Posts tagged ‘politica estera’

7 giugno 2017

Iran: solidarietà e vicinanza a istituzioni e cittadini 

europa
Seguo con angoscia le notizie che arrivano oggi da Teheran, dove il Parlamento e il mausoleo dedicato a Khomeini sono stati colpiti da un attacco terroristico rivendicato dall’Isis.
Ci tengo ad esprimere, anche in qualità di presidente del gruppo di collaborazione tra la Camera dei Deputati italiana e il Majlis iraniano, la mia solidarietà e vicinanza ai colleghi, alle istituzioni e ai cittadini iraniani. Pochi giorni fa in Iran si sono volte elezioni ordinate che, tra l’altro, hanno confermato il Presidente Rohani e la sua linea di apertura e collaborazione con l’occidente. Con questo attacco l’Isis sottolinea ancora una volta la propria ferocia e il proprio disegno di distruzione. E si conferma, inoltre, che il Medio Oriente è una realtà infinitamente complessa in cui ci si deve muovere con estrema prudenza e non come se fosse un Risiko. La superficialità aiuta solo il terrorismo.
9 novembre 2016

USA, fra gli sconfitti c’è anche Renzi

bergamini_trump

Ci era parso inopportuno che il premier italiano si schierasse così apertamente a favore di uno dei candidati alla Casa Bianca, visto che i presidenti passano ma le relazioni fa gli Stati restano e devono essere salvaguardate. La vittoria di Trump è quindi inesorabilmente anche una sconfitta per Renzi.

Ma quello che più ci preoccupa  è che il giudizio negativo che Renzi ha dato del neopresidente statunitense prima delle elezioni potrebbe incrinare i rapporti fra Italia e Stati Uniti, due Paesi da sempre amici. Anche nei rapporti con la Ue, Renzi, innescando una battaglia personale e per suo tornaconto politico contro Juncker, sta minando la credibilità dell’Italia, circostanza che è vieppiù insopportabile visto che siamo fra i Paesi fondatori dell’Europa. Anche noi talvolta non abbiamo gradito toni e modi di agire del presidente della Commissione Ue ma il nostro confronto è rimasto istituzionale perché non ne va delle nostre carriere ma dell’interesse dell’Italia e degli Italiani. Infine, consigliamo a Renzi di non usare il termine euroburocrate per cercare di delegittimare Juncker dal momento che, piaccia o non piaccia, Juncker è stato eletto mentre Renzi no.

14 ottobre 2016

Unesco, solidarietà al popolo di Israele

unescoL’Unesco approva una mozione che dice che il Muro del Pianto a Gerusalemme non ha legami con l’ebraismo e l’Italia si gira dall’altra parte astenendosi. Questo non è il Governo che batte i pugni sul tavolo ma che batte in ritirata alla prima occasione, accodandosi agli altri e dimostrando di non avere una personalità internazionale. Solidarietà al popolo di Israele.

30 giugno 2016

Usa-Russia, scontro non può mai essere risultato intelligente

Un passaggio dell’intervista che ho rilasciato a UnitedWorld e disponibile online su TheWorldFolio.com (in lingua inglese)http://www.theworldfolio.com/interviews/italy-as-potential-nonpermanent-member-of-the-us-security-council-reliable-player-in-complex-geopolitical-realities-/4070/

Uno scontro tra Russia e Stati Uniti non può mai essere un risultato intelligente. Noi siamo amici fedeli dell’America, lo siamo sempre stati, e abbiamo anche una forte relazione con la Russia che risale a tempi antichissimi. La Russia non è percepita come un nemico qui. Ci consideriamo parte della stessa area culturale e tradizionale, l’Eurasia. E questo è qualcosa che non possiamo cambiare.

Siamo profondamente preoccupati per l’emergenza immigrazione, rispetto alla quale l’Unione europea non ci aiuta. E infatti questa crisi migratoria è l’emblema della situazione critica che l’Unione europea sta attraversando, continuando a perdere popolarità tra i cittadini. L’Italia è stata lasciata sola a custodire i confini dell’Europa: non riceviamo alcun tipo di supporto, né soldi né altre risorse. La pressione migratoria è peggiorata con il fallimento delle primavere arabe e, come ormai è chiaro, per via di un approccio sbagliato dell’Occidente, soprattutto verso la Libia. Se mi chiedete come mi sento oggi, direi che negli ultimi anni la situazione del Mediterraneo è stata gestita in modo disastroso. Un disastro enorme.

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5 aprile 2016

Sul caso Regeni informativa del Governo evanescente

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Ci si riempie la bocca della necessità di accertare la verità, di dare e restituire verità in primis ai familiari di Giulio Regeni e a tutti gli italiani, però poi il Governo non dice come. Abbiamo ascoltato una sommaria ricostruzione dell’accaduto, di cui eravamo già a conoscenza, ma il Governo non ha detto con chiarezza cosa intenda fare.

Ancora una volta registriamo un’impostazione complessiva della politica estera del Governo ondivaga e basata soltanto sulla tattica dove le declamazioni vanno da una parte e i fatti vanno dall’altra. Noi pensiamo che se l’Italia non torna ad essere un Paese credibile a livello internazionale, e dubito che questo Governo sia in grado di riportarcela, non soltanto non otterremo mai la verità su Giulio Regeni, ma i nostri cittadini, nel mondo e anche in patria, continueranno a correre crescenti pericoli.

Qui non si tratta di demonizzare un Paese straniero o un Governo straniero; qui si tratta di demonizzare gli accadimenti che hanno portato alla tortura e all’omicidio di Giulio Regeni e di accertare le responsabilità.

Abbiamo il dovere di imporre al Governo egiziano la ricerca della verità, proprio per evitare che i rapporti tra i nostri due Paesi, che sono essenziali nell’equilibrio di tutta l’area mediterranea, possano essere scalfiti o irreversibilmente incrinati. Occorre, infatti, cercare di far fronte comune con tutti i Paesi che combattono sul serio il terrorismo e il jihadismo. Per questo per noi il rapporto con l’Egitto è di vitale importanza, ma lo è anche per l’Egitto nei nostri confronti. L’Egitto costituisce, per l’Italia e per tutto l’Occidente, un Paese che è in prima linea ed è alleato nella lotta contro l’Isis, contro il terrorismo, contro l’integralismo fondamentalista, e quel Governo di quel Paese deve svolgere un’importante azione di equilibrio nel Medioriente e in tutta l’area mediterranea. Per questo l’Egitto sta pagando un prezzo estremamente elevato e i numerosissimi attentati di cui è stato esso stesso vittima ne sono una prova lampante.

 

2 settembre 2015

Finalmente governo si è accorto che è errore isolare Russia. Ora cambi passo

Deborah BergaminiIeri il Ministro Pinotti ha definito “incomprensibile” l’escalation con la Russia. Meglio tardi che mai. Il governo pare essersi reso finalmente conto che isolare la Russia è strategicamente miope non solo per gli effetti – gravissimi – che ha sul nostro export, ma anche da un punto di vista geopolitico globale. Da sempre ripetiamo che Mosca deve essere un alleato, non un nemico dell’Occidente, un alleato ineludibile se vogliamo – come dobbiamo – fronteggiare l’avanzata del terrorismo islamico e dell’Isis, stabilizzare il medio oriente e gestire i flussi migratori impazziti.La scelta del governo Renzi di adeguarsi alla linea politica – e alle esigenze – di altri paesi ha portato solo frutti negativi per noi e, come riconosce la stessa Pinotti, nessuna “solidarietà” di ritorno sul tema dell’immigrazione. Speriamo che dopo la presa d’atto – seppur tardiva – arrivi un netto cambio di passo e strategia.

11 febbraio 2015

La favola dei gufi e della determinazione renziana: la capacità di raggiungere un obiettivo non conta se l’obiettivo è sbagliato

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Siamo sicuri che quella determinazione renziana che riscuote tanto successo tra gli editorialisti di casa nostra e che ha incantato anche alcuni grandi manager italiani, sia davvero un valore aggiunto per l’Italia?

Prendiamo ad esempio il nostro agire in Europa. L’estate scorsa è stata caratterizzata dal braccio di ferro di Renzi in Ue per far sì che fosse l’Italia ad esprimere il successore di Catherine Ashton nel ruolo di Alto rappresentante per la politica estera europea. Missione riuscita: Federica Mogherini diventa la nuova Lady Pesc.

Una determinazione apparentemente proficua, dunque, nonostante quei ‘benaltristi’ dell’opposizione continuassero a sostenere che per l’Italia sarebbe stato molto meglio puntare al ruolo di Commissario per le materie economiche o per l’immigrazione. Ma si sa, quelli dell’opposizione sono gufi. E tanto si erano sbagliati che oggi, dopo la strage di Lampedusa e una serie infinita di sbarchi, l’Italia si trova a fare i conti con una nuova tragedia nel Canale di Sicilia e con l’Unione che addirittura ci accusa di esserci disimpegnati sul fronte del controllo delle nostre coste, facendo finta di dimenticare lo sforzo in solitudine che abbiamo dovuto sostenere in questi anni in termini economici, di personale e di accoglienza, per non parlare della sicurezza e dell’ordine pubblico.

E cosa dire dell’azione dell’Europa in campo internazionale? Almeno lì la determinazione del premier ha portato risultati? Beh, se ci sono noi non li abbiamo visti, e non li hanno visti neppure i nostri Marò e i protagonisti della crisi in Ucraina, fronte su cui l’Unione Europea è non pervenuta. 

Allora, se c’è una morale in questa favola dei gufi e della determinazione renziana, è che è arrivato il momento di smetterla di decantare la capacità di raggiungere un obiettivo come un valore in sé, perché questa abilità non conta se l’obiettivo è sbagliato. E questo vale per il nostro ruolo in Europa come per tutto il resto.

16 luglio 2014

Ue: governo sia pragmatico e si concentri sui problemi, come l’immigrazione, piuttosto che sui ruoli

Non si può correre il rischio che l’Italia esca ulteriormente ridimensionata sul piano europeo da un braccio di ferro, o meglio da un’impuntatura su un ruolo in Commissione.
Piuttosto che muoversi in campo comunitario sulla base di malintese manie di ‘grandeur’, di moda dalle parti di Palazzo Chigi, sarebbe più opportuno farlo con pragmatismo, pensando ai problemi concreti degli italiani, come l’immigrazione.
La sensibilità che Juncker ha dimostrato in proposito dovrebbe indurre il governo a riflettere sull’opportunità di ‘appropriarsi’ di questo tema, per difendere le prerogative dei Paesi di arrivo ormai allo stremo, Italia su tutti.

10 gennaio 2014

Marò, attendiamo chiarimenti urgenti dal governo

Debora BergaminiL’Italia rischia di essere un Paese senza una voce autorevole nel mondo. E questo, purtroppo, è l’esito della demolizione della nostra credibilità internazionale a cui ci si è prestati pur di abbattere il governo Berlusconi.

I nostri Marò sono in India e, stando alle notizie di stampa, ancora non siamo in grado di escludere un esito drammatico della loro vicenda processuale. Attendiamo chiarimenti urgenti dal governo su quello che sta accadendo. Ed è grave che 24 famiglie italiane, dopo essere state trattenute per settimane in Congo, siano costrette a tornare in Italia senza i propri figli. Un governo degno di questo nome è prima di tutto responsabile della tutela dei propri concittadini all’estero“.

Lo afferma Deborah Bergamini, deputato di Forza Italia.

11 settembre 2013

Siria: basta minuetti diplomatici, comunità internazionale si impegni per soluzione politica

E’ giunto il momento di riprendere il processo negoziale avviato a Ginevra mettendo al primo posto il futuro della Siria e del suo popolo. Non c’è più spazio per i minuetti diplomatici e gli equilibrismi tattici. La Comunità internazionale ha adesso più che mai l’obbligo di impegnarsi per una soluzione politica che consenta a tutte le componenti etniche e religiose della Siria di ritrovarsi in un percorso comune che conduca alla democrazia, per questo ha fatto bene il Governo italiano a condannare fermamente l’escalation della violenza e, contemporaneamente, a richiamare le Nazioni Unite alle loro responsabilità“.

Lo ha dichiarato Deborah Bergamini, capogruppo Pdl in Commissione esteri alla Camera, intervenendo in Aula a sostegno della mozione della maggioranza sulla Siria.

Bergamini ha anche ricordato come “già un anno fa il Partito Popolare europeo, durante il suo congresso, avesse acceso i riflettori sulla Siria, votando una risoluzione favorevole al dispiegamento di una ‘robusta’ forza di peacekeeping e appellandosi alla comunità internazionale affinché superasse le proprie divergenze e si accordasse su un piano strategico che, sotto l’egida dell’Onu, arrestasse la violenza in Siria e desse al popolo siriano la possibilità di eleggere democraticamente i propri rappresentati“. Quindi, nel sostenere che “se questo appello fosse stato ascoltato forse oggi non ci troveremmo in questa tragica situazione” ha concluso che “tale constatazione non può che farci riflettere sulla ancora scarsa capacità di agire efficacemente in politica estera dell’Unione Europea“, auspicando che questo sia “l’ultimo campanello d’allarme per la comunità internazionale sulla crisi siriana: non ci siano più attacchi chimici ai danni di civili inermi“.

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