Posts tagged ‘polizia’

6 giugno 2017

Migranti: basta accoglienza incontrollata, rischia la sicurezza nazionale

cardbergamini
Non serviva che il Nucleo di Polizia Tributaria della Finanza di Palermo scoprisse i traffici di un’organizzazione criminale per comprendere che l’immigrazione incontrollata comporta rischi fondati e pericoli forti per la sicurezza nazionale. Almeno però adesso anche la sinistra e i buonisti dovranno fare i conti con la necessità di imporre regole chiare, controlli scrupolosi e rimpatri fatti sul serio. L’accoglienza funziona se regolata, ma i numeri degli sbarchi in Italia rendono oggi impossibile continuare a pensare di far arrivare persone che il nostro paese non può più mantenere a spese dei cittadini.
4 novembre 2014

Viareggio: servono più forze dell’ordine contro dilagare della violenza

viareggio passeggiataA Viareggio va ripristinato, con urgenza, l’ordine pubblico, perché ormai la città è irriconoscibile e versa in una situazione di inaccettabile degrado. Non è possibile che si ripetano fatti gravissimi come il feroce pestaggio della notte di Halloween. 

La comunità cittadina ha diritto a vivere senza la paura di uscire di casa, perciò, in vista del Comitato per l’Ordine e la sicurezza pubblica, chiediamo una maggiore presenza di Forze dell’ordine: a Viareggio devono essere destinati più agenti per una strategia che possa davvero contrastare il dilagare della violenza e della criminalità.

12 marzo 2014

Reati online: la mia interrogazione al Ministro dell’interno su chiusura presidi polizia postale

Deborah Bergamini tg1Giustissima la spending review, per la quale Forza Italia si impegna con successo da anni, ma attenzione ai possibili effetti negativi in termini di sicurezza laddove si andranno a ridurre risorse e presidi della Polizia di Stato sul nostro territorio. Soprattutto in ambiti così delicati come le indagini condotte sul web, che richiedono un’altissima specializzazione, è importante che i tagli non significhino un rischio di rallentamento o addirittura di paralisi nell’attività di prevenzione e contrasto a fenomeni quali stalking e pedofilia online, incitamento all’odio e pirateria digitale. Ho presentato, perciò, un’interrogazione al Ministro dell’Interno: non si disperdano le professionalità che operano nel comparto sicurezza sul web”.

Lo dichiara, in una nota, l’on. Deborah Bergamini, Vicepresidente dalla Commissione Trasporti della Camera dei Deputati.

Di seguito il testo della mia interrogazione:

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6 novembre 2013

Il mio intervento in Aula su decreto missioni internazionali e di cooperazione allo sviluppo

Signor Presidente, giunge finalmente in sede di discussione sulle linee generali in Aula la conversione in legge del decreto-legge sulla proroga delle missioni internazionali, delle nostre missioni di pace. Io voglio iniziare questo mio intervento – che, premetto, sarà più breve di quello dei colleghi che mi hanno preceduto – innanzitutto con una annotazione – consentitemelo – storica, ma brevissima, ovvero con la voglia di ricordare che l’Italia ha partecipato negli ultimi 20 anni a oltre 130 missioni militari all’estero, sia in ambito NATO, che in ambito Unione europea, che in ambito ONU. Non lo ricordo a caso, lo ricordo perché nel corso degli anni l’attenzione dell’opinione pubblica su quello che riguarda la nostra strategia di peacekeeping internazionale ha avuto modulazioni diverse. Oggi, quando si parla di missioni di peacekeeping da parte del nostro Paese ci si concentra in particolare su due aspetti: da una parte – e lo abbiamo sentito in molti interventi che mi hanno preceduto – sulla necessità di una razionalizzazione di tutto quello che è lo strumento militare, e dall’altra sulla selvaggia necessità di procedere a un taglio di spesa. E spesso, quando noi parliamo di missioni militari del nostro Paese, immediatamente arriva il sillogismo della necessità di contenere e di tagliare le spese.

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28 settembre 2011

Murdoch e noi

da Il Foglio:

“Stupefatta lettera a perta di un giornalista inglese agli italiani che sopportano i pm origlioni”

Scrive Nicholas Farrell a Il Foglio:

In Inghilterra […] un giudice non indaga, ma dirige la giuria durante un processo. Le indagini sono il compito della polizia e degli avvocati della Crown Prosecution Service (Cps). La Cps (non la polizia) può intercettare le chiamate di un cittadino solo col permesso del ministro dell’Interno e solo dove esiste il sospetto ragionevole di un reato grave. Le intercettazioni non possono essere diffuse e pubblicate “all’italiana”. Altrimenti i responsabili (sia magistrati che giornalisti) vanno in galera. Di conseguenza le intercettazioni non vengono mai pubblicate in Inghilterra. Mai.

La spiegazione per una legge così robusta è chiara: pubblicare le prove nei confronti di un indagato prima del processo distrugge il suo diritto a un processo giusto ed equo. Di fatti, per lo stesso motivo, non si può pubblicare niente in Inghilterra che potrebbe inquinare un processo (verbali compresi).

Per vedere l’articolo integrale clicca su Murdoch e voi (qui e nella prossima finestra, deve aprirsi un file in pdf).

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