Posts tagged ‘Parlamento’

10 marzo 2017

Editoria: Governo faccia con urgenza decreti attuativi. Liberalizzare vendite giornali

cardbergamini

Il Governo faccia con urgenza i decreti attuativi della legge quadro sull’editoria approvata nel novembre scorso dalla Camera. Il Parlamento ha incaricato l’esecutivo di fare i decreti attuativi entro sei mesi, il tempo sta per scadere e ancora non si sono visti documenti al riguardo. L’editoria cartacea è in crisi, ma resta un pilastro fondamentale per la libertà e il pluralismo dell’informazione e va sostenuta. In quest’ottica occorre liberalizzare la vendita di quotidiani e periodici in tutte le attività commerciali, per raggiungere quei lettori che non hanno l’abitudine di andare in edicola quotidianamente, ma che se trovano il giornale in un negozio o in un altro esercizio commerciale, sono invogliati ad acquistarlo.

Stato e Regioni dovranno concordare e rivedere le norme sul commercio in modo che i lettori possano essere facilitati ad acquistare il giornale con maggiore facilità. In Toscana, ad esempio, Forza Italia ha presentato un emendamento alla legge regionale sul commercio che va nella direzione di una liberalizzazione totale. Ampliare la fascia di possibili acquirenti è una conquista importante per tutti, e le edicole non devono temere per la loro sopravvivenza commerciale, visto che la legge quadro nazionale consente loro di svolgere anche altri servizi come quelli postali. In questo momento di grave crisi dell’editoria, dobbiamo spenderci tutti per difendere un autentico presidio di democrazia e libertà.

26 gennaio 2017

Italicum, per M5S le leggi le fanno i giudici

italicumI grillini hanno una voglia matta di andare a votare ma poi una volta eletti in Parlamento non possono parlare, se non autorizzati da Grillo, e preferiscono che a fare le leggi siano i giudici e i tribunali e non le Camere. I grillini inneggiano a Rousseau ma forse ignorano l’esistenza di Montesquieu e della teoria della separazione dei poteri. È il Parlamento che fa le leggi, è il Parlamento che deve rendere omogenee le leggi elettorali per la Camera e per il Senato che dopo la sentenza della Consulta risultano contraddittorie fra di loro e, se applicate, non darebbero al Paese alcuna maggioranza di Governo stabile. Siamo sempre più convinti che Grillo sia interessato soltanto a vincere ma non gli interessi affatto governare, come dimostra del resto l’esperienza impalpabile della giunta Raggi a Roma.

24 gennaio 2017

M5S, Grillo silenzia i suoi parlamentari

m5sIn un movimento che professa la partecipazione dal basso e la democrazia diretta, in cui uno dovrebbe valere uno, è alquanto paradossale che gli unici che non contano nulla e che non possono esprimere liberamente le proprie opinioni siano gli eletti in Parlamento. Inimmaginabile un governo 5 stelle in cui il premier e i ministri, prima di parlare, debbano chiedere il permesso a Grillo: questa non è democrazia.

27 dicembre 2016

Legge Elettorale, Zanda sbaglia nel metodo e nel merito

card_format-link_con-citazioneLa nettissima sconfitta del Pd al referendum costituzionale non sembra purtroppo aver indotto i democratici a più miti consigli. Credono di avere ancora la golden share anche sulla riforma della legge elettorale, ma si sbagliano di grosso. L’intervista odierna a Repubblica del capogruppo del Pd al Senato Zanda lascia a desiderare dal punto di vista istituzionale e costituzionale e contiene errori sia di metodo che di merito. Il Pd non sembra aver recepito il monito del presidente della Repubblica Mattarella che ha chiaramente detto che sulla legge elettorale occorre una condivisione di tutte le forze politiche e comunque una maggioranza più ampia di quella governativa. Eppure Zanda, alla domanda su “cosa può fare il governo”, risponde invocando la revisione dei regolamenti parlamentari. È una affermazione che ci lascia perplessi perché la materia dei regolamenti delle Camere riguarda il Parlamento e la sua autonomia e quindi le modifiche, seppure opportune, non sono certo di pertinenza del Governo ma di tutti i gruppi parlamentari. Se anche sulla riforma della legge elettorale il Pd volesse ritentare con un secondo colpo di mano, dopo aver fallito il primo con la riforma costituzionale bocciata dagli italiani, andrebbe incontro ad un’altra sconfitta. Quanto poi al merito della legge elettorale, noi insistiamo nel ritenere che non ci possa più essere distorsione fra la volontà popolare e la rappresentanza parlamentare: la maggioranza politica in Parlamento deve rispecchiare la maggioranza politica nel Paese, altrimenti la democrazia viene falsata.

22 dicembre 2016

Legge Elettorale: Occorre corrispondenza fra volontà elettori e rappresentanza parlamentare

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Non ci devono essere forzature fra la volontà espressa dagli elettori e la rappresentanza parlamentare. Quello che gli italiani votano deve essere esattamente riprodotto in Parlamento nella giusta proporzione, senza forzature. Questo è l’unico criterio al quale noi ci ispiriamo, perché altrimenti si falsa il gioco democratico e vanno delle minoranze a governare con i risultati che abbiamo visto in questi anni e che non ci possiamo più permettere per il futuro. Se c’è la volontà di fare una legge che non sia nell’interesse delle singole forze politiche, ma sia nell’interesse della rappresentatività, io credo che il cammino per la nuova legge elettorale sarà liscio.

18 dicembre 2016

Legge Elettorale: Il PD prediliga il dialogo al monologo

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Anche oggi il Partito Democratico dimostra di non aver capito cosa è accaduto il 4 dicembre scorso, con la schiacciante vittoria del no al referendum. Provi invece ad essere meno autoreferenziale e sul tema della legge elettorale dimostri di prediligere il dialogo al monologo, di saper cambiare le modalità di un confronto politico troppo spesso condotto con la forza anziché con la capacità di ascoltare, come si richiede al partito che ha la responsabilità dello stallo in cui il nostro Paese si trova oggi.

23 novembre 2016

Governo, dopo un anno nessuna risposta ai risparmiatori truffati

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Il 23 novembre del 2015 entrava in vigore il cosiddetto decreto salva-banche, che fece perdere nel giro di una notte i risparmi a migliaia di famiglie e fece venir meno la fiducia dei cittadini verso il sistema bancario, perché da quel giorno non hanno più considerato al sicuro i soldi messi in banca.

Dopo un anno abbiamo assistito alle false rassicurazioni del Governo e alle vere angosce dei piccoli risparmiatori truffati, i quali aspettano ancora rimborsi e risarcimenti mentre il Parlamento aspetta ancora l’istituzione della commissione d’inchiesta sul sistema bancario, chiesta da Forza Italia ma boicottata dai partiti della maggioranza a cominciare dal Pd.

11 ottobre 2016

Italicum: cambiarlo non è gentile concessione del premier

L’Italicum, per chbergamini_italicumi se lo fosse dimenticato, è stato approvato “manu militari” dal Governo, con voto di fiducia e discussioni parlamentari notturne. Solo dopo il referendum si affronterà la modifica della legge elettorale e non sarà per gentile concessione del premier o del Pd, specie se, come crediamo, vincerà il No, ma perché ormai lo chiede tutto il Parlamento.

25 gennaio 2016

Unioni civili, se cambia maggioranza si apra dibattito in Parlamento

deborah bergamini a BolognaFatta salva ovviamente la libertà di coscienza di ciascun parlamentare, se l’approvazione del disegno di legge sulle unioni civili dovesse avvenire per il costituirsi di una maggioranza nuova e diversa da quella che sostiene oggi il governo, sarebbe inevitabile l’apertura di un chiarimento politico in Parlamento. Il ricorso sempre più frequente del Governo a pratiche trasformistiche e al voto di fiducia per far approvare i provvedimenti, unito alla eccessiva decretazione d’urgenza e allo strozzamento del dibattito parlamentare, come è successo ad esempio sul salva-banche, non fanno altro che degradare la democrazia e allontanare sempre di più i cittadini dalla politica e dalle Istituzioni con il pericolo dell’avanzata dei movimenti anti-sistema come i 5 stelle.

20 novembre 2015

Giornata Infanzia: Pd dia segnale vero interesse accettando inchiesta su Forteto

Forteto2 (2)In occasione della Giornata nazionale dell’infanzia e dell’adolescenza, se il Pd in particolare, e la maggioranza di Governo in generale, non si vogliono limitare ad esternazioni di facciata, potrebbero dare un segnale concreto e vero di sincero interesse approvando la nostra richiesta di istituire una commissione parlamentare d’inchiesta sulla comunità Il Forteto, per scoprire dove siano finiti i 55 minori che sono stati affidati alla comunità e di cui si sono perse le tracce.

Quella del Forteto è una vicenda incredibile e drammatica in cui lo Stato e le sue Istituzioni hanno gravissime responsabilità per aver affidato, in Toscana e per decenni, minori ad una comunità che non aveva i requisiti per accoglierli e che era regolata al suo interno in modo del tutto estraneo al normale funzionamento di strutture per l’affido. Non ci si può limitare alle solite dichiarazioni di rito a favore dell’infanzia ma bisogna adoperarsi fattivamente. Ritorno pertanto a chiedere ai parlamentari del Pd e ai suoi vertici di accettare la nostra proposta di istituire una Commissione di inchiesta per far luce su questi sconcertanti episodi avvenuti al Forteto.

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