Posts tagged ‘populismo’

16 marzo 2017

Vittoria Rutte premia serietà centrodestra

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La vittoria del centrodestra di Rutte in Olanda è il chiaro segnale che i valori condivisi sono più forti delle spinte populistiche. Anche la sinistra crolla e questo è un segnale importante, anche dal punto di vista liberale, in linea con altri paesi: le persone stanno iniziando a fare i conti con chi in politica assume comportamenti seri, concreti e misurabili e per questo anche in Italia dobbiamo tornare ad essere uniti sulla base di un programma comune chiaro. Il nostro primo impegno rimane quello di lavorare per il bene del nostro paese, senza alcun populismo ma attraverso riforme e proposte che ci aiutino ad uscire da una fase critica della storia nazionale. E se ci presenteremo uniti ai prossimi appuntamenti elettorali, come sta accadendo in vista delle elezioni amministrative di primavera, potremo liberare l’Italia da governi tecnici e di sinistra.
20 dicembre 2013

Tutti difendiamo Europa ma architettura dell’Euro è imperfetta e va rivista

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1 novembre 2013

Intervista di Letta è scorretta perché non riconosce ruolo di Berlusconi nella costituzione del Governo

L’operazione politica compiuta oggi dal premier Letta nella sua intervista a numerosi giornali europei è, per quanto riguarda il suo principale alleato di governo, furba e, come tutte le furberie, scorretta. Non una parola giunge sul contributo del Presidente Berlusconi e di Forza Italia alla costituzione e al mantenimento di questo governo di larghe intese che pure, nelle stesse parole del premier, ha ambizioni importanti e sta portando risultati straordinari. Quasi a nascondere all’Europa che questo governo esiste grazie a Silvio Berlusconi. Eppure Letta non disdegna i voti di Forza Italia, che, lo ricordiamo, gli sono necessari per continuare a governare questo Paese in chiave europea. L’intervista contiene invece allusioni a un non meglio precisato “populismo” berlusconiano e un chiaro invito a distinguere, sempre in Forza Italia, il grano dei filogovernativi dal loglio dei presunti antieuropeisti e dunque a spingere per una scissione del nostro movimento. Il che rende non superfluo ricordare a Letta che Forza Italia è il grande raggruppamento dei moderati italiani e intende continuare ad esserlo, che mai nessun presidente del Consiglio è stato più europeista di Berlusconi e che nessuno ha intenzione di fare l’ospite sgradito nel suo carinissimo governo“. Lo dichiara in una nota Deborah Bergamini, parlamentare Pdl.

16 maggio 2013

Bene Bonino su impegno del governo per azione politica vs Germania

Ho apprezzato il fatto che il Ministro Bonino, partecipando ad una riunione al Consiglio d’Europa, abbia affermato che il governo, e nello specifico il Presidente Letta, è impegnato a portare avanti una ‘azione politica sulla Germania’. E’ una delle cose più importanti che le ho chiesto ieri durante l’audizione di fronte alle commissioni Esteri di Senato e Camera riunite in seduta comune.” Deborah Bergamini

Così Deborah Bergamini, capogruppo Pdl in Commissione Esteri della Camera e Segretario della delegazione parlamentare italiana al Consiglio d’Europa, che prosegue: “ha ragione il Ministro Bonino anche quando afferma che, finalmente, non siamo più ad un anno fa quando ‘l’austerity era un dogma senza alternativa’. Peccato solo che noi del Pdl ci siamo presi dei populisti e degli anti-europeisti per aver cercato di opporci ad un’Europa piegata ai soli interessi tedeschi.

Mi auguro davvero che l’azione di questo governo, e del Ministro Bonino, sia efficace nel riequilibrare i rapporti interni all’Unione Europea e nel tutelare al meglio gli interessi dell’Italia e degli altri paesi dell’Europa mediterranea. Per il bene del nostro Paese e anche dell’Europa, che altrimenti non riuscirà ad uscire dalla crisi di credibilità di cui soffre di fronte ai suoi propri cittadini” ha concluso Bergamini.

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15 marzo 2013

Ue: Denunciare le politiche di austerità non è più da populisti irresponsabili…

Deborah Bergamini Noto che adesso segnalare il pericolo che l’austerity uccida le economie dei paesi mediterranei dell’Europa, con i rischi e le terribili conseguenze sociali connesse, non è più un atteggiamento ‘populista e antieuropeo’ come quando a denunciarlo erano Berlusconi e il Pdl. Così, infatti, siamo stati definiti per mesi, oltre che ‘irresponsabili’ e chissà cos’altro, mentre adesso, da Monti a Juncker e da Schulz all’Udc, tutti si affannano a chiedere maggiore flessibilità sui conti pubblici”.

Così Deborah Bergamini, deputato Pdl e membro del gruppo strategico del Ppe sulla politica estera commenta gli esiti del Consiglio europeo di ieri.

I tecnici e gli euroburocrati, dopo aver chiuso gli occhi per lunghi mesi di fronte ai dati catastrofici dell’economia reale, non hanno potuto ignorare il messaggio chiaro degli elettori italiani. Ma pensando ai numeri che descrivono la situazione economica e sociale del nostro Paese poter dire ‘l’avevamo detto’ non è certo una consolazione. E’ però la riprova del fatto che il nostro partito ed il nostro leader hanno sempre avuto molto chiaro quali fossero le condizioni dell’Italia e i rischi a cui una politica di sola usterità la stava esponendo, nonché le misure che sarebbe stato necessario attuare” ha concluso Bergamini.

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4 gennaio 2013

Non siamo populisti. Ma sicuramente difendiamo i cittadini, le famiglie, i ceti produttivi e gli interessi nazionali

Deborah Bergamini Fondazione De Gasperi

“Da giorni sento accusare il mio partito, e quindi anche me, di populismo. Sarei curiosa di chiedere a tutti coloro che utilizzano questo termine di darcene una definizione. Credo, infatti, che si troverebbero in difficoltà e che avremmo molte risposte diverse. È chiaro che i detrattori del Pdl, in carenza di argomenti, utilizzano un termine vago, ma dalla connotazione negativa, come pietra da scagliare contro Berlusconi e la sua coalizione. Il cui risultato elettorale, il 24 febbraio, evidentemente spaventa.
In tutto ciò, vorrei essere chiara: se per populisti si intende demagoghi, è chiaro che noi non lo siamo. I governi Berlusconi hanno sempre operato con l’obiettivo, per nulla populista, di modernizzare e rendere più competitivo il nostro Paese. E hanno sempre mantenuto i patti. Cosa che certo non si può dire degli esponenti del ‘centrino’, a cominciare dal loro leader, Monti, per proseguire con i Fini e i Casini. Se, invece, si definisce populismo l’empatia con il popolo, con i cittadini, e la difesa strenua degli interessi nazionali, delle famiglie italiane e dei ceti produttivi che fanno la ricchezza di questo Paese, allora siamo sicuramente, e fieramente, populisti.”

Così in una nota Deborah Bergamini, Pdl.

11 dicembre 2012

Berlusconi, Europa ed elezioni. La mia intervista a Reuters

La mia intervista a Paolo Biondi, Reuters: Deborah Bergamini

ROMA, 11 dicembre (Reuters) – Silvio Berlusconi si candida come premier a guida di un centrodestra europeista, lontano da derive populiste, ancorato al Ppe del quale si sente uno dei maggiori azionisti. La ridiscesa in campo è stata una decisione consapevole e meditata anche se è impossibile escludere ripensamenti. Berlusconi si presenterà alla guida di un partito profondamente rinnovato e che dovrà sempre più strutturarsi a livello sociale, per questo il tandem con il segretario Angelino Alfano sta funzionando bene.

A dispetto delle polemiche che scoppiano ogni ora, dei timori internazionali e dei mercati sulla discesa in campo del Cavaliere, Deborah Bergamini, ex giornalista e dirigente Rai, uno dei parlamentari ultimamente considerati più vicini a Berlusconi, descrive una situazione rassicurante a livello internazionale e giudica le varie critiche mosse a Berlusconiun tentativo di screditare la ridiscesa in campo.

La replica è rivolta a tutti a iniziare dal capogruppo del Ppe a Strasburgo, il francese Joseph Daul, che ha definito “un grave errore” far cadere il governo di Mario Monti da parte del Pdl.

Faccio fatica a capire le critiche di Daul: non vedo nessun cambiamento di linea rispetto a quanto fatto in questi anni e ci sentiamo ancora uno dei maggiori azionisti del Ppe al quale garantiamo una straordinaria robustezza politica. Cosa stiamo dicendo di diverso dal solito? Vogliamo più Europa, una più forte unità politica, una più forte unità bancaria“, si sfoga la Bergamini con Reuters dicendo di non comprendere le critiche che si leggono sulla stampa internazionale.

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11 dicembre 2012

Pdl, come Ppe, vuole più Europa. Ma Europa dei popoli, che difende dignità e libertà (anche di voto) dei cittadini

Se dichiarare che l’Italia è in recessione e che le politiche fiscali del Governo Monti non l’hanno fatta crescere è da populisti, allora devo prendere atto che si annidano populisti anche tra i maggiori commentatori italiani ed esteri, a cominciare dal Financial Times, che proprio ieri dedicava un articolo alla ‘bolla Monti.” Debora Bergamini

Così in una nota l’On. Deborah Bergamini, Pdl, che prosegue: “in Europa vige la libertà di pensiero e, fino a prova contraria, anche di voto. Sono improvvidi questi tentativi di influenzare, dall’estero, l’esito delle prossime elezioni, tanto più quando sono posti in essere da persone, come il capogruppo Ppe al Parlamento Euopeo, Daul, che, stante il loro ruolo, dovrebbero essere imparziali nei confronti dei partiti della famiglia popolare europea“.

“Credo che il collega francese Daul si sia lasciato tirare per la giacca e anche che sia stato male informato: la linea programmatica del Pdl non è cambiata, é la stessa degli anni in cui, forti del nostro 38 per cento di consensi, consentivamo al PPE una straordinaria robustezza politica. Crediamo che la risposta alla crisi sia ‘più Europa’, come recitava il congresso del Ppe a Bucarest, celebrato poche settimane fa alla presenza di una folta delegazione italiana del Pdl. Ma vogliamo un’Europa dei popoli che difenda la libertà e la dignità dei suoi cittadini senza scipparli di una delle più importanti libertà fondamentali: quella di determinare il proprio futuro attraverso elezioni libere e democratiche” ha concluso la deputata azzurra.

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14 maggio 2012

Basta all’Europa di carta, è tempo di un’Europa politica democratica e libera

Debora Bergamini“Il tracollo della Cdu della Merkel nel land più popoloso della Germania ci insegna, forse più di ogni altro fra i clamorosi risultati del recente turno elettorale di tanti paesi europei, che si stanno inesorabilmente chiudendo gli spazi dell’Europa (solo) monetaria cui siamo stati abituati da quando è nato l’euro. Quell’Europa, tanto per intenderci, che ci ha imposto un cammino burocratico e cartaceo, che ha beneficiato banche e speculatori ma ha impoverito i popoli e svuotato le sovranità nazionali; quell’Europa che ha ridotto il senso della politica ad una ratifica pedissequa di decisioni prese dal capitalismo finanziario e dall’imperio della grande malattia dei nostri tempi: il debito. Con la complicità di partiti deboli, di una classe politica spesso troppo pronta a seguire anziché, come è suo compito, ad indicare la strada. Ridotti al ruolo di certificatori di bilanci, gli Stati, o meglio i popoli degli Stati, stanno dicendo basta a politiche nazionali deboli, che impongono un rigore schizofrenico ma non sembrano in grado di produrre ciò che occorre: la crescita. E stanno dicendo basta a questa Europa senz’anima, fatta di carta (moneta)“.

Lo dichiara in una nota l’Onorevole Deborah Bergamini, PdL, che prosegue: “gli spazi che si chiudono sono però destinati ad aprirne altri: sono quelli, finalmente, di un’Europa politica, il cui cammino è stato interrotto dall’irruento arrivo della moneta unica, illusoriamente ritenuta sufficiente a dare vita alla grande costruzione europea. Oggi, sulle macerie di quel sogno monetario, può nascere quell’Europa politica matura e voluta che finora è stata solo invocata. In questo ambito i grandi partiti europei, sotto l’egida del PPE e del PSE, possono finalmente cominciare a ricostruire la loro identità, sconfiggere le spinte populiste ed estremiste, e impostare un nuovo rapporto col proprio elettorato basato su un ritrovato realismo e sull’aspirazione ad una dimensione europea non più centrata sulla circolazione di una moneta ma sulla volontà dei popoli di riconoscersi in un unico grande edificio democratico e libero“, conclude la parlamentare.

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