Posts tagged ‘partiti’

28 aprile 2017

Pd: Renzi democratico solo a parole

erario
Renzi guarda nel piatto degli altri per non dover mostrare quanto sia vuoto il proprio. In Forza Italia, a differenza di quanto Renzi provi a dire con i suoi slogan, la libertà di espressione e azione è uno dei primi valori garantito a chi fa parte del Movimento. Utilizzare quindi un argomento simile per enfatizzare la “democraticità” delle primarie è solo un ulteriore segnale di quanto l’ex premier rifletta poco con le azioni i concetti che usa a parole. Essersi imposto come Presidente del Consiglio senza passare per il voto di tutti gli italiani non mi sembra il modo più democratico di fare politica. La democrazia di un partito si vede anche da questo, non solo dalla scelta di fare primarie nelle quali oltretutto i candidati appaiono un po’ sbiaditi.
26 marzo 2017

Scuola Lega: se Berlusconi avesse avuto Internet oggi Italia diversa

erario

La rete ha dato alla politica la possibilità di disintermediarsi e arrivare più facilmente ai cittadini anche con costi più bassi rispetto alla concezione classica. Non è un segreto che Forza Italia sia sempre stata avversata dai media mainstream e credo che se Silvio Berlusconi avesse avuto i social e la rete così come oggi Trump, la storia dell’Italia sarebbe oggi molto diversa. Ma la rete pone anche delle questioni: la politica oggi è follower o leader? Sempre più facile inseguire pressioni e scontento del momento, piuttosto che esser leader e lo vediamo con il M5s: loro nascono sulla rete e seguono proprio le modalità di internet, cavalcando lo scontento e attaccando tutto ciò che non piace all’opinione pubblica. Per i partiti è perciò fondamentale recuperare il primato del ruolo dei leader, se non lo farà la politica perderà il proprio consenso e non possiamo permetterlo. Solo cambiando approccio si vincerà questa ondata di antipolitica.

9 febbraio 2016

Partiti, Pd non usi legge come foglia di fico

Deborah Bergamini Sesto FiorentinoE’ un bene discutere sulla legge per la democrazia all’interno dei partiti, ma il Pd non creda di poterla utilizzare come una foglia di fico per coprire la mancanza di democrazia al di fuori dei partiti. Renzi e’ il terzo presidente del Consiglio non eletto dai cittadini, neppure eletto in Parlamento, ma ‘vincitore’ di primarie di partito non regolamentate da alcuna norma e suscettibili di manipolazione. E’ questa la democrazia che manca in Italia. Noi crediamo nella democrazia dei partiti e all’interno dei partiti, difendiamo l’articolo 49 della Costituzione per cui tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale ma, prima di tutto, ci appelliamo al principio fondamentale della nostra Carta sancito nell’articolo 1. La sovranita’ appartiene al popolo e non alla Direzione, Assemblea o Segreteria del Pd.

16 luglio 2015

Risiko parlamentare non ha niente a che vedere con esigenze dei cittadini

risiko italiaLa Costituzione sancisce la non esistenza del vincolo di mandato, e questo è il dato di fatto da cui è necessario partire per valutare quello che leggiamo in questi giorni, ormai ogni giorno: possibili ‘cambi di casacca’, nuovi gruppi parlamentari, movimenti vari. Se anche il Tribunale di Napoli avesse tenuto conto di questo principio costituzionale, ci saremmo risparmiati l’ennesimo processo con annessa l’ennesima sentenza politica. Ma tant’è: coloro che cambiano idea non sono tutti uguali. La differenza la fa la direzione che prendono.

Ora, viene da chiedersi: esiste almeno un criterio di opportunità, un’aderenza con la realtà in questi movimenti? Ed è così strettamente necessario accompagnarli con critiche a volte feroci, giudizi e asserzioni che smentiscono la storia politica di chi li pronuncia? Il grande Risiko parlamentare che viene descritto (vedremo poi se e come si svilupperà), sembra molto più un gioco di posizionamenti e riposizionamenti che una risposta a nuove richieste di rappresentanza da parte degli elettori. Anzi, l’impressione è che tutto questo con gli elettori, cioè con i cittadini, non abbia proprio nulla a che vedere. Il Paese reale, quello delle aziende, dei giovani, dei pensionati, delle madri e dei padri di famiglia, delle partite Iva, resta sullo sfondo. In primo piano c’è altro, a cominciare da numeri e conte. E questo è il motivo per cui, senza alcun giudizio di merito, una valutazione va fatta: da tutto questo la politica non trae alcun arricchimento. Piuttosto è destinata a perdere ancora più terreno.

7 gennaio 2014

Legge elettorale: non decide chi ha la palla

La posizione di alcuni partiti della maggioranza sulla riforma della legge elettorale ricorda i vecchi giochi da cortile dove chi aveva ‘il pallone’ pretendeva di decidere le regole del gioco, minacciando di andarsene se contrariato e tirando per le lunghe in attesa di decidere cosa gli facesse più comodo. In una materia delicata come il sistema di voto riconoscere a tutti i partiti pari dignità di esprimere il proprio punto di vista è il minimo sindacale , perché pari dignità hanno i rispettivi elettori. Sostenere il contrario, sarebbe come dire che esistono cittadini di serie a e di serie b. E questo, prima che sbagliato, è ben poco democratico”.

7 novembre 2013

Pdl-Fi: Consiglio Nazionale occasione di confronto aperto e franco

Deborah Bergamini pdlLe questioni sollevate dal collega Cicchitto rispetto al futuro del nostro partito, del centrodestra e del governo meritano senz’altro di essere affrontate in modo approfondito, nelle sedi opportune. Per questo, da sincero sostenitore della democrazia interna e del partito strutturato quale è sempre stato, spero che Cicchitto non voglia portare avanti l’idea di disertare un’occasione di confronto aperto e franco e decida di perorare le sue posizioni nel prossimo Consiglio nazionale, rimettendole poi alla decisione della maggioranza.

Nel merito dei temi affrontati da Fabrizio Cicchitto, penso che la vita del governo, di qualunque governo, non sia un valore da tutelare ‘a prescindere’. Un esecutivo deve agire, e bene, trovando una sintesi tra le diverse istanze e basando la propria forza sul riconoscimento reciproco tra coloro che ne fanno parte. Pretendere di selezionare il proprio alleato, scegliendo a piacimento chi riconoscere e chi no come interlocutore, non è un’ipotesi percorribile.

Questa è la mia posizione ma, qualora al Consiglio nazionale la maggioranza dovesse darmi torto, sarò pronta ad adeguarmi, come è giusto che sia“.

8 ottobre 2013

Bene Carfagna, attenzione di partiti e parlamento sia su riforme. Giustizia, fisco e istituzioni

L’autoreferenzialità del dibattito politico interno ai partiti sta facendo perdere di vista quali sono le vere emergenze da risolvere. Non posso che condividere l’appello lanciato oggi da Mara Carfagna, dalle colonne de ‘Il Tempo’, a concentrare l’attenzione, tanto dialettica quanto parlamentare, sulle tre grandi riforme da realizzare: giustizia, fisco e istituzioni”. Lo afferma, in una nota, Deborah Bergamini, Pdl. Deborah Bergamini pdl

La priorità è la legge di stabilità. Poi è bene individuare delle specifiche finestre legislative nelle quali discutere e deliberare sulle singoli questioni. La condivisione col Pd di un percorso di governo non può che basarsi, esclusivamente, sulla realizzazione del cambiamento. L’alternativa è Grillo. Tertium non datur”.

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25 aprile 2013

Dobbiamo dare la possibilità a un Governo di fare le cose urgenti e per questo servono i numeri

Dobbiamo recepire il dato che ci hanno consegnato gli italiani con il voto, ovvero un risultato tripartito. Non possiamo prescindere da questo. E dobbiamo dare la possibilità ad un governo di fare le cose, ma per fare le cose servono i numeri. E’ aritmetica.

Noi del Pdl abbiamo elaborato una piattaforma di lavoro che mi sembra sovrapponibile a quella del Pd per molti aspetti.

Certo, ci sono delle divergenze ma abbiamo un’urgenza fatale, quella della decrescita del Paese, ecco perché è così difficile spiegare agli italiani perché discutiamo di legge elettorale e non di problemi più urgenti. Purtroppo le cose sono legate, e non dobbiamo avere paura.

24 aprile 2013

Veti incrociati nel PD bloccano il Paese mentre i nostri giovani emigrano e industria regredisce

Prendo atto che, ancora una volta, siamo di fronte a uno stallo che purtroppo deriva dai veti incrociati all’interno del Pd. Questo è il momento delle scelte, non dobbiamo averne paura; e noi che, all’interno dei rispettivi partiti, siamo politicamente più giovani, dovremmo essere più capaci di scrollarci di dosso quei costumi mentali, ideologici o post-ideologici, che molto male hanno fatto a questo Paese in questi ultimi anni.

Due dati: nel 2012 80mila italiani hanno lasciato il Paese, quasi tutti tra i 25 e i 40 anni. L’Italia sta tornando a essere un Paese di emigrazione.

Un secondo dato che mi ha colpito molto è uscito dalla Commissione Europea: la nostra è un’industria che non si sta evolvendo verso l’Hi-Tech ma sta, al contrario, regredendo verso fattori produttivi Low-Tech.

Su questo ci possiamo confrontare anche noi, generazioni più giovani; su questo dobbiamo concentrare, da subito, la nostra attenzione.

24 aprile 2013

Ottima analisi dell’inciucio quella di Galli della Loggia su Corriere

Cari amici,  

condivido con voi la lucida analisi che fa oggi sul Corriere della Sera Ernesto Galli della Loggia:

SE OGNI ACCORDO È UN INCIUCIO – Il sospetto universale

«L’inciucio!». Molti italiani si stanno ormai abituando a giudicare la politica nell’ottica di quest’unica categoria demonizzante, e quindi a vedere le cose e gli uomini della scena pubblica del loro Paese in una sola luce: quella del sospetto universale.

La prima caratteristica della categoria dell’ inciucio , quella che la rende così facilmente utilizzabile, è la sua indeterminatezza. L’ inciucio , infatti, come insegnano i suoi denunciatori di professione, si annida dovunque. Potenzialmente esso riguarda tutto e tutti. Può consistere nella sentenza di un tribunale, in un articolo di giornale, nella decisione di qualunque autorità, in una trasmissione televisiva, in tutto. Ma soprattutto è inciucio la trattativa, l’accordo, il compromesso espliciti, così come pure – anzi in special modo! – l’intesa tacita che su una determinata questione si stabilisce per così dire spontaneamente tra gli attori politici di parti diverse. Tanto più che perché di inciucio si possa accusare qualcuno non c’è bisogno di alcuna prova.

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