Posts tagged ‘politica’

27 marzo 2017

Amministrative: le elezioni non sono un bene privato del Governo

new card BERG
Le elezioni non sono un bene privato del Governo. Forse è arrivato il momento di ricordarlo, visto che non sono state ancora annunciate le date delle prossime amministrative. È inammissibile che un governo, l’ennesimo non eletto dal popolo, sembri voler temporeggiare anche sulle elezioni amministrative, un appuntamento che permette ai cittadini di decidere la politica migliore per il proprio territorio.
26 marzo 2017

Terremoto: incomprensibile attacco Renzi a Tajani

europa
L’attacco di Matteo Renzi al presidente dell’Europarlamento Antonio Tajani è incomprensibile. Nella visita a Norcia la ‘delegazioncina’ guidata dal presidente dell’Europarlamento si è impegnata a versare all’Italia ben 2 miliardi di euro. Che sono, occorre ricordarlo, quasi cinque volte i fondi attribuiti nel 2016 dal Governo Renzi alla Protezione Civile (454milioni). Non entriamo nel merito della scelta del Pd di scimmiottare l’antipolitica grillina, ma si fatica a capire a cosa serva banalizzare un gesto di solidarietà così importante. Renzi anziché spendersi in polemiche di cattivo gusto e dalla dubbia utilità, si impegni a far arrivare le casette alle migliaia di cittadini del Centro Italia che le stanno ancora aspettando.
26 marzo 2017

Scuola Lega: se Berlusconi avesse avuto Internet oggi Italia diversa

erario

La rete ha dato alla politica la possibilità di disintermediarsi e arrivare più facilmente ai cittadini anche con costi più bassi rispetto alla concezione classica. Non è un segreto che Forza Italia sia sempre stata avversata dai media mainstream e credo che se Silvio Berlusconi avesse avuto i social e la rete così come oggi Trump, la storia dell’Italia sarebbe oggi molto diversa. Ma la rete pone anche delle questioni: la politica oggi è follower o leader? Sempre più facile inseguire pressioni e scontento del momento, piuttosto che esser leader e lo vediamo con il M5s: loro nascono sulla rete e seguono proprio le modalità di internet, cavalcando lo scontento e attaccando tutto ciò che non piace all’opinione pubblica. Per i partiti è perciò fondamentale recuperare il primato del ruolo dei leader, se non lo farà la politica perderà il proprio consenso e non possiamo permetterlo. Solo cambiando approccio si vincerà questa ondata di antipolitica.

17 marzo 2017

M5S: Cassimatis incandidabile, più che primarie sembrano gare truccate

cardbergamini
Marika Cassimatis è stata dichiarata incandidabile a Genova ma Grillo, che oggi dice di agire in difesa del buon nome del Movimento, non ci aveva pensato prima che vincesse? Inutile fare le primarie se poi vincerle non serve a nulla. Sembra di trovarsi di fronte allo svelamento di certe gare truccate piuttosto che a candidature politiche, si fanno per prendere in giro e si fa vincere chi si è già deciso di far vincere. Se si predica onestà onestà onestà bisogna avere prima di tutto quella intellettuale di essere sempre seri con l’elettorato.
13 marzo 2017

Se Pd è garantista riconosca persecuzione contro Berlusconi

erario

Il ministro della giustizia Orlando dichiara che la politica si è schiacciata sulla magistratura, ma non è stata la politica, è stato il Pd ad averlo fatto in questi anni.

Il Pd non può parlare con credibilità di garantismo e di diritti da riconoscere a indagati e imputati se prima non è disposto a riconoscere la più che ventennale persecuzione giudiziaria contro il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi. Solo se le garanzie costituzionali sono davvero a tutela di tutti si può parlare di garantismo, ma non mi pare che il Pd se ne sia mai preoccupato quando ad essere oggetto dell’attacco mediatico-giudiziario era il Presidente Berlusconi.

16 gennaio 2017

Forza Italia, puntiamo a vincere elezioni con maggioranza assoluta

fiLe sfide, anche quelle che sembrano impossibili, ci appassionano. Forza Italia punta a vincere le prossime elezioni con la maggioranza assoluta dei consensi, quel 50 per cento più uno cui ambiamo dal 1994. Saranno le altre forze politiche a chiamare noi e non viceversa. Fra la sinistra delle tasse e dell’immigrazione e il grillismo del pauperismo e della improvvisazione, quello per Forza Italia è l’unico voto utile per risollevare le sorti del Paese.

20 novembre 2016

Referendum, la vecchia politica vota SI. Lo dicono i dati

senato

Il premier Renzi vuol far credere che il Sì è un voto per il cambiamento mentre il No è quello per la conservazione. In realtà basta guardare i numeri per scoprire che mente. Analizzando i dati di Open Polis sui 100 politici che siedono da più tempo in Parlamento emerge che la maggioranza assoluta dei baroni di Camera e Senato è per il Sì al referendum. Il premier anziché parlare di accozzaglia per il No, farebbe bene a parlare di gattopardismo per il Sì.

7 novembre 2016

Ballottaggi, proseguono successi FI e centrodestra in FVG

bergaminielezioni

In Friuli Venezia Giulia proseguono i successi di Forza Italia e del centrodestra. La nostra politica, concreta e attenta alle reali esigenze dei cittadini, sta avendo la meglio sugli slogan e le cattive riforme della sinistra.

La conferma del nostro sindaco Fabio Marchetti a Codroipo e il successo di Anna Maria Cisint nella storica roccaforte rossa di Monfalcone ci indicano da un lato che il lavoro fatto sul territorio sta dando i suoi risultati e dell’altro che il centrodestra unito non è soltanto competitivo, ma è vincente. Mi congratulo con Sandra Savino, parlamentare e coordinatrice in FVG di Forza Italia, e con tutti i nostri dirigenti locali per il successo ottenuto.

25 settembre 2016

Referendum, quesito seducente che nasconde cattiva riforma

In questo referendum c’è un quesito seducente che nasconde una cattiva riforma della Costituzione. Nel quesito si promettono leggi più semplici e tagli ai costi della politica ma la realtà non è questa. Non ci saranno tagli ai costi della politica, le leggi non saranno più semplici da fare e soprattutto ci sarà meno democrazia.

30 aprile 2016

Banche: termini fissati da governo per rimborsi sono un rebus 

I requisiti fissati dal Governo, affinché i risparmiatori truffati dalle quattro banche possano ottenere i rimborsi, sono così complessi da costituire un vero e proprio rebus. Poiché i termini di legge per l’emanazione dei decreti per stabilire i rimborsi erano scaduti già da un mese ci saremmo aspettati che il ritardo del Governo fosse dovuto alla volontà di reperire le risorse necessarie per rimborsare tutti e in toto i piccoli obbligazionisti truffati. E invece no. Il Governo intende risarcire solo alcuni e solo in parte. Non è accettabile. Il risparmiatore truffato, per essere rimborsato automaticamente, dovrà avere un reddito lordo ai fini Irpef inferiore ai 35mila euro, oppure un patrimonio mobiliare non superiore ai 100 mila euro, dovrà aver acquistato i bond subordinati, quelli poi azzerati dal salva-banche, prima del 12 giugno del 2014, e comunque il risarcimento sarà solo dell’80 per cento del capitale investito. Condizioni troppo capziose per non considerarsi una beffa che si aggiunge al danno che il Governo, e le quattro banche da esso salvate, hanno provocato a migliaia di ignari risparmiatori.

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