Posts tagged ‘pace’

21 gennaio 2016

Consiglio d’Europa, preoccupa assenza Russia

IMG_0317La mancata partecipazione per quest’anno della delegazione russa al Consiglio d’Europa, precedentemente privata del diritto di voto e di rappresentanza nel comitato di presidenza, è fonte di preoccupazione e rischia di indebolire una Istituzione internazionale che fin dalla sua nascita, oltre sessant’anni fa, ha contribuito a rafforzare la democrazia, la pace e la tutela dei diritti nel continente europeo. E’ interesse di tutti che termini quanto prima quel pericoloso clima di diffidenza che si è creato fra l’Europa e la Federazione russa, nostro alleato irrinunciabile nella lotta al terrorismo internazionale di matrice fondamentalista. I Paesi civili non possono permettersi il lusso di non dialogare nelle sedi preposte, particolarmente in una fase storica che richiede la massima disponibilità al confronto per sconfiggere le numerose e gravissime minacce alla stabilità e alla democrazia in Europa.  Auspico al più presto un rientro della delegazione russa all’interno dell’assemblea parlamentare a Strasburgo.

17 dicembre 2014

La pace tra Israele e Palestina non si costruisce con una risoluzione, ci vuole azione politico-diplomatica

Deborah Bergamini La risoluzione dell’Europarlamento che riconosce lo Stato della Palestina, nonostante l’impegno del Ppe per evitare un testo ancor più netto, parte da un presupposto sbagliato, perché la pace e la civile convivenza non si costruiscono con le risoluzioni né con le imposizioniIl processo di pace in Medio Oriente richiede una seria azione politica e diplomatica dell’Europa che sostenga il riconoscimento reciproco e, soprattutto, che porti alla definitiva delegittimazione, senza se e senza ma, del terrorismo come arma per affermare le proprie rivendicazioni.

Giusta, dunque, la scelta di Forza Italia di non partecipare al voto: per aiutare il dialogo in Medio Oriente non servono demagogia e fughe in avanti.

10 ottobre 2014

Nobel pace ci ricorda che alcuni diritti fondamentali, soprattutto per giovani e bambini, sono ancora una chimera

Sono ancora troppi i diritti che in Occidente diamo ormai per acquisiti e, in qualche modo, per scontati e che in altre parti del mondo sono un lusso o una chimera. nobel_malala2

Il Nobel a Malala Yousafzai e Kailash Satyarthi ci ricorda proprio questo: la strada per l’affermazione di alcuni diritti elementari e fondamentali, a cominciare da quelli delle bambine e dei più giovani, è ancora lunga e tortuosa e richiede l’impegno di tutti.

2 luglio 2013

Lo stupro è spesso usato metodicamente nei conflitti. E’ un crimine di guerra da perseguire come tale

Una risoluzione che impegna il Governo a promuovere in sede internazionale la più ampia sensibilizzazione al contrasto della violenza sessuale nelle situazioni di conflitto e di post-conflitto e ad appoggiare, anche attraverso opportuni programmi di cooperazione, il ricorso al metodo della giustizia transizionale. Deborah Bergamini premio nord sud lisbona

L’ha presentata l’on. Deborah Bergamini, Pdl, che, a margine del convegno ‘La verità ‘necessaria – I processi di riconciliazione nei paesi delle primavere arabe’ che si è tenuto stamani alla Camera spiega: “non è un mistero, purtroppo, che la violenza sessuale è spesso utilizzata metodicamente nelle situazioni di conflitto a scopi intimidatori, punitivi e di pulizia etnica. Le prime vittime di queste pratiche sono ovviamente le donne ma anche i bambini, e molti uomini.

Lo stupro è una violenza feroce che lascia le vittime devastate anche da un punto di vista psicologico e, oltretutto, alle prese con lo stigma sociale che le isola. Per questo è molto importante che l’orientamento della comunità internazionale sia chiaro sul punto: la violenza sessuale è un crimine di guerra e come tale va perseguito. D’altro canto, in un’ottica di pacificazione sociale e ricostruzione – o costruzione – di società e stati democratici, il riconoscimento delle vittime e delle loro ferite è fondamentale. A questo scopo la giustizia transizionale – che mette insieme strumenti giudiziali e misure stra-giudiziali al fine di costruire percorsi collettivi e riconosciuti per riparare alle conseguenze di violazioni dei diritti umani su larga scala – si è rivelata uno strumento molto utile, che è giusto sostenere” ha concluso Bergamini, capogruppo Pdl in Commissione Esteri.

read more »

9 maggio 2013

UE: 60 anni fa pace con carbone e acciaio, oggi ci vuole vera unione bancaria, fiscale, monetaria e politica

In questi giorni si festeggia la nascita dell’Europa unita: il 5 maggio cadeva l’anniversario della firma dei trattati istitutivi del Consiglio d’Europa, oggi si celebra quello della dichiarazione Schuman, che ha posto le basi per la nascita dell’Unione Europea. Date così fortemente simboliche non possono che spingerci a una riflessione su quanto l’Europa di oggi coincida con le ambizioni e gli auspici dei padri fondatori.
20130509-130300.jpg Nel 1950 il ministro francese Schuman ebbe una visione che é risultata corretta: la messa in comune, tra Francia e Germania, della produzione di carbone e acciaio avrebbe impedito il ripetersi sul continente europeo di guerre ed orrori. È stato vero. Tuttavia oggi l’Europa, che nel frattempo è diventata anche una realtà istituzionale molto grande ed articolata, si trova a fronteggiare un disagio sociale profondo che colpisce in particolare le generazioni più giovani, cioè il nostro futuro. Di fronte a questa crisi che ci stritola, che strozza la speranza e che rischia di portare alla dissoluzione dell’Europa che abbiamo costruito, c’è bisogno della stessa capacità di visione – politica – e dello stesso coraggio che hanno mostrato i nostri padri fondatori.
 La pace che 60 anni fa si è ottenuta mettendo in comune carbone e acciaio, oggi la si può ottenere soltanto con una vera unione bancaria, fiscale, monetaria e politica. Dobbiamo inoltre impegnarci per far crescere il ruolo del Parlamento Europeo, organo di democrazia rappresentativa per eccellenza a livello comunitario, perché l’Europa che vogliamo è un’Europa dei popoli a servizio dei cittadini, non una gestita da grigie oligarchie di potere prone a logiche finanziarie.
Se avremo il coraggio, ancora una volta, di superare gli egoismi nazionali ed i particolarismi in nome di un progetto condiviso che si chiama, appunto, Europa, potremo dire di aver raccolto il testimone di Schuman, di Churchill, di De Gasperi e di Spinelli, e di aver proseguito sul cammino della costruzione di un’Europa delle persone, dei popoli e dei cittadini.

12 ottobre 2012

Un simbolo di pace deve avere due occhi e un volto, carne e ossa. Ovvero ció che va perduto nelle guerre

Il Nobel attribuito all’UE è un trionfo dell’ipocrisia“. Reagisce così, su Twitter, l’On. Deborah Bergamini (Pdl) alla notizia che è l’Unione Europea il vincitore del premio Nobel per la Pace 2012. Debora Bergamini

Si spiega meglio la deputata azzurra: “è assurdo che, anziché premiare persone di carne e sangue, si premi un potere immateriale. In questo modo si smaterializza il lavoro e l’impegno delle tante persone che, da decenni ed ancora oggi, a tutti i livelli ed in vari ambiti, credono nell’Idea di un’Europa unita e pacifica e che, ancora una volta, rimangono anonimi. Gli individui non ci sono piú, sostituiti dalle istituzioni che si presume li raccolgano. Ma non sono le istituzioni ad avere idee, progetti ed ideali, quelli li possono soltanto incarnare grazie agli individui che le hanno create e che le compongono.”

Non mi piace proprio questa scelta. Se si premia un simbolo della pace, mi piace che quel simbolo abbia due occhi e un volto, carne e ossa. Ovvero ció che va perduto nelle guerre“, conclude Bergamini.

7 ottobre 2011

Bene che gli organismi internazionali tutelino il ruolo e il contributo delle donne attive nella transizione alla democrazia

Premio Nobel a tre donne, Bergamini (PdL) : bene che gli organismi internazionali tutelino il ruolo e il contributo delle donne attive nella transizione alla democrazia 

L’importantissimo riconoscimento del Premio Nobel per la Pace assegnato a tre donne, Ellen Johnson-Sirleaf, Leymah Gbowee e Tawakkul Karman, è una pietra miliare non solo simbolica che sottolinea il ruolo del mondo femminile nei profondi cambiamenti democratici che stanno avvenendo intorno a noi.

E’ importante che il contributo, e spesso il sacrificio, delle donne che si stanno impegnando nella transizione verso stati democratici venga osservato e tutelato con continuità anche dagli organismi internazionali.

Per questo il Centro Nord Sud, in collaborazione con il Consiglio d’Europa, ha organizzato per il 24 e 25 ottobre prossimi a Montecitorio una conferenza internazionale dedicata proprio alle donne come agenti del cambiamento nel Mediterraneo e in particolare nei Paesi protagonisti della cosiddetta Primavera araba.

Alla conferenza parteciperanno e porteranno la loro testimonianza esponenti politiche e della società civile, attiviste e giornaliste dei paesi della riva sud del Mediterraneo, allo scopo di fare il punto sulla transizione e individuare percorsi di rafforzamento dell’influenza femminile per il futuro assetto istituzionale di questi paesi.


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: