Posts tagged ‘pena di morte’

18 luglio 2016

Turchia, pena di morte inconciliabile con Ue

europa turchiaSe si dovesse concretizzare l’ipotesi di reintroduzione della pena di morte in Turchia, ciò allontanerebbe Ankara da Bruxelles perché sarebbe inconciliabile con i Paesi Ue. Se non si vogliono vanificare i progressi compiuti in questi anni nei rapporti bilaterali con l’Europa, occorre che la Turchia non precipiti in ingiustificabili violazioni dei diritti umani.

15 gennaio 2014

Marò: Italia parli con una voce sola e con il sostegno dell’Europa

Riportare a casa i nostri Marò è la priorità: è una questione di rispetto della vita in linea con la nostra tradizione culturale e giuridica – l’Italia e l’Europa sono da sempre in prima fila contro la pena di morte -, di difesa dell’orgoglio del nostro Paese e del diritto internazionale. marò

Per questo, l’Italia e la politica italiana tutta devono parlare con una sola voce. Abbiamo criticato il governo per la gestione tutt’altro che efficace della vicenda ma ora siamo chiamati a sostenere un’iniziativa, quale il ricorso presentato alla Corte Suprema indiana, che è senz’altro tardiva ma comunque necessaria. In questo nostro impegno, chiediamo che la comunità internazionale, e l’Europa in particolare, ci affianchino e ci sostengano con tutto il peso politico e diplomatico che si può e si deve mettere sul tavolo. Per salvare i nostri Marò siamo tutti dalla stessa parte”.

12 dicembre 2011

Arabia Saudita, decapitata una donna “colpevole” di stregoneria

da Giornalettismo.com

La donna decapitata perché “è una strega”

12 dicembre 2011

Succede in Arabia Saudita

Una donna saudita è stata decapitata oggi dopo essere stata accusata di praticare atti di stregoneria, vietati nel regno conservatore. Lo rende noto il ministero degli Interni di Riad.

STREGONERIA E MAGIA – Amina bint Abdulhalim Nassar è stata giustiziata nella provincia settentrionale di Jawf per aver “praticato stregoneria e magia’, ha detto il ministero in un comunicato rilanciato dall’agenzia di stampa statale Spa. Non ci sono dati esatti su quante donne sono state giustiziate nel regno, ma un’altra è stata decapitata a ottobre per aver ucciso il marito dando fuoco alla sua abitazione. Quest’anno sono 73 le decapitazioni eseguite in Arabia Saudita.

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17 giugno 2010

Dopo 32 anni non si può giustiziare nessuno

CASO-POWELL, BERGAMINI (PDL): ORA NESSUNA CRITICA ALL’ITALIA DAGLI USA E DALL’OCSE

“A 32 anni di distanza non si può giustiziare nessuno: dopo così tanto tempo non vi può essere nessun violento risarcimento fra società e colpevole. Uccidere, dopo una tortura psicologica di tale durata un detenuto modello come David Powell, getta pesanti ombre sul sistema giuridico statunitense. Ombre che l’amministrazione Usa e la Comunità internazionale faranno finta di non vedere, preferendo concentrarsi sulla regolamentazione italiana della normativa sulle intercettazioni, i cui contenuti ignorano, preferendo al contrario, affidarsi alla disinformazione ed alla manipolazione che parte dei nostri media promuovono”.

Deborah Bergamini, parlamentare e presidente della Consulta Esteri del Pdl, denuncia il doppiopesismo degli Stati Uniti e di alcune organizzazioni internazionali in materia di giustizia. “Un doppiopesismo evidente – spiega la Bergamini – là dove si preferisce tacere di palesi e tremende violazioni dei diritti umani universali per criticare particolari e limitati atti legislativi di un Paese sovrano come l’Italia. Ho ancora nelle orecchie le sconsiderate dichiarazioni del sottosegretario alla Giustizia Usa, Breuer sul ddl intercettazioni, teso paradossalmente ad avvicinare il nostro sistema proprio a quello americano, nel quale la pubblicazione di atti in fase istruttoria non è nemmeno immaginabile; per non parlare della più recente condanna anti-italiana dell’Ocse, di cui gli Stati Uniti sono membri fondatori. Ecco, dopo quanto accaduto in Texas, dove oltre a Powell un altro detenuto attende l’esecuzione dal 1976, spero di non dover sentire altre ingerenze da parte e dell’amministrazione Obama e di organismi internazionali sempre meno attenti”, ha poi concluso la stessa Bergamini.

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