Posts tagged ‘parità di genere’

15 settembre 2017

Lavoro: donne che rinunciano per famiglia sono 94,6%, uomini 5,4%

Bergamini

Per ogni uomo che rinuncia a lavorare per ‘motivi familiari’ sono quasi 18 le donne che fanno altrettanto. Uno a diciotto. Su un totale di 2.358.000 inattivi per motivi famigliari 127.000 sono uomini (5,4%) e 2.231.000 sono donne (94,6%). È una delle sproporzioni più grandi che si registra nel nostro Paese, uniformemente tra Nord, Centro e Sud stando alla nostra elaborazione sugli ultimi dati Istat.
Questa sproporzione non si supera facendo sì che aumentino gli uomini che rinunciano al lavoro per dedicarsi alla famiglia, ma immaginando uno Stato che vede la famiglia come risorsa e non come problema a carico di chi ne fa parte. Se prendersi cura della famiglia significa rinunciare a lavorare non ci stupiamo se il tasso di occupazione femminile è ancora così basso rispetto al resto di Europa e non ci stupiamo neppure se non si fanno più figli.
Quando lo Stato si dimentica di intendere la famiglia come un patrimonio da difendere e tutelare con servizi che permettano ad ogni cittadino, uomo ma in questo caso soprattutto donna, di realizzarsi nella professione in cui crede, e in quel ‘lavoro’ su cui si fonda la Repubblica, ciò che accade è che la famiglia si trasforma da patrimonio per lo Stato a disabilità sociale per la persona, nel caso di specie soprattutto per le donne. 
La parità non è solo una questione di diritti ma anche una questione di opportunità. L’opportunità di poter accettare un lavoro senza dover decidere tra figli e carriera. L’opportunità di sapere che se un nostro caro ha bisogno di cure c’è lo Stato che se ne occupa, anche a domicilio. L’opportunità e la consapevolezza che già ad un anno dalla nascita possiamo trovare posto per i nostri figli all’asilo (il picco di servizi per l’infanzia si registra durante il governo Berlusconi). Ma anche l’opportunità di tornare la sera a casa senza dover fingere di stare al telefonino o camminare a testa bassa per paura di incrociare lo sguardo di un potenziale ladro o stupratore. Parità vuol dire avere le stesse opportunità. Ed è per questo che tutti noi, uomini e donne di Forza Italia e del centrodestra, continueremo a batterci ogni giorno. Perché per quanto la sinistra ami intestarsi l’esclusiva sulle tematiche dei diritti, occorre che ricordiamo a tutti e a noi stessi che nessun governo nella storia recente, ha fatto per i diritti e per la sicurezza delle donne, ciò che hanno fatto i nostri governi.
1 aprile 2017

Donne: con FI quote rosa contro disparità di genere, ora equità su previdenza

erarioParlare delle disparità di genere e impegnarsi nel concreto per superarle è oggi più che mai un dovere della politica. Dal 2013 siamo senza un Ministro delle pari opportunità, una condizione inaccettabile per il paese e per noi di Forza Italia che abbiamo lottato da sempre per modificare le cose. Nel 2011 con il Governo Berlusconi introducevamo la legge Golfo-Mosca, non per trattare le donne come semplici quote rosa ma per permettere loro di competere ad armi pari. Far passare questa legge non è stato facile perché le nostre proposte avrebbero colpito direttamente i gangli del potere, ma ci siamo riusciti. Anche per questo parliamo oggi di risultati e non solo di promesse, uno dei settori su cui però si deve ancora lavorare molto è quello della previdenza: a causa della discontinuità lavorativa, generata spesso dal dover seguire la famiglia, nel nostro paese le donne, pur lavorando di più, sono penalizzate a livello di regime previdenziale. Una delle più grandi ingiustizie! Una donna pensionata non può più dover dipendere da un uomo, magari dopo aver lavorato una vita. Anche la libertà pensionistica colma la diversità di genere.
8 marzo 2016

Non un giorno ma ogni giorno

Oggi è un giorno normale in cui io lavoro. 8mazo
Oggi ho diritto di voto, ad un equo salario, al congedo di maternità e pari diritti coniugali grazie alle donne che sono passate su questa terra prima di me. E che non hanno lottato un giorno, ma ogni singolo giorno della loro vita.
E io, in questo singolo giorno come ogni giorno, porto avanti la battaglia per la parità di genere. In ogni ambito, che i diritti da ottenere e, soprattutto, da implementare sono ancora tanti.
Buon ogni giorno a tutte noi.
23 gennaio 2014

Legge elettorale: parità di genere sia concreta

Rispetto alla rappresentanza di genere, si può e si deve fare qualcosa in più di quanto attualmente previsto nella nuova legge elettorale. Come giustamente osservato da Mara Carfagna, l’alternanza tra i candidati è una conquista democratica che va consolidata, adeguandola ai meccanismi previsti dall’Italicum. In tal senso, aderisco con convinzione all’iniziativa di un emendamento volto ad assicurare una reale parità di genere tra i capilista, per far sì che la sempre maggiore partecipazione politica delle donne italiane sia una prospettiva concreta e non una buona intenzione

8 marzo 2013

8 marzo è simbolo dei traguardi raggiunti e pungolo per ciò che ancora è da fare, a cominciare da lotta alla violenza sulle donne

L’8 marzo, giornata internazionale della donna, è una data carica di storia. E’ un giorno che racconta il percorso compiuto dalle donne che ci hanno preceduto per ottenere prima il diritto di voto e poi la riforma del diritto di famiglia. E’ il simbolo dei traguardi raggiunti sulla strada dell’emancipazione femminile e il pungolo che ci ricorda che molto è ancora da fare e che non bisogna mai abbassare l’attenzione perché, come in ogni percorso, si può anche tornare indietro. E il rischio che ciò accada, in periodi di crisi come quello che stiamo vivendo, è particolarmente alto, ce lo raccontano le cronache di tutti i giorni.”

Così in una nota Deborah Bergamini, deputato Pdl, che prosegue: “i traguardi ancora da raggiungere, per le donne, sono molti: la parità salariale, l’eguale accesso al lavoro e alle posizioni apicali, la pari rappresentanza nelle istituzioni… C’è però un obiettivo più urgente degli altri, ed è la sconfitta della violenza sulle donne. L’integrità fisica, infatti, oltre ad essere un diritto umano fondamentale è anche un prerequisito alla libertà di movimento e di scelta, libertà che può permettere alle donne di colmare quei gap che ancora impediscono di considerare concluso il percorso che porta alle pari opportunità. Per questo la ratifica della Convenzione di Istanbul contro la violenza sulle donne deve essere una delle priorità del nuovo Parlamento. Un Parlamento che concentra una delle più alte presenze femminili di tutto l’Occidente e che potrà pertanto fare la differenza” ha concluso Bergamini che è anche membro del network parlamentare del Consiglio d’Europa per la violenza contro le donne.

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9 gennaio 2013

Politiche di genere, solo retorica. Il governo Monti non ha rifinanziato politiche.

Deborah Bergamini Lido di CamaioreTanti proclami sulla centralita’ della donna e addirittura un’agenda ‘pink’ candidata alle prossime elezioni, e poi scopriamo che il governo si e’ dimenticato di rifinanziare, con il decreto pubblicato il 31 dicembre e riguardante il bilancio dello stato, i progetti di azioni positive per la parita’ di genere“. Lo afferma Deborah Bergamini, deputata del Pdl.

Siamo di fronte -aggiunge- a un nuovo caso di conflitto tra realta’ e retorica. Il perfettissimo governo tecnico -conclude Bergamini- anche sul tema dell’eguaglianza ha fatto meno del precedente governo Berlusconi“.

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