Posts tagged ‘ordine del giorno’

11 aprile 2017

Migranti: Governo si oppone a far scontare pena in Paesi origine

erario
Il Pd e la maggioranza di Governo hanno espresso parere contrario alla Camera per l’ordine del giorno che ho presentato affinché i detenuti stranieri in Italia scontino la pena nei loro Paesi di origine.
Il problema del sovraffollamento delle carceri e della ripercussione dell’aumento dei flussi migratori sulla criminalità sono temi particolarmente centrali e ai quali si dovrebbero trovare soluzioni. Non riesco quindi a comprendere il parere negativo su un simile ordine del giorno, a meno che la ragione non risieda esclusivamente nel fatto che sia stato presentato dall’opposizione. Sappiamo che la questione del sovraffollamento rende la situazione attuale dei detenuti molto complessa.
Noi chiediamo semplicemente di mettere in atto iniziative volte a semplificare il rimpatrio dei detenuti stranieri nei loro paesi di origine, in ottemperanza alla Convenzione di Strasburgo. Questi detenuti costano 1 miliardo di euro l’anno, ma la sinistra continua a far ricadere questo costo sulle spalle dei cittadini italiani e neanche su sollecitazione esterna sembra voler cogliere il cuore del problema.
29 ottobre 2014

Sblocca Italia: dopo ok al mio Odg il governo chiarisca su concessioni autostrade

La norma dello Sblocca Italia che prevede, di fatto, una proroga delle concessioni autostradali in essere, è l’emblema di un’impostazione dirigista e di una chiusa al mercato che sono in aperto contrasto con la normativa europea, con i valori liberali e con il buon senso.  casello-autostrada

Mi auguro perciò che il mio ordine del giorno, che è stato accolto oggi dall’esecutivo, e che lo impegna il governo a spiegare gli effetti dell’entrata in vigore della norma, i casi cui verrà applicata e le modalità con cui si intende garantirne la compatibilità con il diritto europeo, serva a fare chiarezza. Anche perché dopo il richiamo da parte della Commissione Europea, è concreto il rischio che la decisione dell’esecutivo ci porti dritti verso una procedura d’infrazione di cui non abbiamo certo bisogno.

Di seguito il testo dell’ordine del giorno:

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10 giugno 2014

Governo si impegni per Made in Italy durante Presidenza Ue. Il mio Odg alla Camera

Dalla Cina, Renzi guarda ad Expo come a un’occasione di ‘racconto’ del Made in Italy. Bella l’immagine, meno la tempistica: i prodotti italiani vanno tutelati già a partire dal nostro semestre di presidenza europea. Per questo, ho presentato un ordine del giorno che impegna il Governo ad attivarsi urgentemente, affinché la nostra presidenza favorisca l’approvazione del regolamento sul “Made in”.
Proprio oggi, Confartigianato ha illustrato dati più che positivi sulla crescita del nostro export, evidenziando la necessità di maggiori tutele.
Le norme approvate lo scorso aprile dal Parlamento europeo sull’obbligatorietà delle etichette “Made in” per i prodotti non alimentari venduti sul mercato comunitario, sono un primo successo. Ora si tratta di portare a termine quel provvedimento organico che nel 2012 era stato bloccato dalla contrarietà dei Paesi nordici, del Regno Unito, dell’Olanda e della Germania. È necessario sostenere e premiare i produttori europei che rifiutano di seguire la scorciatoia della delocalizzazione, decidendo di investire su qualità e innovazione.

Ecco il testo dell’ordine del giorno:

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13 novembre 2013

TAV, il mio Odg che impegna il governo contro infiltrazioni criminali

Ordine del Giorno 9/01309-A/002

presentato da

BERGAMINI Deborah

testo di

Martedì 12 novembre 2013, seduta n. 116

La Camera, No Tav, scontri e tensione in Val di Susa

nell’approvare il disegno di legge di ratifica ed esecuzione dell’Accordo tra Italia e Francia per la nuova linea ferroviaria Torino-Lione,

impegna il Governo

ad esercitare la massima vigilanza nel contrasto alle infiltrazioni capillari della criminalità organizzata e transnazionale, assicurando l’integrale attuazione della normativa italiana anti-mafia.

9/1309-A/2. Bergamini, Amendola, Marazziti, Scotto.

22 novembre 2012

I tagli della legge di stabilità penalizzano la Toscana. Bene sì del governo a nostro Odg, ora azioni concrete

E’ un fatto positivo la decisione del governo di accogliere oggi l’ordine del giorno che lo impegna a rivedere con urgenza i tagli previsti per le province, come quelle toscane, che saranno più penalizzate dai provvedimenti e che, per questo, rischiano il default nel 2013. Ma questa decisione non deve rimanere lettera morta e deve invece trasformarsi in azione concreta.”

Lo dichiara la deputata viareggina Deborah Bergamini, Pdl, che spiega: “con i colleghi onn. Cenni (Pd) e Bonciani (Udc), e con molti altri parlamentari toscani, abbiamo chiesto al governo di rimodulare i trasferimenti in base a criteri più equi e non, come previsto, conteggiando tra le spese delle Province anche i finanziamenti che le Regioni girano agli enti provinciali per garantire alcuni servizi, come ad esempio il piano dei trasporti pubblici locali. Questo particolare meccanismo di calcolo, infatti, penalizza in primo luogo le province toscane che, nel 2013, vedrebbero ridursi i finanziamenti per 1,2 miliardi di euro a fronte dei 9 miliardi a livello nazionale. Se, invece, il governo tenesse conto del diverso riparto dei consumi dei livelli intermedi (entro i quali vi sono le risorse che la Regione attribuisce alle province per gestire le deleghe), la Toscana vedrebbe ridotto il taglio subito dagli attuali 20 miliardi a circa 10 miliardi”.

Stanti anche gli ingenti danni causati dalle piogge devastanti delle ultime settimane, il nostro territorio non è in grado di sostenere tagli di questa entità. Anzi, abbiamo chiesto al governo anche di emanare un provvedimento urgente per concedere, agli enti locali dei territori dove è stato riconosciuto lo Stato di calamità naturale, la deroga al patto di stabilità per sbloccare risorse utili a fronteggiare le emergenze e le criticità in atto ” ha concluso Bergamini.

Di seguito il testo integrale dell’Ordine del giorno:

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2 febbraio 2012

Ecco l’odg, accolto dal governo, che lo impegna a firmare, e far firmare all’UE, la Convenzione contro la violenza sulle donne

AC 4623

Ordine del giorno

La Camera,

premesso che,

nel maggio del 2011 si sono svolti ad Istanbul i lavori che hanno portato alla stesura di un testo per una «Convenzione europea per la prevenzione e la lotta alla violenza sulle donne», un trattato che

rappresenterebbe il primo strumento giuridicamente vincolante in Europa per la creazione di un quadro giuridico completo per combattere la violenza tramite la prevenzione, l’azione giudiziaria e il supporto alle vittime;

nel testo di tale Convenzione sono indicate una serie di misure che gli Stati devono adottare per prevenire la violenza, proteggere le vittime e perseguire gli autori dei reati: è previsto in particolare che siano sanzionate le violenze contro le donne, i matrimoni forzati, le mutilazioni genitali, lo stalking, le violenze fisiche, psicologiche e sessuali, ed è altresì prevista la creazione di un sistema di monitoraggio;

tale Convenzione – aperta alla firma di tutti i membri del Consiglio d’Europa, degli Stati non membri che hanno partecipato alla sua elaborazione, nonché della stessa Unione europea – ad oggi é stata firmata da 18 Stati, tra i quali figurano la Germania, la Francia, l’Austria, la Grecia, la Spagna, la Norvegia, il Portogallo etc, mentre per la sua entrata in vigore occorre raggiungere il numero di 10 ratifiche, inclusi 8 stati membri del Consiglio d’Europa;

nel provvedimento in esame è stata inserita nell’allegato B la direttiva 2011/36/UE concernente la prevenzione e la repressione della tratta di esseri umani e la protezione delle vittime, che pur rappresentando un significativo passo in avanti anche sul piano della tutela delle donne contro questa specifica forma di violenza, non è ancora sufficiente a garantire una tutela più generale contro ogni forma di violenza;

né l’Italia né l’Unione europea hanno sino ad oggi firmato la suddetta Convenzione, né ovviamente proceduto alla sua ratifica:

impegna il Governo,

ad adottare ogni iniziativa utile nelle opportune sedi europee al fine di favorire in tempi brevi la firma e la ratifica da parte dell’Unione europea della suddetta Convenzione, provvedendo altresì ad apporre la firma italiana e conseguentemente a sottoporre il provvedimento al Parlamento italiano per la sua ratifica.

14 luglio 2010

Combustibili gassosi, ci vuole rapida identificazione per garantire sicurezza

Ordine del Giorno 0/44 E ABB-B/1/09

presentato da

DEBORAH BERGAMINI

mercoledì 14 luglio 2010

 

La Camera,

premesso che:

la diffusione sempre maggiore di veicoli alimentati con carburante gassoso (gpl, metano, idrogeno) rende improcrastinabile l’esigenza di garantire l’immediata individuazione della tipologia di alimentazione del veicolo in caso di incidente stradale;

occorre, infatti, garantire la sicurezza degli interventi di soccorso pubblico ed, in particolare, di quelli di soccorso tecnico urgente espletati dalla Polizia stradale e dai Vigili del Fuoco in caso di incidenti stradali in cui risultino coinvolti veicoli alimentati con carburante gassoso,

impegna il Governo:

a introdurre l’obbligo di dotare i veicoli alimentati con combustibile gassoso di un apposito contrassegno di identificazione del carburante utilizzato, ai fine di garantire in condizioni di sicurezza gli interventi degli operatori dei Vigili del Fuoco e della Polizia stradale, consentendo loro di attivare le procedure di volta in volta più adeguate all’evento da fronteggiare;

a prevedere che il citato contrassegno sia rilasciato, a spese del richiedente, dai competenti uffici periferici del Dipartimento del trasporto, la navigazione ed i sistemi informativi e statistici del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti;

a disciplinare, con apposito decreto interministeriale, senza nuovi o maggiori oneri per il bilancio dello Stato, le caratteristiche, le modalità di applicazione e le indicazioni che il contrassegno dovrà contenere.

0/44 e abb-B/IX/1.Bergamini.

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