronteggiare un fenomeno che non si può più definire emergenziale perché ormai l’immigrazione clandestina nel nostro Paese è diventata purtroppo strutturale e a pagarne le conseguenze sono i cittadini.

 

2 ottobre 2015

Libia: ennesima sconfitta per l’Italia da scelta Onu di designare rappresentante tedesco

La scelta dell’Onu di designare un tedesco come proprio rappresentante in Libia alla scadenza del mandato dello spagnolo Leon, dà la cifra dell’inconsistenza del governo italiano sullo scacchiere internazionale. Eppure, anche di recente, avevamo ascoltato dal premier parole solenni sul ruolo che avrebbe avuto l’Italia in Libia. Evidentemente era solo un suo desiderio e nulla più. Questa è l’ennesima sconfitta del nostro Paese

24 aprile 2015

Vertice Ue di ieri lascia troppi irrisolti e di ‘enorme’ c’è solo egoismo alcuni stati

Guardiamo in faccia la realtà: il vertice Ue di ieri lascia ancora troppe questioni irrisolte e di ‘gigantesco’, per riprendere Renzi, ci è parso di vedere solo l’egoismo perdurante di alcuni Stati membri. Deborah Bergamini

Nessuna decisione concreta è stata presa per evitare la partenza dei barconi, e l’aumento dei fondi per Triton porta l’operazione Ue al livelli di Mare Nostrum: in pratica, 28 Paesi insieme riescono a fare quanto il nostro ha fatto da solo. Quanto all’accoglienza, lasciare la condivisione dei richiedenti asilo alla volontà degli Stati membri equivale a non cambiare nulla. In Europa, insomma, continuiamo a raccogliere troppo poco perché troppo poco pesiamo. E’ indispensabile coinvolgere l’Onu e valutare ogni possibilità di intervento, senza scartarne nessuna a priori.

10 giugno 2014

Immigrazione: l’UE ascolti l’ONU. Italia non ce la fa più

L’Ue ascolti il monito dell’Onu: l’Italia non ce la fa più a sostenere da sola sbarchi che aumentano di giorno in giorno e che si moltiplicheranno ancora nelle prossime settimane. Sicurezza e accoglienza non sono compito del nostro Paese ma un dovere dell’Europa.

13 febbraio 2014

Marò: vicenda non può essere derubricata a questione bilaterale. India non rispetta diritto internazionale

marò“La crisi istituzionale che stiamo attraversando non aiuta, ma per nessun motivo possiamo permettere che si ripercuota sulla situazione dei nostri Marò. Ora più che mai, è indispensabile chiarire a tutti, Onu in testa, che l’Italia è determinata a riportare a casa i suoi militari. L’India ci sta trattando come terroristi: un’accusa fuori dal mondo e sicuramente fuori dal diritto internazionale. Quel diritto che l’Onu dovrebbe far valere. La collaborazione della comunità internazionale per riportare in Patria i Marò non può essere considerata da nessuno come opzionale, né possiamo tollerare che l’intera vicenda venga derubricata a ‘semplice’ divergenza tra Stati

10 febbraio 2014

Marò, ennesimo affronto. Onu ed Ue mettano in mora India che non rispetta diritti umani

marò“La richiesta di applicazione della legge antiterrorismo nei confronti dei Marò, il nuovo rinvio, sono altrettanti affronti al nostro Paese. Ormai è chiaro che non si tratta più di una vicenda giudiziaria ma di una campagna elettorale che, in India, si sta giocando sulla pelle dei nostri militari e dell’Italia. La comunità internazionale – Onu ed Unione Europea su tutti – ha il dovere di mettere in mora l’India e di sostenere l’obiettivo italiano di riportare i due militari in Patria subito.

Per rientrare in una dinamica globale di rapporti politici ed economici, il minimo che possa richiedersi a qualsiasi Paese è il rispetto dei diritti umani. Ora, siamo di fronte ad un bivio: o si riafferma questo principio, oppure si creerà un gravissimo e probabilmente insanabile precedente nei rapporti internazionali tra Stati sovrani”.

25 novembre 2013

Contro violenza sulle donne ci vuole impegno per cambio di mentalità a livello globale

deborah bergamini 13Per cogliere al meglio lo spirito della Giornata mondiale contro la violenza sulle donne, occorre rileggere l’atto con cui l’Onu la istituì, e nel quale si fa esplicito riferimento la fatto che la violenza contro le donne è un ostacolo al raggiungimento di una piena parità di genere, allo sviluppo e alla pace. La violenza è uno dei meccanismi sociali che più agiscono per mantenere le donne in una posizione subordinata e questo è particolarmente vero, a livello globale, per alcuno categorie di donne che si trovano in situazioni di vulnerabilità e di pericolo come le donne rifugiate, migranti, detenute o in zone di guerra.

Era il 1999. Oggi, a distanza di quasi quindici anni, le cronache ci restituiscono orrori contro la dignità e l’integrità della donna e violazioni dei diritti umani fondamentali che non accennano a diminuire: mutilazioni e segregazioni perpetrate per motivi religiosi, stupri sui cosiddetti ‘barconi della speranza’ e – scientificamente e strategicamente attuati – nelle zone di guerra, violenze silenziose, ma non per questo meno drammatiche, che nei Paesi ‘civilizzati’ si realizzano spesso tra le mura domestiche.

La Convenzione di Istanbul contro la violenza domestica, recentemente ratificata dall’Italia, e la risoluzione che ho presentato e che è stata approvata dalla Camera impegnando così il nostro governo ad azioni di contrasto delle violenze sulle donne nelle aree di guerra, sono strumenti importanti, ma fondamentale è garantire la loro effettiva e piena applicazione. È necessario un vero sforzo comune e condiviso perché l’obiettivo che dobbiamo porci è molto ambizioso: si tratta di un cambiamento di mentalità, abitudini, costumi. Nella consapevolezza che i diritti non vanno mai considerati pienamente acquisiti, ma è necessario tenere alta la guardia ovunque, per evitare una regressione purtroppo sempre possibile”.

23 settembre 2013

Oggi all’Onu, mio impegno contro violenza sessuale nei conflitti

Ho presento oggi, nel corso di un seminario alle Nazioni Unite, la mia risoluzione, approvata all’unanimità dalla Commissione esteri della Camera, che impegna il Governo italiano ad agire in sede internazionale per la prevenzione della violenza sessuale nelle aree di guerra ed a sostenere la proposta di legge libica che equipara le vittime di violenza sessuale alle vittime di guerraDeborah Bergamini Onu Unitar violenza sessuale conflitti

E’ indispensabile che gli Stati nei loro rapporti bilaterali con i paesi attraversati da conflitti o in transizione democratica, così come la comunità internazionale nel suo complesso, agiscano in modo chiaro e forte contro la violenza sessuale, che va considerata e perseguita come un crimine di guerra a tutti gli effetti, un’arma per niente costosa e dagli effetti devastanti. Allo stesso modo è fondamentale trovare nuovi modi per sostenere i processi di peacebuilding, operando per una pacificazione nazionale che garantisca alle vittime di stupri e violenze sessuali il riconoscimento della loro sofferenza. Per questo ho offerto la mia piena collaborazione al progetto dell’Ara Pacis Initiative volto alla costruzione di un archivio audiovisivo sulle testimonianze delle vittime di stupro durante il conflitto libico. E’ importante preservare la memoria dell’orrore perché questo non si ripeta“.

Lo ha detto il capogruppo del PdL in Commissione esteri alla Camera, Deborah Bergamini, durante un incontro alle Nazioni Unite dal titolo “La verità necessaria” dedicato all’utilizzo dello stupro come arma nella zone di guerra e alla legge in discussione in Libia che equipara le vittime di violenze sessuali alle vittime di guerra. Al seminario hanno preso parte anche Zainab Hawa Bangura, sottosegretario generale delle Nazioni Unite e rappresentante speciale per la violenza sessuale nei conflitti, il Ministro della Giustizia libico Salah Al Marghouni e il Premio Nobel per la pace Leymah Gbowee.

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