Posts tagged ‘pari opportunità’

12 novembre 2017

Nel Pd molto nervosismo, da Forza Italia unici risultati su pari opportunità

erario

C’è un limite a tutto. E dire, come fa la deputata del Partito democratico Silvia Fregolent, che pure stimo molto, che la collega Carfagna “milita in un partito che ha vessato le donne”, supera abbondantemente qualsiasi confine.

Noi abbiamo introdotto il reato di stalking consentendo ad oltre 50.000 donne di denunciare i loro persecutori (dati Ministero dell’Interno). Il Pd cosa ha fatto? Niente, anzi stava per depenalizzare il reato di stalking. Noi abbiamo finanziato con decine di milioni di euro i centri anti-violenza, presidio di tutela fondamentale per le donne in fuga dai loro aguzzini. Il Pd cosa ha fatto? Niente, si è riempito la bocca di buone intenzioni ma non ha nemmeno individuato un ministro che si occupasse di queste tematiche a tempo pieno. Noi, ancora una volta grazie ad una legge votata dalla nostra maggioranza, abbiamo portato le donne nei Cda delle società quotate dal 5% al 30% (dati Consob). Il Pd cosa ha fatto? Niente.

Capiamo ci sia parecchio nervosismo a sinistra: dalle politiche sul lavoro a quelle economiche e finanziarie previste nella legge di bilancio, gli esponenti del Partito democratico non riescono a mettersi d’accordo su nulla. Consigliamo loro, visto che negli ultimi anni hanno pensato più alle banche e agli immigrati che agli italiani, quanto meno di smetterla di attaccare chi invece ha portato avanti serie e concrete politiche in materia di diritti delle donne e pari opportunità. Si trovino altri terreni di scontro per fare campagna elettorale. Magari più aderenti alla realtà.

15 settembre 2017

Lavoro: donne che rinunciano per famiglia sono 94,6%, uomini 5,4%

Bergamini

Per ogni uomo che rinuncia a lavorare per ‘motivi familiari’ sono quasi 18 le donne che fanno altrettanto. Uno a diciotto. Su un totale di 2.358.000 inattivi per motivi famigliari 127.000 sono uomini (5,4%) e 2.231.000 sono donne (94,6%). È una delle sproporzioni più grandi che si registra nel nostro Paese, uniformemente tra Nord, Centro e Sud stando alla nostra elaborazione sugli ultimi dati Istat.
Questa sproporzione non si supera facendo sì che aumentino gli uomini che rinunciano al lavoro per dedicarsi alla famiglia, ma immaginando uno Stato che vede la famiglia come risorsa e non come problema a carico di chi ne fa parte. Se prendersi cura della famiglia significa rinunciare a lavorare non ci stupiamo se il tasso di occupazione femminile è ancora così basso rispetto al resto di Europa e non ci stupiamo neppure se non si fanno più figli.
Quando lo Stato si dimentica di intendere la famiglia come un patrimonio da difendere e tutelare con servizi che permettano ad ogni cittadino, uomo ma in questo caso soprattutto donna, di realizzarsi nella professione in cui crede, e in quel ‘lavoro’ su cui si fonda la Repubblica, ciò che accade è che la famiglia si trasforma da patrimonio per lo Stato a disabilità sociale per la persona, nel caso di specie soprattutto per le donne. 
La parità non è solo una questione di diritti ma anche una questione di opportunità. L’opportunità di poter accettare un lavoro senza dover decidere tra figli e carriera. L’opportunità di sapere che se un nostro caro ha bisogno di cure c’è lo Stato che se ne occupa, anche a domicilio. L’opportunità e la consapevolezza che già ad un anno dalla nascita possiamo trovare posto per i nostri figli all’asilo (il picco di servizi per l’infanzia si registra durante il governo Berlusconi). Ma anche l’opportunità di tornare la sera a casa senza dover fingere di stare al telefonino o camminare a testa bassa per paura di incrociare lo sguardo di un potenziale ladro o stupratore. Parità vuol dire avere le stesse opportunità. Ed è per questo che tutti noi, uomini e donne di Forza Italia e del centrodestra, continueremo a batterci ogni giorno. Perché per quanto la sinistra ami intestarsi l’esclusiva sulle tematiche dei diritti, occorre che ricordiamo a tutti e a noi stessi che nessun governo nella storia recente, ha fatto per i diritti e per la sicurezza delle donne, ciò che hanno fatto i nostri governi.
1 aprile 2017

Donne: con FI quote rosa contro disparità di genere, ora equità su previdenza

erarioParlare delle disparità di genere e impegnarsi nel concreto per superarle è oggi più che mai un dovere della politica. Dal 2013 siamo senza un Ministro delle pari opportunità, una condizione inaccettabile per il paese e per noi di Forza Italia che abbiamo lottato da sempre per modificare le cose. Nel 2011 con il Governo Berlusconi introducevamo la legge Golfo-Mosca, non per trattare le donne come semplici quote rosa ma per permettere loro di competere ad armi pari. Far passare questa legge non è stato facile perché le nostre proposte avrebbero colpito direttamente i gangli del potere, ma ci siamo riusciti. Anche per questo parliamo oggi di risultati e non solo di promesse, uno dei settori su cui però si deve ancora lavorare molto è quello della previdenza: a causa della discontinuità lavorativa, generata spesso dal dover seguire la famiglia, nel nostro paese le donne, pur lavorando di più, sono penalizzate a livello di regime previdenziale. Una delle più grandi ingiustizie! Una donna pensionata non può più dover dipendere da un uomo, magari dopo aver lavorato una vita. Anche la libertà pensionistica colma la diversità di genere.
24 giugno 2015

Comunità ebraica Roma: congratulazioni e buon lavoro a Dureghello, prima donna presidente

ruth dureghelloLe mie congratulazioni e un augurio di buon lavoro a Ruth Dureghello, prima donna a guidare la Comunità Ebraica di Roma, una scelta che saprà arricchire l’impegno della Comunità. Un ringraziamento a Riccardo Pacifici che in questi anni è stato un interlocutore autorevole per le istituzioni.

7 ottobre 2014

Auguri a Mara Carfagna, da oggi alla guida del dipartimento di Fi ‘Libertà civili e diritti umani’

deborah bergamini carfagna centemero prestigiacomo forza italiaL’istituzione del dipartimento ‘Libertà civili e diritti umani’ conferma e dà compimento all’attenzione di Silvio Berlusconi e di Forza Italia verso temi fortemente sentiti dai cittadini e verso fenomeni sociali che richiedono consapevolezza e reclamano risposte da parte della politica. Tutto questo, nel pieno spirito di quella cultura liberale che il nostro movimento, da sempre, difende e promuove.

Alla collega Mara Carfagna, che già si è distinta in passato per l’ottimo lavoro svolto come ministro per le Pari Opportunità, vanno i migliori auguri di buon lavoro

31 luglio 2014

La nostra mozione al Governo: Renzi lasci le deleghe alle pari opportunità a un ministro ad hoc

deborah bergamini carfagna centemero prestigiacomo forza italia

Siamo alla vigilia di una data storica: domani prende vita ufficialmente la Convenzione di Istanbul, il primo documento internazionale giuridicamente vincolante per il contrasto alla violenza sulle donne. L’Italia è stato il primo grande Paese a firmarla e uno dei pochi ad averla ratificata, grazie all’impegno di tutte le forze politiche”.

Lo ha detto la responsabile comunicazione di Forza Italia, on. Deborah Bergamini, durante la conferenza stampa ‘Oltre Istanbul’, alla Camera dei Deputati. “Grazie alle ministre Carfagna e Prestigiacomo – ha proseguito -, già prima delle ratifica l’Italia era un Paese avanzato, da un punto di vista normativo, in materia di contrasto alla violenza sulle donne. Oggi chiediamo, con una mozione che ci auguriamo verrà sottoscritta anche dagli altri partiti, che le pari opportunità tornino al centro dell’azione politica del governo. Il Premier Renzi ha tenuto per se’ le deleghe relative a questo ambito, ma la sua scelta non si è tradotta in alcuna iniziativa specifica né efficace. Le lasci, quindi, a qualcuno che possa assicurare un’attenzione, una competenza, un coordinamento e un indirizzo politico degli uffici coordinato e continuativo. Il contrasto alla violenza sulle donne deve essere una priorità per il nostro Paese, come la lotta alla corruzione. Abbia, quindi, la sua figura di riferimento, così come si è istituito un Commissario ad hoc anticorruzione.

Per quanto ci riguarda, continueremo a promuovere le pari opportunità in ogni ambito delle nostre attività, anche in quelli meno visibili, perché la differenza si fa anche nelle piccole cose.
Come membro della Commissione Trasporti della Camera, per esempio, ho proposto che nella riforma del codice della strada, e nel relativo riordino della segnaletica stradale, si tenga conto anche di un criterio di genere, così come avviene nei paesi del Nord Europa. Queste immagini, a cui siamo esposti continuamente, infatti, veicolano un messaggio di semiotica molto sofisticato e contribuiscono alla rappresentazione dei generi che si matura fin dalla più tenera età. E dunque ci insegnano, per esempio, che a lavorare sono solo gli uomini e che le donne compaiono solo, bambine, trascinate a scuola, per mano, da un maschietto. Anche i dettagli fanno la differenza tra parità e non parità”, ha concluso Bergamini.

Di seguito il testo della nostra mozione:

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8 marzo 2013

8 marzo è simbolo dei traguardi raggiunti e pungolo per ciò che ancora è da fare, a cominciare da lotta alla violenza sulle donne

L’8 marzo, giornata internazionale della donna, è una data carica di storia. E’ un giorno che racconta il percorso compiuto dalle donne che ci hanno preceduto per ottenere prima il diritto di voto e poi la riforma del diritto di famiglia. E’ il simbolo dei traguardi raggiunti sulla strada dell’emancipazione femminile e il pungolo che ci ricorda che molto è ancora da fare e che non bisogna mai abbassare l’attenzione perché, come in ogni percorso, si può anche tornare indietro. E il rischio che ciò accada, in periodi di crisi come quello che stiamo vivendo, è particolarmente alto, ce lo raccontano le cronache di tutti i giorni.”

Così in una nota Deborah Bergamini, deputato Pdl, che prosegue: “i traguardi ancora da raggiungere, per le donne, sono molti: la parità salariale, l’eguale accesso al lavoro e alle posizioni apicali, la pari rappresentanza nelle istituzioni… C’è però un obiettivo più urgente degli altri, ed è la sconfitta della violenza sulle donne. L’integrità fisica, infatti, oltre ad essere un diritto umano fondamentale è anche un prerequisito alla libertà di movimento e di scelta, libertà che può permettere alle donne di colmare quei gap che ancora impediscono di considerare concluso il percorso che porta alle pari opportunità. Per questo la ratifica della Convenzione di Istanbul contro la violenza sulle donne deve essere una delle priorità del nuovo Parlamento. Un Parlamento che concentra una delle più alte presenze femminili di tutto l’Occidente e che potrà pertanto fare la differenza” ha concluso Bergamini che è anche membro del network parlamentare del Consiglio d’Europa per la violenza contro le donne.

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25 gennaio 2012

Sulle pari opportunità di genere c’è rallentamento a livello mondiale

Debora Bergamini (AGENPARL) – Strasburgo, 25 gen – “Domani ci sarà il dibattito dedicato alle pari opportunità di genere. Una sorta di rilancio nel lavoro sulle pari opportunità che il Consiglio d’Europa fa da molto tempo, ma evidentemente si è visto che c’è qualche rallentamento in generale nell’agenda mondiale rispetto a quanto era stato stabilito nella conferenza di Pechino del ‘95”.

Così all’AgenParl Deborah Bergamini, deputata del Pdl e segretaria della delegazione italiana dell’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa, che si trova a Strasburgo dove si sta tenendo la plenaria dell’Assemblea. “C’è una ritrovata attenzione al tema delle pari opportunità di genere – aggiunge la Bergamini – che per noi non può che essere un tema cruciale e un ottimo segnale”.

14 settembre 2011

A fianco delle Donne impegnate per la democrazia nel sud del Mediterraneo

In questi giorni sto lavorando (tra le altre cose) come Presidente del Centro Nord-Sud e come delegato italiano all’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa, per organizzare una conferenza dedicata alle Donne come agenti di cambiamento nel Mediterraneo

La conferenza avrà luogo ad ottobre, a Roma, ed ha l’obiettivo ambizioso di sostenere le Donne della riva sud del Mediterraneo impegnate per la democrazia.

L’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa (APCE) ha abbracciato l’iniziativa, decidendo addirittura di creare una Commissione ad hoc che seguirà i lavori della Conferenza. I nomi dei membri di questa commissione saranno noti ad ottobre, quando ci sarà, a Strasburgo, la sessione plenaria dell’APCE.

Intanto tra Roma e Lisbona lavoriamo sul programma e sui contenuti.

Vi terrò aggiornati!

15 luglio 2011

“Uguaglianza di genere e status delle donne nel vicinato meridionale del Consiglio d’Europa”

Mozione per una raccomandazione presentata dall’on. Bergamini e altri all’Assemblea Parlamentarre del Consiglio d’Europa

Nel vicinato meridionale del Consiglio d’Europa stanno avvenendo importanti cambiamenti: mentre la Libia è dilaniata dalla guerra civile, si registrano cambi di regime in Egitto e Tunisia, che si sono avviati sulla strada della transizione democratica. Inoltre, un processo di riforma di ampio respiro è in corso di elaborazione in Marocco.

Le donne sono state in prima linea nelle manifestazioni di piazza che hanno segnato l’inizio dell’attuale processo di democratizzazione. Non bisogna perdere questo slancio. Di fatto, l’attuale processo di democratizzazione rappresenta un’opportunità fondamentale per coinvolgere le donne nella vita pubblica e politica, rafforzare il quadro giuridico e politico per la promozione dell’uguaglianza di genere e potenziare lo status delle donne nella società e nella vita economica, in paesi dove sono state spesso messe al margine.

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