Posts tagged ‘PD’

16 marzo 2017

Vittoria Rutte premia serietà centrodestra

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La vittoria del centrodestra di Rutte in Olanda è il chiaro segnale che i valori condivisi sono più forti delle spinte populistiche. Anche la sinistra crolla e questo è un segnale importante, anche dal punto di vista liberale, in linea con altri paesi: le persone stanno iniziando a fare i conti con chi in politica assume comportamenti seri, concreti e misurabili e per questo anche in Italia dobbiamo tornare ad essere uniti sulla base di un programma comune chiaro. Il nostro primo impegno rimane quello di lavorare per il bene del nostro paese, senza alcun populismo ma attraverso riforme e proposte che ci aiutino ad uscire da una fase critica della storia nazionale. E se ci presenteremo uniti ai prossimi appuntamenti elettorali, come sta accadendo in vista delle elezioni amministrative di primavera, potremo liberare l’Italia da governi tecnici e di sinistra.
13 marzo 2017

Se Pd è garantista riconosca persecuzione contro Berlusconi

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Il ministro della giustizia Orlando dichiara che la politica si è schiacciata sulla magistratura, ma non è stata la politica, è stato il Pd ad averlo fatto in questi anni.

Il Pd non può parlare con credibilità di garantismo e di diritti da riconoscere a indagati e imputati se prima non è disposto a riconoscere la più che ventennale persecuzione giudiziaria contro il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi. Solo se le garanzie costituzionali sono davvero a tutela di tutti si può parlare di garantismo, ma non mi pare che il Pd se ne sia mai preoccupato quando ad essere oggetto dell’attacco mediatico-giudiziario era il Presidente Berlusconi.

7 marzo 2017

Centro-destra: Alfano risponde con battute a ragionamento politico

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Alfano risponde con una battuta ad un ragionamento politico. Se Ncd vuole unire i moderati, cosa ci fa da 4 anni al Governo con la sinistra? Non solo con il Pd, ma adesso anche con i dalemiani e bersaniani del movimento democratico e progressista? Alfano disse che restava al Governo con Renzi per fare le riforme, ma ormai Renzi non c’è più e nemmeno le sue riforme ci sono più: sono state tutte bocciate o dai cittadini, o dalla Corte costituzionale o dall’evidenza dei fatti. In quanto al ‘taxi’, Forza Italia ha le ruote gonfie e una guida sicura: Ncd può dire altrettanto di sé?

21 febbraio 2017

Pd, Renzi è nel Palazzo per interposta persona

bergamini-21-febbCi vuole una buona dose di sfrontatezza ad affermare, come fa il segretario del Pd dimissionario nella sua e-news, di essere fuori dal Palazzo quando poi il Governo in carica è la fotocopia di quello precedente: Renzi ha piedi, mani, occhi e orecchie nel Palazzo, ma per interposta persona.

 

15 febbraio 2017

Pd, al Paese non servono 11 correnti ma un Governo di centrodestra

europaAl Paese non servono le 11 correnti del Pd ma serve un governo di centro-destra. Rispetto al rientro di Ncd nel centrodestra mi pare che Ncd abbia appoggiato il governo Renzi per fare le presunte riforme. Renzi, però, non ha fatto riforme o ne ha fatte di pessime, ora c’è addirittura un nuovo governo ma Ncd sta ancora lì, quindi mi pare chiaro che voglia stare col Pd.

 

20 dicembre 2016

Banche: il decreto del Governo non salva i risparmiatori ma i banchieri

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Con i nomi delle riforme e delle leggi la sinistra gioca con le parole, perché i titoli sono assai diversi dal contenuto delle medesime. Un po’ come il quesito referendario del 4 dicembre scorso che faceva promesse che in realtà non poteva mantenere. Qui non siamo in presenza di un decreto del Governo che salva il risparmio, ovvero i risparmiatori, ma salva i banchieri, ovvero chi ha amministrato gli istituti di credito in maniera fallimentare e in contiguità, si pensi al Monte dei Paschi, con il Pd. I risparmiatori, invece, ad esempio quelli delle 4 banche salvate dal Governo Renzi, fra cui Banca Etruria, stanno ancora aspettando di essere rimborsati. Quindi occorre chiamare le cose con il loro nome: il Governo intende creare altro debito pubblico e farlo pagare a tutti i cittadini.

19 dicembre 2016

Governo: Anche del Jobs Act non resterà nulla

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Il Jobs Act non funziona: è stato bocciato dai numeri e presto sarà bocciato dal referendum; la riforma della scuola non era poi così ‘buona’ se il ministro dell’istruzione è stato l’unico a non essere riconfermato nell’attuale governo; la riforma costituzionale è stata respinta a stragrande maggioranza dai cittadini; l’Italicum sarà verosimilmente cassato dalla Consulta ancor prima di essere mai utilizzato. Siccome del governo Renzi rimarrà poco, oltre alle slide, è meglio che della nuova legge elettorale si occupi il Parlamento e non la segreteria del Pd.

6 dicembre 2016

L. Elettorale: M5S vuole legge a suo favore

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Il Pd voleva una Costituzione su misura per i suoi interessi e ha lacerato il Paese con il referendum. Ora è il M5S a volere una legge elettorale per i suoi interessi, diventando all’improvviso favorevole all’Italicum dopo che per mesi i grillini si sono dichiarati assolutamente contrari. Noi, invece, continuiamo a pensare che prima di tutto vengano gli interessi dell’Italia e degli italiani e non i capricci dei partiti, per cui occorre una legge elettorale condivisa e non imposta dagli uni contro gli altri.

27 novembre 2016

La riforma è una prepotenza del governo Renzi

img-20161126-wa0010Dopo il referendum in in modo o in un altro cambieranno molte cose. Qualunque forma di ricongiungimento in politica è una pratica naturale, ma si fa su programmi condivisi, e su un’idea del paese molto chiara, che non si può commerciare a seconda delle esigenze del momento. La riforma è frutto di una prepotenza da parte del governo Renzi: una riforma pensata male, scritta male, imposta con la forza, che chiama tutti noi al dovere civico di respingerla. Una riforma così importante, che tocca 37 articoli della Costituzione, non la può fare a colpi di maggioranza un partito solo, ma si deve fare con la massima collaborazione di tutte le forze politiche, che sono in Parlamento perché rappresentano elettorati diversi.

Mi sorprende il voto di tanti parlamentari e movimenti che sono stati eletti con il centrodestra e che poi hanno deciso di aderire al SI. Non mi sembra un voto di coscienza, come è stato detto da alcuni, visto che uno degli elementi chiave di questa riforma è che, se passasse, il Senato resterebbe completamente nelle mani del Pd; i senatori infatti non vengono eletti ma nominati dai Consigli regionali, e il Pd governa in 17 Regioni su 20.

19 agosto 2016

Il miglior incentivo per la crescita è il taglio delle tasse

I consumi delle famiglie sono in calo rispetto all’anno scorso, il prodotto interno lordo non cresce quanto previsto e al venire meno della decontribuzione sul lavoro il Jobs Act ha dimostrato tutta la sua inefficacia.

Ma non solo. Questo governo, rispetto al governo Berlusconi, ha quintuplicato l’ultra precariato di chi lavora con i voucher; ha sedotto e abbandonato i pensionati (che hanno visto aumenti di pensione solo col presidente Berlusconi); così come sembra essersi dimenticato delle partite iva e degli imprenditori che, oggi, pagano le tasse più alte di Europa (64,8% secondo Confartigianato). Tuttavia, a fronte di una straordinaria solerzia nell’esigere il pagamento delle imposte, e nonostante gli impegni presi da questo governo, lo Stato non si è dimostrato altrettanto solerte nel pagare i debiti contratti dalla Pubblica Amministrazione con le imprese (65 miliardi di euro secondo la CGIA).

Sarebbe allora il caso che il governo Renzi, invece di insistere con una politica economica basata sugli incentivi – che nel lungo termine droga l’economia senza aiutarla a camminare sulle proprie gambe -, iniziasse a prendere in seria considerazione la possibilità di procedere ad un importante taglio di tasse e di spesa pubblica improduttiva. E’ giusto l’intento di voler aiutare le imprese a ripartire, ma gli incentivi generalmente aiutano le imprese che meno ne hanno bisogno (e non le piccole e microimprese che sono la maggioranza). Se non ripartono i consumi degli italiani, se la disoccupazione non torna almeno ai livelli del 2011 (con il governo Berlusconi eravamo intorno all’8%), gli incentivi avranno la funzione di ridurre le perdite delle imprese più che di stimolare la crescita di tutta l’economia.

Per noi di Forza Italia il miglior incentivo per la crescita era e rimane il taglio delle tasse. E non vorremmo che l’insistenza del governo sulle politiche degli incentivi – confermata oggi dal responsabile economico del Pd alla Stampa – fosse un tentativo non troppo velato di ringraziare chi quest’estate ha apertamente sostenuto il sì al referendum costituzionale…

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